Veit Heinichen.
.
LA GIORNALAIA.
.
Titolo originale: Die Zeitungsfrau.
Traduzione di: Monica Pesetti.
Edizioni e/o, Roma.
.
Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
.
Questo  un romanzo, non ha pretese di verit, ma le conclusioni a cui giunge sono plausibili. Personaggi e luoghi nascono dalla fantasia dell'autore, eventuali somiglianze con persone esistenti o esistite sono involontarie, puramente casuali e prive di ogni riferimento concreto.
Walter invece  reale, e il suo Gran Malabar  il secondo ufficio del commissario Proteo Laurenti.

Presentazione.

 L'incredibile scorreria a Porto Vecchio,
il porto franco di Trieste, porta la firma di
Diego Colombo, l'antico nemico di Laurenti.
L'istinto di caccia del commissario si 
risvegliato. Nel profondo di se stesso deve
ammettere che la precisione con cui  stato
commesso il crimine gli suscita un certo
rispetto, tuttavia un innocente  morto,
e Proteo Laurenti  pi che deciso a mettere
finalmente in manette Diego. Il commissario
Laurenti, infatti, non ha mai creduto alla
presunta morte di quest ultimo. Ma cosa pu
spingere Diego a mettere a repentaglio, dopo
cos tanti anni, la sua latitanza? Avidit,
avventatezza? O forse voglia di vendetta?
Laurenti realizza che trover risposta a
questa domanda nei circoli pi esclusivi
della Trieste bene, a cui appartengono
da molto, moltissimo tempo i complici
di Diego...
...
L'autore.

 Tra gli scrittori europei di noir di maggior
successo, Weit Heinichen, scrittore tedesco
che vive ormai da molti anni a Trieste,
ambienta le sue inchieste politicamente
scomode e coraggiose in una citt dove
il noir nordico incontra quello mediterraneo.
Le Edizioni E/O hanno pubblicato anche
I morti del Carso, Morte in lista d'attesa,
A ciascuno la sua morte, Le lunghe ombre
della morte, Danza macabra, La calma del pi
forte, Trieste. La citt dei venti, scritto
assieme ad Ami Scabar, Nessuno da solo
e Il suo peggior nemico.
...

Citazioni.

Ever tried. Ever failed. No matter.
Try again. Fail again. Fail better.
Samuel Beckett.

Con sollievo, con umiliazione, con terrore,
comprese che anche lui era un'apparenza,
che un altro lo stava sognando.
Jorge Luis Borges.
...
.
...
La giornalaia.

Il commissario Proteo Laurenti
a caccia di un presunto suicida
nei meandri di una Trieste
mitteleuropea quel tanto che basta
e mediterranea quel tanto che serve,
aristocratica, asburgica, italiana,
di confine, decaduta, riqualificata,
sempre piena di atmosfera.
...
Buon viaggio.

 Sulle Rive il riverbero dei lampioni si rifletteva sul mare
piatto. Agli attracchi della Sacchetta centinaia di motoscafi
e barche a vela attendevano che la primavera li
strappasse dal letargo invernale. Portati dalla brezza che soffiava
sull'acqua, il tintinnio metallico delle sartie e lo sciabordio
cadenzato contro il pontile arrivavano solo a tratti al
maresciallo con la divisa della guardia di finanza. Nascosto nell'oscurit
della luna nuova dietro un cassonetto dei rifiuti sul
molo Fratelli Bandiera, seguiva con occhi spalancati alla fioca
illuminazione della banchina gli agili movimenti di una figura
magra e asciutta a neanche cento metri di distanza. Una figura
che era scesa da una BMW Touring richiudendo piano la portiera
e stava scavalcando lo sbarramento di una passerella.
 Con un balzo felino l'uomo sal su un enorme yacht e inizi
ad armeggiare intorno alla porta della cabina. Si ud un raschio
metallico. Il tonfo di un pesante lucchetto che cadeva sul ponte
di legno pregiato lacer il silenzio della notte come un colpo di
martello, seguito dal rumore di un pannello scorrevole aperto
fino al fermo.
 Un lampo abbagliante squarci il buio. Insieme all'onda
d'urto dell'esplosione si alzarono in aria vampate di fuoco che
avvolsero anche le due barche a vela accanto allo yacht.
Schegge e rottami si sparpagliarono tutto intorno per un vasto
raggio. Il maresciallo barcoll all'indietro e fin contro il muro
grigio di una casa, il cui intonaco corroso dai venti salmastri gli
si sbriciol tra le dita. Spazzol via rapidamente con le mani la
polvere dalla giacca della divisa, sal sulla Lancia Delta Integrale
giallo ginestra e raggiunse l'auto dello scassinatore, poi
prese tre involucri di cartone piatti e larghi dal portabagagli
della BMW, riuscendo a malapena a reggerli anche spalancando
al massimo le braccia. Controll le etichette e caric gli ingombranti
pacchi sul sedile posteriore della sua macchina, fece una
rapida inversione di marcia e ripercorse il molo Fratelli Bandiera
per svoltare pochi metri pi avanti nel cortile della
caserma, da cui stavano uscendo di corsa i colleghi del turno di
notte, gli occhi rivolti verso il luogo dell'esplosione.
 Ha visto, maresciallo? domand in tono concitato un
giovane brigadiere, sventolando il braccio teso quasi si fosse
scottato.
 Ho visto tutto, dall'inizio alla fine. Era Diego Colombo. 
salito sullo yacht. Stavo per chiamarvi cos finalmente lo sbattevamo
dentro, quando  esplosa la bomba. A quanto pare
questa volta ha fatto un errore. L'ultimo. Prima o poi cpita a
tutti. Erano le 4.44 esatte. Domenica 14 aprile 1991 alle 4.44.
 Ripet di nuovo data e ora come per imprimerle bene in
testa al giovane sottufficiale, ma le sirene delle autopompe dei
vigili del fuoco e delle volanti di polizia e guardia costiera
sovrastarono la sua voce.
 Dopo questo spavento ho bisogno di una sigaretta. Ne ha
una, brigadiere?.
 Allora il caso  nostro, maresciallo comment eccitato
il sottoposto allungandogli il pacchetto. Cosa stiamo
aspettando?.
 Lascia che ci pensino gli altri. Guarda come corrono, i
primi sono gi l. Io non ero ancora in servizio, sono solo un
testimone. La smodata ambizione distrae dal proprio lavoro,
ricordatelo. Abbiamo gi abbastanza da fare con l'evasione
fiscale, l'esportazione illecita di capitali e il riciclaggio di
denaro sporco. Il maresciallo fece un paio di tiri a pieni polmoni,
poi batt lo stivale sull'asfalto. Se non altro la morte di
Colombo mette fine ai furti e alle bombe in citt. Una vera
liberazione.
 sicuro che sia morto, maresciallo?.
 Si  portato dietro un pacco grosso cosi rispose allargando
le braccia. Se tu avessi visto l'esplosione come l'ho
vista io non faresti domande stupide. Di lui al massimo 
rimasto qualche brandello, e prima che la Scientifica recuperi
qualcosa dall'acqua anche quelli saranno finiti in pasto ai
pesci.
Quindi era salito a bordo?.
Gi. E non  pi sceso.
 La poppa dello yacht continuava ad affondare e la prua
tirava pericolosamente la cima di ormeggio. La cabina era
ridotta ad un moncone di metallo. Nuvole di vapore si alzavano
dai resti. O era il fumo di un incendio sottocoperta? I poliziotti
sul pontile indietreggiarono per fare spazio ai vigili del fuoco
che dirigevano il getto degli idranti sulle imbarcazioni in
fiamme accanto al relitto. Nonostante l'ora mattutina sulle
Rive si vedevano gi gruppetti di curiosi.
 Spero solo che non sia successo nulla alla mia macchina
aggiunse il superiore rivolto al brigadiere.
Ne vorrei anch'io una cos, maresciallo.
 Allora vedi di risparmiare. In fondo hai la met dei miei
anni. La Delta Integrale costava pi dello stipendio che un
maresciallo prendeva in tre anni, ma nessuno aveva chiesto a
La Rosa come l'avesse pagata.
Quante ne hanno prodotte?.
 Giallo ginestra solo duecentoventi. Il maresciallo schiacci
la cicca. Finch  polvere basta lavarla. Pensaci tu, ma sta'
attento a non graffiare la vernice. Quando sorge il sole voglio
che brilli come sempre. E fammi sapere se noti dei danni. Pi
tardi ti offro un caff.
 Il giovane sottufficiale scatt sull'attenti e si mise al lavoro
mentre il maresciallo La Rosa firmava il registro presenze.

 La notizia dell'esplosione in Sacchetta si diffuse a macchia
d'olio e arriv a Teresa Fonda mentre serviva i primi clienti,
poco dopo l'apertura della piccola edicola in piazza San Giovanni.
Qualche mese prima aveva rilevato il negozio di nove
metri quadri in cambio di una cospicua buonuscita a cui aveva
provveduto Diego Colombo. Stavano insieme da quando
Teresa era diventata maggiorenne, ma conosceva suo cugino di
secondo grado, di otto anni pi grande e cresciuto in Argentina,
da quando ne aveva quattordici e lui aveva cercato rifugio
presso alcuni parenti a Trieste. Diego sarebbe dovuto partire
per la guerra delle Falkland, invece era fuggito su uno yacht
rubato al porto di Mar del Plata ed era riuscito ad arrivare fino
in Europa risalendo le coste del Brasile. Si era ambientato in
fretta e aveva messo radici nella nuova citt, dove lavorava
come skipper sulle barche a vela della gente ricca o sbrigava
certi affari per conto di un agente della guardia di finanza di
cui non faceva parola nemmeno incalzato dalle domande di
Teresa. L'aveva messa al corrente solo l'anno prima, alla vigilia
del matrimonio.
 Grazie al costante buonumore della giovane donna alta un
metro e ottantacinque, con lunghi capelli scuri che le scendevano
sulle spalle e forme procaci che non faceva nulla per
nascondere, ben presto il fatturato dell'edicola nell'animata
piazza San Giovanni aveva registrato una notevole impennata.
Di l a quattro mesi Teresa avrebbe dato alla luce il suo primo
figlio, e la gravidanza sembrava infonderle ancora pi energia.
Ma quando vide il viso dell'ispettore, che attendeva insieme a
un collega di poterle parlare in privato, il suo sorriso radioso
svan.
 Teresa Fonda? domand l'agente in jeans, t-shirt e giacca
di pelle mostrando il tesserino.
 A occhio e croce doveva avere pi o meno trentacinque
anni. Nonostante i modi seri aveva un'espressione simpatica.
Occhi azzurri, carnagione del sud, capelli neri leggermente
mossi. Teresa annu.
E lei chi ?.
 Ispettore Laurenti, questura di Trieste. Dov' Diego
Colombo?.
 Il collega, pi giovane, pi pallido e mal rasato, fissava
rapito il profondo dcollet della proprietaria dell'edicola.
In ferie, perch?.
 Teresa si sistem il leggero pullover giallo limone. Il poliziotto
pi giovane arross.
Quando torna?.
Perch vuole saperlo?.
 L'ispettore sollev una bustina di plastica sigillata con
dentro una carta d'identit fradicia.  stata ripescata in Sacchetta
tra i resti di uno yacht distrutto da un'esplosione.
 Vedendo la fototessera lo sguardo di Teresa si rabbui. La
donna chiuse velocemente la porta del negozio prima che
entrasse qualche cliente. Diego  in montagna da un paio di
giorni. Torna oggi.
 raggiungibile al telefono?.
 Gli occhi dell'ispettore erano severi. Teresa Fonda si morse
il labbro e scosse la testa in silenzio.
 Dov' esattamente? Chiederemo ai colleghi di
rintracciarlo.
 Ha detto soltanto che andava in montagna, non ha lasciato
un recapito. Diego  pulito da anni, ispettore, si  fatto sei mesi
di galera perch  stato incastrato da quel maresciallo della
guardia di finanza. Era una trappola, ma come sempre la
parola di chi porta la divisa conta pi di quella di un comune
cittadino. Come mai lo sta cercando?.
 Il novellino di fianco all'ispettore si ringalluzz di colpo,
quasi volesse vendicarsi delle dolci fantasticherie che la scollatura
di Teresa aveva risvegliato in lui. La sua voce era autoritaria
quanto l'abbaiare di un chihuahua.
 Spero abbia fatto buon viaggio. Se il documento restava in
acqua un altro po' sarebbe finito sul fondo. Si prepari al
peggio, signorina.
 Signora, prego. Teresa non degn la pulce di uno
sguardo e si rivolse all'ispettore. Come posso contattarla?.
 Laurenti prese un biglietto da visita dal portafoglio e scrisse
sul retro il numero del suo primissimo telefonino, che aveva
appena da una settimana. Grazie ai Mondiali del 1990, anche
l'Italia aveva una rete cellulare e finalmente anche i comuni
mortali potevano comperare persino nei supermercati, sebbene
a cifre spropositate, quegli aggeggi tozzi e massicci con una
lunga antenna. Mi chiami appena ha sue notizie.
 Lei gli regal un rapido sorriso e continu a fissare il
biglietto anche quando i due agenti erano ormai tornati in
strada. Li vide attraversare piazza San Giovanni e fermarsi al
Gran Malabar per bere un caff. Teresa Fonda termin di servire
i clienti in attesa davanti all'edicola consegnando giornali,
sigarette e resto quasi senza pronunciare una parola, poi volt
il cartello con gli orari di apertura dal lato con la scritta "Torno
subito". Chiuse il negozio a doppia mandata, si affrett verso
il posteggio dei taxi e disse all'autista di portarla in Sacchetta.
 Diego Colombo, il futuro padre del suo primo figlio, era
rientrato il giorno precedente da un viaggio in Svizzera con la
sua macchina, e aveva detto di dover sbrigare un ultimo incarico
per conto del maresciallo La Rosa della guardia di finanza.
Dopo di che si sarebbe liberato di lui una volta per tutte.
 Gi da lontano Teresa vide i mezzi della polizia e dei vigili
del fuoco, le manichette che venivano srotolate dall'autopompa,
le teste a pelo d'acqua dei sommozzatori che comunicavano
a gesti. Tutto il traffico dell'ora di punta era incanalato
in un'unica corsia, il taxi avanzava a passo d'uomo. L'autista
inve quando Teresa gli infil in mano la cifra esatta indicata
dal tassametro e scese un bel pezzo prima di giungere a destinazione.
Avrebbe fatto pi in fretta a piedi. Avanz senza staccare
gli occhi dalla darsena poi, arrivata all'altezza della
caserma della finanza sulla lingua di terra di fronte al molo Fratelli
Bandiera, cambi direzione e chiese del maresciallo Lino
La Rosa agli agenti di guardia.
 Porco, l'hai ammazzato tu! gli url un quarto d'ora dopo,
quando l'uomo finalmente si present. L'aveva lasciata aspettare
nell'atrio, a camminare nervosamente avanti e indietro. Un
sorriso falso stampato in faccia, le mani affondate nelle tasche.
 Non  stato un incidente, Lino. Si tratta di omicidio! Hai
architettato tutto perch sapevi di non avere in mano pi
niente contro Diego e avevi paura di finire dentro. Ci hai sfruttati
anche troppo, il gioco  finito!.
 La voce di Teresa rimbombava in tutto il corridoio, i colleghi
del maresciallo si affacciarono curiosi alle porte degli
uffici.
 Ah, quindi l'hanno trovato? Hanno fatto presto. Datti una
calmata, ho solo visto esplodere la barca mentre venivo qui.
Era ancora buio, ma quello che trafficava a bordo era senza
dubbio Diego. Erano le 4.44 esatte di oggi, 14 aprile 1991. Ho
fatto mettere a verbale la mia testimonianza. Che hanno ripescato
i suoi documenti in mare, l'ho saputo poco fa.
 Sei proprio una carogna! Ieri avevi un appuntamento con
lui.
Hai parecchia fantasia, ragazza. Deve essere la gravidanza.
 Dove sono i quadri che ha portato dalla Svizzera? Il Mantegna,
il Crespi e la Maddalena penitente del Tintoretto. Sono
suoi!.
 A me dell'arte non me ne frega niente, mi piace la vita
vera. Stai dando i numeri, ragazza. Non vedo quel criminale da
mesi, ringraziando il cielo. Faresti meglio anche tu a cercarti
una compagnia migliore. E ora togliti dai piedi, prima che ti
denunci per diffamazione e oltraggio a pubblico ufficiale e ti
faccia arrestare, cos il figlio di quel delinquente nascer in
galera. Fuori di qui. Subito.
 Due uomini in divisa si piazzarono dietro di lui. Teresa non
si mosse di un millimetro e lo fiss con uno sguardo di fuoco
che avrebbe spaventato chiunque.
Non finisce qui sibil con rabbia.
 La Rosa gir i tacchi senza proferire parola e si allontan
lungo il corridoio. Quando apr la porta dell'ufficio azzard
un'occhiata alle sue spalle. Teresa Fonda era sparita. Il maresciallo
and alla finestra e cerc invano di distinguerla tra i
curiosi assembrati sulla riva. Si sedette alla scrivania e registr
l'accaduto annotando data, ora e le parole di Teresa, poi port
il foglio all'agente di guardia all'ingresso che lo firm in qualit
di testimone. Non si poteva mai sapere.
 Furiosa e invasa da un'angoscia disperata, Teresa Fonda
percorse le Rive osservando il molo dove i sommozzatori avevano
fissato le cime con cui un'enorme gru dei vigili del fuoco
doveva recuperare la carcassa dello yacht. Il capannello di persone
sulla sponda opposta era aumentato, un fotografo della
stampa si era fatto largo tra la folla e un cameraman della tv
locale aveva posizionato il cavalletto. Per quel giorno i canottieri
del circolo l accanto avrebbero dovuto saltare l'allenamento,
una motovedetta della guardia costiera bloccava
l'entrata del porto impedendo l'accesso finch sopralluogo e
recupero non fossero terminati.
 Arrivata a met della rada Teresa trasal. L'ormeggio dell'Esperanza
era vuoto. Dove diavolo era finita la vecchia barca a
vela lunga dodici metri con cui Diego Colombo era fuggito
dall'Argentina? L'aveva sempre coccolata come una figlia.
Teresa si morse il labbro - che il maresciallo La Rosa si fosse
sbagliato?
...
Finch affar non ci separi.

 "Mi devi trentaseimila euro di provvigione! Il mese
scorso ti ho mandato sette salme e quello prima
cinque. Conosco le tue tariffe. Guadagni anche
troppo bene e sai quali sono le conseguenze se non paghi. La
pacchia  finita".

La grafia nervosa e incalzante di Daria era inconfondibile.
 In passato Corrado Giuliani aveva ricevuto centinaia di dichiarazioni
d'amore da quella stessa mano, ma da quando le cose
erano cambiate Daria lo comandava con pugno di ferro e lo
spremeva come un limone. Il quarantacinquenne impresario
funebre fece un respiro profondo, pieg il foglio con gesti maldestri
e si tampon la fronte dal sudore contro cui anche il climatizzatore
era impotente, dato che non era dovuto all'insolito
caldo di quel giorno di settembre. Corrado Giuliani tremava di
paura e, quando alz gli occhi sui due tizi dall'aria minacciosa
in piedi di fronte a lui, la pelle del viso gi chiara di natura era
bianca come l'intonaco della parete.
 Per un'ora lo sgangherato furgone pieno di ammaccature
era rimasto parcheggiato davanti alle onoranze funebri Pace
Eterna, in campo San Giacomo. Mentre giocavano con gli
smartphone, i due uomini nella cabina di guida non avevano
smesso di fissare dal finestrino l'ufficio al piano terra dello spoglio
edificio. Giuliani aveva faticato a concentrarsi sull'afflitta
coppia seduta all'altro lato della scrivania per organizzare la
sepoltura del congiunto appena deceduto. Distratto da quella
presenza si era fatto ripetere pi volte le richieste, aveva sbagliato
anche i prezzi ed era stato costretto a consultare pi
volte il listino. Arrivati al pagamento si era confuso di nuovo,
marito e moglie si erano scambiati una lunga occhiata silenziosa,
ma alla fine avevano firmato il contratto.
 I due uomini erano spariti solo un quarto d'ora in una sala
slot dall'altra parte della strada. Poi a un tratto se li era ritrovati
davanti, dovevano essere entrati mentre gli ultimi clienti
della giornata uscivano dall'agenzia. Entrambi indossavano
jeans sporchi e t-shirt tese sui bicipiti tatuati.
 Uno gli aveva sbattuto il foglio sotto il naso, intanto quello
pi magro e nervoso aveva iniziato a trafficare con armadietti
e vetrine del campionario, rovistando tra le stoffe, buttando a
terra crocifissi e annunci funebri, osservando alla luce i pannelli
di legno nei colori disponibili per le bare ed esaminando
urne di ogni forma, materiale e dimensione. Dopo averle
testate facendovi tintinnare contro un mazzo di chiavi ne aveva
scaraventata una sulla scrivania per mettere in chiaro chi
comandava.
 O paghi o scegli il legno che ti piace di pi. La voce tradiva
chiaramente le sue origini siciliane. Nei limiti del possibile
ne terremo conto quando ti sotterreremo in un bosco.
Puoi scegliere tra radica di quercia, castagno o pino.
 Oppure preferisci delle comode scarpe di cemento? La
sepoltura in mare va molto di moda. L'accento era quello dei
Balcani. L'uomo si sedette sulla scrivania spiegazzando noncurante
il contratto appena chiuso da Giuliani. Per un'eventuale
cremazione, invece, ti garantiamo un posto speciale all'inceneritore
comunale.
 Lo sai, la capa  arrabbiata con te perch le devi ancora la
sua parte prese di nuovo la parola lo smilzo. E noi siamo
incazzati neri. Finch non paghi non vediamo un centesimo, e
sono gi due mesi che aspettiamo.
 Il siciliano apr un altro sportello e fece volare per aria la
prima pila di documenti che gli capit a tiro.
 Daria avr i suoi soldi presto. Sulla camicia azzurra di
Giuliani si erano allargate grandi chiazze di sudore. Le ho
spiegato che dovevo fare degli investimenti per mandare avanti
gli affari. Se non mi credete, domandatelo a lei prima di
distruggermi l'ufficio.
 Scordatelo, sciacallo. Qui gli ordini li d la capa, e ti conviene
fare come dice lei, altrimenti ci serviamo da soli. Dov' la
cassaforte?. La cadenza dell'est era dura come lo sguardo
dell'uomo.
Non ce l'ho, guardate pure. Mi pagano tramite bonifico.
 Solo una piccola parte, i millecinquecento euro che possono
detrarre dalle tasse. Il resto lo intaschi in nero. Toni fece scattare
un coltello a serramanico e inizi a pulirsi ostentatamente le
unghie con la punta della lama scintillante. Fuori i soldi.
 Non tengo mai contanti qui in ufficio. Tornate domani alla
stessa ora.
Non sta a te dirci cosa dobbiamo fare. Paga. Adesso.
 Corrado Giuliani trasal spaventato quando all'improvviso
il coltello si conficc nel ripiano della scrivania vibrando a
pochi centimetri da lui. Prima che riuscisse a prenderlo,
l'uomo dei Balcani lo aveva gi in pugno e gli puntava la lama
alla gola. Contemporaneamente sfil il portafoglio dalla giacca
dell'impresario e tir fuori i soldi.
 Cosa? Solo trecento euro? E i fornitori come li paghi?
Tanto lo sappiamo che lavorate tutti in nero, nessuno vi
controlla.
 Non venire a fare il santo gli tenne testa Giuliani. Sono
sicuro che non hai mai presentato una dichiarazione dei redditi
in vita tua. Tornate domani ho detto.
 Poi si volt di scatto verso Toni che aveva appena fracassato
alcune urne. Una in ghisa rotol sul parquet, il coperchio si
stacc e lasci uscire una mazzetta di banconote arrotolate.
 Il siciliano la raccolse con un sogghigno e cont i soldi. E
cos abbiamo almeno un acconto. Sono diecimila.
 Non diciamo fesserie, sono quindicimila si inalber Giuliani
con voce stridula.
 Interessi e rimborso spese, squalo. Vediamo un po' cosa
c' nelle altre.
 Sono tutte vuote grid Giuliani in preda al panico, ma non
riusc a impedire che l'intero assortimento finisse in frantumi.
 Alabastro, terracotta e cristallo andarono in mille pezzi,
solo le urne in ghisa e marmo resistettero. Non saltarono fuori
altri soldi.
Hai tempo fino alle nove di domani mattina, sanguisuga.
 Dardan richiuse il coltello e lo lanci a Toni, che lo afferr
con la sinistra e senza battere ciglio lo fece sparire in tasca
insieme alle banconote.
 Purtroppo non possiamo rilasciarti la ricevuta sghignazz
il siciliano.
 Corrado Giuliani si afflosci sulla poltrona e li segu con lo
sguardo senza aprire bocca. Quando poco dopo alz gli occhi
verso la vetrata vide Toni che lo salutava allegro con la mano
dal furgone.
 Prese il telefono e fece il numero del Residence Golden
Age. Sapeva che era l'unico modo per parlare con Daria, se
avesse riconosciuto il suo numero sul cellulare sicuramente
avrebbe rifiutato la chiamata. Dopo parecchi squilli una delle
infermiere della casa di riposo rispose e gli pass l'ufficio. Si
era presentato con un nome falso e aveva chiesto informazioni
fingendo di cercare un posto per la madre, in realt deceduta
due anni prima. Come al solito un brivido gli corse lungo la
schiena quando sent la voce gutturale di Daria Bono salutare
con distaccata cortesia.
 Gli ho dato quindicimila euro, Daria sbott tutto d'un
fiato l'impresario. Loro diranno che erano solo diecimila e si
terranno il resto.
 Non  un problema mio. Sei un miserabile imbroglione,
Corrado. Lo sei sempre stato. Mi hai scopata per anni promettendomi
mari e monti, finch ho scoperto che hai una moglie e
due figli. E hai anche il coraggio di provare ancora a tenermi
buona. Scordatelo.
Non mi sembrava ti facesse tanto schifo essere scopata.
 Gli cadde lo sguardo su un'icona dai riflessi dorati. Quella
Deposizione di Cristo era l'unica decorazione appesa alle pareti
dell'ufficio. Un regalo di Daria, quando ancora lo amava alla
follia e faceva grandi progetti. Veniva dall'eredit di un ospite
del Golden Age.
 Sei un porco, come tutti gli uomini. Non l'ho dimenticato.
Da un pezzo i nostri rapporti si limitano agli affari, se non
rispetti i patti o sei troppo stupido per saldare puntualmente i
tuoi debiti sono fatti tuoi. Tra l'altro mi devi parecchi arretrati.
Nessuno mi ha mai fatta aspettare cos tanto.
Ti ho detto che dovevo investire, Daria....
I tuoi problemi non mi interessano. Quando mi paghi?.
Appena posso, Daria. Abbi un po' di pazienza.
 Con te ne ho gi avuta anche troppa. Sei in ritardo da
luglio, e siamo a settembre. Voglio i soldi adesso, altrimenti
dico a quei due di tirarteli fuori con le cattive. Ci siamo
intesi?.
Ma Daria, non  cos semplice come....
 Se vuoi, faccio una visita a tua moglie, Corrado. Credimi,
quando verr a sapere delle tue porcherie ti sbatter fuori di
casa. Per anni non hai mentito solo a me, ricordatelo. Hai rilevato
l'impresa funebre da suo padre ma la proprietaria resta
lei, anche se ogni mese le freghi un sacco di soldi.
 E tu ricrdati che so un paio di cose che piacerebbero
molto alla polizia. L'icona appesa nel mio studio, quella che mi
hai regalato in uno slancio di passione, non ti  costata neanche
un centesimo, visto che l'hanno rubata i tuoi tirapiedi.
 Dimostralo, idiota. Per quanto mi riguarda fai pure.
Daria non si lasci intimidire. Oggi  il 22 settembre 2015.
Domani voglio i soldi, altrimenti....
 Clmati, ho gi dato la mia parola ai tuoi galoppini. Preoccupati
piuttosto che non freghino nulla. Non puoi spremermi
in eterno.
 All'altro capo del filo Giuliani sent solo il segnale di linea
libera. Compose immediatamente il numero dell'appartamento
all'ultimo piano e comunic alla moglie con finto buonumore
che la sera avrebbe fatto tardi. Gli era capitata
un'occasione vantaggiosa, poteva acquistare insieme ad alcuni
colleghi una nuova collezione di urne a un prezzo conveniente.
 Quel giorno l'impresario chiuse in anticipo l'agenzia, usc
dal cortile interno alla guida del carro funebre Mercedes grigio
metallizzato e scelse la strada pi breve per lasciare la citt.
Venti minuti pi tardi era al valico di Fernetti, al confine con
la Slovenia, e cercava con gli occhi le pattuglie che controllavano
il traffico da e per l'Europa dell'est. Gli arresti di ricercati
che tentavano di fuggire dall'Italia dopo aver commesso
qualche reato erano all'ordine del giorno, e lo stesso valeva per
i sequestri di refurtiva da portare nei Balcani il prima possibile.
Dalla direzione opposta arrivavano profughi, droga e armi dal
Medio Oriente o dall'Afghanistan.
 Corrado Giuliani constat con sollievo che al momento non
c'era un gran dispiegamento di poliziotti o doganieri a passare
al setaccio il traffico e punt dritto al primo centro commerciale
del vicino comune di Sezana. Nell'edificio annesso a un
supermercato si trovava la filiale slovena della banca in cui
continuava a depositare in contanti gli incassi non dichiarati,
anche se avrebbe dovuto chiudere il conto gi da tempo, vista
la prossima entrata in vigore degli scambi automatici di dati
bancari a livello internazionale. Ormai i soldi non si potevano
pi tenere nemmeno in un'urna, come aveva imparato quel
pomeriggio. Un problema che affliggeva migliaia e migliaia di
abitanti nelle citt di confine di tutta Europa. Neanche loro
avevano ancora capito che, come una volta, i risparmi erano al
sicuro dal fisco solo sotto il materasso.
 Giuliani prelev cinquantamila euro, che prima di lasciare
la banca suddivise in due buste ed infil nelle tasche interne
della giacca. Attravers il supermercato adiacente senza comprare
nulla. Quando fu sicuro che nessuno lo seguisse sal in
macchina, mise cinquecento euro nel portafoglio e nascose le
due buste sotto il sedile del conducente. Finch nel posteggio
c'erano altre auto, un carro funebre avrebbe scoraggiato anche
il ladro pi spregiudicato.
 Controll di aver chiuso a chiave il Mercedes, poi torn
indietro e infil l'ingresso del centro Paradiso, che frequentava
per ogni genere di trattamenti in materia di cura del corpo e
relax: dal taglio dei capelli al rapporto sessuale con una delle
giovanissime ragazze dell'est che masticavano appena la sua
lingua, selezionata dal gruppo in attesa nel foyer.
 All'imbrunire rientr a Trieste e si concesse anche un aperitivo
in un bar del centro prima di trascorrere il resto della
serata davanti al televisore insieme alla moglie, da bravo padre
di famiglia. I figli facevano ancora il diavolo a quattro con gli
amici sul grande piazzale antistante la chiesa di San Giacomo.
...
La giornalaia.

 Teresa Fonda sapeva il fatto suo: riviste e quotidiani,
articoli di cartoleria e cancelleria, sigarette e accendini,
che insieme ai biglietti della lotteria giustificavano la
grossa T bianca su fondo scuro appesa sopra l'ingresso e ben
visibile anche da lontano. Da lei si potevano anche pagare bollette
e multe. Ma pi dei prodotti in vendita seducevano il suo
sorriso aperto e l'abbigliamento provocante, i cui colori sgargianti
cambiavano di giorno in giorno. Doveva avere un guardaroba
grande come un negozio, o quanto meno sapeva
variare. Teresa era piena di sorprese. Giornali e tabacchi si
potevano comprare anche altrove, ma non la sua allegria e la
sua sensualit, che accendevano le fantasie maschili e la esponevano
agli sguardi di biasimo e alle frecciatine poco benevole
della clientela femminile.
 La giornalaia viveva a cinque fermate di autobus dall'edicola,
all'inizio del misero rione nella parte alta di via Giulia,
che per i suoi grappoli di edifici stretti e i giardini un tempo
incantati si era guadagnato nella tradizione popolare il nome di
Piccola Parigi. Alcuni sostenevano che Napoleone vi avesse
trascorso la notte prima della conquista di Trieste, probabilmente
per i suoi attuali abitanti speravano che le semplici
casette della zona ricordassero la Montmartre dell'epoca dei
pittori impressionisti con i loro cavalletti, anche se nelle vicinanze
non svettavano campanili n cupole di qualche chiesa
illustre, e le propriet in prevalenza abbandonate non mostravano
il minimo accenno di ripulitura. Anzi, i muri erano
coperti di graffiti tracciati da mani irresponsabili e manifesti
abborracciati che incitavano a protestare contro tutti i mali del
mondo.
 Solo il giardino di Teresa Fonda era tenuto con cura e circondato
da una fitta siepe perfettamente potata, mentre i fazzoletti
di terra confinanti erano invasi dalle erbacce. Le
verdure crescevano rigogliose nell'orto suddiviso in riquadri
geometrici, il fico e le viti erano carichi di frutti maturi, la facciata
della piccola casa a due piani era intonacata in maniera
impeccabile e verniciata di color malva, le finestre, si capiva al
primo sguardo, non lasciavano entrare le raffiche di bora.
 Come sempre, Teresa Fonda era salita sull'autobus della
linea 6 alle sei meno dieci e scesa poco dopo in via Carducci,
una strada a cinque corsie che di solito attraversava senza prestare
troppa attenzione perch a quell'ora circolavano poche
macchine. Ma da quando erano spuntati strani segnali sia a
casa sia all'edicola si guardava continuamente intorno. E
quella mattina fu stupita anche dall'inconsueto suono delle
sirene e dai numerosi lampeggianti che sfrecciavano a gran
velocit in entrambi i sensi di marcia. Poco dopo alz la saracinesca
di metallo con un fragore stridulo che ogni giorno
faceva saltare i nervi ad alcuni residenti ma serviva da infallibile
sveglia ad altri.
 Trascin dentro i pacchi di giornali e le cadde lo sguardo su
un foglio infilato nel mezzo. Una scadente fotocopia in bianco
e nero con l'immagine di un dipinto di Giorgio Morandi.
Teresa la fiss brevemente, si morse il labbro, scrisse la data sul
foglio e lo mise sul bancone insieme alle bolle di consegna.
Come ogni mattina tagli le fascette di plastica, prese alcuni
quotidiani e attravers piazza San Giovanni tenendoli sotto il
braccio. Buss alla serranda sollevata a met del Gran Malabar,
sgusci dentro chinando la testa e lanci un saluto allegro nella
sala. E come ogni mattina, quando pos i giornali sul bancone,
Walter, uno dei due proprietari, usc dalla stretta cucina sul
retro dove ammanniva tramezzini, piadine, toast, cornetti e
altre gioie per lo stomaco. Inarc le sopracciglia, prepar un
latte macchiato senza bisogno di chiedere e le mise davanti il
bicchiere fumante. Mentre spillava i giornali e li timbrava con
il logo del Malabar scorse rapidamente i titoli. Alla notizia che
le modelle super-curvy taglie forti stavano spodestando le anoressiche
dalle passerelle fece un gran sorriso.
 Puoi iniziare una nuova carriera, Teresa. La sua ironia,
associata a un acuto spirito di osservazione, era disarmante. Il
tuo corpo diventer un'icona di culto, come per il clero e la
nobilt nel Medioevo. Questi manici di scopa che fanno male
agli occhi sono out, e le tue curve tolgono il sonno a mezza
citt da anni. Se non ci fossi tu le vendite qui in piazza crollerebbero
come la borsa di Wall Street nel 1929.
 Non dire sciocchezze, tesoro. Tette grosse, virino da vespa
e culo tondo. Tutto merito della mamma. Io devo solo foraggiarli,
altrimenti si riducono in uno stato pietoso. Teresa vers
due bustine di zucchero sulla schiuma di latte e mescol.
Grazie a Dio siamo a meno di dieci passi di distanza, senza il
Malabar e i tuoi commenti mi annoierei a morte ed avrei il
morale a terra. Piuttosto, dimmi un po'... cosa  successo?
Sirene, volanti, ambulanze....
 Non lo so, come sempre sei la prima cliente. Le lingue
lunghe non sono ancora arrivate.
 Nelle settimane in cui Walter faceva il turno di mattina i
due si scambiavano ridendo gli ultimi pettegolezzi che quotidianamente
i clienti consegnavano loro a domicilio. Alla giornalaia
e al barista sfuggiva ben poco della vita nella piazza e
puntualmente si aggiornavano a vicenda divertiti, certi di poter
fare affidamento l'uno sulla discrezione dell'altra.
 Devo andare ad aprire. Quanto ci scommetti, i clienti arrivano
con un quarto d'ora d'anticipo e si lamentano. In pi di
vent'anni non hanno ancora imparato l'orario.
 Cpita lo stesso anche qui, Teresa. La Necrofila  gi fuori
che aspetta con il suo cagnolino. Walter indic le due gambe
e le quattro zampe davanti alla saracinesca.
 Succede, quando una preferisce leggere gli annunci mortuari
invece che trovarsi un uomo.
 Ti ricordi Galvano, il vecchio medico legale, pace all'anima
sua? Raccontava che negli anni Cinquanta le massaie
prima di tornare a casa a cucinare il pranzo passavano con le
borse della spesa dall'obitorio per vedere chi era morto.
 Lei in pi non fuma quindi non compra sigarette ed i giornali
li legge gratis da te al banco. In edicola viene solo per i
biglietti di condoglianze e qualche giorno prima di Capodanno
per quello della lotteria. Non so neppure il suo nome.
 "La Necrofila" o "l'Angelo della morte", cos chiamavano a
seconda dell'umore l'immancabile prima cliente della giornata
al Malabar. Una donna sui quarant'anni, chiaramente single,
slanciata ed energica, della cui vita privata non sapevano nulla,
unico caso tra gli habitu. Lineamenti duri e marcati, capelli
rossi raccolti in una crocchia severa, occhi verdi e niente
trucco, vestita in maniera classica ma costosa. E regolarmente
le trotterellava accanto un piccolo maltese bianco al guinzaglio,
che teneva sempre il muso alzato verso la padrona e rispondeva
al nome di Gulasch.
 Eppure non ti perde di vista. Forse non te ne sei accorta,
ma ultimamente ti controlla.
 Lei? No, non ci ho fatto caso. Teresa scosse la testa,
incredula. Perch dovrebbe?.
 Sembra di essere tornati ai tempi di quando gli sbirri cercavano
ancora Diego. Se non sorvegliavano la tua edicola dalla
macchina si piazzavano a uno dei tavoli fuori e ordinavano al
massimo un caff.
 All'epoca avevo compagnia ad ogni passo. Intercettavano
anche le mie telefonate. Tante energie sprecate solo per acciuffare
un fantasma.
 Direi piuttosto Fantmas, considerando tutto quello che
ha rubato senza che siano mai riusciti a beccarlo.  diventato
quasi una leggenda.
 Teresa ignor l'osservazione, come faceva ogni volta che qualcuno
parlava del marito perso venticinque anni prima. E da
quando la Necrofila mi starebbe alle costole, come credi tu?.
 Ti ha sempre tenuta d'occhio, ma da qualche settimana ti
marca stretta. Passa in continuazione qui davanti e lascia che
quel botolo bianco faccia i suoi bisogni sotto la statua di Verdi,
come se quel poveraccio non avesse gi abbastanza merda di
gabbiano sulla sua testa di bronzo. Mentre il cane lascia in giro
i suoi ricordini o annaffia i cespugli lei guarda verso l'edicola,
come per accertarsi che sei al tuo posto. E quando chiudi per
la pausa pranzo ti segue a debita distanza.
Da queste parti in effetti si vedono sempre le solite facce.
 Non credo che sia un caso. Prima di dirtelo volevo aspettare
di essere sicuro. E se fosse della polizia? Per non la
conosce nessuno degli agenti che vengono al Malabar.
 Grazie di avermi avvisata. Ma a Trieste una persona su due
ha qualche mania.

 Dammi un pacchetto di light e Il Piccolo, Tessie. Non
leggo giornali da una settimana.
 La luce era ancora pallida in quella mattina di settembre, il
sole si era alzato sul Carso soltanto da pochi minuti, e Proteo
Laurenti era uno dei primi clienti della piccola edicola
tabacchi, dove il seducente profumo della proprietaria sommato
alla sua presenza accendeva i sensi. Sconsigliato entrarvi
agli uomini deboli di nervi.
 Stai provando un'altra volta a ricominciare a fumare,
commissario? Finora ti  sempre andata male.
 Teresa rise di cuore, le labbra rosse e piene lasciarono intravedere
i denti bianchissimi, e il seno generoso sotto la leggera
maglia verde pistacchio sobbalz allegramente dando il buongiorno
al commissario.
 Come ogni mattina, il profondo dcollet della giornalaia
richiamava pi clienti dei titoli in prima pagina o del quotidiano
bisogno di sigarette. La scia del costoso profumo che
usava a volont faceva il resto. Dalle piccole casse al soffitto
Aretha Franklin gorgheggiava per l'ennesima volta You make
me feel like a natural woman.
Ma non hai altri CD? Ogni volta che vengo c' questo.
 Mica vieni cos spesso, purtroppo. Se vuoi metto Gianna
Nannini. Per non invoglia la gente a spendere, e le sue urla mi
irritano.
 Allora prendi Mina o Celentano. Si addicono all'et media
della tua clientela.
Non fare tanto lo spiritoso, siamo invecchiati anche noi.
 L'edicola, poco pi grande di nove metri quadri, riceveva
luce naturale soltanto dalla porta a vetri che dava su piazza San
Giovanni. Praticamente chiunque passasse di l si serviva da
Teresa. A giudicare dal numero di copie che vendeva della
principale testata triestina, doveva avere qualche centinaio di
clienti, a cui si aggiungevano i numerosi fumatori. Della maggior
parte di loro conosceva nome ed abitudini.
 Come stanno i ragazzi?. La giornalaia aveva due figli e
una figlia.
 Jacqueline non ha ancora capito cosa vuole fare. Adesso 
aiuto cucina in un ristorante. Jacopo  imbarcato su una petroliera
e non vede l'ora di tornare a casa. Rimorchier tutte le
ragazze a cui ha dovuto rinunciare per mesi. Jago arranca alla
scuola serale per prendere il diploma e di giorno lavora alla
cava di marmo di Aurisina. Ammiro la sua disciplina.
 E ti sostituisce in edicola quando non ci sei. Ultimamente
ho visto pi spesso lui di te, Tessie.
 Solo quando il tempo  brutto e in cava non lavorano. Se
ho qualche faccenda da sbrigare o chiudo per mezza giornata
o mi faccio sostituire, Proteo. Non siamo tutti privilegiati come
te, noi dobbiamo fare la fila negli uffici.
 Jago  un bravo ragazzo, puoi essere orgogliosa di lui. Ed
 il ritratto del padre.
 Come fai a sapere chi  il padre se non lo so nemmeno io?
All'epoca avevo un bel po' da compensare, se permetti.
Comunque non pu essere Diego, era gi morto da due anni
quando  nato Jago.
 Gli somigliano tutti e tre. Jago  molto pi basso di te,
proprio come Diego, ed  identico a lui.
 Non ti arrendi mai. Trvati un demone in carne ed ossa,
commissario. Raccontami dei tuoi figli, piuttosto. Livia  in
Germania, vero?.
 Questa settimana sono tutti a casa. Cpita di rado che l'intera
famiglia sia riunita, i ragazzi sono sempre sparsi per il
mondo. Livia ha accalappiato un avvocato di Francoforte, un
signor So-tutto-io. Devo ancora abituarmici. E gioca perfino a
tennis. La piccola Barbara, la figlioletta di Patrizia, ha imparato a
camminare e ciangotta senza sosta. Marco invece ha lasciato il
lavoro nelle cucine di una nave da crociera dopo sei mesi perch
gli sembrava di essere in una catena di montaggio, e a quanto
pare deve riprendersi prima di ricominciare a guardarsi intorno.
E cosa  successo stamani che sei in piedi cos presto?.
 Teresa conosceva le richieste sempre uguali della stragrande
maggioranza dei clienti e avrebbe potuto servirli senza neanche
bisogno di parlare, tuttavia aspettava educatamente che loro
dicessero cosa desideravano. Ma che il capo della polizia giudiziaria
di Trieste passasse a quell'ora era insolito.
 Cause di forza maggiore. Un appuntamento con l'unico
procuratore al mondo che soffre di insonnia.
 E le sirene che non la finivano pi? Vuota il sacco. Lo sai
che sono l'ufficio informazioni del quartiere. Dammi almeno
qualche indizio, servir ad aumentare le vendite.
 Teresa lo fissava, radiosa e solare, e si chin cos tanto verso
di lui che a Proteo fu impossibile continuare a guardarla negli
occhi.
 In realt sono in ferie, Tessie. Ma ho sentito che c' di
mezzo il Porto Vecchio. Pare ci sia la firma di Diego. Davvero
non hai pi avuto sue notizie?.
 Teresa Fonda abbass lo sguardo per un attimo, il commissario
credette di vedere un leggero sorriso agli angoli della
bocca.
 Tranquilla, so che non me lo diresti. Ma se la faccenda
trova conferma addio ferie, e nei prossimi giorni avrai a che
fare con me pi spesso di quanto vorresti.
 Hai bisogno di una scusa, Proteo?. Aveva ritrovato il controllo.
In fondo lo sai, che tipo di uomini mi piacciono. Tu fai
parte della cerchia degli eletti, anche se hai i capelli sempre pi
grigi. Non farmi aspettare troppo.
 Rise ancora di gusto e si scost dalla fronte una ciocca color
castagna del taglio pixie. Se tra loro non ci fosse stato il lavoro
di Laurenti, gi da un pezzo si sarebbero avvicinati molto pi
di quanto si convenga a rispettabili cittadini sposati.
 Stai dando la caccia ad un fantasma, Proteo disse Teresa
con un sorriso consegnandogli il resto.
 Quando molti anni prima, trascorso il termine stabilito
dalla legge, aveva cercato di far dichiarare morto il marito sulla
base di alcune testimonianze, il commissario e il procuratore
Scoglio si erano opposti energicamente. Le prove evidenti che
Diego Colombo non fosse deceduto nell'esplosione dello yacht
pesavano troppo: i tre figli di Teresa, simili come gocce
d'acqua, che la donna aveva cresciuto da sola. Quando Laurenti
l'aveva conosciuta era in attesa di Jacopo, incinta di
cinque mesi. In quel caso la paternit era certa. Due anni dopo
era venuto alla luce Jago, lei non aveva dato informazioni sul
padre e lo stesso aveva fatto per Jacqueline, la minore, nata due
anni pi tardi.
 Solo la carta d'identit e la deposizione dello scorbutico
maresciallo La Rosa, un collega della guardia di finanza, avallavano
l'ipotesi che Diego Colombo fosse sullo yacht. Il semplice
sospetto per formalmente non bastava per richiedere un test
del DNA per i figli. Teresa Fonda avrebbe potuto opporsi in qualunque
momento ricorrendo alle vie legali. Tuttavia Laurenti e
Scoglio erano ancora profondamente convinti che si trattasse
soltanto di un'abile messinscena per depennare Diego Colombo
dalla lista dei ricercati. A quel punto per lui sarebbe stato facile
crearsi una nuova identit ricorrendo alla chirurgia plastica.
 Devi imparare anche tu a incassare una sconfitta una volta
tanto. Quando Diego era vivo non siete riusciti a prenderlo.
Fine della storia. Sarei pi che felice se fosse successo un miracolo,
ma non  cos, perci lvatelo dalla testa.
 Teresa consider se mostrare al commissario il mucchio di
fotocopie che da qualche tempo trovava in negozio od a casa
nella cassetta della posta. Ma cosa dimostravano, in fondo?
Probabilmente erano soltanto l'omaggio di un ammiratore
timido che conosceva i furti di Diego, all'epoca finiti su tutti i
giornali, ed era troppo inibito per corteggiarla in maniera
diretta. Presto le torn il suo sorriso pieno di vita.
 Malgrado tutto sono sempre felice di vederti, commissario.
Potremmo essere molto pi intimi.
 Mai dire mai, Tessie. Sempre che tra poco non nasca il
quarto figlio di Diego.
 Teresa scoppi in una fragorosa risata. A quarantasette
anni, Proteo? Nessun amore pu essere cos grande.
 La fama di Diego aleggia in tutte le strade della citt, fin
nei suoi angoli pi remoti.
 Grazie ai suoi furti con scasso, pianificati nei minimi dettagli,
quasi certamente quell'uomo aveva fatto pi soldi di
quanto risultasse alle autorit, infatti molti dei derubati non
avevano sporto denuncia dato che la refurtiva era stata acquistata
con fondi neri che circolavano in abbondanza. Gli inquirenti
si aspettavano anche che, una volta cresciuti i figli, una
bella mattina Teresa non aprisse l'edicola e tagliasse semplicemente
la corda.
Te lo ripeto, commissario, vedi fantasmi.
 Ma quanto profumo ti sei messa? Faresti risuscitare un
morto.
  un vecchio Cartier. Si trova ancora, per bisogna sapere
dove cercarlo. Mi sta bene?.
 Sei credibile al cento percento quasi su tutto. Complimenti,
Tessie.
 Tranne che su Diego, volevi aggiungere. Magari avessi
ragione tu, Proteo.
...
Equinozio.

 Con la sua telefonata di un'ora prima il procuratore
aveva convocato Laurenti buttandolo gi dal letto. Da
quando era stato messo alla porta dalla moglie si
sarebbe detto che quell'uomo imprevedibile e notoriamente di
perenne cattivo umore passasse in ufficio anche la notte.
Sentendo gli squilli insistenti Laura si era tirata le coperte sopra la
testa e aveva continuato a dormire beata. Era abituata da
decenni al fatto che Proteo fosse costretto ad alzarsi a orari
assurdi e dentro di s ammirava il suo senso del dovere.
 Secondo le disposizioni di Carlo Scoglio, Laurenti doveva
recarsi direttamente da lui, senza effettuare alcun sopralluogo
sulla scena del crimine. Per il magistrato il caso sembrava talmente
chiaro che le indagini sul posto potevano essere tranquillamente
sostituite dall'esperienza pluriennale. Ma durante
il tragitto verso il centro il commissario aveva chiamato i colleghi
intervenuti in loco per essere messo al corrente ed aveva
deciso di fare una visita a Teresa Fonda per studiarne la reazione.
La giornalaia per si era mostrata rilassata come al
solito. E, se davvero Diego Colombo era tornato a Trieste,
aveva tutte le ragioni per essere allegra. Almeno finch il commissario
non lo avesse finalmente catturato.
 In genere, quando aveva da fare in citt, Proteo Laurenti
lasciava l'auto di servizio nel parcheggio riservato davanti alla
questura. Ancora oggi trovava ridicolo che i triestini si ostinassero
a prendere la macchina anche per i tragitti pi brevi come
se avessero tutti problemi motori, bench la municipale non
aspettasse altro che scovare un veicolo in divieto di sosta per
sfoderare il blocchetto delle multe. Se non era in corso un'operazione,
il commissario preferiva camminare tra gli imponenti
palazzi con le facciate riccamente decorate. Mille occhi lo
seguivano da fregi e capitelli. Leoni, tigri e pantere, serpenti,
aquile, fenici, draghi, chimere, divinit classiche, simboli
mistici e mostri osservavano chi passava sotto di loro. Oppure
erano le teste in pietra di committenti vanitosi, di comandanti
e agiati commercianti, generosi mecenati e furfanti senza scrupoli
che erano riusciti ad accumulare patrimoni indescrivibili.
Gli sguardi invitanti di floride e licenziose dame in marmo
sembravano accompagnare i suoi movimenti per poi affidare il
compito alle vicine del palazzo accanto.
 A un certo punto per Laurenti si era stancato di fare
sempre lo stesso percorso per andare dal suo ufficio nella questura
di fronte al teatro Romano a quello del pubblico ministero
in tribunale oppure al Gran Malabar in piazza San
Giovanni, che tutti chiamavano il suo secondo ufficio. Un'istituzione
nella vita cittadina e unico punto di riferimento fisso
del commissario, che per il resto sceglieva itinerari piuttosto
variabili in strade fuorimano durante cui registrare le trasformazioni
sociali che altrimenti gli sarebbero sfuggite.
 Anche Trieste, che aveva resistito a lungo di fronte al rapido
avanzare del tempo, era cambiata. Negli spazi dei rinomati
negozi del centro avevano preso piede le filiali delle grandi
marche, perch gli affitti incassati imponevano a figli e nipoti
dei proprietari una vita senza pensieri. Nelle vie secondarie
meno frequentate altri giovani aprivano attivit alternative che
presto chiudevano di nuovo e alla fine venivano rilevate da
cinesi, pakistani, africani o commercianti dell'Europa dell'est.
E nelle strade pi vicine al mare era spuntata una miriade di
nuovi ristoranti e locali, come se la popolazione fosse raddoppiata
nel giro di pochi anni.
 Piazza San Giovanni invece era rimasta la stessa. Il Malabar
e l'adiacente drogheria Toso con oltre un secolo di storia alle
spalle resistevano con successo alla tendenza opportunista del
mordi e fuggi e continuavano a prosperare grazie alla loro unicit,
all'ampio assortimento di prodotti di qualit e alla professionalit
del personale. In quegli esercizi Laurenti veniva anche
casualmente informato su particolari della vita cittadina che
non si facevano strada fino al suo ufficio. Walter, Adriana,
Mario e Laura, che da sempre gestivano il bar, e i loro dipendenti
esperti e gentili mettevano immancabilmente di buonumore
il commissario. E le chiacchiere con i clienti che si
presentavano a orari fissi, diventati una sorta di grande famiglia,
lo distraevano dal lavoro. O dai problemi familiari, di cui
spesso discuteva per ore con la moglie Laura. Il futuro dei figli
ormai grandi, l'adorabile nipotina Barbara di un anno e mezzo,
ma soprattutto i crescenti problemi di memoria della suocera
gli procuravano pi preoccupazioni che momenti di gioia.
 La piazza nel cuore della citt portuale era frequentata da
persone esuberanti, di ogni ceto e di ogni et. Un vero paradiso
per chi abitava nella zona, che nelle immediate vicinanze trovava
tutto ci di cui aveva bisogno. Bar, ristoranti e self-service,
agenzie di viaggi, gastronomie, supermercati, drogherie, alimentari
e panifici, studi legali, fisioterapisti, dentisti, farmacie,
ma anche profumerie e negozi di abbigliamento. Una strada
pi in l il mercato coperto, un tempo grandioso e adesso
sempre pi trascurato, con la sua vasta scelta di frutta e verdura.
E ancora pescherie, negozi di elettrodomestici, giocattoli
e articoli sanitari. Inoltre erano sempre pi numerose le piccole
case di riposo private ricavate all'interno degli edifici neoclassici
del quartiere.
 Proteo Laurenti entr in tribunale dall'ingresso secondario,
salut l'austera collega bionda di guardia alla bussola e come
sempre prefer salire a piedi al secondo piano prendendo
l'ampia scalinata in marmo anzich l'ascensore. Nonostante la
loro lunga collaborazione, vicequestore e pubblico ministero
mantenevano la dovuta distanza, ma per quanto riguardava il
caso Diego Colombo concordavano in tutto e per tutto. Un criminale
lucido e senza scrupoli, che pianificava i colpi con
estrema cura e li metteva in atto con una tale rapidit da non
doversi preoccupare dei sistemi di allarme che scattavano e
delle forze dell'ordine che accorrevano. La sua freddezza,
grazie alla quale non era mai stato colto in flagrante, rappresentava
di per s una sfida. E poi era svanito nel nulla. Laurenti
era riuscito ad arrestarlo solo una volta, molti anni prima,
quando era ancora un giovane agente di polizia, e Diego
Colombo aveva cercato di rifilare a un antiquario un dipinto
che non gli apparteneva. Tre giorni dopo per il legittimo proprietario
aveva inaspettatamente trasformato la denuncia per
furto in mandato di vendita, e il ladro se l'era cavata senza
scontare nessuna pena. Cosa avesse spinto il testimone a cambiare
la propria dichiarazione era una domanda che non aveva
ancora trovato risposta. In sguito Colombo aveva passato sei
mesi in carcere su segnalazione del maresciallo La Rosa che lo
aveva accusato di traffico illecito di opere d'arte antiche dalla
Svizzera. Diego aveva smentito categoricamente dichiarando
di essere stato incaricato di trasportare un pacco di cui non
conosceva il contenuto.
 Avevano avuto i primi segnali del suo ritorno qualche settimana
prima, per puro caso, quando un ladruncolo dilettante
era stato preso con le mani nel sacco nella rinomata oreficeria
Janesich in via San Nicol, e i tecnici della Scientifica avevano
rinvenuto sull'elegante custodia di un esemplare di grande
valore un'impronta dell'uomo apparentemente deceduto da
un pezzo. Per la sua giovane et il criminale in erba, un
ventenne di ottima famiglia, non poteva conoscere Diego
Colombo. Di conseguenza i colleghi della sezione Reati contro
il patrimonio avevano fatto sudare freddo il titolare con le loro
domande sulla provenienza del pregiato monile, titolare che si
era lamentato vivamente con Laurenti davanti a un caff.
Teneva il gioiello nel caveau da una vita e da poco lo aveva
rimesso in esposizione. La storica casa orafa, fondata nel 1835,
vantava una reputazione ineccepibile, era passata indenne
attraverso tutti i controlli fiscali e godeva di grande stima
anche oltre confine.
 E ora il furto in piena notte, come lo aveva informato al
telefono il procuratore. Un deposito in Porto Vecchio del
quale nessuno sapeva nulla. La firma era senza dubbio quella
di Diego Colombo. Dunque era tornato dal regno dei morti?
Aveva gi dilapidato il suo patrimonio e cercava di nuovo fortuna
a Trieste, la citt in cui aveva trovato asilo ma che, da
quando era sparito venticinque anni prima, era notevolmente
cambiata? Una bomba esplosa a chilometri di distanza alle
quattro e mezzo di mattina strappava dal sonno mezza citt, e
intanto i criminali agivano indisturbati al Porto Vecchio.
 Al suo posto, commissario, sarei inviperito. Il procuratore
Scoglio and subito al sodo senza neanche salutare, prima
ancora che Laurenti avesse avuto il tempo di chiudersi la porta
alle spalle. La prenda sul personale, il fatto che dopo cos
tanti anni Colombo abbia messo a segno un colpo proprio
nella sua area di competenza  una provocazione mirata. La sta
coprendo di ridicolo come l'ultimo dei principianti. Se ne va a
spasso per la citt senza che i suoi uomini si accorgano di nulla.
Si pu sapere cosa fate tutto il santo giorno?.
 Quindi ora ci concede l'autorizzazione a mettere di nuovo
Teresa Fonda sotto sorveglianza? Un mese fa ce l'ha negata,
dottore.
 Laurenti spost un fascio di pratiche dalla sedia, lo
appoggi sopra una pila sulla scrivania e si accomod di fronte
a Carlo Scoglio.
 Commissario, il suo comportamento rasentava il voyeurismo.
Ha seguito per anni Teresa Fonda neanche fosse uno
stalker e l'ha fatta sorvegliare senza risultato. Si direbbe che si
sia innamorato di quella donna.
Mi sa che la fantasia le sta prendendo la mano, caro procuratore.
Laurenti sorrise divertito alle rimostranze di Scoglio.
 Nell'attuale situazione economica dobbiamo fare pi che
mai attenzione alle spese e comunque non possiamo sovraccaricare
inutilmente il gi scarso organico di cui si lamenta di
continuo.
 Sul viso smorto dell'uomo magro spiccavano profonde
occhiaie, i pochi capelli erano ancora pi radi, e tamburellava
nervoso con le dita sull'unico punto della scrivania non invaso
dalle pratiche. Sembrava che indossasse da giorni il completo
grigio topo perfettamente intonato al suo colorito, le marcate
pieghe sulla camicia invece lasciavano supporre che l'avesse
appena tolta dalla confezione. Lui e Laurenti si conoscevano
da tanto e si trattavano con rispetto reciproco, se non altro
finch Carlo Scoglio non si lasciava sopraffare da uno dei suoi
funesti accessi di collera, le cui cause scatenanti il pi delle
volte erano da ricercare al di fuori dell'ufficio.
 E forse adesso  troppo tardi. Colombo  sveglio e probabilmente
si  dato di nuovo alla fuga.
 Oggigiorno i confini per sono pi alti che in passato,
Laurenti, quando esistevano ancora fisicamente. E non soltanto
per via dei profughi dall'Africa o dal Medio Oriente e
delle disposizioni antiterrorismo. Il mondo si  riempito di
sistemi di sorveglianza ed  diventato trasparente, la cooperazione
con i paesi vicini funziona. Per quanto mi riguarda faccia
pure controllare questa Teresa Fonda se vuole, ma sfrutti le
nuove tecnologie per indagare sui metodi e i movimenti di
Colombo. La bomba alla sede del MIB, la famosa School of
Management di Trieste, i percorsi attraverso il centro citt, il
punto d'accesso al Porto Vecchio, le celle telefoniche. Del
magazzino si occuper soprattutto la guardia di finanza, in pi
 una faccenda che riguarda la dogana. Negli ultimi tempi
anche loro hanno dormito come la polizia, i carabinieri e la
guardia costiera.
 Non dimentichi i vigili del fuoco e la nettezza urbana,
dottore.
  inconcepibile che nessuno abbia scoperto quel magazzino,
probabilmente era l da decenni. E lei, Laurenti, ha anche
il coraggio di andare in ferie.
Posso sapere almeno cosa conteneva?.
 Conteneva, Laurenti?. Ora il viso di Carlo Scoglio aveva
la stessa sfumatura del bargiglio di un tacchino irritato. A
quanto mi risulta  ancora tutto l.
Laurenti rise.
 Le passer presto il buonumore. Si tratta di un deposito
pieno di opere d'arte nella zona franca. Gi l'esorbitante bolletta
della luce per l'impianto di climatizzazione avrebbe
dovuto dare nell'occhio e insospettire qualcuno, ma in questa
citt dormono tutti.
Opere d'arte?.
 Dipinti, commissario. E chiss cos'altro, l'inventario non 
ancora stato fatto.
E nessun dispositivo antifurto?.
 Gliel'ho detto che a Trieste dormono tutti. Se nessuno sa
che esiste, non occorrono sistemi di allarme.
A chi  intestato?.
 A una ditta di nome GelFish, specializzata in lavorazione
ed esportazione di pesce surgelato. Pesce, per, non opere
d'arte. Scoglio batt la mano aperta sulla scrivania.
Al Porto Vecchio? Mai sentita.
E di pesce nemmeno l'ombra.
Chi  l'amministratore?.
L'avvocato Carf. Il figlio, Domenico Carf.
  gi qualcosa, procuratore. Non eravate all'universit
insieme?.
 Ha agganci importanti, commissario, se lo ricordi. Stia
bene attento a come procede, altrimenti si ritrover con un
pugno di mosche in mano.
 Suo padre era ancora peggio. Ho avuto a che fare con la
famiglia Carf. Ma perch  cos convinto che Diego Colombo
sia ricomparso? Ha guadagnato abbastanza con le sue razzie. E
a parte questo, anche lui ormai va per la sessantina.
 Con il crollo del mercato finanziario molti hanno perso
parecchi soldi negli ultimi quindici anni, Laurenti. Gli attentati
dell'11 settembre, la crisi, il polverone sollevato dall'euro,
la Grexit e la Brexit. Colombo non teneva certo i suoi milioni
sotto il materasso. E questa  la sua firma. La bomba al MIB
a Palazzo Ferdinandeo doveva far scattare per forza un intervento
su larga scala. La scuola  finanziata da aziende internazionali
della zona, compagnie di assicurazioni, banche,
torrefazioni, cantieri navali. Praticamente tutti quelli che
contano, dalle Generali a Illy fino a Benetton. Al massimo
tra un'ora squiller il telefono e mi faranno pressioni per
velocizzare le indagini in modo da iniziare subito i lavori di
ricostruzione.
 I diversivi sono la specialit di Colombo. Come quella
volta con il ripetitore della RAI sul Carso, quando tutta la citt
 rimasta per giorni senza radio e televisione....
 ...Mentre lui trafugava dalla Galleria nazionale Diana e le
ninfe sorprese da Atteone di Lucas Cranach. Una guardia giurata
che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato ci
ha rimesso la vita.
 Poi la bomba allo stadio il giorno prima della partita per
rubare un'opera di Lucio Fontana dall'abitazione del presidente
del tribunale in via di Romagna. E la carica di tritolo
all'autostazione per mettere le grinfie sul Caravaggio in via San
Nicol, fino allo yacht in Sacchetta, quando anche lui sembrava
essere rimasto vittima dell'esplosione. Il suo fascicolo
occupa ancora il posto d'onore nel mio ufficio.
 Per anticipare la sua prossima domanda, commissario,
non credo che si tratti di qualche emulatore. I colpi di
Colombo risalgono a troppo tempo fa, e non abbiamo mai
individuato complici. In pi adesso c' una differenza rispetto
a prima: negli anni Novanta le telecamere di sorveglianza erano
rare, oggi invece se non vuoi essere osservato devi andare in
mare aperto, sempre che non ci sia qualche satellite puntato su
di te che conta perfino i peli che hai nel naso.
 Gli idioti che ci provano lo stesso non mancano, dottore.
Quando Diego Colombo era ancora in citt aveva contatti con
l'avvocato Carf?.
 Con il padre, ma solo negli ultimi tempi e indirettamente.
Ha rappresentato lui Lino La Rosa nella richiesta di risarcimento
a Teresa Fonda, che lo aveva investito in via Carducci.
Da allora  in sedia a rotelle. La Fonda se l' cavata con un'ammenda
e la patente ritirata per due settimane, bench non
siano stati rinvenuti segni di frenata. Gi all'epoca avevo i miei
dubbi che si fosse trattato di un incidente, Laurenti.
 Eravamo entrambi a inizio carriera, signor procuratore.
Oggi Teresa non se la caverebbe cos a buon mercato, per non
la ritengo un'assassina.
 In ogni caso La Rosa ha dichiarato che Diego Colombo 
morto mentre cercava di far esplodere uno yacht.
 Non  un testimone attendibile, era corrotto fino al
midollo e aveva molti nemici. E probabilmente al tempo nessuno
ha chiesto a Teresa Fonda dei rapporti tra La Rosa e
Colombo. Ma a questo possiamo rimediare adesso.

 Alle otto, quando Proteo Laurenti lasci il tribunale dall'ingresso
laterale, il sole si era aperto un varco nella foschia
settembrina. Si prospettava un'altra bella giornata di inizio
autunno, che per il commissario non si sarebbe goduto al
mare in pieno relax perch una sua vecchia conoscenza aveva
deciso di rifarsi viva proprio mentre lui era in ferie. Sempre che
il pubblico ministero avesse ragione. Il commissario ferm una
volante di passaggio e si fece accompagnare in Porto Vecchio
per dare finalmente un'occhiata allo sciagurato deposito. Il
barlume di speranza che nel frattempo i colleghi avessero trovato
una pista alternativa svan durante la descrizione dei
danni al MIB fornita dai due poliziotti di pattuglia. Laurenti
avrebbe dovuto fare un salto anche l. Lui e la moglie avevano
invitato degli amici a cena per celebrare l'equinozio con un
sostanzioso barbecue innaffiato da buon vino, commemorare
le giornate che presto si sarebbero accorciate ed abbandonarsi
ai ricordi della lunga e caldissima estate appena finita. Laura
non sarebbe stata felice di dover preparare tutto da sola, di
certo non poteva contare sull'aiuto dei tre figli. Per troppo
tempo lei e Laurenti li avevano viziati, esentandoli dai doveri
familiari. La suocera invece era sempre pronta a dare una
mano, ma ormai aveva dimenticato da un pezzo gran parte
delle sue arti culinarie, e anche quando le affidavano un compito
non era detto che lo portasse a termine.

 Hai preso il pappagallo? Non ho nessuna voglia di pulirti
e cambiarti di continuo. Sempre la stessa storia. Ma quando
finirai sotto un camion una volta per tutte?.
 La voce di Daria rimbomb nell'appartamento, il piccolo
maltese bianco ai suoi piedi abbai due volte. Lino La Rosa,
settantotto anni, sventol debolmente la mano sinistra, l'altra
era sulla leva di controllo della sedia a rotelle elettrica con le
luci a LED accese con cui, come ogni mattina alle nove, percorreva
accompagnato da un ronzio di sottofondo il lungo corridoio
al quarto piano del palazzo in stile Liberty in via
Carducci. Le infermiere spaventate fecero spostare di lato i
parenti in visita agli anziani congiunti, ai quali avevano trovato
un'ultima sistemazione conveniente senza mandarli al confino
in un ospizio a buon mercato in Romania o in qualche altro
paese dell'Unione europea con manodopera a basso costo.
L'uomo, viso gonfio e mento reclinato sul petto, chiam l'ascensore
ed aspett impaziente. Aveva una borsa di stoffa con
dentro il pappagallo e alcuni sacchetti di plastica pieni di
monete appoggiati sulla pancia, il cappello di feltro verde
calato sulle orecchie fino alle sopracciglia premeva sulla montatura
dorata degli occhiali. Nonostante il caldo indossava un
cardigan e una sciarpa intorno al collo tozzo.
 Le luci accecanti del suo mezzo abbagliavano i pedoni, che
spesso gli cedevano il passo sull'ampio marciapiede all'ultimo
secondo, accorgendosi troppo tardi che il burbero vecchio non
accennava a frenare e nemmeno a schivarli. Lino La Rosa si
sentiva dalla parte della ragione. E non solo dopo l'incidente di
venticinque anni prima, quando un'auto lo aveva investito non
molto lontano da l. Non aveva perso conoscenza neanche per
un attimo, era rimasto disteso sull'asfalto senza riuscire a muoversi,
respirando profondamente per il dolore, e infine aveva
visto la giovane donna incinta alla guida scendere dalla macchina
e chinarsi brevemente su di lui, in silenzio, mettendo in
mostra una scollatura che arrivava fino all'ombelico del suo
pancione.
 Peccato si era limitata a dire constatando che Lino La Rosa
era ancora vivo, e aveva sputato per terra con disprezzo mancandolo
di poco. Poi era tornata alla macchina e aveva aspettato
la polizia, mentre i passanti si occupavano agitati del ferito.
 Quando lo avevano caricato sull'ambulanza lei aveva consegnato
i documenti a un agente dicendo che l'uomo le si era
gettato davanti all'improvviso e senza motivo, non aveva avuto
il tempo di reagire. I testimoni non erano stati in grado di rilasciare
dichiarazioni utili sull'incidente. Mesi dopo la donna
aveva dovuto pagare una multa e consegnare la patente per
due settimane.
 Ogni mattina, percorrendo via Carducci per fare il giro
delle sale di videopoker, il vecchio Lino La Rosa ripensava
all'incidente che aveva messo fine ai suoi progetti e gli aveva
rovinato la vita a cinquantatr anni. Ma gli bastava attraversare
l'incrocio immediatamente successivo per concentrarsi di
nuovo sull'obiettivo, ripulire fino all'ultimo centesimo le slot-machine
dei locali pubblici che si trovavano alla portata della
sua sedia a rotelle. La prima tappa era la ex Galleria Fabris, le
cui ampie sale sottoposte a vincolo di tutela avevano ospitato
sin dal 1857 un elegante caff, immortalato da Italo Svevo nel
suo romanzo Senilit. Una storia malinconica, che La Rosa
aveva letto in ospedale: donne piene di vita e gi emancipate
nella Trieste fin de sicle e un uomo che si sentiva inutile, come
lui. Per pi giovane.
 Qualche anno prima l'ultimo gestore del locale si era piegato
alla crisi economica, e un gruppo di commercianti cinesi
aveva suddiviso gli spazi allestendovi una sala slot. Ben presto
i residenti della zona constatarono con perfida soddisfazione
che neppure l'attiguo ristorante cinese prosperava nonostante
i prezzi bassi e di l a poco fu costretto a chiudere.
 Non tutti gli attraversamenti pedonali lungo il tragitto
erano dotati della rampa per disabili, e appena restava bloccato
davanti a un cordolo La Rosa impartiva brusche direttive ai
passanti perch lo aiutassero a salire sul marciapiede. Non
chiedeva favori, impartiva ordini. Se gli capitava di dover
aspettare troppo prima di imbattersi in una persona disponibile
proseguiva direttamente sulla carreggiata, incurante del
traffico animato. Alle nove e un quarto l'ex guardia di finanza
fece il suo ingresso nel locale, pesc un paio di monete da uno
dei rigonfi sacchetti di plastica e prov la prima slot-machine.
Paradossalmente, malgrado la povert delle fasce pi deboli
della popolazione, dall'inizio della crisi gli esborsi di chi non
riusciva a fare a meno del gioco erano lievitati. Le possibilit di
incassare quando loro perdevano e non avevano pi nulla da
giocare erano dunque aumentate in maniera considerevole.
Spesso quei poveretti giocavano per ore senza neanche parlare
e, nonostante qualche piccola vincita di tanto in tanto, se ne
andavano con meno soldi di quando erano arrivati. I media
parlavano di dipendenza patologica, del bisogno di terapie di
recupero e della necessit di proibire per legge le slot-machine
nei bar, ma il governo prospettava l'emissione di nuove licenze
nella speranza di tappare almeno in parte i buchi nelle casse
pubbliche. E chi, come Lino La Rosa, conosceva il funzionamento
delle macchinette, aspettava in tutta calma che qualche
giocatore perdesse fino all'ultimo centesimo e ne lasciasse
libera una per svuotarla con una puntata minima.
Quel giorno il tempo che riusc a dedicare al gioco fu limitato.
Aveva tolto solo una volta il pappagallo dalla borsa di
stoffa appesa al collo sventolandolo minacciosamente in aria, al
che la minuta cinese impegnata a controllare la sala aveva
aperto sorridendo la porta del bagno e seguito la sedia a rotelle
e il suo ronzio. Perfino in bische anonime come quella servizi
oculati incrementavano il giro d'affari. E in fondo le attivit di
Lino La Rosa non danneggiavano i titolari, si attenevano semplicemente
al principio della ridistribuzione applicato alle slot-machine,
tarate con la massima esattezza per non andare mai
in perdita. Nel buttare fuori una grossa vincita le monete che
scrosciavano attiravano l'attenzione. Nessuno poteva sottrarsi
al fascino di quel tintinnio sonante, era la prova tangibile che
nella vita non si pu solo perdere. E vedendo quell'uomo trasandato
sulla sedia a rotelle non si sarebbe certo detto che
fosse benestante. Invece era l'unico a guadagnare con il gioco
d'azzardo. Il quaranta percento del fatturato spettava infatti a
una delle sue societ, da cui le sale da gioco prendevano a nolo
le slot-machine.
 Quando la cinese lo guid fuori dal bagno il pappagallo era
sparito di nuovo nella borsa di stoffa, ma prima che Lino La
Rosa potesse dedicarsi di nuovo alla slot-machine un uomo
abbronzato sui cinquant'anni si precipit nel locale. L'abbigliamento
e l'aspetto lo distinguevano dai giocatori. Si piazz
davanti alla sedia a rotelle.
 successa una cosa, Lino. Vieni con me disse secco.
L'espressione di Domenico Carf non ammetteva esitazioni.
 Da fuori arriv un acuto scampanellio. La Rosa inarc le
sopracciglia e segu l'uomo. Un Mercedes van blu scuro con lo
scivolo abbassato era fermo sui binari del tram de Opcina, la
funicolare che dal 1902 faceva la spola tra la citt e la frazione
sull'altopiano del Carso, bloccando il vagone bianco e carta da
zucchero. Carf rivolse un cenno conciliante all'autista infuriato
mentre il vecchio manovrava la sedia a rotelle per salire
sul veicolo.
 Un furto al magazzino della GelFish, Lino brontol Carf
partendo.
Com' possibile? Che hanno rubato?.
 Ancora non lo so. Pullula di poliziotti, ci sono anche i tuoi
colleghi della finanza. Tu sei sempre sicuro che Diego
Colombo sia saltato in aria insieme allo yacht?.
 Dici per la bomba al Ferdinandeo? L'ho sentito stamani al
telegiornale. Perch avrei dovuto mentire dopo quello che mi
hanno fatto lui e quella sgualdrina di sua moglie?.
 Ora il tuo deposito  stato scoperto, Lino. Ci saranno
domande scomode.
  un problema tuo, sei tu l'amministratore, Domenico. Io
non ho mai firmato neanche un bilancio.  per questo che guadagni
cos tanto.
 Non erano distanti dall'ingresso del Porto Vecchio, dove
avrebbero dovuto mostrare i documenti. Presto sarebbe caduta
anche quella barriera. Dopo decenni la zona franca si sarebbe
finalmente emancipata dalla gigantesca area improduttiva che
in passato era stata in bala di dubbie forze politiche. Per molto
tempo gli altri porti dell'alto Adriatico avevano guadagnato
lautamente dal suo precoce declino - e forse anche i politici
che ne erano stati responsabili. Le supposizioni su chi fosse il
pi corrotto tra gli artefici di quella stasi, che avevano favorito
un principio cos antieconomico, erano numerose quanto i granelli
di sabbia delle spiagge di Grado e Lignano. L'audace
mossa a sorpresa di un giovane e ambizioso senatore li aveva
sopraffatti nel corso di una votazione parlamentare in notturna,
provocando enorme disagio ai rappresentanti della vecchia
casta dominante e scatenando innumerevoli discussioni.
Fosse dipeso da loro non sarebbe cambiato mai niente. Invece
di l a breve l'imponente complesso di hangar e magazzini storici
doveva essere integrato nella vita della citt, anche se non
mancavano i dubbi sulla competenza dell'amministrazione
comunale. Chi fino a quel momento aveva sfruttato per i propri
interessi la zona riservata esente da controlli aveva dovuto
organizzarsi in fretta per trasferire il prima possibile le proprie
prebende in altri luoghi sicuri senza che il fisco subodorasse
qualcosa. Si sparse la voce di considerevoli depositi zeppi di
merci di valore dalla provenienza illegale, ma non salt fuori
neanche una singola prova. Mettere in circolazione teorie complottiste
era diventato uno sport di massa.
 Dovrai dimostrare che i dipinti sono di tua propriet,
Lino. Sei in grado di farlo?.
 ancora un punto franco, non sono affari loro.
 Temo che la pensino diversamente. Baster uno sguardo
agli elenchi delle opere d'arte trafugate per fare due pi due.
Sei un avvocato o una mezza calzetta?.
 Dopo aver superato cancello e controllo Carf oltrepass
una lunga fila di capannoni in apparenza vuoti e si ferm
accanto ai mezzi delle forze dell'ordine, dietro ai quali erano al
lavoro i tecnici della Scientifica in tuta bianca. Poi si volt
verso La Rosa.
 Non aprire bocca, e se gli sbirri diventano troppo insistenti
tira fuori quel tuo disgustoso pappagallo e agitalo come
se avessi bisogno di andare in bagno.
Un attimo dopo spense il motore.
 C' anche Laurenti. Il tono di La Rosa era sprezzante.
Cosa ci fa qui?.

 Gulasch, andiamo. Come ogni mattina verso le dieci
Daria Bono prese il guinzaglio, e il piccolo maltese bianco
inizi a saltellare tutto contento.
 Daria aveva finito di compilare la lista degli ospiti in ritardo
con i pagamenti della casa di riposo che dirigeva per conto del
padre Lino La Rosa. Come al solito avrebbe dovuto minacciare
i familiari di sbattere fuori gli anziani ricoverati. Finora nessuno
le aveva fatto aspettare pi di un mese la retta che di
solito riscuoteva in contanti. Solo una cifra simbolica veniva
versata tramite bonifico per non attirare l'attenzione delle
autorit finanziarie. Daria mise via la lista serrando le labbra,
controll con la mano i capelli fulvi raccolti nella severa crocchia
e prese la falsa borsa Birkin rossa che aveva comprato da
un venditore ambulante durante una vacanza a Sharm el-Sheikh.
Chiuse l'ufficio a doppia mandata mentre il cagnolino
tirava il guinzaglio e scodinzolava eccitato.
 Due anziane signore in vestaglia spingevano il deambulatore
strascicando i piedi nel lungo corridoio dell'istituto all'interno
di un elegante appartamento riconvertito al quarto piano
del palazzo in stile Liberty. Quella che una volta era la camera
padronale in fondo al corridoio era stata trasformata in uno
studio comunicante con le stanze di Lino La Rosa nell'edificio
adiacente. Daria aveva fatto eseguire un varco nel muro perimetrale
nonostante le fosse stata rifiutata l'autorizzazione edilizia
e l'aveva poi nascosto con una libreria girevole, oltre la
quale c'era la seconda casa di riposo. Otto camere per lato
occupate da due o tre ospiti ciascuna. I larghi corridoi illuminati
solo da luci artificiali rappresentavano l'unico spazio
comune. Nell'aria ristagnava odore di cibo cucinato misto a
quello acre dei detersivi, come se qualcuno avesse versato
acido muriatico nel pur. Daria arricci il naso e aspett l'ascensore.
Da una stanza arrivavano le grida rauche di un vecchio
malato di Alzheimer che ripeteva sempre le stesse frasi:
Passa la palla, Giorgio. Crossa. E ora viaaaa! Triestina, Triestina,
serie A, serie A, canta tutta la citt. Se non altro la confusione
mentale gli aveva risparmiato il declino della squadra
un tempo gloriosa. Dopo le speculazioni e i magheggi a ogni
cambio di presidenza non era pi nemmeno in serie B. A
quanto pareva, anche lo sport faceva la sua parte nel riciclaggio
di denaro.
 Come ogni mattina Gulasch inaugur la passeggiata marchiando
la soglia del palazzo, proprio sotto la targa in ottone
del Residence Golden Age. La sua padrona attese che fosse di
nuovo su quattro zampe e lo stratton con decisione. Attravers
la strada e lo guid nei giardinetti che circondavano la
statua di Giuseppe Verdi in piazza San Giovanni, sganci il
guinzaglio telescopico e guard verso la piccola edicola, dove
come sempre Teresa Fonda chiacchierava amabilmente con i
clienti allungando giornali e sigarette. Una volta i loro sguardi
si incrociarono e quello di Teresa si pos per qualche istante su
Daria Bono, rigida come un palo, che aspettava da dieci minuti
buoni che il cane facesse i suoi bisogni. Infine la rossa raccolse
le feci con un sacchetto di plastica, le deposit in uno dei posacenere
sui tavolini del bar, spar dietro il posteggio dei taxi in
direzione di piazza Goldoni e si diresse verso il mercato
coperto. Come sempre gironzol tra i banchi, dove energiche
donne con le guance rubizze offrivano i prodotti della loro
terra. Per due euro compr una grossa busta di spinaci appena
raccolti e qualche testa di aglio, poi bevve un caff, che l
costava venti centesimi in meno rispetto agli altri bar della
zona. Cerc inutilmente il direttore, il vero motivo che la spingeva
al mercato da quando un po' di tempo prima lo aveva
incontrato per caso: un uomo basso e dinamico sulla cinquantina,
che nascondeva sempre le mani nelle tasche del camice
grigio. Il viso leggermente butterato aveva la carnagione scura
della gente del sud e i capelli corti erano visibilmente ossigenati,
generando un marcato contrasto con la curata barba di tre
giorni e le sopracciglia nere. Un tipo simpatico, con un gran
sorriso, apprezzato dai venditori per la sua precisione e disponibilit.
Daria ne era rimasta colpita, per non sapeva come
attaccare bottone. Quell'uomo somigliava incredibilmente a
Diego Colombo. Lei aveva solo quattordici anni quando era
morto, ma non lo aveva mai dimenticato e dentro di s immaginava
il direttore con lunghi capelli ricci e parecchi anni di
meno, sovrapponendo al suo viso quello che ricordava, come
uno stencil.
 Prima che Daria finisse di fare la spesa il suo cellulare
suon. Era il numero di Domenico Carf, l'avvocato di Lino.
Sulla carta figurava come amministratore delle aziende di La
Rosa, ma in realt a gestirle era lei. Era stato il padre a volere
cos, a livello giuridico lui e la figlia dovevano rimanere a
distanza di sicurezza.
 molto probabile che cambi il tempo, Daria. Preprati.
Lei gett un'occhiata al cielo prima di capire.
 Carf la inform restando il pi possibile sul vago. Da anni
si erano dati la regola di dirsi solo lo stretto necessario al
telefono. Non si poteva mai sapere, magari uno dei loro interlocutori
aveva parlato con qualcuno che aveva problemi con la
giustizia e le sue chiamate venivano intercettate. Nel frattempo
molte persone si erano abituate a comunicare usando codici
ritenuti insospettabili, come appunto parlare in certi termini
del tempo, oppure chiacchierare di ingredienti e ricette
quando invece si trattava di altro. E l'avvocato Carf stava doppiamente
in guardia.
  saltata la corrente alla GelFish. Stiamo parlando proprio
adesso con gli addetti. Controlla che i salvavita funzionino,
Daria. Non vorrei che ci fossero problemi a pranzo.
 Contrariamente alle sue abitudini, la donna diede uno strattone
al guinzaglio e rinunci alle restanti incombenze della
giornata per tornare al Golden Age, dove radun la contabilit
non ufficiale, la port nelle stanze di La Rosa e la chiuse in una
cassaforte a muro dietro la Maddalena penitente del Tintoretto.
Di nuovo in ufficio blocc la porta di comunicazione con uno
scaffale carico di prodotti sanitari, saponi e medicine. Rassicurata,
si sedette alla scrivania, inser la password del computer e
subito dopo un secondo codice di sicurezza per accedere a una
lista cifrata contenente il catalogo degli artisti e delle opere in
possesso della GelFish. Scelse un dipinto a olio di Daniele
Crespi della prima met del XVII secolo, che raffigurava il
Cristo Salvatore. La tela di piccole dimensioni era stata rubata
venticinque anni prima da Diego Colombo in Lombardia, portata
di nascosto in Svizzera passando la frontiera a un piccolo
valico sulla riva orientale del lago Maggiore ed infine era stata
fatta arrivare a Trieste via Austria. Esattamente come gli aveva
ordinato di fare Lino La Rosa, quando era ancora una guardia
di finanza al servizio dello stato.
 Daria Bono scelse quel dipinto perch il viso di Cristo somigliava
a quello del giovane Diego nei suoi ricordi: capelli scuri
e mossi con la riga in mezzo che arrivavano alle spalle, l'espressione
gentile, quasi timida, riflessa nella dolcezza con la
quale Cristo teneva in mano un piccolo globo terrestre quasi
proteggendolo. Daria era ancora una ragazzina quando Diego,
secondo la testimonianza di Lino, era morto nell'esplosione di
uno yacht. Stamp il dipinto e infil il foglio nella sua borsa
rossa. Poi telefon a Domenico Carf, che rispose solo dopo
aver lasciato squillare a lungo e le rifer brevemente di essere
ancora al magazzino della GelFish, mentre La Rosa se n'era gi
andato sulla sua sedia a rotelle elettrica. Di sicuro stava sperperando
soldi a giocare in qualche bar lungo il tragitto per via
Carducci.
 Quando usc di casa Daria incontr Dardan e Toni, i tuttofare
di Lino La Rosa. Si occupavano della manutenzione e della
consegna delle slot-machine, delle commissioni, della riscossione
dei pagamenti. Nonostante la giovane et Dardan, un
kosovaro di etnia albanese, e Toni, nato a Monfalcone da genitori
siciliani che lavoravano nei cantieri navali, avevano parecchia
esperienza e una considerevole sfilza di precedenti penali.
A Daria per obbedivano senza fiatare. La donna disse a
entrambi di farsi trovare in piazza San Giovanni nel pomeriggio.

 Come ogni giorno all'una Raffaele Maran si tolse il camice
grigio, prese la sacca da spiaggia, si pass la mano deforme e
screpolata tra i capelli schiariti tagliati a spazzola, quasi a sincerarsi
che non gli fossero caduti, e gir la chiave nella porta
del bugigattolo senza finestre che l'amministrazione cittadina
definiva "ufficio del direttore del mercato". Era sufficiente che
tornasse a fine giornata, per chiudere gli ingressi dopo che il
personale delle pulizie aveva finito.
 Inforc la bicicletta e si ferm trecento metri pi avanti, al
Gran Malabar, dove ordin un calice di spumante del Carso. Il
barista raccontava entusiasta ad un cliente di una moneta del XIII
secolo che sperava di aggiudicarsi a un'asta a Vienna. La sua collezione
copriva gi un secolo di storia di Trieste e, dopo decine
di anni passati a coltivare quella passione, era quasi completa.
 Raffaele strinse lo stelo del bicchiere nel pugno per nascondere
come sempre la punta delle dita nel palmo della mano e
si volt verso la piazza. Il cagnolino bianco dell'Angelo della
morte alz la zampa sui cespugli intorno alla statua di Verdi,
mentre la padrona fissava come incantata l'altro lato della
strada, dove Teresa Fonda stava abbassando la saracinesca dell'edicola.
La mattina, appena la rossa era entrata nel mercato
con il maltese al guinzaglio, Raffaele Maran si era eclissato e
l'aveva osservata senza farsi notare dalla galleria al piano superiore.
Da qualche settimana aveva l'impressione di essere il
vero motivo che spingeva la donna a fare la spesa l, cercando
ostinatamente di attaccare discorso con lui.
 Poco dopo l'una la giornalaia attravers la piazza salutando
Walter nel Malabar e scese lungo via delle Torri. La rossa le
and dietro a una distanza che le permettesse di tenerla d'occhio
e al tempo stesso di infilarsi in un portone nel caso Teresa
Fonda si fosse girata all'improvviso. Maran lasci un paio di
monete sul bancone e segu in bicicletta le due donne. Superata
la chiesa di Sant'Antonio Taumaturgo, Teresa scelse la riva
destra del canale, per met occupata dai tavoli dei locali ben
frequentati dove gli impiegati degli uffici vicini consumavano
un pranzo veloce. Guard brevemente il commissario seduto
con la moglie bionda fuori dal ristorante pi esclusivo. Non si
volt nemmeno una volta. Attravers la riva Tre Novembre e
punt decisa verso il molo Audace, dove attraccava la navetta
per lo stabilimento balneare dell'Antica Diga.
 Per non correre il rischio di incontrare Daria Bono, Raffaele
Maran aveva svoltato prima, non appena fu chiaro che la rossa
con il cagnolino bianco era a debita distanza da Teresa.
Aspett la giornalaia a bordo della navetta, nascosto tra gli altri
passeggeri che volevano trascorrere il pomeriggio sulla diga
che proteggeva il Porto Vecchio dalle burrasche.
 Manda Jacqueline a studiare all'estero, i soldi non sono un
problema. Non deve restare qui, Tessie. Sono due anni che fa
l'aiuto cucina e la lavapiatti. A cosa le  servito prendere il
diploma con il massimo dei voti?.
 Avevano scelto due sdraio non proprio vicine, ma avevano
iniziato a parlare soltanto dopo essersi cambiati e aver nuotato
abbastanza al largo. Le curve di Teresa baciate dal sole attiravano
anche troppi sguardi. Un misto di ammirazione, invidia e
sdegno quelli delle donne, senza vie di mezzo quelli degli
uomini. Alcuni di loro erano clienti abituali dell'edicola e le
sorridevano, per durante la pausa pranzo Teresa li ignorava
come se nemmeno li vedesse. Anche Raffaele Maran attirava gli
sguardi, un uomo di bell'aspetto, minuto, con un fisico da
acrobata, che teneva le mani chiuse a pugno perfino in spiaggia
e le apriva solamente per nuotare.
 Le chiedo ogni giorno di mettersi una mano sulla
coscienza, Raff, per ha perso la testa per il nuovo ragazzo e
non fa che parlare dei piatti che lui prepara. Tra l'altro non so
neanche come si chiama. Ormai non dorme quasi pi a casa.
Ma cosa dovrei fare? Ha vent'anni e non vuole andarsene da
Trieste. Di sicuro non finch staranno insieme.
 Dille che deve rendersi indipendente, che cos non guadagna
abbastanza, che deve trovarsi un lavoro serio oppure
iscriversi all'universit. Dille che non vuoi passare il resto dei
tuoi giorni a vendere giornali per mantenerla.
 Gliel'ho gi detto, e mi ha risposto che allora prende il
mio posto in edicola. Ti rendi conto? Lei che al contrario di
me avrebbe la possibilit di studiare. E poi in futuro i giornali
non esisteranno pi, per chi fuma ci sar la pena di morte e
gi adesso i biglietti di auguri e di condoglianze sono stati
rimpiazzati da WhatsApp e Facebook, o come si chiamano
quelle diavolerie. E per quanto riguarda l'essere indipendenti,
oggi i giovani la pensano in maniera diversa da noi, lo sai
anche tu.
 Offrile qualcosa in cambio. Se le fai un regalo, vedrai che
partono. Parlale dell'Argentina, dille che conoscer i parenti di
suo padre di cui domanda sempre. Dille che pagherai il viaggio
anche al suo ragazzo, cos lo conoscer meglio invece di
vederlo solo ai fornelli e a letto.
 Raffaele spar sotto una grossa onda sollevata da un gigantesco
traghetto turco carico di camion. Prima di tornare a galla
tir Teresa sott'acqua prendendola per le gambe. Si azzuffarono
per gioco e dopo un po' si lasciarono trasportare dal mare caldo.
 Spero che Jacqueline usi qualche protezione, altrimenti
diventi nonna prima dei cinquant'anni.
Raffaele rise ed allacci le gambe intorno ai fianchi di Teresa.
 Era pi basso di lei di tutta la testa e aveva un fisico asciutto,
quasi esile. I capelli a spazzola ossigenati contrastavano con la
carnagione scura - come un ricciolo di panna su un gelato alla
nocciola.
 Almeno quello gliel'ho insegnato, Raff. Lo sai che non
sono mai stata una suora.
 Gli afferr le cosce ed and sott'acqua, poi gli sfil il
costume e riemerse sventolandolo vittoriosa.
Non fare la furba, Tessie, o ti strappo il bikini a morsi.
 Cerc di raggiungerla con bracciate veloci, ma Teresa, il
costume tra i denti, nuot oltre la fila di boe rosse.
 Devi darmi qualcosa in cambio gli grid quando si decise
a lasciarlo avvicinare.
Tutto quello che vuoi, Tessie. Anche gratis.
Hai scoperto chi  la donna che mi osserva?.
 Ah, quella. Non ci pensare. Ringrazia che ti osserva e
basta, a me mi perseguita. Viene al mercato tutti i santi giorni,
impacciata come un'adolescente, e cerca in ogni modo di attaccare
bottone. Strano che non la conosci.
Perch?.
 A noi del mercato non sfugge nulla.  la figlia illegittima
di Lino La Rosa, lavora in una casa di riposo privata l vicino.
La figlia di chi?.
Esatto, proprio dell'uomo che volevi uccidere.
Non ho ancora rinunciato all'idea.
 Lei aveva quattordici o quindici anni, e quello strozzino
l'ha riconosciuta solo quando ha avuto bisogno di
un'infermiera.
Sei sicuro?.
 Al cento percento. Qualche volta la carogna viene al bar
del mercato con la sua sedia a rotelle, tracanna brandy scadente
e gioca ad una delle due slot-machine. E quando deve
andare in bagno sventola il pappagallo per farsi accompagnare
da una cameriera.
 Ma che razza di storie racconti, Raff?. Disgustata Teresa
scosse la testa, e dai capelli volarono gocce d'acqua.
 Un giorno  arrivata anche la figlia, Daria, e gli ha fatto
una scenata perch era in ritardo per il pranzo. Lo ha coperto
di insulti senza preoccuparsi minimamente che la gente sentisse,
e intanto il maltese le si arrampicava sulla gamba tutto
eccitato. Urlava maledicendo il giorno che La Rosa l'aveva
riconosciuta come figlia e quello in cui non era morto sotto
l'auto che lo aveva investito. Cio la tua, Tessie. Lui ha sopportato
in silenzio, alla fine le  andato dietro come un cane
bastonato, e sono spariti nel portone del palazzo di fronte,
dove c' la casa di riposo. Ogni tanto la vedo parlare per strada
con due tipi strani che vanno in giro con un furgone ammaccato.
E ora ridammi il costume.
Ti piacerebbe. Cos'altro mi dai in cambio?.
 Devo tornare al lavoro, Tessie. Sono un impiegato comunale,
non posso permettermi una pausa pranzo lunga come la
tua. Che fai stasera?.
In che senso?.
 Lo sai benissimo. Andiamo in un albergo da qualche
parte, dove non ci conosce nessuno.
Ci penser, Raff.
E finalmente Teresa gli ripass il costume tra le onde.

 Da non credere disse Laura senza sorridere quando il
marito arriv al ristorante dove si erano dati appuntamento.
Lo stava aspettando a uno dei tavoli all'aperto, su cui c'erano
un calice di champagne vuoto e un piatto con le conchiglie di
sei ostriche. I suoi lunghi capelli biondi brillavano al sole.
 Proteo si prepar a una lavata di capo per l'abbondante
quarto d'ora di ritardo, ma al ritorno dal MIB al Ferdinandeo
era rimasto imbottigliato anche con la volante perch uno dei
tunnel verso il centro era bloccato da un incidente e tutto il
traffico dell'ora di pranzo si era riversato nelle strade laterali.
 Scusa, amore, ho fatto prima che potevo. Il Ferdinandeo
ha superato indenne centosessant'anni di storia europea e i
bombardamenti della Seconda guerra mondiale, e ora un
pazzo ha distrutto mezza facciata, si potrebbe arrivare in aula
magna direttamente con l'autobus. Abbi pazienza, in fondo
sono le mie ferie che vanno a farsi benedire se la faccenda
prende una brutta piega. Sei riuscita a dare almeno un'occhiata
al magazzino in Porto Vecchio?.
 Stavo dicendo appunto questo. Da non credere la roba
che c' l dentro. Cos' che fate, tra polizia, guardia di finanza
e dogana?.
 Gi che ci sei perch non tiri in ballo anche i vigili del
fuoco e la nettezza urbana? Per caso ti sei messa d'accordo con
il pubblico ministero? Parli come lui. Tra parentesi, questa
camicetta ti sta d'incanto.
 A dire il vero dovreste chiedervelo anche voi, Proteo.
Laura gli rivolse un sorrisetto ironico e tir indietro i folti
capelli con un movimento della testa. Sono opere d'arte che
valgono milioni. Da quanto ho potuto capire la maggior parte
viene da musei o collezioni private di gente molto ricca. Come
sono finite l? Anche se  zona franca in qualche modo ci
saranno pure dovute arrivare. Certe cose dovrebbero essere
notificate, ma a quanto pare da voi ognuno dichiara solo ci
che gli pare.
 Laurenti aveva chiamato la moglie prima delle nove chiedendole
di lasciar perdere quello che stava facendo e andare
subito al magazzino. Come socia della casa d'aste pi prestigiosa
di Trieste e responsabile del dipartimento di arte, se non
altro avrebbe potuto fare una stima approssimativa prima che
gli esperti nominati d'ufficio la tirassero per le lunghe con le
perizie necessarie e, per non giocarsi la reputazione, mantenessero
il pi stretto riserbo anche con gli inquirenti fino alla consegna
delle rispettive relazioni. Il commissario c'era gi
passato, quando alla casa d'aste di Laura era stato proposto un
Caravaggio che alla fine si era rivelato essere una copia coeva
proveniente dalla scuola del maestro.
 Avanti, dimmi la tua valutazione. Irritato, Laurenti
guard il numero sul display del cellulare. La redattrice della
cronaca al Piccolo. Tolse la suoneria, e il telefono continu a
vibrare sul tavolo.
  tutto tranne che una collezione sistematica, epoche e
stili variano moltissimo. Di solito solo un numero molto esiguo
di dipinti viene rubato per passione, la stragrande maggioranza
dei furti avviene nella speranza di guadagnare in fretta. Spesso
le tele sono rivendute ai legittimi proprietari dietro pagamento
di un riscatto, oppure il ladro aspetta che si siano calmate le
acque e prova a piazzarle sul mercato. Naturalmente ci sono
anche furti commissionati da collezionisti fanatici. Noi dell'ambiente
siamo diventati estremamente cauti e prima di ogni
acquisto controlliamo tutti i registri. Se abbiamo anche il
minimo dubbio, rifiutiamo. Ci sono colleghi che invece accettano
lo stesso. Pu andare bene come pu andare male.
 E alle autorit non dichiarate niente? le domand il
marito con un sorriso impenetrabile.
Ordiniamo, va', che sei ostriche non riempiono nessuno.
Laura fece un cenno al cameriere.
 Nel piccolo ristorante un cuoco di talento trasformava
come per magia prodotti freschi dell'Adriatico in piatti prelibati.
Il locale era nella parte terminale del Canal Grande, una
lingua di mare dove fino a cento anni fa approdavano piccoli
mercantili, poi interrata durante il fascismo insieme alle
macerie del vecchio ghetto per fare spazio alla questura e altri
crimini architettonici. Se non altro quello scempio vandalico
aveva liberato la visuale sui resti dell'anfiteatro romano che
Proteo Laurenti poteva ammirare dalla finestra del suo ufficio.
Finalmente in citt si stava discutendo del ripristino dell'ultimo
tratto del canale, che un tempo arrivava quasi fino alla
gradinata della chiesa di Sant'Antonio. Un progetto urbanistico
ragionevole. In estate l'imbarazzante fontana restava
senz'acqua ogni due per tre, e la piazza di una bruttezza spaventosa
veniva usata al massimo per portare a spasso i cani da
proprietari che raccoglievano in sacchetti di plastica i bisogni
dei loro sudditi a quattro zampe sorridendo compiaciuti.
Eppure ancora una volta si erano alzate in coro le voci di chi
inveiva per principio contro ogni cambiamento - guai a scalzare
un'abitudine, per quanto cattiva sia.
 Secondo Laura gli oggetti d'arte ritrovati nel magazzino
non erano dei falsi, perch altrimenti sarebbero gi stati messi
in circolazione. In quei casi, infatti, lo scopo  farli fruttare alla
svelta. Era pi logico che si trattasse di refurtiva o beni di
valore nascosti al fisco, come le pietre ed i metalli preziosi occultati
in grande stile nei porti franchi di Ginevra, del Lussemburgo
e di Singapore dai nuovi ricchi russi e asiatici oppure da
avari ereditieri occidentali.
 Il ladro, perch parto dal presupposto che si tratti di
oggetti rubati, non ha la minima conoscenza del settore. 
chiaro che lui o i proprietari non ne capiscono molto di arte.
L'impianto di climatizzazione del magazzino  a dir poco ridicolo,
non risponde neanche lontanamente agli standard, basta
al massimo per impedire che le opere ammuffiscano. La cornice
di un ritratto di donna di Klimt si  imbarcata, Il lavoro di
Sironi, valutato centinaia di migliaia di euro, e Donna con ventaglio
di Modigliani, che frutterebbe parecchi milioni, devono
essere puliti e restaurati. Poi ci sono quadri di Pontormo, Mantegna,
Caravaggio, Velzquez e de Chirico. Inoltre una piccola
natura morta di Morandi e un Lasar Segall, un esponente del
modernismo brasiliano di origini lituane in cui mi sono imbattuta
per caso molto tempo fa. A met degli anni Ottanta Diego
Colombo mi ha proposto una sua opera e una di Balla. Ho
dovuto fare molte ricerche. Il Balla si intitolava Paesaggio illuminato
ed  stato uno dei tre dipinti che ho venduto per lui. Li
aveva portati con s quando era fuggito dall'Argentina. Te lo
ricordi, Diego Colombo, Proteo?.
 Dolcemente, come per consolarlo, Laura pos la mano sul
braccio del marito, mentre il suo cellulare aveva ricominciato a
suonare. La giornalista insisteva. Laurenti tolse di nuovo la
suoneria.
  una battuta?  colpa sua se lavoro anche quando sono
in ferie. A quanto pare  risuscitato dal regno dei morti ed  di
nuovo tra noi.
 Mi sa che dovrai fare i conti con un gigantesco apparato
burocratico, tesoro. In veste di rappresentante dello stato il
sovrintendente dir la sua nella scelta del perito, che avr
bisogno di molto tempo per portare a termine il lavoro. Ho
contato oltre settanta opere. In pi c' una montagna di argenteria
di famiglia che non voglio nemmeno sapere da dove
arriva.
Su questo tocca al pubblico ministero darsi da fare.
E nel frattempo dove metterete i dipinti?.
 Di sicuro decideranno di trasferirli in un museo od in una
filiale della Banca d'Italia, dove per prima cosa verranno fotografati.
Ma anche questo esula dalla mia sfera decisionale. Vuoi
che suggerisca di darli a voi, Laura? Magari ci guadagnate
qualcosa.
 Scordatelo, prima che lo stato paghi saremo gi in pensione.
Inoltre selezioniamo con molta attenzione gli esperti che
hanno accesso ai nostri depositi.
 Ma che fortuna, proprio mia moglie lavora nella zona
grigia che confina con l'illegalit.
 Dimostralo. Il semplice sospetto non basta, commissario.
A chi appartiene il magazzino in Porto Vecchio?.
 Sulla carta ad una ditta per la lavorazione del pesce con
sede centrale in Montenegro, amministrata da Domenico
Carf.
 C'era anche lui, e mi ha lasciata entrare solo perch sono
intervenuti i tuoi colleghi. Era sgarbato e nervoso, bench negli
ultimi anni abbiamo battuto molti dipinti per lui. Comunque
odore di pesce non ne ho sentito.
 Vedrai che Carf ti contatter, Laura. Da un lato vorr
sapere a che punto sono arrivato con le indagini e dall'altro
cercher di assicurarsi il tuo silenzio. Cosa che peraltro faccio
anch'io. Ti chiedo di non parlare in giro di tutta questa storia.
 Il cellulare suon per l'ennesima volta, adesso era la redazione
della RAI. Ma cosa diavolo pretendono? scatt Laurenti.
Fosse per loro, vorrebbero essere informati prima ancora che
succeda qualcosa per poterla riprendere in diretta. Tornando a
noi, Laura, non una parola con nessuno, per favore.
 Nel mio lavoro la discrezione  importante almeno quanto
nel tuo. Ci sono pi fughe di notizie dalla questura che da una
casa d'aste, fdati.
 Far in modo che ti assegnino una cella singola con vista
sul cortile, tesoro.
 Ho sposato un delatore. Laura rise di gusto. Pensiamo
piuttosto a cosa cucinare stasera per gli ospiti. A che ora torni?
Non riuscir a convincere Marco ad aiutarmi.  rientrato stamattina,
tu eri gi uscito da un pezzo.  arrivato il momento
che tu faccia un discorso serio a tuo figlio. Ormai  diventato
ingestibile, deve decidersi a trovare un lavoro. Si  riposato
anche troppo.

 In quel suo mancato giorno di ferie il vicequestore Proteo
Laurenti entr in questura solo dopo pranzo e dall'ingresso
secondario per non essere costretto ad aprirsi un varco nella
fila lunga fino alla strada di profughi che cercavano di ottenere
il permesso di soggiorno.
 Gli sportelli dedicati alle pratiche erano stati aumentati al
pari degli agenti dislocati nel grande atrio per impedire che
scoppiassero disordini tra la gente disperata. Chi prestava servizio
indossava mascherine e guanti in lattice per l'intero turno
e si trovava faccia a faccia con il concentrato di miseria che
l'occidente democratico aveva provocato negli altri continenti
in decenni di arroganza e cieco sostegno alle dittature, invece
di rafforzare i movimenti democratici prima che venissero
soffocati con brutale violenza. In tutto il mondo occidentale
sembrava non esserci pi neppure un politico in grado di risolvere
le crisi con lungimiranza. Il benessere e la crescita economica
pressoch incontrollata avevano portato alla
degenerazione. La politica si era lasciata trasformare nel galoppino
degli interessi delle multinazionali, e i sondaggi d'opinione
avevano preso il posto degli ideali. I mezzi di informazione
erano allineati, gli approfondimenti costavano quote di
mercato. Con la guerra in Siria, in Iraq e in Africa settentrionale
la situazione in cui versavano gli stati del Mediterraneo si
era esacerbata a tal punto che anche l'Europa del nord aveva
dovuto prenderne atto: chi pi, chi meno, i vari paesi avevano
reagito con strategie nazionalistiche di chiusura. Il breve sogno
dell'uguaglianza davanti alla legge, della libera circolazione
delle persone e di un continente senza muri e confini minacciava
di fare una fine rapida e amara. Solo la libera circolazione
delle merci sarebbe stata ulteriormente consolidata.
La miseria riunita nell'atrio della questura era opprimente.
 Sui visi delle persone in attesa non c'era traccia di fiducia,
nessun sorriso, nessuna luce negli sguardi stanchi e apatici.
Ognuno portava con s gli orrori e le atrocit che lo avevano
spinto alla fuga. E il personale del servizio medico faticava a
identificare i malati e convincerli a farsi curare.
 Mentre raggiungeva il proprio ufficio Laurenti venne fermato
pi volte da colleghi curiosi che non mostravano un briciolo
di compassione per l'epilogo prematuro delle sue ferie.
 Quel tuo Diego Colombo, non era un profugo anche
lui? gli domand Roberto Fiano della sezione Minori e reati
sessuali, ormai prossimo alla pensione. Se non sbaglio era
fuggito dalla giunta militare argentina e aveva chiesto asilo
politico. A quei tempi l'occidente era ancora solidale con i
profughi.
Facile, con un argentino di origini italiane come il papa.
Ma papa Francesco non  in esilio, collega.
 Non confondiamo l'asilo politico con l'esilio, per piacere.
Conosco il fascicolo di Colombo a memoria. Ha disertato per
non essere spedito nella guerra delle Falkland.  partito da
Mar del Plata con una barca a vela rubata, ha fatto rotta verso
il Brasile, poi ha attraversato da solo l'Atlantico ed  venuto
qui perch alcuni lontani parenti vivevano a Trieste. La barca
si chiamava Esperanza. Stranamente  sparita la stessa notte
dell'attentato in Sacchetta che gli  costato la vita. Da allora si
 ricamato talmente tanto su Colombo che  diventato una
leggenda.
 Ognuno ha i suoi gusti.  da quando ho iniziato a lavorare
in polizia che mi chiedo per quale motivo la borghesia nutra
una certa simpatia nei confronti dei criminali, solo perch l'intelligenza
e la mancanza di scrupoli che dimostrano nei loro
colpi li contraddistinguono dalla massa. Hollywood ha guadagnato
una fortuna con i film sui ladri gentiluomini.
 Non dimenticare che alcuni politici sono ancora pi sfrontati
eppure vengono rieletti. Diego Colombo era tutto tranne
che un gentiluomo. I suoi furti sono caduti in prescrizione da
anni, ma quando ha fatto saltare in aria il ripetitore della RAI 
morta una guardia giurata. Freddo e spietato, ecco com'era. E
se la gente lo ammira dipende unicamente dal fatto che non lo
abbiamo preso.
 Tu non l'hai preso, Laurenti. Il caso  sempre stato tuo.
Tuo e del procuratore Scoglio. Anche il migliore dei poliziotti
deve accettare di avere un tallone d'Achille malgrado tutti i
suoi successi. Io ho avuto a che fare soltanto con Jago Fonda,
il secondogenito della giornalaia.
Il secondogenito di Diego.
 solo una tua supposizione, Laurenti.
 Mio caro Fiano, n io n te siamo principianti. Fammi un
favore, la prossima volta che ti cpita a tiro prova a prelevargli
un campione per il test del DNA, cos lo confrontiamo con
quello di suo padre. Davvero non ci hai mai pensato?.
 Ora ha ventidue anni e sembra pulito. I suoi reati erano
troppo ridicoli per giustificare tutto il teatrino. Il taccheggio 
tipico dell'adolescenza, anche le migliori famiglie devono farci
i conti. All'epoca sua madre gli ha dato una tale ripassata che
mi  toccato intervenire.
Tessie?.
 S, la tua bella amichetta Teresa Fonda. Avresti dovuto
vederla.
 Proteo Laurenti si domand perch Roberto Fiano avesse
quel sorriso da orecchio a orecchio. Ma non pot reagire all'osservazione
sarcastica, e il collega rincar subito la dose.
 A proposito, Proteo, come sta tuo figlio? Fuma ancora
canne dalla mattina alla sera?.
 Quasi tutti in questura, fino all'ultimo piantone, sapevano
che Marco Laurenti e il figlio del procuratore Scoglio avevano
messo su una piccola piantagione di cannabis in un terreno
abbandonato sulla costa non lontano da casa, tra l'altro dando
prova di sorprendenti capacit botaniche. Dovevano ringraziare
unicamente il lavoro dei loro padri se la faccenda era passata
sotto silenzio. In fondo non erano diversi dai coetanei,
sfidavano quegli stessi padri che alla fine li proteggevano.
 Caro Fiano, anche questo  tipico dell'adolescenza. Io non
gli ho mollato una sberla come pare abbia fatto Teresa Fonda,
ma puoi stare certo che sua madre gli ha dato una mano a
rimettersi in carreggiata.  pulito. E con il mestiere che fai,
devi essere contento di non avere figli da sbattere al fresco.
 Il commissario tronc la conversazione con un gesto della
mano e decise di non aspettare pi l'ascensore. Avrebbe fatto le
scale, cos era sicuro di non incontrare nessun altro almeno per
i tre piani successivi. Di sopra iniziava il suo regno, con gli uffici
affacciati sul teatro Romano che si aprivano sul corridoio grigio.

Per colpa tua ho perso una bottiglia di spumante.
 Questa volta Marietta, con una camicia di seta nera troppo
sbottonata, era impegnata a mettersi lo smalto. Aveva spinto
indietro la sedia per poter appoggiare il piede sinistro alla scrivania,
e la gonna, gi corta di suo, le era salita quasi fino ai
fianchi. L'ispettore Gilo Battinelli, in piedi davanti alla sua postazione,
sembrava convinto di poterle essere di aiuto non togliendole
gli occhi di dosso, cosa che a quanto pareva non disturbava
minimamente l'assistente di lunga data del commissario.
 State girando un video? Dov' la telecamera?. Proteo
Laurenti si guard intorno con voluta ostentazione.
 Che telecamera, capo? domand Battinelli. Il puntiglioso
ispettore era arrossito come uno studente pizzicato a copiare.
Ho scommesso con il collega che saresti arrivato in ufficio
entro le dieci. E invece sono le due e mezzo.
 Battinelli se la squagli in silenzio, Marietta aveva l'aria
offesa. Aggrott la fronte, infil il pennello nella boccetta di
smalto rosso ciliegia e la avvit con cura prima di buttarla nel
cassetto della scrivania, su cui il posacenere traboccava come
sempre di mozziconi schiacciati.
 E la scommessa era che lui poteva guardarti mentre facevi
la pedicure e contemporaneamente mettevi in mostra la lingerie
di pizzo? Se vincevi cosa avresti fatto? Ho bisogno del
fascicolo di Diego Colombo. E svuota il posacenere una buona
volta, prima che quelli del sindacato scrivano un altro reclamo
al capo del personale.
 Il fascicolo  sulla tua scrivania dalle nove, Proteo. E so
tenere a bada i colleghi.
Dal primo all'ultimo, e a modo tuo, temo.
 Laurenti si ritir nel suo ufficio scuotendo la testa e lasci
la porta aperta. Era rimasto a casa soltanto una settimana e al
ritorno trovava una sottospecie di nightclub. Gett un'occhiata
alle comunicazioni di servizio che si erano accumulate in
sua assenza, il fascio di fogli era relativamente sottile e riguardava
pi che altro l'organizzazione interna della questura. A
parte quello, Marietta, Gino Battinelli e Pina Cardareto, la
bassa ispettrice capo di origini calabresi, avevano sistemato da
soli la maggior parte delle faccende. I frutti di un accordo
stretto in passato con i suoi collaboratori, in modo che al
rientro ognuno potesse dedicarsi il prima possibile all'ordine
del giorno senza dover spostare montagne di carte vecchie di
settimane da un'estremit all'altra della scrivania.
 Dopo una rapida scorsa alla posta Laurenti piazz lo spesso
fascicolo di Colombo al centro del tavolo, ma non lo apr.
Butt gi una serie di appunti sintetici e disse a Marietta in
anticamera di chiamare gli ispettori Cardareto e Battinelli
perch lo aggiornassero. Aveva ordinato espressamente che il
commissariato si coordinasse anche in sua assenza, per era
pronto a giurare che cos non fosse stato. Nutriva ancora la
speranza di poter delegare i primi necessari passi dell'indagine
e continuare le sue ferie - almeno finch il materiale non fosse
stato raccolto. I vecchi conti in sospeso non facevano pressione
per essere chiusi in fretta; se davvero Diego Colombo era tornato
dopo tutti quegli anni, aveva pianificato ogni cosa talmente
a fondo che non sarebbe stato facile farlo cadere nella
rete degli investigatori. Innanzitutto per doveva ascoltare
cos'era successo mentre non c'era.
 Ora la gonna di Marietta era tornata al suo posto e copriva
gran parte della coscia, la camicia era chiusa di almeno due
bottoni in pi e i capelli scuri raccolti in una coda, solo le
labbra e le unghie di mani e piedi scintillavano rosse come il
razzo di segnalazione di una barca in attesa di soccorso. Era
molto abbronzata, come al solito doveva aver passato il tempo
libero alla spiaggia nudista sfruttando il pi possibile la bella
stagione. Ci passava anche la notte, e il fal le conferiva un
aroma leggermente affumicato in stile prosciutto di Sauris.
 In compenso l'ispettrice capo Pina Cardareto sembrava
non aver visto il sole nemmeno nell'ultima settimana dell'estate,
se non altro per aveva i capelli un filo pi lunghi
rispetto all'abituale taglio da carcerato. Il commissario
annunci che nei tre giorni passati non aveva neanche letto il
giornale e le chiese, in qualit di pi alta in grado, di fare il
punto della situazione.
 Quando lei non c', capo, nessuno uccide nessuno. Non si
 perso granch esord la calabrese. Le statistiche hanno confermato
che Trieste  la citt con il pi alto numero di liti tra
vicini. A Opicina una donna ha lanciato coltelli, petardi e candeggina
contro quelli della porta accanto. Un boss della droga
serbo ricercato in vari paesi  stato arrestato in un centro commerciale.
Su a Muggia una donna morta da oltre sette anni 
stata ritrovata nella sua abitazione senza che nessuno avesse
denunciato la sua scomparsa. Aveva solo cinquantacinque anni.
Se ne sono accorti al momento di incassare le bollette della luce
scadute. Per ora non sono stati riscontrati fattori esterni.
 Nei condomni se ne accorgono prima, per via della puzza
e del soffitto che gocciola sibil Marietta. Cpita almeno una
volta all'anno. Per di solito sono pi vecchi.
 Riconosceva un solo superiore e in sua assenza era lei a
sostituirlo, i gradi non le interessavano. Lavorava da una vita
con Laurenti e aveva gi visto molti funzionari andare e venire.
Era la sua memoria storica e il suo pilastro morale, aveva passato
al suo fianco pi tempo della moglie. Con un breve cenno
della mano il commissario le ordin invano di chiudere il
becco.
 La chiamano Europa. Una societ composta prevalentemente
da anziani. E non potr che peggiorare. Marietta non
riusc a trattenersi. Sulla carta sembra di stare tutti insieme,
ma all'atto pratico ognuno  solo per conto suo. Attenta, Pina,
asociale come sei pu capitare anche a te. Magari sei a casa che
ti alleni a full-contact e ti ammazzi per sbaglio.
 Ma tu sentiresti la mia mancanza, dolcezza. Pina flett i
possenti bicipiti che sembravano voler esplodere sotto la stoffa
della t-shirt. Il cuore sbarrato con la scritta "Basta amore"
tatuato sul braccio sinistro si gonfi come un palloncino.
 Piantatela voi due intervenne il commissario. Siamo qui
per lavorare. Se non  successo niente....
 Marietta lo interruppe. Pina, nella tua lista delle banalit
non dimenticare il container dalla Cina scoperto al porto pieno
di preservativi contraffatti con il marchio CE. Se vuoi ti spiego
a cosa servono.
Ne tieni pacchi formato famiglia nel cassetto della tua scrivania,
dolcezza. L'ispettrice capo le sorrise acida. Lo so che
durante le perquisizioni sulle tue manine delicate scivolano
meglio dei guanti in lattice, peccato per che siano contrari al
regolamento.
Smettila di criticarla, Pina. Marietta  un tipo pragmatico.
 Gilo Battinelli, che si gustava con un piacere quasi
sadico la rivalit tra le due donne cos agli antipodi, sogghign
divertito.
 L'ispettore, quarant'anni, era in commissariato da due e
Trieste gli piaceva perch era sul mare. D'estate usciva quasi
tutti i giorni con la sua piccola barca a vela in dolce e spesso
variabile compagnia. All'interno della questura aveva pescato il
biglietto vincente ed era stato assegnato a una squadra investigativa
composta da sei funzionari che, oltre al normale servizio,
aveva il compito di far luce sui casi di omicidio irrisolti dalla
fine della guerra avvalendosi di tecnologie all'avanguardia.
Analizzare vecchie tracce biologiche, ricostruire l'identikit di
vittime senza nome di cui erano state rinvenute solo le ossa,
esaminare materiale all'epoca trascurato per mancanza di
mezzi e che oggi poteva risultare rilevante. Per farlo ci voleva
qualcuno che non fosse cresciuto tra le abitudini e le leggende
della zona, ma affrontasse i casi senza preconcetti di sorta.
Significava spulciare fascicoli ammuffiti e pieni di ragnatele e
reperti della Scientifica. Battinelli era ambizioso e si era addentrato
sempre pi a fondo nella storia della citt. Non tralasciava
nemmeno l'archivio del Piccolo, perch in molti casi i
giornalisti della cronaca locale conoscevano pi particolari di
contorno rispetto alla polizia, con la quale tanti cittadini tendevano
a non sbilanciarsi. Anche nei pettegolezzi, sosteneva
Battinelli, poteva nascondersi un briciolo di verit, soprattutto
quando riguardavano le persone frequentate dalle vittime.
 Non direi che non sia successo proprio niente comment
Battinelli pensieroso. Un'ora fa l'addetto di una ditta che si
occupa di spurghi di fognature e pozzi neri  stato ricoverato
alla clinica universitaria di Cattinara in condizioni preoccupanti,
adesso  in rianimazione. Probabilmente un grave
trauma cranico, se non peggio. Aveva preso servizio alle
quattro di stamani, poi non ha risposto alle chiamate del centralino.
Lo hanno trovato in un cespuglio nella zona industriale,
a pochi metri dai cancelli della ditta. Legato,
imbavagliato e senza la tuta da lavoro con il logo. E mancava
anche il camion, uno di quelli con la cisterna e la pompa di
aspirazione. Nel frattempo  stato rintracciato, era rimasto
bloccato dalle cinque nell'ingresso troppo basso del parcheggio
Silos accanto alla stazione, proprio davanti al Porto
Vecchio. La portiera del guidatore era aperta. L'hanno dovuto
liberare i vigili del fuoco. Secondo i colleghi  stato incastrato
l di proposito.
E? domand Laurenti.
 E il sorvegliante della zona franca ha detto di aver fatto
entrare alle quattro e un quarto un addetto agli spurghi che se
n' andato trenta minuti dopo. Il logo della ditta corrisponde
e i dati sono quelli dell'autista all'ospedale.
 Vuoi dire che il camion  stato usato per il furto al magazzino
della GelFish? concluse Marietta.
 una possibilit.
 Allora le scene del reato sono tre. Avete parecchie cose da
fare disse Laurenti. Marietta, procurati le registrazioni delle
telecamere di sorveglianza ed esaminale. Inizia dall'arco temporale
fra le tre e le sette di stamattina. Prima quelle della ditta
di spurghi, poi di tutti i percorsi possibili da l fino alla School
of Management al Ferdinandeo. Considera anche le telecamere
nelle vicinanze del Porto Vecchio e del parcheggio alla stazione.
E chiedi alla guardia costiera e alle autorit portuali se
hanno installato telecamere sulla banchina, nel caso sia stata
usata una barca. Dobbiamo analizzare il traffico telefonico di
tutti i gestori registrato nelle celle di zona, e questo  lavoro di
archivio, quindi spetta a Gilo.
Sono pi sensuali i vecchi fascicoli.
 Infine dobbiamo aggiornare il mandato di cattura internazionale
nei confronti di Diego Colombo e le informazioni della
polizia di frontiera. Pina, dia ordine di riprendere la sorveglianza
di Teresa Fonda ventiquattr'ore su ventiquattro a partire
da adesso. E sentiamo di nuovo l'Interpol per sapere se ci
sono novit su Colombo. A volte aiuta riportare in primo piano
vecchie faccende.
 Se davvero  ancora vivo, avr cambiato identit da un
pezzo.
Abbiamo impronte digitali e DNA. Chiss.
 Ancora una cosa, Pina: la GelFish, che si occupa di opere
d'arte anzich di pesce. Registri, bilanci, dichiarazioni dei redditi
eccetera. Lo stesso vale per l'avvocato Carf e Lino La
Rosa, che  arrivato al magazzino insieme a lui. Voglio sapere
cosa c'entra in questa storia.
 La Rosa, l'ex maresciallo della guardia di finanza?
domand Marietta con una sfumatura nella voce che incurios
i colleghi.
Proprio lui.
 Se non  finito dentro lo deve solo alla sua invalidit.
Dopo che  stato dichiarato inabile al servizio sono saltate
fuori alcune delle sue porcherie. Una non me la scorder mai.
Ti ricordi l'omicidio-suicidio a Brcola, Proteo? Lo spedizioniere
che ha sparato alla moglie sotto gli occhi della figlia e poi
si  ucciso? Anni dopo La Rosa ha dichiarato di essere il padre
naturale della ragazza. Ne ha parlato tutta la citt.
 Non ho dimenticato nessuno dei nostri casi, Marietta,
anche se  passato un secolo.
 Pi o meno lo stesso tempo che  passato dalla scomparsa
di Diego Colombo.
 Questo vi terr occupati per i prossimi giorni. E mi raccomando:
non una parola con la stampa, chiaro?.
Proteo Laurenti impil le carte una sopra l'altra.
E tu cosa fai? chiese Marietta sgranando gli occhi.
 Io sono ancora in ferie e non me le lascio rovinare tanto in
fretta. E ora forza, tutti al lavoro.

 Daria Bono torn indietro appena la navetta con a bordo
Teresa Fonda salp dal molo Audace e fece rotta verso l'Antica
Diga. Daria non amava il mare ed il sole. Si riabbass sul naso
gli enormi occhiali scuri e con un energico strattone al guinzaglio
fece capire al maltese che non era il caso di fermarsi a battezzare
ogni singola bitta. In via San Lazzaro entr in una
trattoria storica, dove una gigantesca mortadella troneggiava
sul bancone come una grassa regina. La sala era gremita di
clienti, ma un uomo si alz da un tavolo e pag il conto. Daria
si fece strada e si sedette, ordin la trippa e ne mise un pezzetto
sotto il naso del cane, che per si limit ad annusarlo. A
Gulasch non piaceva la trippa.
 Dopo aver ripulito con il pane tutto il sugo Daria chiese il
prosciutto in crosta specificando di abbondare con il cren grattugiato.
Si accontent di una birra piccola per accompagnare
entrambi i piatti, non lasci mancia e se ne and senza salutare.
 Quando entr nella casa di riposo in via Carducci il pranzo
di Lino La Rosa era ancora sul tavolo del soggiorno del suo
appartamento, intatto e ormai freddo. Daria imprec, si
sedette alla scrivania, scartabell i documenti e scrisse a lettere
maiuscole il cognome Sermione, l'indirizzo corrispondente e
un orario su un foglietto che infil nella falsa Birkin.
 Edvige Sermione veniva da una famiglia di armatori un
tempo agiata e aveva trascorso gli ultimi tre anni al Residence
Golden Age, dove era deceduta pochi giorni prima all'et di
novantun anni. I parenti, ai quali aveva lasciato un palazzo in
via Machiavelli, si curavano poco dell'anziana signora e andavano
a trovarla solo per le feste comandate, ma almeno non
erano mai rimasti indietro con il pagamento della retta mensile.
Edvige Sermione si abbandonava di continuo ai ricordi del
passato raccontando a Daria, che la ascoltava attentamente, dei
magnifici dipinti nel suo appartamento, della preziosa argenteria
di famiglia e della pregiata collezione di monete del
padre, che oggi valeva un patrimonio. E si dimostrava sempre
comprensiva verso i figli che non avevano il tempo di andare a
trovarla, impegnati com'erano a fare carriera: la figlia lavorava
come ragioniera a Milano e il figlio in un call center in Calabria.
Daria aveva cercato pi volte di contattarli per informarli
della morte della madre ed aveva dovuto perfino avvisare personalmente
l'agenzia di onoranze funebri di Corrado Giuliani
per liberare il posto da assegnare a un altro ospite. Quella mattina
aveva saputo giorno e ora dei funerali leggendo il breve
necrologio sul giornale al Malabar.
 Dardan e Toni risposero al secondo squillo. Le riferirono
che erano dovuti passare due volte dall'impresario funebre,
perch la mattina era con dei clienti e la porta dell'agenzia era
chiusa a chiave. Corrado Giuliani aveva abbassato anche le
tapparelle della vetrata che dava sulla strada, da dove il giorno
precedente lo avevano fissato spaventandolo. Solo verso mezzogiorno
aveva contato le banconote davanti a loro, che per
non avevano firmato la ricevuta preparata da Giuliani. Daria
diede appuntamento ai due tirapiedi alle quattro e mezzo in
piazza San Giovanni.
 Ormai era un bel po' di tempo che si occupava della lista
dei prodotti da ordinare. Non era dato sapere come mai il personale
le comunicasse sempre troppo tardi quando finiva qualcosa,
ma a quanto pareva non c'era nulla da fare in merito.
Tuttavia gravava inutilmente sul bilancio che Daria dovesse
recarsi al supermercato pi economico per comprare riso, dadi
da brodo o pannoloni per incontinenza, che anche nei formati
pi convenienti costavano sempre di pi rispetto all'ingrosso.
 Daria avrebbe mandato avanti la baracca fino alla morte di
Lino La Rosa. Ma a settantotto anni suonati la cattiveria gli
dava una vitalit quasi inossidabile, come se fosse sua ferma
intenzione continuare a tempo indeterminato a essere una
spina nel fianco di chi gli stava intorno. Se Daria avesse liquidato
tutto ci che avevano accumulato negli ultimi tre decenni
avrebbe potuto godersi la vita. Ma cosa significava per lei
godersi la vita? Gli uomini non le interessavano perch credeva
che la maggior parte cercasse una donna solo per farsi mantenere,
odiava lo sport, il mare non le piaceva e la montagna era
troppo spartana. A ogni modo, finch le cose restavano com'erano,
non doveva preoccuparsi del futuro. Si regalava massaggi,
andava dall'estetista e dal parrucchiere, e ogni tanto la
sera a casa apriva una bottiglia di vino pregiato. Compagnia
non ne voleva.
Dal corridoio arrivarono insulti grossolani e un gran fracasso.
 Spaventata, Daria spalanc la porta e vide il padre che
riempiva di improperi le infermiere accorse ad aiutarlo perch
non riusciva a fare due metri in linea retta senza sbattere con la
sedia a rotelle contro la parete, una delle poltrone consumate
o un tavolinetto mandando in frantumi qualcosa.
 Vecchio stronzo maleducato gli grid un'anziana con una
vestaglia a fiori spostandosi terrorizzata. Sei impazzito? Cosa
ti salta in testa di fare tutto questo casino? Ti faccio vedere io,
brutto puttaniere.
 Solo quando una donna ancora pi anziana lo colp in testa
con la stampella, la mano di La Rosa scivol dalla leva di controllo
e la sedia a rotelle si ferm. Lo sanno tutti che palpi
quelle povere ragazze mentre ti cambiano il pannolone e le
minacci di sbatterle fuori se non tengono la bocca chiusa. E ora
te ne vai in giro ubriaco fradicio su quest'affare come se fossi il
padrone del mondo. Te la do io una bella lezione.
 La Rosa non mosse un muscolo, il cappello scivolato sulla
fronte gli copriva gli occhi, e Daria sper che la sua ultima ora
fosse giunta prima di quanto avesse sognato.
 Elvira! Annarosa! url. Smettetela immediatamente e
tornate in camera vostra.
 L'anziana con la stampella le lanci un'occhiata colma di
compassione e si ritir in silenzio a passetti rapidi, la compagna
la segu brontolando a mezza voce. Daria sollev il mento di La
Rosa ma non vide ferite. Gli tast la testa, e lui grugn. La
puzza di alcol era cos forte che Daria arricci il naso.
Lino?.
 Lui grugn di nuovo, poi rutt. Daria gli sfil la borsa di
stoffa dal collo, il pappagallo sembrava non aver resistito
all'urto. E, a giudicare dal peso dei sacchetti di plastica pieni di
monete, La Rosa aveva ripulito qualche locale.
 Quanti brandy ti sei scolato? Ti avevo detto di non bere.
La prossima volta tolgo la batteria dalla sedia a rotelle, cos
resti qui come tutti gli altri. E vivrai rinchiuso in camera tua,
dove saresti dovuto marcire da anni. Mi hai capito? Si pu
sapere dove sei stato?.
Lui borbott, uno spesso filo di bava gli col sul mento.
 Schifata, Daria controll la lista dei turni e chiam una delle
infermiere. Un'ucraina tarchiata, con un imponente fondoschiena
e il viso segnato da profonde rughe, ma ancora con le
braccia forti, si avvicin.
 Jevgnia, pensaci tu. Lavalo, cambialo e mettilo a letto.
Non preoccuparti, sbronzo com' non ti far nulla.
 Nessuno mi fa qualcosa che non voglio, capo. Jevgnia
sorrise scoprendo un dente mancante nell'arcata superiore, si
rimbocc le maniche e port via Lino La Rosa.
 Gulasch, alza il culo. Daria agit il guinzaglio, e il cagnolino
balz sulle zampe dimenando la coda.
 Come tutti i pomeriggi poco prima delle quattro e mezzo
torn di nuovo in piazza San Giovanni e accompagn il maltese
bianco ai giardinetti intorno alla statua. Quando il titolare della
drogheria Toso usc come sempre alla stessa ora dal Malabar e
sollev rumorosamente la saracinesca del negozio adiacente,
anche la giornalaia infil la chiave nella serratura dell'edicola.
Due tizi muscolosi con le braccia tatuate entrarono subito dopo
di lei. Il pi giovane chiese con un accento slavo delle sigarette,
l'altro osservava la piazza. Teresa pos la borsa da mare e mise
un pacchetto sul bancone. Il ragazzo le allung un biglietto da
cento, lei scosse la testa sorridendo e, senza aprire la cassa, disse
che non aveva il resto. Negli ultimi tempi erano stati derubati
molti piccoli negozi e i commercianti stavano in guardia, ma
nessuno era riuscito a dimostrare che i ladri fossero dei Balcani.
I giornali che gonfiavano le notizie e le chiacchiere della gente
facevano il resto alimentando i pregiudizi. Il giovane rimise i
soldi in tasca, restitu le sigarette e replic che sarebbe ripassato
pi tardi. Teresa li segu con lo sguardo mentre attraversavano
la piazza e si fermavano accanto ai giardinetti aspettando che la
Necrofila trascinasse via il cane dal basamento della statua e li
raggiungesse. La donna prese un biglietto dalla falsa Birkin
rossa, diede rapide istruzioni ai due, consegn loro una chiave
e si incammin verso via Carducci. I ragazzi ordinarono due
birre al Malabar e pagarono con la banconota da cento. Uno
torn da Teresa con delle monete e compr le sigarette.
Quando si sedette accanto al compagno la giornalaia guard il
cameraman della RAI che sistemava il cavalletto.
 Era l'ora degli ambulanti senegalesi, che iniziavano il giro
abituale e fermavano la gente per strada cercando di rifilare a
chiunque cianfrusaglie di ogni genere. Un quartetto dei Balcani
con ottoni, melodica e fisarmonica si spostava di locale in
locale elemosinando spiccioli o sigarette. Suonavano un paio di
battute ritmate, sempre le stesse quasi lesinassero sulla musica,
e poi passavano oltre. Poco dopo, quando gli impiegati uscivano
dagli uffici e si ritrovavano per l'aperitivo, anche i tamil
tentavano la fortuna con i loro mazzi di rose.

 Voltate le spalle alla questura Proteo si diresse sul Carso per
fare gli acquisti stabiliti con Laura. La cena non sarebbe stata
opulenta come al solito, gli invitati erano troppi e il tempo
troppo poco. Inutile sperare nell'aiuto dei figli: Patrizia doveva
portare la piccola dal pediatra, e Livia accarezzava sulla
spiaggia il petto poco villoso dell'avvocato di Francoforte,
attirato dalla prospettiva di muovere un dito tanto quanto il diavolo
dall'acqua santa, come se mettendo un piatto nel lavello
rischiasse di rovinare il costoso Jaeger-LeCoultre che sfoggiava
al polso. Aveva appena quarant'anni e faceva gi parte di un
grosso studio legale con clienti in molti paesi dell'Unione
europea. Le poche parole che masticava in italiano non contemplavano
n grazie n per favore, ma in compenso erano pi
che sufficienti per spiegare agli italiani la situazione dell'Italia.
Per, da quando lavorava come sua segretaria, se non altro
Livia aveva fatto carriera.
 Proteo e Laura potevano contare ancora meno su Marco, la
giovane promessa dell'alta ristorazione, che si era svegliato solo
nel pomeriggio con i postumi di una bella sbornia. Ripeteva da
settimane che prima di cercare un posto in un locale della citt
doveva riprendersi dal trauma subito nelle cucine della nave da
crociera. A bordo non aveva potuto mettere a frutto gli insegnamenti
ricevuti nel miglior ristorante di Trieste. I menu per
i tremila passeggeri, che in genere facevano viaggi di una settimana,
venivano decisi in anticipo a tavolino tenendo conto
esclusivamente del budget disponibile, e di conseguenza le
materie prime erano gi stivate. A sentire Marco la claustrofobica
cabina sotto la linea di galleggiamento, proprio sopra la
sala macchine, che divideva con un collega polacco era disumana
quasi quanto la durata dei turni. Per non parlare del fatto
che anche il personale di cucina doveva partecipare alle continue
esercitazioni di sicurezza. Lui non era abituato agli spazi
ristretti, alla stressante monotonia, ai piatti preparati in serie ed
omologati per accontentare il gusto medio di americani ed
europei. Perfino gli ingredienti dei cosiddetti menu tipici locali
serviti quando navigavano lungo le coste di paesi lontani erano
distribuiti dalle aziende alimentari con cui l'armatore aveva
accordi commerciali. In pratica l'atmosfera era romantica
come a bordo di un sottomarino incagliato. Dopo sei mesi di
cambusa su una specie di galea, durante i quali aveva guadagnato
poco di pi di quanto avrebbe preso in un qualunque
ristorante sulla terraferma, doveva riprendere la mano di un
tempo, sosteneva Marco, ed era convinto di riuscirci facendo il
giro delle birrerie di Trieste e passando la notte tra alcol,
spinelli e ragazze.
 Proteo Laurenti aveva ascoltato con un'avversione mista a
curiosit i resoconti del figlio tornato a casa. Lui e Laura decidevano
di volta in volta cosa mettere in tavola in base ai prodotti
freschi disponibili dagli agricoltori che conoscevano sul
Carso od al pescato del giorno. L'insalata la coltivavano da soli
nel loro orto, dove crescevano ancora gli ultimi pomodori e
peperoncini della stagione. Cos guid l'Alfa Romeo sulle tortuose
strade dell'altopiano diretto alla fattoria Bajta in localit
Sales, per caricare in macchina un intero prosciutto stagionato
all'aria e carne di maiali vissuti felici pronta per essere cotta
alla griglia, nonch bere un bicchiere di vitovska insieme ai
contadini al momento di pagare il conto. La tappa successiva
fu il caseificio di Dario e Sandra Zidaric a Prepotto: anche qui
gli fu offerta una degustazione accompagnata da un secondo
bicchiere dello squisito bianco del Carso, poi Laurenti caric
in macchina alcune forme di formaggio. Alla vicina azienda
vinicola di Edi Kante fu la volta del terzo bicchiere, mentre un
aiutante caricava in macchina le bottiglie del geniale e innovativo
viticoltore. A quel punto doveva sbrigarsi ad arrivare a
casa in tempo per metterle in frigo. Laura, con un paio di
telefonate, aveva incaricato le amiche di portare il dessert, ma
nella frenesia della mattina si era dimenticata del pane ed avvis
il marito quando era gi sulla via del ritorno. Gli venne in soccorso
l'amico Emiliano, oste della locanda Tre Noci a Sistiana,
aggiungendo l'ennesimo bicchiere che, date le circostanze,
Proteo Laurenti non pot assolutamente rifiutare. Nel caso lo
avesse fermato la stradale non gli avrebbe certo fatto fare
l'alcol test, e gli serviva un piccolo aiuto per sopportare i commenti
sulle ultime notizie ed il lavoro della polizia che sarebbero
fioccati da parte delle amiche di Laura.
 Alla fine Proteo riusc a convincere il figlio in preda all'autocommiserazione
a raccogliere l'insalata nell'orto e lavarla. In
fondo trenta ospiti non si abbuffavano come i passeggeri di
una nave da crociera. Quando ebbe finito di sistemare tavoli e
sedie sulla terrazza e accendere il fuoco, la madre di Laura usc
con una cesta piena di piatti, posate e bicchieri, e Proteo la
ferm appena in tempo prima che nella sua spensierata smemoratezza
riportasse tutto dentro. Si occup anche di apparecchiare
la lunga tavolata e finalmente riusc a buttarsi sotto la
doccia mentre si sentivano gi le voci dei primi ospiti arrivati
in anticipo. Le tre amiche di Laura riempirono il frigo con
enormi quantit di torte e gelato. Pi tardi Proteo avrebbe
scelto come al solito il posto pi lontano possibile dalla cricca,
visto che i loro discorsi erano prevalentemente incentrati sugli
innumerevoli talk show televisivi che affrontavano ogni tema
possibile ed immaginabile ed avevano dato vita ad una nutrita
schiera di tuttologi. Laurenti batt in ritirata con un bicchiere
di bianco e scese al mare, dove si sedette su uno scoglio
lasciando penzolare i piedi nell'acqua tiepida. I suoi pensieri
ruotavano intorno a Diego Colombo e alla moglie Teresa
Fonda. Se davvero Teresa sapeva da oltre vent'anni che Diego
era ancora vivo e comunicava con lui in qualche maniera sconosciuta
senza lasciar trapelare nulla, dimostrava una gran
forza di carattere che mascherava abilmente con i suoi modi
fascinosi. La classica pupa del gangster delle favole hollywoodiane.
E i tre figli? Sin dai primi anni di sorveglianza le autorit
avevano notato che a febbraio Teresa trascorreva quattro
settimane insieme ai pargoli a Santo Domingo, che all'epoca
non aveva ancora un accordo di estradizione con l'Italia.
Quando Jago inizi ad andare a scuola i viaggi furono rimandati
alle lunghe vacanze estive. Teresa non si era tradita nemmeno
una volta parlando al telefono e non aveva mai ricevuto
posta sospetta. Laurenti attendeva con impazienza i risultati
delle nuove indagini, di cui avrebbe saputo solo il giorno dopo
in ufficio. La voce di Laura che lo chiamava lo riport al presente,
alle sette brind al sole che calava in mare come una
palla di fuoco e finalmente si dedic agli ospiti.
 All'inizio Proteo Laurenti riusc a eludere le domande
perch doveva salutare gli amici che continuavano ad arrivare
alla spicciolata e contemporaneamente stare attento alla griglia,
finch Marco lo allontan dalla brace con aria di superiorit,
sostenendo che il padre doveva occuparsi soltanto di
cadaveri perch non aveva la minima sensibilit per l'arte culinaria.
Durante la serata, quando il vino era ormai scorso in
abbondanza, fu proprio l'amata figlia Patrizia a sollevare l'argomento
Diego Colombo, perch aveva sentito raccontare
storie incredibili sul suo conto e immaginava che gli ospiti,
coetanei dei genitori, si ricordassero di lui. Livia dal canto suo traduceva
ridacchiando per il tedesco, mentre ciascuna delle
amiche di Laura sosteneva di aver conosciuto Diego meglio
degli altri. Scese nei dettagli specialmente Carlotta, grande fan
del botulino, perennemente abbronzata e con un impertinente
seno siliconato, che una volta l'anno lasciava i suoi soldi a una
clinica di chirurgia estetica in Alto Adige per sottoporsi a un
intervento di liposuzione. Vedova ancora relativamente giovane
di un notaio, ai suoi tempi aveva fatto girare la testa a tutti
gli uomini per poi concedersi al pi facoltoso. Era cresciuta in
una famiglia modesta, raccont, su in via Giulia, e la sorella
maggiore lavorava come parrucchiera insieme alla madre di
Teresa Fonda. Per fortuna lei era riuscita a trasferirsi in fretta
in un altro quartiere e proprio l, in via di Romagna, Diego
aveva messo a segno un colpo in una casa del vicinato.
 Te lo ricordi, Proteo? esclam a voce alta malgrado lui le
avesse voltato le spalle. Ha rubato un Trevi che non  pi
stato ritrovato.
 Come no, la famosa fontana di Trevi borbott Laurenti
per non scoppiare a ridere. E poi l'ha venduta come Tot?.
La moglie gli lanci un'occhiata supplichevole.
 Vi ha fatto fare la figura dei fessi, ammettilo, commissario!
Eravamo intimi, qualche volta mi ha anche portata
sull'Esperanza.
E quando c'era bonaccia che facevate, Carli?.
 La donna, troppo assorta nei ricordi per capire la battuta,
interpret le risate degli altri come un incoraggiamento e prosegu
per la sua strada.
 E voi non fate le finte tonte, ragazze, gli andavate tutte
dietro. Peccato che di punto in bianco abbia smesso di bazzicare
i bar da solo. Quella Teresa era diventata maggiorenne, e
Diego si faceva vedere in giro soltanto con lei, anche se le arrivava
appena alla spalla e pesava la met. Mi chiedo cosa ci trovasse.
Soldi non ne aveva, il padre faceva il magazziniere non
so dove. Era riuscita a prendere il diploma, ma probabilmente
Diego era interessato pi che altro al suo culo. Non mi stupisce
che dopo averla strapazzata un po' abbia tagliato la corda.
 Proteo Laurenti cerc una via di fuga. Conosceva Carlotta
abbastanza da sapere che anche quando era vivo il notaio
cambiava un uomo al giorno. Come la sua assistente Marietta,
che non era mai riuscita a sopportare una relazione per pi di
un'estate.
 Come mai i giornalisti non ti hanno intervistato su questo
caso? domand Carlotta, neanche si esercitasse per diventare
moderatrice di un talk show.
 Proteo  in ferie intervenne finalmente Laura. Almeno
per stasera risparmiagli le domande sul lavoro.
 Ah. E io che volevo sapere se Diego era tornato. Muoio
dalla curiosit di scoprire se  sempre cos sexy. Ma voi non ve
lo ricordate?.
 Fu interrotta da Marco che le consegn un piatto con una
coscia di pollo marinata in salsa piccante a cui aveva aggiunto
una dose extra di peperoncino. Dopo il primo morso vorace
Carlotta spalanc occhi e bocca, si sventol con le dita, afferr
un pezzo di pane ed a ruota il bicchiere di vino. A volte la mano
protettiva dei legami familiari funzionava ancora.

 Puntuale come ogni sera, alle sette e mezzo la giornalaia
volt la schiena alla porta a vetri dell'edicola coprendo la
visuale sulla cassa. Tolse i soldi e li infil in un portafoglio che
mise in borsa. Subito dopo prepar la resa delle copie invendute,
spense le luci e chiuse a chiave il negozio. Abbass la
saracinesca in uno sferragliare di metallo e, contrariamente alle
sue abitudini, non and al Malabar per un aperitivo con gli
altri commercianti, ma si diresse a passo spedito verso piazza
Goldoni per riuscire a prendere l'autobus.
 I marciapiedi erano affollati di persone che come lei tornavano
a casa. Teresa si guardava continuamente intorno per
controllare se qualcuno la seguiva. Appena sal sull'autobus
memorizz le facce di tutti i passeggeri. Non not nessuno di
sospetto nemmeno sei fermate dopo, quando scese davanti allo
squallido centro commerciale in grigio cemento armato e attravers
la strada verso la Piccola Parigi. Imbocc un vicolo
stretto e arriv nella Corte Fedrigovez, dove da una delle case
risuonavano le note vivaci di una contaminazione tra rock balcanico,
klezmer e sonorit occidentali. Una donna dalla voce
gutturale cantava in dialetto triestino il potere di seduzione dei
sardoni in savor. Di solito Teresa ascoltava volentieri le allegre
prove della Maxmaber Orkestar, quella sera per andava di
corsa. Mentre si chiudeva alle spalle il cancelletto del giardino
le cadde lo sguardo su un foglio ripiegato che sbucava dalla
cassetta della posta. Fece un respiro profondo e lo apr.
Un'altra fotocopia con l'immagine di un prezioso dipinto, ma
era troppo buio per riconoscerlo.
Teresa entr in corridoio e sent la figlia trafficare in cucina.
 Tenne il foglio sotto la luce e trasal. Sul Cristo di Daniele
Crespi, che conosceva bene, qualcuno aveva disegnato un
teschio con un pennarello. Dopo una seconda occhiata nascose
in fretta la fotocopia nella borsa. Non voleva spaventare n la
figlia Jacqueline n il figlio Jago. Si guard rapidamente allo
specchio e non pot fare a meno di ridere del suo tentativo di
abbozzare un sorriso che sembrasse naturale.
 Mamma, sto preparando qualcosa per tre amici, arrivano
tra poco. Mangi con noi? chiese Jacqueline salutandola con
un bacio sulla guancia.
Come  andata la giornata, Jackie? Stasera non lavori?.
 Oggi il ristorante  chiuso, lo sai. Mi fai sempre la stessa
domanda ogni volta che ho il giorno libero.
E chi viene?.
 Degli amici, te l'ho detto. Tutti colleghi. Questa volta
tocca a me cucinare.
E cosa c' di buono?.
 Tanto saut. Ho comprato una tonnellata di molluschi.
Cozze, vongole, canestrelli, capesante, cannolicchi. E poi
scampi alla griglia. Grazie a Dio abbiamo questa padella
enorme, e nell'orto ci sono pomodori e peperoncini.
Prendi tutto il vino che vuoi. Abbiamo la cantina piena.
 No, vino e pane li portano loro. Ho apparecchiato in terrazza.
Allora, mangi con noi?.
Teresa scosse la testa sorridendo.
Vi lascio soli. Faccio una doccia e poi esco.
Ah, e con chi?.
Un vecchio amico.
Perch, ne hai anche uno nuovo?.
Non essere curiosa, Jackie. Dov' tuo fratello?.
 Jago  uscito un quarto d'ora fa. Dopo la scuola serale si
vede con gli amici in centro.
 Teresa Fonda and nella sua camera al primo piano e si
sedette sul letto. Osserv di nuovo il foglio con il teschio e
valut brevemente se prendere il telefono e chiamare il commissario.
Due mesi fa aveva ricevuto la prima fotocopia e l'aveva
buttata via senza pensarci. Solo qualche giorno pi tardi
aveva capito che dietro doveva esserci un piano ben preciso.
Fino a quel momento per non le erano mai arrivate due fotocopie
in un giorno. Cosa significava? E cosa avrebbe dovuto
dire a Laurenti? Era preoccupata, ma non aveva paura.
Nessuno la stava minacciando od importunando direttamente, n
tantomeno diffamando o ricattando. Erano molto pi moleste
le continue telefonate dei call center che cercavano di convincerla
a comprare questo o quello. Teresa scrisse data e ora sul
retro del foglio e lo rimise in borsa, la mattina dopo lo avrebbe
aggiunto agli altri. Fece una lunga doccia calda, si spalm di
crema, si trucc con cura e scelse i vestiti per la serata. Lasci
a casa il cellulare. And in centro in taxi, entr in un albergo e
usc dal retro, sal su un altro taxi, si fece riportare in via Giulia
e scese dopo un paio di incroci. Aspett che il taxi si fosse
allontanato, raggiunse la sua auto e lasci la citt percorrendo
una strada stretta piena di curve in direzione del confine.

 Quella sera per la prima volta Jago non and a scuola. Era
stato molto agitato tutto il giorno, non era riuscito a concentrarsi
nemmeno sul lavoro, beccandosi varie strigliate. Nel
pomeriggio alla cava erano previste delle esplosioni controllate,
e le disposizioni da seguire in quei casi erano molto rigide. Le
autorit imponevano orari precisi e severe misure di sicurezza.
Ogni singolo passo doveva essere svolto come prescritto, invece
lui non aveva sentito il comando ripetuto pi volte dalla ricetrasmittente
ed aveva azionato la sirena con il segnale di pericolo
solo dopo numerose esortazioni. Il capo gli aveva perfino
chiesto se stava male. Jago si era limitato a scuotere la testa in
silenzio ed era stato mandato a casa per il resto della giornata e
per quella seguente. Aveva aspettato la fine del turno e quando
nessuno poteva vederlo era tornato alla sua roulotte sul Carso.
Aveva dovuto spostare alcune sottili scatole di cartone ed una
pesante borsa di stoffa prima di potersi sdraiare sul materasso e
guardare il notiziario regionale in streaming sul cellulare.
 Violento attentato al Ferdinandeo e sensazionale ritrovamento
in un magazzino del Porto Vecchio. Un innocente  stato
gravemente ferito durante il furto di preziose opere d'arte, e i
medici del reparto rianimazione lottano per salvargli la vita.
Jago Fonda allung le gambe, segu i titoli e alz il volume.
 La facciata del MIB era devastata. Al punto franco invece si
vedevano le schiene di agenti in divisa, l'entrata del deposito
con i dipinti e un vecchio con il cappello su una sedia a rotelle
fermo accanto a un Mercedes van blu.
 Tra la met degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta
si sono verificati numerosi furti a Trieste e dintorni che seguivano
lo stesso schema. Secondo le dichiarazioni di procura e
polizia erano opera di un argentino di origini italiane di nome
Diego Colombo, la cui colpevolezza per non  mai stata provata
perch il sospetto aveva un alibi al momento dei reati.
 La foto del passaporto di un giovane Diego Colombo pass
in sovrimpressione sullo sfondo della citt.
 Secondo un testimone oculare, l'uomo ha perso la vita nel
1991 mentre piazzava un ordigno esplosivo. La vedova, Teresa
Fonda, gestisce un'edicola tabacchi nel cuore di Trieste.
 La notizia era corredata da un'immagine di piazza San Giovanni
con la statua di Verdi in primo piano e successivo zoom
sul negozio di sua madre, poi sostituita da una ripresa aerea del
Porto Vecchio.
 Dato che sono ancora in corso le indagini preliminari, per
il momento gli inquirenti non hanno reso noto l'esatto contenuto
del magazzino in cui sono conservati dipinti di varie
epoche, dal valore pressoch inestimabile. Tuttavia  ormai
accertato che durante la preparazione del colpo l'addetto di
una ditta di spurghi sia stato assalito e brutalmente percosso.
Usando il camion e i documenti rubati, il rapinatore sarebbe
riuscito a superare senza problemi i controlli all'ingresso della
zona franca. Molto gravi le condizioni dell'autista ferito, un
uomo di quarantadue anni padre di due bambini.
 Jago spense il cellulare e si tir su a sedere sul letto. Sei mesi
prima aveva comprato per pochi soldi quella roulotte sgangherata
in mezzo agli alberi, lontano dal centro abitato. Aveva
detto alla madre che l avrebbe studiato meglio, e in effetti era
disseminata di fogli e raccoglitori. Alle pareti erano attaccati
vecchi articoli di giornale ritagliati negli anni. Quasi tutte le
sere per tornava a dormire nella casa alla Piccola Parigi.
 Da quando Jago Fonda aveva deciso di diplomarsi alla
serale, Teresa vedeva il secondogenito solo di rado, perch
oltre a lavorare alla cava era impegnato con lo studio. Quando
lei usciva la mattina presto il pi delle volte lui dormiva ancora,
e quando rientrava era a lezione. Dopo le bravate commesse a
sedici anni, per lo pi piccoli furti nei negozi che per gli avevano
procurato rogne continue con le autorit, Jago aveva
lasciato la scuola e accettato ogni genere di lavoro precario
pagato in contanti. Si era accontentato di qualsiasi cosa gli
capitasse, finch il proprietario della cava di marmo di Aurisina
gli aveva offerto un posto l.
 La cava era attiva gi in epoca romana, quando i pesanti
blocchi di marmo venivano trasportati con scivoli di legno per
centocinquanta metri lungo la scogliera fino al mare per essere
caricati sulle navi. Secoli dopo il marmo di Aurisina era stato
utilizzato per realizzare una scalinata all'interno della Casa
Bianca e inviato fino a Budapest, Vienna e Milano. Anche le
colonne del parlamento di Buenos Aires, si dice, provengono
da l, e oggi il pregiato materiale  esportato in tutto il mondo.
Jago preferiva i faticosi turni nella cava per estrarre gli enormi
blocchi dal monte rispetto a quelli negli stabilimenti di lavorazione.
All'aperto si usavano esplosivi, puntatori laser e fili diamantati
lavorando ai piedi delle ripide pareti di roccia, mentre
in alto sopra di lui le rondini costruivano il nido e facevano le
loro evoluzioni acrobatiche.
 All'ora in cui sarebbe finita la lezione Jago nascose le scatole
sotto il materasso, chiuse a chiave la roulotte e torn a
Trieste con la sua antidiluviana BMW Touring giallo limone. Un
tempo era appartenuta a Diego, il marito di sua madre e padre
di suo fratello maggiore Jacopo. Jago lo conosceva solo dalle
leggende che raccontavano tutti tranne la madre. Gli piacevano
le storie su quell'uomo che anche lui avrebbe voluto avere
come padre, del suo Teresa non aveva mai fatto parola. Per
era riuscito a scucirle la malconcia BMW gialla e portava gli
scuri capelli ricci legati in una coda, come Diego in una vecchia
foto che aveva visto.
 Parcheggi sulle Rive e raggiunse via Torino, dove ultimamente
avevano aperto un locale dopo l'altro. Come quasi ogni
sera incontr gli amici nel nuovo quartiere di punta della
movida triestina. Il giorno seguente, tra la fine del lavoro e l'inizio
della scuola, avrebbe recuperato la lezione persa. Jago
aveva buoni voti. Si impegnava al massimo, questa volta voleva
prendere il diploma e poi studiare ingegneria.
...
Primo giorno d'autunno.

  uno scandalo, commissario. Vorrei proprio sapere chi
 la talpa. Secondo me il procuratore generale
dovrebbe decidersi a indagare e mettere fine una volta
per tutte a questa fuga di notizie. Non si riesce a tenere segreto
nulla.
 L'ispettore Gilo Battinelli guard il superiore con un'espressione
da tragedia greca mista all'impazienza dell'attesa. I
suoi occhi scintillavano di rabbia, e a giudicare dagli zigomi
tirati faticava a mantenere la calma. Quella mattina il posacenere
sulla scrivania di Marietta era ancora intonso. Battinelli,
seduto al posto dell'assistente, aveva finito di scorrere le pagine
della cronaca locale corredate da foto dell'aula magna bombardata
del MIB, del Porto Vecchio visto dall'alto e del camion
della ditta di spurghi incastrato all'ingresso del parcheggio.
Nonostante l'assoluto silenzio stampa ordinato da Laurenti e
Scoglio, qualcuno all'interno della questura o della procura
aveva passato ai giornalisti informazioni sul reale contenuto del
magazzino della GelFish, come risultava dalle opere d'arte
citate negli articoli.
 Poco male disse il commissario. Il mondo si regge sui
pettegolezzi, non  una novit. Come mai ti scaldi tanto?.
 Davvero non le interessa che le sue disposizioni non vengano
rispettate?.
 Si vede che non hai famiglia, Gilo.  per questo che
sembri un cane da caccia alla catena?.
 Abbiamo un morto, commissario. Stavo aspettando lei.
L'addetto della ditta di spurghi non ce l'ha fatta.  deceduto
all'alba in sguito alle ferite riportate.
 Laurenti drizz le orecchie. E con questo il caso  definitivamente
nostro.  gi arrivata la documentazione?.
 L'ispettore scosse la testa. Ha niente in contrario se me ne
occupo io? Non c' nessun altro, a parte noi.
 Vieni, ne parliamo davanti a un caff. Ma non al bar qui
sotto, andiamo a trovare una persona.
 Proteo Laurenti era in piedi dalle sei. Mentre aspettava che
fosse pronta la moka aveva portato in cucina i piatti e i bicchieri
rimasti in terrazza dalla sera prima. Poi aveva posato la
tazzina su uno scoglio e si era tuffato nell'acqua tiepida per dissipare
gli ultimi fumi dell'alcol della cena. L'idea era di andare
in ufficio il prima possibile nonostante fosse in ferie, ascoltare
gli sviluppi, dare ai colleghi le istruzioni necessarie ed essere di
ritorno entro l'ora di pranzo, per recuperare il sonno arretrato
sdraiato sulla spiaggia al sole mite di settembre.
 Abbiamo il rapporto sulla sorveglianza di Teresa Fonda?
domand mentre attraversavano piazza della Repubblica.
 Ancora niente di scritto. Ieri sera  uscita di casa verso le
nove,  andata in taxi fino a piazza Oberdan,  entrata in un
albergo da cui deve essersi allontanata subito passando dal
retro ed  salita su un altro taxi. L'autista ha dichiarato di
averla portata a piazzale Gioberti. La Fonda ha seminato i
nostri senza il minimo sforzo, come se sapesse che la stavamo
pedinando.
Non mi sorprende. Intercettazioni telefoniche?.
Adesso chiedo.
 Battinelli aveva ancora il cellulare all'orecchio quando dieci
minuti dopo Laurenti ordin due caff al Malabar e si fece raccontare
da Walter le ultime novit sull'asta delle antiche
monete triestine. Il barista si lament di aver fatto un'offerta
troppo bassa ed essere rimasto a mani vuote. L'anno prima
aveva regalato al commissario un esemplare doppio della sua
collezione, spiegandogli la lunga storia del diritto di conio
accordato alla citt nel Medioevo.
 Una cosa per non la sai, anche se sei sempre qui disse
infine Walter. E tanto meno la sa il gabbiano che tutti i giorni
alla stessa ora si appollaia sulla testa di Verdi. Se adesso la
statua  nera, dobbiamo ringraziare uno scempio degli anni
Ottanta, quando si credeva di risolvere tutto con una mano di
vernice protettiva. La scultura  stata realizzata per la seconda
volta nel 1926 in bronzo. La prima era in pietra e risaliva al
1913, centenario della nascita del vecchio Verdi. Due anni
dopo  stata distrutta per rappresaglia contro la dichiarazione
di guerra dell'Italia da orde di floaustriaci, che hanno incendiato
anche il Caff San Marco, la sede del Piccolo e molte altre
istituzioni. E ancora prima, per questo te lo racconto, al suo
posto c'era una piccola casupola per le forze dell'ordine. Per te
sarebbe pi comodo avere l'ufficio l, ti basterebbe far arrivare
una linea telefonica all'interno del bar e avresti tutto sotto controllo.
La gente fa sempre la stessa strada e non gliene frega un
accidente di quello che ha intorno.
 Al bancone era seduta solo una donna in compagnia di un
piccolo cane bianco con il pelo arruffato intenta a studiare gli
annunci mortuari sul giornale e prendere appunti. Aveva finito
da tempo il suo caff. Tutti gli altri clienti prendevano le loro
consumazioni in piedi e subito dopo correvano via.
 Laurenti e Walter parlarono un po' della raccolta delle
olive, che quell'anno si preannunciava particolarmente abbondante.
L'estate si era mostrata generosa, aveva tenuto lontani i
parassiti e fatto s che viti e olivi fossero carichi di frutti. Anche
se nessuno dei due aveva molte piante, alla fine sarebbero riusciti
a ricavarne qualche litro di olio. Si misero d'accordo per
aiutarsi a vicenda come sempre e portare il raccolto al frantoio
Starech a Bagnoli, dove le olive venivano lavorate con maggiore
cura che altrove.
 Non aveva il cellulare con s li interruppe abbattuto Gilo
Battinelli raggiungendoli. Che ne pensa, commissario, qualcuno
dei nostri avr fatto una soffiata anche a lei?.
 Non preoccuparti, Gilo, non  il caso. Conosco Teresa da
una vita, da quando ero ispettore come te. In oltre vent'anni 
diventata pratica di sorveglianza quanto noi. Non ho mai creduto
neanche lontanamente che bastasse cosi poco per farci
portare da Diego Colombo. Dopo il furto in Porto Vecchio
non aveva bisogno di altri avvertimenti.  molto pi interessante
il fatto che abbia preso tutte queste precauzioni. Se non
avesse nulla da nascondere si sarebbe comportata come
sempre infischiandosene del resto. Non avrebbe potuto darci
indizio migliore. Andiamo a trovarla, e se ancora non la
conosci, vedi di non innamorarti, per favore.

 Teresa Fonda aveva dormito ancora meno di lui, pens
Laurenti. Quel giorno si era truccata con mano molto pi frettolosa
e insicura, l'ombretto era troppo spesso e maldestro agli
angoli, il rossetto rosso scuro troppo marcato. Ma come ogni
giorno colpiva per gli abbinamenti cromatici dei vestiti e la
profusione di forme. Top lavanda con scollatura perfino pi
generosa del solito e gonna color pesca decisamente corta che
le fasciava i glutei. Si era tolta le scarpe con il tacco alto in tinta
con il rossetto. Non avrebbe resistito tutto il giorno in piedi su
quei trampoli. Le aveva appoggiate in bella vista accanto alla
cassa, la destra era rovesciata, il sottile cinturino di pelle serpeggiava
come un filo di sangue sopra la copertina di una
rivista con una showgirl americana che vantava le stesse misure
di Teresa. Quella mattina le casse appese al soffitto non diffondevano
la voce di Aretha Franklin ma un tango di Astor Piazzolla.
Gilo Battinelli fu sopraffatto dalla vista della giornalaia,
reazione che lei, anche se cercava di non farlo notare, registr
con un sorriso lusingato. E il suo profumo lo lasci senza fiato.
 Ora hai bisogno di una guardia del corpo per venire da
me, commissario? domand maliziosa.
Non sarebbe in grado di salvarmi. La tua bellezza  travolgente,
Tessie. E come se non bastasse metti anche Piazzolla,
un italiano di Mar del Plata come Diego non troverebbe
neanche un centimetro di spazio libero per ballare il tango qui
dentro. Dove sei stata la notte scorsa?.
 Ah, Proteo, tu e il tuo tango. Raccontala a qualcun altro.
A quanto pare hai ricominciato a farmi sorvegliare. O tutto a
un tratto sei diventato geloso?.
Mi riferivo al trucco, Tessie. Hai l'aria un po' provata.
 Potresti ottenere lo stesso risultato con molta meno fatica,
e allo stato non costerebbe un centesimo. Ma finch non
abbocchi devo arrangiarmi in altri modi, spero capirai.
 L'improvviso rossore trad i pensieri di Gilo Battinelli, per
quanto non fosse certo di primo pelo e avesse gi attirato molte
sirene sulla sua barca a vela. A Teresa non sfugg.
 Le premesse sono cambiate disse Laurenti. Per la
seconda volta sul cammino di Diego c' un morto, Teresa.
Non us il vezzeggiativo.
 Il tono la colp, per un attimo il suo sorriso si spense, ma il
commissario dovette aspettare perch tre clienti entrarono uno
dopo l'altro a comprare giornali e sigarette. Quando furono di
nuovo soli prosegu.
 Anche i pi grandi perfezionisti commettono degli errori.
L'ispettore Battinelli  un ottimo investigatore. Gestir di persona
questa fase delle indagini, quindi  molto probabile che vi
incontriate ancora. Per questo l'ho portato con me. Non provare
a rigirartelo come vuoi.

 Tu resti qui, Lino. Quando, come ogni mattina, il vecchio
attravers lo studio della figlia diretto verso il corridoio
Daria Bono si piazz a braccia aperte davanti alla sedia a
rotelle. Non crederai che tolleri ancora il putiferio di ieri.
Sbronzo com'eri, quando Jevghia ti ha messo a letto te la sei
fatta addosso senza neppure accorgertene. Grazie a Dio non 
schizzinosa.
Togliti di mezzo, screanzata. Sono sempre tuo padre.
 Purtroppo ero minorenne e non mi sono potuta opporre
quando mi hai riconosciuta con quattordici anni di ritardo solo
perch volevi qualcuno che ti cambiasse il pannolone. E purtroppo
quella Teresa Fonda  stata troppo stupida per riuscire
ad ammazzarti. Cos ora mi ritrovo come padre un sacco di
merda su una sedia a rotelle.
 Neanche ti fosse andata male. L'uomo che prima chiamavi
padre era un truffatore ed un assassino. E adesso fuori dai piedi,
devo passare.
 Sta arrivando Carf. Dobbiamo metterci d'accordo per gli
accertamenti. E abbiamo un nuovo ospite al posto di Edvige
Sermione, pi tardi vado al funerale.
 In genere non ti fai tanti scrupoli quando qualcuno tira le
cuoia.
 Ogni tanto bisogna farsi vedere, si sparge la voce e fa bene
all'immagine. Mandare te sarebbe controproducente.
 Daria gli strapp di mano la borsa di stoffa con il pappagallo
nuovo e i sacchetti di plastica pieni di monete, mentre
Gulasch le faceva le feste dimenando la coda. Una borsa in
mano della padrona significava uscire. Daria fece volare il cappello
verde di Lino che plan sullo scaffale e gli tolse anche la
sciarpa.
 Pensa piuttosto a come fare con il furto url. Suppongo
che Carf porti l'inventario, non sappiamo ancora cosa  stato
rubato. Sei proprio sicuro che quella volta sia saltato in aria
Diego e non qualcun altro?.
 Mi prendi in giro, Daria? Dimmi un buon motivo per cui
avrei dovuto mentire.
 Perch hai sempre mentito. Gi all'epoca, quando eri
ancora in servizio e ricattavi gli evasori fiscali. Sei bugiardo e
corrotto. Diego Colombo aveva qualcosa contro di te?.
 Avevamo chiuso, te l'ho detto cento volte. Mi doveva solo
i tre dipinti che ho preso dalla sua macchina. Voleva sparire.
E allora che fine ha fatto la barca?.
 Teresa l'aveva portata ad Isola il giorno prima. Sarebbero
fuggiti insieme.
 Non ti credo, Lino. Teresa aveva appena rilevato l'edicola,
nessuno che stia per fuggire butta via soldi cos. Investire significa
fare progetti per il futuro. Ed era incinta.
 Credi a quello che ti pare, Daria. E piantala con questo
ridicolo terzo grado.
 Lino La Rosa gir offeso la sedia a rotelle, si avvicin alla
finestra e osserv l'animata via Carducci, dove agenti della
municipale infilavano con sadica soddisfazione le multe sotto i
tergicristalli delle auto parcheggiate senza lasciarsi intenerire
da chi arrivava di corsa dal vicino mercato, carico di buste
della spesa, e chiedeva di chiudere un occhio sui presunti
cinque minuti in divieto di sosta. Di recente anche Lino La
Rosa aveva dovuto sopportare la spietatezza dei vendicatori
dell'ordine pubblico, solo perch nell'ora di punta aveva attraversato
in diagonale le cinque corsie con il rosso. E mentre il
tizio in uniforme scartabellava il codice della strada in cerca
dell'articolo che facesse al caso suo perch valevano tutti per
automobilisti, ciclisti e pedoni ma nessuno parlava di disabili
che guidavano una sedia a rotelle, La Rosa aveva avuto tutto il
tempo di riempirlo di improperi, atteggiamento che gli era
valso come bonus una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale.
La Rosa non si era scomposto, sulla carta risultava nullatenente,
la pensione di invalidit andava direttamente alla casa
di riposo - e di conseguenza ritornava nelle sue tasche, ma da
lui era impossibile riscuotere un solo centesimo. Non potevano
portargli via nemmeno la sedia a rotelle, anche quella era di
propriet del Residence Golden Age.

 Ufficialmente la GelFish ha affittato il magazzino nella
zona franca a un privato cinque mesi fa. Questo  il contratto.
L'avvocato Domenico Carf pos sul tavolo un documento di
una pagina steso il giorno prima e retrodatato, con la sua firma
in qualit di amministratore della ditta. E qui ci sono le ricevute
dei primi tre mesi pagati in contanti e i solleciti degli
ultimi due. Tuttavia Mario Rossi, il locatario,  passato a
miglior vita tre giorni fa, come si evince dagli annunci mortuari.
Cos per la legge siamo a posto.
 Tu sei pazzo, Domenico. Lino La Rosa batt il pugno sul
tavolo senza lasciare all'avvocato il tempo di terminare la spiegazione.
Vorrebbe dire perdere tutti i miei quadri. Non lo
accetto.
 E io non mi lascer certo accusare di ricettazione e sbattere
in galera per te, Lino. Hai una soluzione migliore?.
 Perch ti fai tutti questi problemi, Domenico? prese la
parola Daria Bono. Solo una minima percentuale dei dipinti
che si trovano nel magazzino  sulla lista delle opere d'arte
rubate. La maggior parte dei furti non sono stati denunciati
perch i proprietari delle tele le avevano acquistate in nero o
le avevano ottenute da Lino in cambio della valuta estera che
Diego Colombo portava illegalmente in Austria o in Svizzera.
Il contraente deve essere qualcuno che teniamo in pugno ma
che al tempo stesso non sia perseguibile. E mi viene in mente
solo una persona: invalida e nullatenente, per con la piena
capacit giuridica e troppo vecchia per finire al fresco.
Sorrise compiaciuta buttando l'occhio sull'uomo in sedia a rotelle.
In pi  veramente il proprietario. Interrogarlo porter la
polizia all'esasperazione. Lino, per non darti la zappa sui piedi
da solo baster che tieni la bocca chiusa, intesi? Ed  compito
dell'avvocato impedire che il contenuto del magazzino venga
confiscato.
 Cos per nel mirino ci finisci tu, Daria fece notare La
Rosa in tono all'improvviso stranamente indulgente.
 Ho bisogno di dimostrare che sei il legittimo proprietario
dei dipinti intervenne Carf. Devo sapere da quanto li hai,
come sono entrati in tuo possesso e perch li tenevi alla GelFish.
Vedi di inventarti qualcosa. Entro stasera.
 Lo sguardo di La Rosa si rabbui all'istante. Da quando
aveva dovuto lasciare il servizio venticinque anni prima le cose
erano cambiate. Adesso non erano pi semplici come allora,
quando il mondo era agli albori della rivoluzione digitale ed
ancora parecchio lontano dall'essere trasparente come oggi.
Erano cambiati anche i metodi di indagine. Se non altro per
si trattava di movimenti bancari talmente vecchi da non avere
pi rilevanza penale.
 Daria non ha niente da temere, Lino continu l'avvocato.
Ha un regolare contratto come responsabile del personale
sanitario del Residence Golden Age, di conseguenza percepisce
uno stipendio basso. E dato che  tua figlia non  tenuta
a testimoniare. Gli inquirenti non riusciranno a provare niente,
siamo in una botte di ferro che ci garantisce di non finire con
le manette ai polsi. In compenso da avvocato avr delle noie
perch l'affitto del magazzino non  registrato nei libri contabili
e non ho dichiarato il subaffitto all'autorit portuale. Al
massimo effettueranno delle verifiche sulle due societ che
appartengono alla GelFish. La Chance Slot-machine che rifornisce
per te le sale slot, e il Residence Golden Age. Ma non 
una tragedia, i registri sono in ordine. La cosa pi importante
 riuscire finalmente a capire quali dipinti mancano. Di sicuro
le forze dell'ordine stanno ancora lavorando all'inventario.
Quante opere c'erano di preciso nel magazzino? Che ricordi
io, meno di cento.
 Settantotto, Domenico. Una per ogni anno di vita,
dovresti saperlo.
 Ti sbagli intervenne Daria. Ci sono anche un paio di
dipinti miei e qualche altra cosa.
Carf e La Rosa fissarono la donna sbalorditi.
 Dipinti tuoi? domand il padre. Dove li hai presi? E
perch non ne so nulla?.
 Undici, per l'esattezza. Pi qualche pietra preziosa, dei
gioielli e un po' di argenteria. Provengono dall'eredit di
alcuni nostri ex ospiti che in punto di morte li hanno lasciati a
me senza informare i parenti. Non esistono documenti di alcun
genere.
 Voi due siete ancora peggio di quanto pensassi. Domenico
Carf riun le carte scuotendo la testa. E tu, Daria, credi
davvero che riesca a salvare dal sequestro anche quelli?.
 S. Perch, non puoi? chiesero padre e figlia quasi
all'unisono.
Ricordi almeno cosa hai ricevuto da ogni eredit?.
Ho fatto una bella lista di tutto.
Da quanto va avanti?.
Da qualche annetto, campione.
 Il sorriso di Daria era enigmatico, ma Domenico Carf
sapeva che sarebbe stato inutile insistere per farla sbottonare.
Non avrebbe detto altro, per lo meno in presenza del padre.
 Aspettati pure un ricorso da parte degli eredi legittimi
appena sentiranno puzza di bruciato. La GelFish ha le spalle
coperte, le autorit non riusciranno a mettere le mani sulla
documentazione della societ a capo della holding in Montenegro.
Da me ci sono soltanto gli atti della succursale italiana
che ha accumulato unicamente perdite. Trovatevi una valida
scusa per spiegare come avete avuto accesso alla zona franca.
 Vieni, Gulasch, usciamo. Appena la porta si fu richiusa
alle spalle dell'avvocato, Daria agit il guinzaglio e sorrise
soddisfatta.
 Non era necessario che Carf sapesse come si era procurata
i dipinti. E se un giorno avesse davvero avuto bisogno di un
avvocato si sarebbe rivolta al miglior penalista della citt, da
tempo teneva nel portafoglio il numero di telefono del suo
studio in via Beccaria. Il cagnolino bianco scorrazzava nell'ufficio
per la gioia, e Daria fatic a mettergli il guinzaglio.
 Tu invece oggi resti a casa, Lino. Hai capito? Jevgnia sa
cosa fare, non ti lascer uscire n bere un goccio di alcol. Prepara
la tua lista come ha detto Carf. Pensa a qualcosa di plausibile
che giustifichi come mai i dipinti sono di tua propriet.
Datti da fare. Torno fra un'oretta. Pranziamo qui.
 Io quelle schifezze non le voglio neanche vedere brontol
La Rosa tornando nel suo appartamento, e Daria copr il passaggio
con la libreria, usc e chiuse a chiave lo studio.

Era l'ora della sua consueta ricognizione in piazza San Giovanni.
 Teresa Fonda la fiss dalla porta a vetri come se la stesse
aspettando. Quando un cliente entr nell'edicola lo serv con
la gentilezza abituale, per poi alzare di nuovo gli occhi verso i
giardinetti fino alla statua di Verdi, dove Gulasch faceva i suoi
bisogni. Daria, che la osservava da un po', si chiese se Teresa si
fosse accorta di lei da sola o se qualcuno le avesse fatto notare
la sua presenza e tir il guinzaglio per dirigersi prima del solito
al mercato coperto. Si guard intorno pi volte, ma Teresa non
la stava seguendo. Cerc di nuovo inutilmente il direttore con
i capelli tinti di biondo e decise stizzita che il giorno successivo
gli avrebbe dato l'ultima possibilit. Senza aver fatto la spesa,
dopo un'occhiata all'orologio si affrett verso il parcheggio
coperto in largo della Barriera Vecchia.
 A mezzogiorno in punto Daria Bono lasci Gulasch in macchina
nel parcheggio gremito del cimitero cattolico di
Sant'Anna in via Costalunga. Fatti neanche quattro passi
dovette schivare uno scooter che sopraggiungeva a gran velocit
e imprec a voce alta. Non si era accorta che durante il tragitto
l'aveva seguita a distanza pi o meno ravvicinata. Daria si
fece largo con decisione tra la gente che affollava il sottopassaggio
per raggiungere il cartello con l'elenco delle esequie che
si sarebbero celebrate quel giorno. Nella citt con la pi alta
aspettativa di vita, dentro le cappelle del freddo complesso in
cemento armato allineate come le celle di un convento si dava
un estremo saluto dopo l'altro. Superati i nutriti capannelli di
congiunti Daria trov finalmente quella di Edvige Sermione.
C'erano solo pochi intimi intorno alla bara chiusa sulla quale
era posato un unico mazzo di fiori. Daria depose il suo crisantemo
bianco, strinse la mano ai due figli e ad altre persone
che non conosceva scambiando sguardi solidali e mormorando
parole di condoglianze, poi aspett accanto all'uscita.
La prima volta che aveva messo piede in quel cimitero era
stata per il funerale dei suoi genitori, Luciano Bono e Lorena
Mangiaterra. Le venne un groppo in gola e gli occhi le si riempirono
di lacrime come a molti dei familiari in lutto nelle altre
cappelle. Nessuno ci fece particolarmente caso. Soltanto i
parenti di Edvige Sermione non sapevano come giudicare il
suo dolore, ma non le rivolsero la parola. Lei rest immobile,
come pietrificata, anche dopo la lunga predica, quando la bara
dell'anziana signora fu portata fuori.
 Daria non aveva ancora quattordici anni quando un pomeriggio
d'estate torn a casa e sent i genitori litigare violentemente
in soggiorno. Non avrebbe mai dimenticato le terribili
urla che arrivavano fino all'ingresso.
Mi hai rovinato la vita, puttana grid suo padre.
  successo solo una volta, te lo giuro, Lucio. L'ho fatto per
te, mi ricattava.
 Ti sei lasciata scopare dal maresciallo che mi ha estorto una
montagna di soldi. Daria non  mia figlia. Ti amavo, Lorena, e
tu mi hai tradito. Tutto il resto non conta pi niente.
No, Lucio, ti prego, non farlo.
 La sua voce era cos stridula che Daria sal le scale due gradini
alla volta e si precipit in soggiorno mentre partiva il
primo sparo e la madre si accasciava sul pavimento in un lago
di sangue. Il padre la guard con occhi spalancati, poi part il
secondo sparo. Croll all'indietro sullo schienale della poltrona,
le gambe sollevate in aria.
 Con gli occhi gonfi di pianto Daria Bono si sedette al
volante della sua macchina rossa e pos la mano sulla testa del
cagnolino bianco che le salt in grembo, ma pochi minuti dopo
si ricompose, si soffi il naso e mise in moto. Di nuovo lo
scooter la segu fino in centro, e di nuovo lei non lo not.
Quando spar nel parcheggio, il motociclista con la giacca a
vento arancione aspett all'ingresso, la visiera del casco abbassata.
Daria gli pass davanti a piedi. Lui le lasci un certo vantaggio
e ripart quando la vide puntare verso un palazzo in stile
Liberty in via Carducci, adiacente a quello da cui era uscita la
mattina. La donna era gi entrata nel portone quando il motociclista
ferm lo scooter in divieto di sosta, studi le targhe di
ottone ed appena sent salire l'ascensore entr. Si ferm all'ultimo
piano, dove stando all'indicazione si trovava il Residence
Golden Age n. 2.
 Il giovane dal fisico minuto ma atletico torn in strada,
attravers in fretta e si diresse in una pizzeria che lavorava prevalentemente
con le consegne a domicilio. Pag senza togliersi
il casco e torn verso il palazzo con una scatola di cartone colorata
in mano, prese l'ascensore e, non vedendo campanelli, si
affacci nel corridoio della casa di riposo guardandosi intorno
incerto. La rossa impartiva in tono brusco indicazioni a due
infermiere che, a giudicare dalle facce, non avevano il coraggio
di contraddirla. Si avvicin e la donna aggred anche lui.
Cosa vuole? domand.
 Devo consegnare una pizza rispose il ragazzo con il
casco.
Qui non  permesso portare cibo da fuori. Se ne vada.
 L'ha ordinata un certo Emilio Rossi replic lui ripetendo
l'indirizzo e il piano della casa di riposo.
 Sparisca. Daria Bono gli volt le spalle e disse a una delle
infermiere di sbatterlo fuori.
 E chi mi paga? insistette il ragazzo, fermo sulla soglia con
la scatola di cartone nella mano sinistra.
 Nessuno, hai capito? Non abbiamo ordinato pizze. E ora
vttene prima che si arrabbi sul serio disse l'infermiera indicando
con un cenno la donna che apriva una pesante porta in
fondo al corridoio. "La Rosa", era scritto sulla targhetta di
ottone ad altezza occhi.
 Il giovane con la giacca a vento arancione batt in ritirata
senza fiatare. Mentre scendeva al piano terra con l'ascensore
stacc un pezzo di pizza e lo addent. In strada appoggi la
scatola sulla sella dello scooter, si tolse l'appariscente giacca a
vento e la mise nel bauletto. Si sfil il casco liberando i folti
capelli ricci. Li ferm dietro le orecchie, si sedette sulla sella e
fin con calma la pizza. Tenne gli occhi fissi sull'ingresso del
palazzo, ma nel quarto d'ora successivo nessuno entr n usc
dall'edificio.

 Quando il commissario e l'ispettore Battinelli arrivarono
un'autopompa era ferma davanti alla lunga facciata in pietra
della questura in via del Teatro Romano. Le fiamme avevano
lasciato sulle pietre chiare lingue nere di fuliggine alte tre metri
e il marciapiede era cosparso di sabbia che i vigili del fuoco stavano
raccogliendo e buttando nei secchi. L accanto due poliziotti
in divisa fumavano una sigaretta osservando la squadra al
lavoro.
Cosa  successo, agente? chiese Laurenti.
 Non ci creder, commissario.  meglio che se lo faccia raccontare
da uno dei miei superiori.
Non farla tanto lunga e parla.
 Laurenti fiss il secondo agente, che gett la cicca in terra e
la pest.
 Ecco... attacc esitante lui cercando una spiegazione che
avesse un senso. Conosce la citt meglio di noi. Girano un
sacco di svitati. Quel tizio laggi ha lanciato una molotov
contro il muro della questura, poi ha aspettato bello tranquillo
di essere arrestato. Non ha neanche provato a scappare. Come
se non vedesse l'ora....
 L'agente indic un uomo sui trentacinque anni dall'aria
semplice ma ordinata, con le manette e sorvegliato da due funzionari.
Non dava l'impressione di essere particolarmente infelice,
per continuava a guardare preoccupato l'altro lato della
strada, dove sul marciapiede davanti al teatro Romano una
donna che Laurenti non aveva mai visto camminava nervosamente
su e gi davanti al gruppetto di curiosi senza staccare gli
occhi dalla scena.
 Voleva essere arrestato a tutti i costi continu il secondo
agente. Ha teso i polsi ai colleghi e li ha perfino ringraziati.
 Gilo, va' da quella donna, chiedile chi  e come mai  cos
agitata ordin il commissario prima di raggiungere il giovane
ammanettato.
 Non era uno dei soliti disgraziati che ogni giorno aspettavano
davanti alla questura di attaccare bottone con un agente,
meglio se donna, perch non avevano nessuno che li ascoltasse.
 Ha qualcosa contro la polizia? si inform Laurenti trattenendo
un sorriso.
 Al contrario rispose imbarazzato l'uomo. Siete gli unici
che potete aiutarmi. Voglio andare in prigione. Lo sguardo gli
corse di nuovo alla donna sul marciapiede opposto a cui Gilo
Battinelli stava restituendo la carta d'identit. Arrestatemi,
per favore. Non ce la faccio pi. Fosse per lei mi terrebbe
sempre chiuso in casa. Ho bisogno di un lavoro e di un posto
mio, voglio ricominciare a vedere gli amici ed essere un uomo
libero. Va avanti cos da quando sono disoccupato perch la
ditta  fallita per colpa della crisi.
  la madre annunci l'ispettore alzando gli occhi al cielo
dopo aver chiamato in disparte Laurenti con un cenno. Dice
che deve vedere subito il figlio, che ha bisogno di lei, che ha
fatto domanda per un posto di lavoro fuori citt ma non  in
grado di cavarsela da solo. Se si trasferisse a Pisa chi lo sveglierebbe
la mattina, chi gli preparerebbe da mangiare e chi gli
farebbe il bucato? Avevo paura che non mi mollasse pi.
 Sei proprio senza cuore, Battinelli comment Laurenti
entrando in questura.
La prego, mi arresti! gli grid dietro il giovane.

 Lino La Rosa era maresciallo della guardia di finanza nella
caserma al molo Fratelli Bandiera quando Teresa Fonda lo
invest con la sua auto disse l'ispettrice capo Pina Cardareto
snocciolando i primi dati raccolti. Nell'archivio del Piccolo ho
scoperto alcune cose che non risultano nei nostri fascicoli e
nemmeno negli atti giudiziari. Dopo che La Rosa  stato
costretto a lasciare il servizio i colleghi hanno scoperto un gran
numero di indagini insabbiate dal maresciallo, ma che risultavano
tutte stranamente chiuse senza che quest'ultimo le avesse
sottoposte ai superiori o alla procura. A quanto pare negli anni
Ottanta i triestini bene hanno portato interi patrimoni all'estero.
Soprattutto in Austria e in Svizzera.
 Lo sappiamo la interruppe Marietta. I nomi di quelli
che sono stati beccati hanno riempito le prime pagine dei giornali.
Molti di loro avevano un'enorme influenza politica. Se
vuoi te li elenco uno per uno, erano....
 Concentriamoci su quello che deve riferire Pina. Laurenti
ammon l'assistente alzando la mano. Marietta si limit ad
aggiungere che alcuni dei colpevoli erano marciti in galera e
avevano dovuto pagare anche multe di miliardi di lire, che in
certi casi superavano persino gli importi effettivamente riscontrati
dato che il giudice aveva presunto che le cifre trasferite
fossero in realt molto pi alte.
 Alla fine La Rosa  stato denunciato per estorsione da un
imprenditore triestino che non aveva pi nulla da perdere
prosegu Pina. L'evasore ha patteggiato con il pubblico ministero
una riduzione della pena e ha vuotato il sacco. Stando alla
sua confessione, il maresciallo lo aveva messo di fronte al risultato
degli accertamenti offrendogli una scelta: La Rosa poteva
incriminarlo oppure archiviare il caso in cambio di un'adeguata
contropartita. La somma richiesta ammontava ai tre
quarti del patrimonio che l'imprenditore aveva depositato a
Chiasso. Una volta insabbiato il procedimento sarebbe stato al
sicuro, evitando la custodia cautelare, la condanna certa a
qualche anno di prigione ed anche il pagamento dell'ammenda
prevista. Nonostante l'avvenuto trasferimento di denaro,
consegnato in contanti a un giovane uomo in una banca svizzera,
La Rosa per continu a stare con il fiato sul collo all'imprenditore
e durante una perquisizione del suo appartamento
scopr un dipinto antico tramandato in eredit da generazioni.
Il maresciallo pretese anche quello, ma non riusc a metterci le
mani sopra perch poco dopo ebbe l'incidente. Per inciso,
l'avvocato di La Rosa era Ennio Carf, padre di Domenico Carf,
l'amministratore della GelFish.
 Bench non fossero ancora passate nemmeno ventiquattr'ore,
l'ispettrice Cardareto aveva messo insieme una sorprendente
quantit di informazioni. Gilo Battinelli si appoggi
comodamente allo schienale della sua sedia, mentre Marietta si
esamin le unghie prima di integrare il rapporto della collega.
 All'epoca salt fuori che La Rosa sapeva perfettamente
quali oggetti di valore si trovavano negli appartamenti delle sue
vittime. Immagino li abbia individuati durante le perquisizioni
e probabilmente abbia mandato Diego a rubarli.
 Frena, Marietta replic secca Pina. Contano solo i fatti.
Ho parlato con l'ex superiore di La Rosa, il suo nome era citato
in un articolo. Andavo a scuola con sua figlia e mi sono fatta
dare il numero di telefono. Quando  andato in pensione  tornato
in Calabria, ora vive sulla Costa dei Gelsomini. Ricorda
benissimo la faccenda e mi ha raccontato che sul maresciallo
era stata aperta un'inchiesta, ma non si arriv mai in giudizio
perch La Rosa aveva consegnato al pubblico ministero il
denaro estorto, due valigie piene di lire. In considerazione del
suo stato di servizio e per non compromettere la pensione di
invalidit fu messo tutto a tacere.
 Laurenti cacci un breve fischio di ammirazione. Pina
aveva fatto davvero un bel lavoro.
Il nome di Teresa Fonda non  saltato fuori?.
 Solo in relazione all'incidente, quando secondo gli standard
odierni fu trattata con troppa clemenza. Era incinta di
otto mesi e poco prima era finita su tutti i giornali come vedova
di Diego Colombo. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo.
 Per farci che? Potrebbe essere tuo padre comment
Marietta con una risata perfida. All'epoca eri ancora all'asilo.
 All'epoca ero gi alla scuola di polizia, dolcezza. L'avvocato
Ennio Carf rappresent La Rosa nella richiesta di risarcimento,
ma l'assicurazione pag senza fare storie... Lei non
crede che sia stato un incidente, commissario?.
Laurenti alz contemporaneamente sopracciglia e spalle.
 Ormai conosco bene Tessie, non ce la vedo a uccidere qualcuno.
Per la ritengo capacissima di regolare a modo suo i
conti aperti. Alcuni particolari della sua vita mi fanno dubitare
che giochi a carte scoperte. Un'edicola di nove metri quadri
frutter anche una buona rendita, ma non basta neanche lontanamente
a sfamare tre figli da sola come ha fatto lei, per
giunta portandoli tutti in capo al mondo con l'aereo una volta
all'anno. A quei tempi i biglietti costavano un occhio della
testa, mica come i viaggi all inclusive di Marietta in Giamaica.
 Non sai di cosa parli, Proteo. Marietta raddrizz subito
la schiena. A quanto mi risulta non hai mai messo piede fuori
dall'Europa.
 I genitori di Teresa non erano ricchi. Il padre lavorava al
mercato centrale, e la madre gestiva un piccolo negozio di parrucchiera
alla fine di via Giulia. Gilo, hai trovato i documenti
della GelFish? Cosa sappiamo di Domenico Carf?.
 L'avvocato, rifer l'ispettore Battinelli, amministrava molte
societ, tutte riconducibili alla GelFish, in passivo da anni.
Nonostante ci pagava regolarmente le tasse e l'affitto del
magazzino in Porto Vecchio, che aveva preso in locazione nel
1996. I colleghi della dogana e della guardia di finanza non
danno volentieri informazioni. Una parola sua o del pubblico
ministero potrebbe fare miracoli, commissario.
 Chiedi all'INPS notizie sui dipendenti della GelFish e delle
ditte affiliate. Chi ci lavora, quanto guadagna e cos via. L'avvocato
Carf  un osso duro disse Laurenti chiudendo la riunione.
Ha ottimi agganci. Marietta,  arrivato un primo
inventario del magazzino?.
 Ma certo. Per credevo non volessi vederlo, dato che sei in
ferie.
 Le tue premure mi commuovono. Tiralo fuori. Io vado
con Pina da Carf. Abita in un'antica villa signorile in via
Tagliapietra n. 1 e ha lo studio alla porta accanto. Lo troveremo
sicuramente l.

 I suoi occhi vedevano tutto. A Walter non sfuggiva mai
un'ordinazione nel suo locale, Walter non lasciava mai cadere
una goccia di vino n faceva erogare il caff alla macchina per
un secondo di troppo. Non perdeva di vista n i giovani camerieri
che si alternavano a turni proprio come lui e Mario, i due
proprietari, n i clienti al bancone o quelli seduti fuori ai tavoli
sulla piazza. Aveva gi avuto modo di constatare in passato,
quando era il pi giovane consigliere della giunta comunale,
che con una calibrata combinazione di presenza di spirito,
buona memoria e grande competenza era pi semplice spuntarla
su molte questioni. In questo modo, grazie alla sua
profonda cultura in materia di storia triestina, che in genere
era inutile sperare nei politici locali, e al sostegno economico
di alcuni privati era riuscito a rendere omaggio al carattere
internazionale della citt facendo affiggere sulla facciata di una
casa del Borgo Teresiano una targa commemorativa in pi
lingue. Quelle delle sette nazioni etnico-linguistico-religiose
riconosciute a Trieste ai tempi dell'imperatrice: italiano, serbo-croato,
greco, ungherese, ebraico, sloveno e tedesco. L'iscrizione
celebrava la grandezza di Maria Teresa, che durante il
suo regno aveva trasformato Trieste nel principale porto e citt
commerciale dell'Adriatico. Un gesto significativo, quello di
Walter, perch compiuto in anni in cui il revanscismo mai
debellato dimenticava ancora il proprio passato, fingendo che
a Trieste e nell'entroterra si fosse parlato sempre ed esclusivamente
italiano. Un ricordo della propria identit, che tuttavia
niente aveva in comune con la falsa nostalgia di coloro che
invece oggi tifano per il ritorno di quell'Impero austro-ungarico
in decadenza che lasci milioni e milioni di morti sui
campi di battaglia.
 Ci che Walter da quasi tre decenni vedeva dal bar in
piazza, unito a quanto ogni giorno gli arrivava alle orecchie,
avrebbe fornito materiale sufficiente per una cronaca completa
della citt. Perci non gli sfugg nemmeno che la Necrofila,
puntuale come sempre per la pausa pranzo dell'una, aspettava
con un sacchetto di plastica in mano accanto ai giardinetti che
il cagnolino bianco con la schiena incurvata finisse di fare
quello che doveva. Immobile come una statua fissava l'edicola
di Teresa, accorgendosi con sorpresa che quel giorno non era
la giornalaia a chiudere, ma un giovane delicato eppure muscoloso
sulla ventina. I folti capelli ricci e scuri erano raccolti in
una coda. A quella vista Daria si sent gelare il sangue nelle
vene, quel ragazzo somigliava come una goccia d'acqua a
Diego Colombo alla stessa et. Lei non l'aveva mai dimenticato,
era stato l'unico a trattarla con gentilezza quando Lino La
Rosa l'aveva presa con s dopo la tragica morte dei genitori.
Andava spesso da loro e di ritorno dai suoi viaggi in Austria e
in Svizzera le regalava sempre qualcosa, caramelle, magliette
divertenti o qualche altro piccolo pensiero. Quando si fermava
un po' pi a lungo le parlava come a un'adulta, le aveva promesso
anche di portarla con lui una volta o l'altra, e da allora
Daria non aveva mai smesso di sognare quel viaggio.
 Jago Fonda si guard pigramente intorno, indugi su Daria
pi a lungo del dovuto, poi attravers la piazza ed entr al
Malabar dove ordin un caff. Daria si chin per raccogliere i
bisogni di Gulasch e pochi passi dopo moll senza farsi notare
il sacchetto nel posacenere su un tavolo non ancora sparecchiato
del bar. Lo aveva fatto molte altre volte, convinta che il
personale non se ne accorgesse. Invece a Walter non era mai
sfuggito e non gli sfugg nemmeno quel giorno. Strizz l'occhio
al cameriere indicandogli di andare a pulire. Prima o poi
sarebbe arrivato il giorno della vendetta. A tempo debito
avrebbe riconsegnato alla donna tutta la cacca del suo cane.

 Dopo aver controllato l'orologio la Necrofila inizi a camminare
perplessa avanti e indietro. Quando Gulasch, guidato
dall'olfatto, deviava verso l'angolo di una casa o il bordo di un
marciapiede ed allungava il guinzaglio su cui la gente inciampava
imprecando, lei lo tirava a s con uno scatto secco. Per un
quarto d'ora gir intorno al Verdi di bronzo che non degn di
uno sguardo, finch fu raggiunta da due tizi che sorridevano
raggianti. Anche il giorno prima avevano parlato con l'Angelo
della morte nel solito posto. Il pi magro dei due doveva aver
preso un pugno, un cerotto gli sormontava la radice del naso.
Le consegn una chiave ed una busta, sembr riferirle qualcosa,
poi apr la mano, in attesa. La rossa dall'aria severa frug nella
Birkin e tir fuori un'altra busta, che lui esamin rapidamente
ed infil in tasca. Mentre la donna svoltava senza un saluto verso
via Carducci i due uomini si sedettero a uno dei tavoli sulla
piazza. Walter disse al cameriere che se ne occupava lui e la
mand talmente per le lunghe che i due aprirono la busta.
Quando Walter pul il tavolo e prese l'ordinazione di due birre
loro stavano contando i soldi e si spartivano otto banconote da
cinquecento euro. Un taglio malvisto, che ormai usavano regolarmente
solo i turisti e la Banca centrale europea stava smettendo
di stampare. Strano che la Necrofila ne avesse ancora
cos tante. Se il barista avesse saputo che lavoro faceva non ci
avrebbe messo molto a dedurre che gli ospiti della casa di
riposo pagavano in contanti e in nero almeno una parte della
retta, sbarazzandosi in questo modo delle banconote difficili
da spendere nascoste sotto il materasso, che a quel punto
diventavano un problema di Daria Bono. A quanto pareva
per anche lei aveva trovato un canale per rimetterle in circolazione.
Ma in cambio di cosa aveva pagato i due giovani? Un
killer dei Balcani, stando alle voci, si trovava per molto meno.

 La curiosit di Daria Bono era grande, prima per doveva
passare a controllare il padre. Di sicuro la forzuta Jevgnia non
lo aveva lasciato uscire di casa. Ma aveva mangiato? Ora avvertiva
una certa fame anche lei, con un po' di fortuna gli addetti
alla cucina non se n'erano ancora andati.
 Constat soddisfatta che Corrado Giuliani aveva saldato i
suoi debiti, chiuse a chiave i soldi nel cassetto della scrivania e
and nelle stanze di Lino La Rosa. Lo trov furibondo, seduto
davanti al televisore sintonizzato a tutto volume su un'improbabile
emittente privata che trasmetteva una partita di poker
da Las Vegas, le facce dei giocatori sembravano uscite da un
museo delle cere. Sentendo entrare Daria l'ex maresciallo non
gir la testa. Non aveva toccato il pranzo. Non aveva bevuto
nemmeno un sorso d'acqua, la caraffa era ancora piena. In
compenso il pappagallo, pieno di un liquido scuro e torbido,
era ostentatamente appoggiato sul tavolo, accanto al vassoio.
 Ti ho detto che devi mangiare, Lino. Cosa sono queste
storie? lo apostrof Daria.
 Di colpo le era passato l'appetito. Suon il campanello alla
parete e gir stizzita la sedia a rotelle allontanandola dal televisore.
Gulasch, dritto sulle zampe posteriori, annusava il tavolo
a cui non riusciva ad arrivare.
 Guarda che porcheria. Non mettere il pappagallo accanto
al cibo. Sei veramente disgustoso.
 Quella schifezza non la mangio brontol La Rosa senza
alzare gli occhi su Daria.
 Cos'ha che non va? Un normalissimo minestrone e per
secondo polenta e verdure. Si mastica facilmente, non si
lamenta nessuno tranne te.
Voglio la carne.
 Una volta a settimana  sufficiente. Costa troppo, lo sai
benissimo, e per la maggior parte degli ospiti  anche troppo
dura.
Gli altri non mi interessano.
Questo l'ho capito appena ti ho conosciuto. Ora mangia.
Piuttosto muoio.
 Magari mi facessi questo regalo. Almeno hai iniziato a scrivere
la lista o ti sei limitato a vegetare davanti alla televisione?.
 Anche se l'avessi fatta non ti andrebbe bene, quindi sbrigatela
da sola.
 O sono ancora i postumi della sbronza di ieri o si tratta
direttamente di delirium tremens.
 Non hai altra scelta, bella, se non vuoi perdere l'eredit. E
di' a Jevgnia di non mettersi pi in mezzo quando voglio
uscire da questa galera.
Fa' un po' come ti pare.
 Daria se ne and sbattendo la porta, e il cagnolino evit di
finire schiacciato solo grazie a un intrepido balzo. I passi
furiosi della donna diretta all'ascensore riecheggiarono sul vecchio
parquet. Premette il pulsante del seminterrato, ma cambi
subito idea e spinse quello del piano terra, avrebbe controllato
pi tardi la refurtiva di Dardan e Toni. A quanto pareva, Toni
si era ferito al naso con una cornice. Gli era scivolata di mano
mentre staccavano un quadro dalla parete, aveva detto. Daria
entr nel vicino negozio di kebab. Era quasi vuoto, e sullo
spiedo che ruotava sul girarrosto era rimasto poco pi della
porzione che ordin. Chiese una birra, il turco scosse la testa e
indic il frigo pieno di bevande analcoliche da cui poteva servirsi
da sola. Poi tagli la carne e prepar il panino. Daria si
sedette alla vetrata, fece saltare Gulasch sul suo grembo e fiss
il traffico in via Carducci che scorreva compatto.
 Aveva ottenuto ci che voleva. La Rosa aveva delegato a lei
il compito di stilare l'inventario per giustificare la provenienza
delle opere d'arte. Di conseguenza era escluso che la contraddicesse
quando sarebbe arrivato il momento. Infatti, visto che
Carf era stato tanto stupido da portarlo al magazzino dopo il
furto, Daria dava per scontato che la polizia andasse da loro
per interrogare il vecchio. Se prima riusciva a convincerlo a
recitare la parte del rimbambito smemorato non c'era pericolo
che la sua versione venisse smentita. L'unico rischio era che
decidessero di sottoporre Lino La Rosa ad una perizia psichiatrica.
Alla prospettiva di essere interdetto e messo sotto tutela
avrebbe opposto resistenza per continuare a mantenere il controllo
sugli affari, anche a costo di tradirsi.
 Dopo che Gulasch ebbe lasciato il suo ultimo marchio
accanto al pesante portone con la targa del Residence Golden
Age, Daria lo guid nel seminterrato e da l nel locale caldaia,
dove in un angolo erano ammucchiati alcuni ingombranti scatoloni
di cartone ed una catasta di imballi vuoti, dietro cui aveva
nascosto la refurtiva lasciata da Dardan e Toni. Blocc la porta
dall'interno e tolse il guinzaglio a Gulasch che inizi subito a
frugare in giro. Daria sollev un dipinto a olio largo circa un
metro in una massiccia cornice dorata e lo esamin alla luce
dell'unica lampada al centro della stanza.
 Edvige Sermione, l'anziana signora di cui si era svolto il
funerale quella mattina, le aveva decantato spesso il quadro
acquistato da uno dei suoi avi da Anton Sminck van Pitloo in
persona a Napoli, dove il pittore olandese aveva vissuto e lavorato
fino al 1837. Era intitolato Tempesta sul mare, un dipinto
simile era appeso nella Camera dei deputati, mentre un significativo
gruppo di opere dell'artista era conservato nel museo
Corrale di Sorrento e in quello di Capodimonte. Prima di
avvolgere delicatamente il dipinto in una coperta e riporlo in
uno scatolone Daria vide la macchia di sangue sulla cornice.
Dopo pass in rassegna il resto degli oggetti. Argenteria di
famiglia, orecchini tempestati di pietre preziose ed il collier che
completava la parure, qualche anello e altri gioielli come se ne
vedevano spesso addosso alle ricche signore di quella generazione,
testimonianze di un antico benessere. Un involucro sottile
di pelle blu stuzzic la sua curiosit. Lo apr. Dunque
l'anziana donna non esagerava quando le parlava della sua collezione
di monete. Ogni esemplare, insieme alla relativa descrizione,
era inserito in un raccoglitore trasparente sigillato che
permetteva di osservarlo da entrambi i lati senza estrarlo. Le
monete brillavano alla luce, quasi fossero appena uscite dal
conio medievale. Daria Bono le fotograf una per una al dritto
e al rovescio, poi infil anche quelle nello scatolone. Per il
momento il tesoro doveva restare in cantina, presto per nel
vecchio appartamento di Lino nel rione San Giacomo avrebbero
installato porte e finestre blindate. Appena i dipinti che si
trovavano nel magazzino della GelFish nella zona franca fossero
stati sbloccati dal sequestro avrebbe portato l anche
quelli. Gi da parecchio tempo il padre l'aveva incaricata di
vendere l'appartamento, ma lei non aveva mosso un dito. Da
quando c'era la crisi il mercato immobiliare era colato a picco,
e Daria aveva giurato a se stessa di non sobbarcarsi mai pi una
perdita in vita sua. Chiuse a chiave la porta del locale caldaia e
risal all'ultimo piano con Gulasch. Avrebbe cercato su
internet le monete che aveva fotografato per farsi un'idea del
loro valore.

Se l' presa comoda, commissario. L'aspettavo ieri.
 Ogni cosa a suo tempo, avvocato. Laurenti tir fuori l'inventario
dalla tasca della giacca e pos il foglio sul tavolo con
la facciata scritta verso il basso.
 L'avvocato Domenico Carf ricevette il commissario e l'ispettrice
capo Cardareto nel bel giardino della sua villa in via
Tagliapietra. Lo avevano trovato a casa, dove al contrario dei
colleghi trascorreva pi tempo che allo studio legale. L'alto ed
elegante cinquantenne sfoggiava una vigorosa abbronzatura
tutto l'anno, indossava abiti sportivi e i piedi nudi erano infilati
in un paio di mocassini che avevano l'aria di essere morbidi
come velluto. Carf li invit a sedersi all'imponente tavolo
in pietra con l'enorme ripiano che doveva pesare tonnellate. Si
accese una sigaretta e butt fuori il fumo, completamente a
suo agio.
Allora? domand.
 Allora eccoci qui. Pina Cardareto soffriva di un'intolleranza
congenita alla presunzione degli uomini con uno standard
di vita che lei non avrebbe mai raggiunto pur lavorando
pi del doppio. Amministra un bel po' di societ, dottor
Carf.
Esatto.
 Tra cui la GelFish Italia, che a sua volta fa parte di una holding
con sede in Montenegro. La ditta ha in affitto il magazzino
al Porto Vecchio prosegu l'ispettrice.
 Carf annu con un sorriso che le sembr strafottente, e
l'impressione era giusta.
 La GelFish Italia  iscritta alla Camera di commercio come
ditta specializzata nella lavorazione di prodotti ittici, ma di
pesci, a parte quelli su un paio di nature morte medievali, non
ne ho visto neanche uno, avvocato. Inoltre l'impresa ha pi
uscite che entrate. Anno dopo anno solo perdite, che gli incassi
del Residence Golden Age e della Chance Slot-machine riescono
a malapena a coprire.
 Su cosa state indagando, esattamente? domand Carf
raddrizzando la schiena, particolare di cui Laurenti prese nota
in silenzio. Con la crisi la polizia si  messa a lavorare per la
finanza e il fisco altrimenti non ha i soldi per fare il pieno alle
volanti?.
 Un avvocato dovrebbe sapere che gli mbiti si sovrappongono
anche se non esiste una giustizia globale. Adesso era
Pina ad esibire uno charme del tutto fasullo e soprattutto inconsueto.
A volte vengono trattati insieme perfino nelle cause di
separazione.
 Il diritto di famiglia non  il mio campo, ispettrice. La pregherei
di venire al punto, il mio tempo  limitato.
 Perch la GelFish Italia aveva un magazzino pieno di
opere d'arte nella zona franca?. Pina continuava ad essere la
calma fatta persona, solo i bicipiti guizzavano sotto le maniche
della t-shirt.
 Come ha giustamente osservato anche lei, non  questo il
nostro mbito commerciale. A causa delle perdite siamo stati
costretti a subaffittare gli spazi. La GelFish  il tentativo di
affermare anche in Italia un'impresa internazionale, ma in
questo paese non si fa che mettere i bastoni tra le ruote a
chiunque voglia investire e creare posti di lavoro. Non c' da
meravigliarsi che i giovani vadano all'estero se non vogliono un
impiego statale come il suo da cui poi non li schioda pi nessuno,
nemmeno se passano le giornate a girarsi i pollici o a
impedire agli altri di fare il proprio dovere. E se le interessa il
contratto di sublocazione, domattina pu passare allo studio e
la mia segretaria gliene far una copia.
 Carf si sbagliava. Era arrivato il momento del commissario,
non sarebbe rimasto a guardare una sfida impari a braccio di
ferro.
 Chiariamo due cose, avvocato. Primo,  lei a doverci delle
spiegazioni in qualit di amministratore della ditta, perci consegner
di persona il contratto originale in questura entro le
nove di domattina. Provvederemo noi alle copie necessarie,
cos non graveremo sulle sue spese di cancelleria, lei potr limitarsi
ad attestarne l'autenticit. Secondo, adesso ci dice il nome
dell'affittuario. O preferisce rivolgersi a un avvocato?.
Le mascelle di Carf si serrarono sotto la pelle abbronzata.
 Schiacci la sigaretta con un gesto sbrigativo. Un filo di fumo
sal dal posacenere smaltato giallo.
  un privato, commissario. Ha preso in affitto il magazzino
molti anni fa. Non ricordo quando di preciso,  passato
talmente tanto tempo. Ma  scritto sul contratto. Dopo i problemi
iniziali dovuti alla burocrazia del nostro paese la GelFish
Italia  stata costretta ad autofinanziarsi con il capitale sociale.
Direttive della holding da Podgorica. Ma l'azienda non ha
perso la speranza di poter riprendere l'attivit originaria, ecco
perch abbiamo tenuto il deposito. L'affitto in Porto Vecchio 
cos basso che nessuno rescinde i vecchi contratti. La concessione
dura cinquant'anni, non ne sono ancora passati nemmeno
la met.
 Santo cielo, dottor Carf, la smetta di menare il can per
l'aia. Mi rendo conto che la retorica e il parlare forbito fanno
parte del suo mestiere, ma non immaginavo potessero arrivare
a questi livelli. Insomma, come si chiama l'affittuario?. Pina
Cardareto sedeva dritta come un fuso, gli occhi che sembravano
voler trafiggere Domenico Carf.
 La collega ha ragione, avvocato. Laurenti sorrise, la sua
voce era tanto gentile quanto falsa.
 Si chiama Lino La Rosa, commissario. Un uomo di una certa
et. Non mi interessa come usa il magazzino, purch sia puntuale
con i pagamenti. Avr gi abbastanza seccature con le autorit
portuali per non aver dichiarato il contratto di subaffitto, la
prego di risparmiarmi almeno le scartoffie burocratiche.
 Per lo ha accompagnato subito in Porto Vecchio intervenne
Laurenti.
 Mi sembrava giusto. E poi quel pover'uomo  bloccato su
una sedia a rotelle.
 Se ricordo bene, Lino La Rosa ha avuto a che fare anche
con suo padre. Pina prese di nuovo la parola.
 S, mio padre ha rappresentato La Rosa in una richiesta di
risarcimento.  rimasto invalido in sguito a un incidente provocato
da terzi, per questo  su una sedia a rotelle.
 Suo padre ha difeso l'ex maresciallo della guardia di
finanza anche dall'accusa di corruzione ed abuso di ufficio.
Questo non lo ricordo. A quel tempo ero all'universit.
Carf sollev il mento.
Dove ha studiato, avvocato?. Pina non riusc a trattenersi.
 Qui. La nostra facolt di legge  una delle migliori del
paese. Carf sorrise conciliante.
 Presto servizio a Trieste da cinque anni e prima sono stata
in parecchi posti strani.  curioso che proprio qui da voi qualcuno
dimentichi gli scandali e i peccati degli altri. Non esiste al
mondo citt pi pettegola di questa incalz Pina.
 Laurenti si alz con movimenti plateali per prevenire ulteriori
scaramucce. Nello stesso istante il suo telefono suon. Il
numero di Teresa Fonda. Non rispose. A Pina e all'avvocato non
rest che seguire l'esempio del commissario e alzarsi a loro volta.
 Non si dimentichi, avvocato. Laurenti gli porse la mano
sorridendo e infil in tasca l'inventario. Domani in questura
entro le nove. Si presenti all'ispettrice capo.
 Attravers deciso il cancello del giardino e in via Tagliapietra
lanci le chiavi dell'Alfa Romeo a Pina, che dovette spostare
in avanti il sedile per arrivare ai pedali. Ma recuper
subito dopo, uscendo di slancio dal parcheggio. Laurenti selezion
l'ultima chiamata persa. Teresa rispose all'istante.
 E quello cos'? domand Pina svoltando sulla rotonda
del Boschetto, mentre in mezzo al traffico uno scultore lavorava
al tronco, pi alto di lui, di un enorme platano che doveva
essere stato appena abbattuto. Sembra che stia intagliando la
conchiglia di un mollusco gigante.
  un mussolo. Fino a qualche anno fa se ne trovavano tantissimi,
Pina. Oggi bisogna avere le conoscenze giuste ed aggirare
la legge.
Ma cos grandi?.
 Anche di pi. Laurenti guardava concentrato dal finestrino.
Sono i rinomati Bivalvia platanus.
Non le credo, commissario.
 Sono squisiti, invece. A lei per non piacciono i frutti di
mare.
 Pina gli lanci un'occhiata scettica e per poco non super la
loro uscita.
 Si fermi qui, per favore. Laurenti le indic un passo
carrabile.
 Vuole che venga anch'io, capo? O almeno che la aspetti?
domand l'ispettrice accostando davanti al ristorante Parigi
Piccola per farlo scendere.
 Torni pure in questura, Pina, ha anche troppo da fare. In
qualche modo mi arrangio. Al limite prendo l'autobus.

 Laurenti attese sul ciglio della strada che Pina non potesse
pi vederlo dallo specchietto retrovisore e decise di mangiare un
boccone veloce prima di far visita a Teresa, che lo aveva pregato
in tono insolitamente serio di passare da lei. Fu sorpreso di riconoscere
il proprietario del ristorante, che lo salut calorosamente.
Il commissario ricordava che fino a qualche anno prima
gestiva un negozio di antiquariato in uno degli edifici superstiti
del ghetto, proprio accanto alla questura. La sala, piccola ma
arredata con amore e nella quale si contavano s e no dieci tavoli,
aveva un aspetto accogliente. Laurenti per si sedette fuori, in un
posto all'ombra nello stretto cortile interno, e si fece offrire una
sigaretta. Non era un fumatore serio e le comprava di rado, ma
del pacchetto che aveva preso la mattina prima da Teresa non ne
era avanzata nessuna, gliele avevano scroccate gli ospiti a cena.
 Davanti a un calice di spumante del Carso, tra un tiro e
l'altro, cerc di farsi un quadro dell'accaduto mentre studiava
distrattamente il menu. Il suo telefono vibr, ancora la redattrice
della cronaca locale. Aspett che smettesse. Poi fece il
numero di Teresa.
Hai gi pranzato? le chiese senza salutare.
Mi  passata la fame. Perch?.
 Cos non va bene, Tessie. Sono nel ristorante all'inizio di
via Giulia. Raggiungimi qui.
 Teresa esit, ma non le venne in mente nessuna scusa valida
per rifiutare. Avrebbe dovuto aspettarlo in ogni caso, anche se
aveva sperato che andasse subito da lei. Ed era vero che doveva
pur mangiare qualcosa. In compagnia sarebbe stato pi facile.
Laurenti chiese al proprietario di apparecchiare per un'altra
persona e ordin una bottiglia di spumante freddo. Non pass
molto prima che Teresa arrivasse, sforzandosi senza troppo
successo di apparire allegra. Si sedette mettendo a dura prova
la resistenza dei jeans super attillati, che contro qualunque previsione
resistettero egregiamente. La camicetta di seta nera
generosamente sbottonata metteva in mostra un'ampia porzione
di pelle abbronzata. Teresa era senza trucco e si era pettinata
alla meglio. Si vers un bicchiere di spumante e brind
al commissario con un sorriso tirato.
Prima di raccontarmi tutto ordina.
Prendo quello che prendi tu. Cosa hai scelto?.
 Lo stesso anche per lei disse Laurenti al titolare che,
vedendo l'espressione seria di Teresa, li lasci subito soli.
Non ti riconosco. Cosa c' che ti preoccupa?.
 Ah, Proteo. Teresa gli prese la mano. La sua era morbida
e calda, ma con una stretta decisa. Si tratta di Diego.
 Laurenti tacque. Non aveva la minima intenzione di
toglierle il peso di cui voleva liberarsi. Aveva dieci anni buoni
pi di lei e da quando la conosceva sapeva che cercava di sfruttare
a proprio vantaggio le autorit ricorrendo a un vasto
repertorio di espedienti. Con lui non attaccava.
 Da qualche settimana ricevo strani segnali, di solito all'edicola.
L per l non gli ho dato importanza, ma poco alla volta
ho capito. Da allora conservo tutto. Dopo fai un salto a casa
mia, per favore.
Sa di trappola, Tessie. Non vorrai approfittare di me.
Ti piacerebbe, Proteo.
Il breve sorriso che segu fu genuino, ma svan subito.
 Teresa si accorse solo allora che stava ancora tenendo la mano
del commissario e la ritrasse. In qualsiasi altro momento a Laurenti
sarebbe dispiaciuto.
 Non ho neanche il coraggio di raccontartelo, Proteo. In
realt... probabilmente non  niente, e sono io che mi comporto
da isterica.
 Lui continu a non parlare e la guard negli occhi, ora leggermente
rossi. Grazie alla sua lunga carriera Laurenti era pratico
di quel modo di fare. Gli esseri umani si dividevano in due
categorie: quelli della prima se la facevano sotto a ogni sciocchezza,
vedevano tutto nero, si lasciavano influenzare facilmente
e tendevano a esagerare in maniera incontrollata con
saccente petulanza, come dimostravano i talk show di bassa
lega. Non capivano nulla, ma in compenso avevano un'opinione
su tutto. A questo gruppo appartenevano anche un paio
di amiche di sua moglie Laura, che parcheggiavano per ore in
divieto di sosta per poi cadere dalle nuvole quando trovavano
la multa sotto il tergicristallo e pretendevano che lui la annullasse,
cosa che non avrebbe fatto nemmeno se ne avesse avuto
il potere. Questa gente, che per giunta era la maggioranza,
faceva perdere a lui e ai suoi colleghi tempo prezioso. Al contrario
quelli che appartenevano alla seconda categoria erano
convinti di riuscire a cavarsela in ogni frangente, minimizzavano
anche le situazioni pi gravi e si accorgevano di aver sbagliato
strada troppo tardi. Di nuovo, se si fossero rivolti prima
a chi di dovere, avrebbero fatto perdere molto meno tempo
alla polizia che prendeva sul serio i loro guai. Dopo, trovare
una soluzione era come curare una malattia troppo a lungo
trascurata.
 Non credo nemmeno che sia stalking, Proteo. Teresa si
schiar la voce e raddrizz la schiena. Nessuno mi sta minacciando.
Nessuno vuole farmi del male. Per ho l'impressione
di essere seguita e osservata, in qualche modo mi sento molestata.
Se continua cos vado fuori di testa, e sai benissimo
che....
 So benissimo che sei abituata ad avere tutto sotto controllo
e a tenere sempre in pugno la situazione, Tessie. Sei
madre di tre figli che hai cresciuto da sola. Ok, ora sono
grandi, ma hai dimostrato di avere spina dorsale. Esattamente
come con l'edicola.
Si interruppe mentre veniva servita la pasta ai porcini freschi.
Teresa lo guard con i grandi occhi umidi di pianto.
Mangia disse Proteo. Altrimenti ti riduci pelle ed ossa.
 Non c' pericolo. Ci vorrebbe una carestia. Ora rideva
davvero mentre tirava su le spalle, facendo cos sollevare il
seno imponente. Adesso ascoltami. Sono passati venticinque
anni da quando Diego  morto. Come ladro era un genio, lo
sappiamo entrambi. Non lo avrei mai tradito, lo giuro. Il suo
calore ed il suo fascino erano incredibili come le sue rapine.
 Che sono costate la vita a due innocenti. Ricordatelo,
Tessie.
 Ogni volta che l'ho lasciato perch mi faceva morire di
paura mi ha sempre ripresa. Cos. Schiocc le dita. Non
mancava certo chi lo ammirava perch rubava ai ricchi, ma
stiamo parlando di un quarto di secolo fa, Proteo.
 Finalmente arrotol una forchettata di pasta e inizi a mangiare,
mentre Laurenti aveva gi finito mezzo piatto.
 Secondo te  possibile che dopo tutto questo tempo abbia
ancora degli ammiratori?.
 Laurenti corrug la fronte e scosse impercettibilmente la
testa. Proprio il giorno precedente lui e il procuratore Scoglio
avevano escluso che Diego Colombo potesse avere un successore
in un'epoca in cui il mondo pullulava di telecamere, le
celle della telefonia mobile registravano ogni singolo passo, le
transazioni telematiche seminavano tracce, si impiantavano
microchip ai cani domestici e perfino i pacemaker emettevano
segnali. Certo, c'erano ancora idioti tanto presuntuosi da provarci,
nei negozi, nelle banche, nei luoghi pubblici. Ma da
quando le visioni di George Orwell erano diventate realt, per
loro le probabilit di cavarsela come Arsenio Lupin si erano
ridotte drasticamente. Non godevano delle stesse simpatie di
Diego, che di fatto non aveva derubato nessuno ed era diventato
ricco con l'onesto sudore della fronte. Trieste era al terzo
posto nella classifica italiana dei depositi a risparmio, ma si
trattava di vecchi soldi che garantivano agli eredi una vita senza
preoccupazioni. Gli imprenditori veramente di successo si
contavano sulle dita delle mani. Nella maggior parte dei casi
erano stati gli avi a fare fortuna.
Cosa te lo fa pensare? chiese dolcemente.
 Sono solo fotocopie con le immagini di alcuni dipinti.
Molti si trovano anche su internet, sui siti specializzati in opere
d'arte trafugate, come quello del Comando carabinieri per la
tutela del patrimonio culturale, oppure la banca dati dell'Interpol
o l'Art Loss Register. Ne ricevo una al giorno. La trovo
la mattina tra i pacchi di giornali consegnati all'edicola o a casa
nella cassetta della posta. Nient'altro, immagini fotocopiate o
stampate al computer dei dipinti rubati da Diego. Ecco cosa
me lo fa pensare, Proteo.
Da quanto tempo va avanti?.
 Non saprei di preciso. All'inizio non avevo nemmeno fatto
il collegamento, mi ci  voluto un po' per capire che si trattava
dei dipinti di Diego.
Di Diego? sorrise sarcastico Laurenti.
 S, insomma, hai capito. Comunque, negli ultimi giorni
sono aumentate. Ora me ne mandano due, una la mattina e una
la sera. Significa che chi le lascia mi conosce, conosce le mie
abitudini, i miei movimenti. Sa tutto di me. Per questo mi
sento minacciata, commissario. I suoi occhi erano di nuovo
vitrei. Anche se non c' nient'altro. Nessuna minaccia diretta,
nessuna richiesta, nessuna oscenit. Nulla di nulla. Ma so che
lui  l. Sono talmente agitata che ieri quando te ne sei andato
mi sono fatta sostituire da Jago per il resto della mattina e mi
sono informata sui sistemi di sorveglianza, addirittura sulle
guardie del corpo. Ma costano una cifra esorbitante. E poi chi
mi assicura che funzionino davvero?.
 Era ora che ti decidessi a parlarne, Tessie. Sei sicura di non
aver pestato i piedi a nessuno, che il motivo non sia un altro?
Hai debiti?.
No, neanche un centesimo.
Hai offeso qualcuno?.
Se tu fossi un commerciante non faresti certe domande.
Un amante deluso?.
 Lei scosse la testa con maggior decisione. Non vado a letto
con tutti quelli che mi guardano le tette. Quanto agli altri, sono
sicura di non averne deluso nessuno.
E di quelli quanti ne hai snobbati, dopo?.
 Tutti. La sua risata era sincera e consapevole. Cio,
ognuno di loro sapeva che era un momento, non volevo
costruirmi un futuro. Ovviamente con te sarebbe stato
diverso.
Lascia stare, Tessie.
 Mi riferivo ai discorsi sul futuro. Tu non me li avresti fatti.
S, hanno continuato a farmi la corte anche dopo che gli avevo
dato buca, non c' nulla di male, ma nessuno mi ha mai fatto
domande su Diego, capisci? Volevano solo scopare.
Dov'eri la notte scorsa, Tessie?.
A fare proprio quello.
E come mai tutti quei sotterfugi per non essere seguita?.
 Perch a nessuno deve interessare dove vado, cosa faccio
e con chi. Fosse anche una semplice passeggiata. Nemmeno
a te.
Voglio vedere i fogli. Dove sono?.
Te l'ho gi detto, li ho portati a casa oggi.
 Non sono pi stato da te da quando Diego ha tagliato la
corda.

 Teresa insistette per dividere il conto invece di far pagare
tutto a Laurenti. E gli offr un bicchiere di bianco freddo
appena entrarono nel piccolo giardino curato, dopo aver oltrepassato
quelli abbandonati delle altre case lungo i vicoli. Per la
seconda volta dalla mattina Laurenti si accomod a un vecchio
tavolo di pietra in un giardino, ma in questo caso la compagnia
era decisamente pi piacevole. Dalla finestra aperta sent
Teresa armeggiare con un cassetto di legno che scricchiol, poi
i suoi passi gi per le scale del primo piano. Si and a sedere
accanto a lui e mise sul tavolo una pila di fogli che apr a ventaglio.
Dopo tanti anni a fianco della moglie, responsabile del
dipartimento di arte della sua casa d'aste, il commissario aveva
l'occhio allenato. Riconobbe al primo sguardo l'opera Cavallo
e cavaliere di Mario Sironi. Anche il tratto di Emilio Vedova,
Giorgio de Chirico, Gustav Klimt, Giacomo Balla e Giorgio
Morandi era facile da distinguere. Di alcuni dipinti ricordava
l'anno in cui Diego li aveva rubati in ricchi appartamenti in
centro o nei quartieri residenziali. Suo figlio Marco non era
ancora nato, Patrizia aveva solo un anno e Livia, la maggiore,
tre. Quanto a lui stava facendo carriera, era diventato ispettore
capo, in servizio presso la sezione Reati contro il patrimonio
nella squadra mobile della questura. Jacopo Bellini, Velzquez,
Mantegna, Daniele Crespi e Vittorio Bolaffio gli crearono pi
difficolt. Non riconobbe Hans de Jode, Giovanni Benini,
Lasar Segall e un artista cileno di nome Pedro Lira. Altri
ancora non li aveva mai visti in vita sua.
 Pass di nuovo in rassegna i fogli, questa volta concentrandosi
sulle date che Teresa aveva annotato su ognuno. Fino a
quel momento ne aveva ricevuti quaranta tra stampate e fotocopie,
negli ultimi tre giorni due al giorno. Aveva taciuto per
un mese, non ne aveva parlato nemmeno con Jago e Jacqueline.
Laurenti in parte comprendeva che una madre volesse
tenere lontani i figli dalle preoccupazioni, quelli di Teresa per
erano grandi, e probabilmente sei occhi avrebbero visto meglio
di due. Tir fuori dalla tasca l'inventario del magazzino al
Porto Vecchio e spunt i singoli dipinti.
 Guarda qui, Tessie disse infine. E siamo soltanto a met.
Indic le opere senza spunta. Chiunque sia andr avanti finch
non arriva alla fine della lista. A patto per che siano tutti quadri
rubati da Diego. Secondo me ti mander solo quelli.
 Teresa spost la sedia cos vicino a lui che cosce e braccia si
toccarono. L'intensa fragranza del suo profumo era inebriante.
Fa' vedere. So benissimo quali non sono di Diego.
 Davvero te li ricordi? si stup Laurenti. Non  che ne hai
appeso qualcuno in casa anche tu?.
 Magari. Anche se ti confesso che se avessi avuto un Picasso
o qualcosa di simile lo avrei gi venduto da un pezzo e me ne sarei
andata. Diego mi dava solo soldi e qualche gioiello, nient'altro.
I fogli li prendo io, Tessie, e se ne ricevi altri portameli.
Aspetta, prima voglio farne una copia.
Allora leggimi le date, le segno sull'inventario.
 Per i dieci minuti successivi Teresa dett, e mentre scriveva
Laurenti avvertiva il calore del suo corpo. Rispetto alle fotocopie,
sulla lista mancavano all'appello tre dipinti di Diego. Il
commissario ne appunt i titoli sul retro: la Madonna della Vittoria
di Mantegna, il Salvator Mundi di Crespi e la Maddalena
penitente del Tintoretto.
Sei sicura che Diego abbia rubato anche questi?.
 Sicurissima, ha avuto dei problemi con tutti e tre. Lo beccarono
al confine mentre li portava dalla Svizzera. Confiscarono
i dipinti e lo trattennero in custodia cautelare in carcere,
ma poi lo rilasciarono.
Quando  successo?.
Nell'autunno del '90.
  passato un sacco di tempo. Vedr se riesco a capire
che fine hanno fatto i dipinti. In ogni modo non sono nel
magazzino.
  vero che in quegli anni Diego lavorava per Lino La Rosa,
ma non gli ha certo rimediato una collezione del genere. Chi
diavolo  stato, Proteo?.
 Cercheremo di capirlo insieme. E forse tu c'entri pi di
quanto sembri.
 Io? si inalber Teresa e si spost indietro sgranando gli
occhi.
 Clmati. Non ho detto che sei coinvolta di proposito.
Comunque sia, hai fatto bene a informarmi. Ora rilascerai una
dichiarazione ufficiale che verr messa agli atti. Se ne occuper
Gilo Battinelli, lo conosci gi.
Ma cos finisco sul giornale, e io non voglio.
 Nulla diventa di dominio pubblico senza la mia autorizzazione.
Ti do la mia parola.
E cosa faccio con il pazzo che mi manda le fotocopie?.
 Mancano ancora venti dipinti della lista che hai attribuito
a Diego. Puoi stare certa che arriveranno anche quelli. E meno
male, perch  l'unico straccio di possibilit che abbiamo per
scoprire chi c' dietro.
E tu cosa hai intenzione di fare, commissario?.
 Come hai detto anche tu, spedirti fotocopie non  un
reato. Nessun giudice concederebbe mai una scorta per un
motivo del genere. Oggi stesso ti mando qualcuno a installare
una telecamera per controllare l'ingresso al giardino. Ti far un
buon prezzo, per dovrai pagare di tasca tua. E chieder agli
addetti del centro di videosorveglianza di fare particolare
attenzione alle riprese di piazza San Giovanni. Forse salta fuori
qualcosa.
 A Laurenti non sfugg che Teresa non era entusiasta di quei
provvedimenti e si mordeva il labbro avvilita.
 Devi parlarne con Jago e Jacqueline, Tessie, e assicurarti
che almeno uno di loro sia sempre in casa. Fate i turni alla finestra,
meglio se con una macchina fotografica. Io non posso passare
la notte qui a proteggerti disse per tirarle su il morale.
 E in effetti lei rise. Non ci accorgeremmo di quello che
succede fuori.
Ecco, cos mi piaci di pi.
 Teresa si schiar la voce. Ma a cosa servono tutte queste
precauzioni se tanto mi fai gi sorvegliare?.
Chi lo dice, Tessie?.
 L'hai ammesso tu stesso, quando mi hai chiesto dov'ero la
notte scorsa.
 Santo cielo, ti eri truccata talmente in fretta che se ne
sarebbe accorto anche un cieco. Ora devo andare. Quando
passa il prossimo autobus?.
Tra venti minuti.
Allora vado a piedi.
Ti accompagno io.
Non occorre, Teresa.
 Tanto devo aprire l'edicola. Jago era libero solo stamani, in
cava erano programmate alcune esplosioni e dunque non potevano
lavorare.
 In un attimo prese le sue cose, l'enorme borsa doveva
pesare pi di tutte le armi di ordinanza di Laurenti messe
insieme, eppure lei la sollev con due dita. Per dovette frugare
per mezz'ora prima di pescare le chiavi di casa e altrettanto
per trovare quelle della macchina.
 Proteo. La sua voce era esitante quando lo fece scendere
in via del Teatro Romano davanti alla questura. Volevo dirti
un'altra cosa.
 Lui lasci andare la maniglia e la guard con aria
interrogativa.
 Walter mi ha detto che da un po' di tempo una donna mi
osserva sempre ai soliti orari. Io non ci avevo fatto caso. Ieri ho
chiesto a un amico di verificare. Durante la pausa pranzo mi ha
seguita fino alle Rive e si  arresa quando sono salita sulla
navetta per la Diga.
Accidenti, Teresa, potevi dirlo subito, no? Descrivimela.
 Sulla quarantina, alta, magra o secca, come preferisci,
capelli rossi, lunghi, raccolti in una crocchia da maestrina. La
pettinatura e il modo di vestire la fanno sembrare pi vecchia.
Aria austera, fa di tutto per non risultare attraente ma ci tiene
alla qualit. Indossa abiti costosi. E ha un cagnolino bianco che
fa i suoi bisogni intorno alla statua di Verdi. La mattina  la
prima cliente del Malabar, poi torna verso le dieci, all'una
quando chiudo l'edicola per la pausa pranzo e gironzola in
zona anche quando riapro. Forse  solo una coincidenza e
porta semplicemente fuori il cane a quelle ore. N io n Walter
sappiamo come si chiama. L'amico da cui l'ho fatta controllare
ha detto che lavora in una casa di riposo in via Carducci, dove
abita anche Lino La Rosa.
 Ben fatto, Tessie. Dir ai miei uomini di controllarle i
documenti.
Troppo plateale, Proteo. Capir che c' qualcosa sotto.
 Non se lascia in giro la cacca del suo cane. C' un'ordinanza,
e si becca una multa.
Sei un tesoro, commissario.

Non avrai mica l'amante, pap?.
 Laurenti era appena sceso dall'auto che sent la voce della
figlia maggiore.
 Ti sembro il tipo, Livia?. La baci sulle guance e moll
una pacca sulla spalla al tedesco.
 Be', quando vi siete salutati quella tizia ti ha dato un bacio
sulla bocca.
 Hai preso una cantonata.  solo una vecchia amica che
aveva bisogno di un consiglio.
Un bel pezzo di figa, da quanto abbiamo potuto vedere.
Le sto dietro da un bel po'.
E alla fine l'hai beccata? Mamma lo sa?.
 Non scherziamo, Livia. Sei completamente fuori strada.
Le sto dietro per motivi di lavoro. E malgrado non fosse pi
un ragazzino e non avesse neppure un briciolo di coscienza
sporca, Laurenti si accorse di essere arrossito. Cosa ci fate da
queste parti?.
Porto Dirk a visitare la citt.
 Ti piace qui?. Proteo si rivolse direttamente all'avvocato
di Francoforte, che sorrise imbarazzato perch non era sicuro
di aver capito bene la domanda.
 Molto carino, ma gli anfiteatri ci sono anche in Germania
rispose indicando il teatro Romano di fronte alla questura, e
Livia tradusse prontamente.
 Gli antichi romani avranno imparato il mestiere da Albert
Speer replic Laurenti con un sorriso sarcastico. Certo, se non
conti lo stadio olimpico di Berlino inaugurato da Hitler....
Pap, per favore. Questa volta Livia non tradusse.
  stato a Berlino? azzard il biondo in un italiano stentato.
Livia non me lo aveva detto.
 Subito dopo la caduta del Muro. C'era anche Livia. Ma
perch mi dai ancora del lei?.
 Livia tacque con espressione eloquente. Sapeva benissimo
che subito dopo la caduta del Muro i genitori avevano incontrato
a Berlino Est un mercante d'arte di Dresda da cui Laura,
incinta proprio di lei, aveva comprato un dipinto di Paul Klee
a un prezzo stracciato. Aveva sentito quella storia centinaia di
volte, soprattutto perch, grazie al pancione di Laura e al tesserino
di Proteo, al ritorno non avevano avuto nessun problema
alla dogana. Il quadro era ancora appeso in camera loro.
In casa non c'erano sistemi di allarme, e il quadro non era nemmeno
coperto da chiss quale assicurazione. Non si sapeva di
preciso da dove venisse, e Laura non lo aveva mai fatto esaminare
per capire se era autentico o se invece si trattava di un
falso, anche se con il suo lavoro alla casa d'aste sarebbe stata
semplice routine.
Cosa fate dopo? domand Laurenti conciliante.
 Andiamo a trovare un'amica in via di Romagna, poi
abbiamo appuntamento con altri amici. Voglio che Dirk li
conosca tutti. Da solo con voi si annoia, Marco non  mai a
casa e Patrizia va a ballare.
Mi fa piacere, divertitevi.
 Grazie, pap. Livia gli diede un bacio. Dopo essersi
allontanata di qualche passo insieme a Dirk si volt. Stai tranquillo,
non dico niente a mamma.

 Laurenti attravers la strada scuotendo la testa, si fece largo
tra i profughi in fila, ancora pi numerosi rispetto al giorno
precedente, e sal al terzo piano con l'ascensore. Lungo il corridoio
salut con un cenno un paio di colleglli di altri commissariati
e arrivato in anticamera si meravigli di trovare deserta
la postazione di Marietta. Il posacenere era ricolmo come
sempre, le pratiche si accumulavano sulla scrivania e anche la
borsa era al solito posto. Nel suo ufficio c'erano le chiavi della
macchina e qualche comunicazione sulle procedure interne, il
vecchio fascicolo di Diego Colombo non era stato toccato. Lo
apr e cerc i verbali e le dichiarazioni relativi alla presunta
morte del rapinatore avvenuta nel 1991, allung i piedi sulla
scrivania e scorse la copia di un articolo a tutta pagina del Piccolo.
Gilo Battinelli aveva ragione, il quotidiano locale aveva
riesaminato tutta la vita di Colombo e rivelava una gran quantit
di informazioni che non risultavano agli atti.
 "Morte in esilio - L'ultimo colpo" titolava ad effetto la prima
pagina con la foto di un uomo di trentun anni minuto, atletico
e dai folti capelli ricci. "Rifugiato politico, skipper, contrabbandiere
e ladro - Diego Colombo  morto per l'esplosione di
una bomba durante il suo ultimo colpo". Al centro campeggiava
una foto dei tre yacht in fiamme ormeggiati in Sacchetta,
con le squadre di soccorso impegnate a spegnere l'incendio
alla luce di potenti fari alogeni.
 Nove anni fa, allo scoppio della guerra delle Falkland, l'argentino
di origini italiane era fuggito dal regime impostosi dopo il golpe
militare di Videla. Allora ventiduenne, aveva attraversato da solo
l'Atlantico a bordo di uno yacht di dodici metri, l'Esperanza, ed
era riuscito a raggiungere una cugina della madre a Trieste, dove
aveva chiesto asilo politico. La famiglia di Colombo ha infatti
solide radici italiane: il nonno, di origini salernitane, si trasfer a
Mar del Plata nel 1910 e trov lavoro come operaio in uno dei
numerosi cantieri della citt in via di espansione. Suo figlio
minore Giacomo, classe 1928, costru con l'aiuto del padre un
albergo in plaza del Milenio e spos una triestina emigrata negli
anni Cinquanta, cresciuta alla fine di via Giulia, nel quartiere San
Giovanni. Il primogenito della coppia, Diego, variante spagnola
del nome Giacomo, aveva prestato servizio militare negli artificieri,
al termine del quale si era iscritto alla facolt di ingegneria a
Buenos Aires. Quando allo scoppio della guerra nelle Falkland
era stato richiamato alle armi era iniziata la sua rocambolesca fuga
con lo yacht rubato al padre. Giunto a Trieste, si era presentato
dai parenti della madre che lo avevano accolto.
 L'articolo proseguiva spiegando che durante l'estate Diego
si guadagnava lo stipendio come skipper sulle barche a vela di
facoltosi triestini, che grazie alla sua abilit si aggiudicavano il
primo posto alle regate. Oppure riportava a Trieste le loro
imbarcazioni da altre zone del Mediterraneo e addirittura dagli
Stati Uniti, quando i proprietari non se la sentivano di affrontare
nuovamente la traversata dell'Atlantico. Tuttavia l'uomo si
era ricavato un'ulteriore fonte di reddito con il contrabbando
da e per la Jugoslavia, ma non aveva mai fatto i nomi delle persone
per cui lavorava. Infine il quotidiano gli faceva anche una
sorta di omaggio:
Ma  come ladro gentiluomo specializzato in esplosivi che aveva
raggiunto dubbia fama. I suoi sofisticati e ingegnosi attentati sviavano
l'attenzione dai reali obiettivi provocando ingenti danni. La
polizia di stato non  mai riuscita a dimostrare la sua colpevolezza
in merito a una lunga serie di reati.
 Laurenti salt l'elenco di furti e rapine, lo conosceva a
memoria. Solo quando l'articolo torn sulla vita privata di
Colombo fiss di nuovo lo sguardo sul foglio.
 Diego Colombo abitava con la giovane moglie, sua lontana
cugina, nel quartiere Piccola Parigi. Teresa Fonda, questo il nome
della donna,  incinta e adesso dovr occuparsi da sola del bambino
dopo la morte del marito, che ha perso la vita nell'esplosione
dello yacht di propriet dell'avvocato Ennio Carf alle ore 4.44 di
ieri mattina. Le autorit stanno ancora cercando il corpo, ma le
probabilit di ritrovarlo sono estremamente scarse. Considerando
la potenza dell'ordigno, infatti, si presume che sia stato carbonizzato
o dilaniato dall'esplosione. L'avvocato Carf non riesce a
spiegarsi perch Colombo abbia scelto di derubare proprio il suo
yacht, stando alle sue dichiarazioni non avevano mai avuto contatti
personali e a bordo non c'erano oggetti di particolare valore.
Lo yacht dell'avvocato Carf e le barche vicine hanno subto
danni per milioni di lire.
 Pur avendo studiato la pratica centinaia di volte, Laurenti
not tre particolari che senza il furto nella zona franca sarebbero
rimasti scollegati: un ramo della famiglia di Diego
Colombo era originario di Salerno come lui; Lino La Rosa,
testimone oculare della morte di Diego, la mattina precedente
era al Porto Vecchio sulla sua sedia a rotelle ed aveva osservato
gli agenti al lavoro; infine, il proprietario dello yacht di lusso
distrutto in Sacchetta era l'avvocato Ennio Carf, padre dell'avvocato
Domenico Carf, che aveva assistito La Rosa nella
causa contro Teresa Fonda dopo l'incidente.
 Visto che Marietta non era ancora tornata, Laurenti accese
il computer e cerc da solo informazioni su Carf padre. Se lo
ricordava bene, era stato un difensore acuto e un brillante oratore,
temuto per la tattica con cui riusciva a tirare per le lunghe
i processi e far vacillare anche le accuse pi gravi appellandosi
al bench minimo vizio di forma, battendosi poi fino al ricorso
in ultima istanza, che il pi delle volte vinceva. Si diceva che
intascasse onorari principeschi, come dimostravano lo yacht di
lusso e la villa in via Tagliapietra, che alla sua morte cinque
anni prima era stata ereditata dal figlio Domenico insieme allo
studio legale.
 Ennio Carf e Lino La Rosa, ricapitol Laurenti. Doveva
assolutamente tastare il terreno con Teresa Fonda sulla faccenda
dell'incidente e fare i conti con La Rosa. Anche se, malgrado
tutte le astuzie dell'avvocato, Teresa se l'era cavata con
una multa, il procuratore poteva riaprire il caso di tentato omicidio
e fornire al commissario un pretesto ufficiale per interrogare
l'ex maresciallo.
 Proteo Laurenti gett un'occhiata all'orologio. Quando era
uscito, quella mattina presto, la sua intenzione era di tornare il
prima possibile per recuperare sulla spiaggia il sonno perduto,
nuotare e leggere. E adesso mancavano a dir tanto tre ore al
tramonto. Balz in piedi, rub una sigaretta dal pacchetto
sulla scrivania dell'assistente, la accese e la nascose nella mano
a coppa mentre imboccava le scale e lasciava la questura.
Quindici minuti dopo parcheggi in Costiera e scese verso
casa.

 La suocera vegliava la piccola Barbara che dormiva beata
nella carrozzina e non lo degn di uno sguardo. Proteo si
domandava spesso se il mutismo della donna fosse un modo
per rimproverarlo di qualcosa che lui non ricordava. Ma era
pur vero, d'altronde, che la memoria della signora Camilla si
faceva sempre pi debole. Non le disse nulla, si cambi in
fretta, afferr un telo da mare ed and in spiaggia.
 Evidentemente anche Laura aveva bisogno di riposo, la
rivista di arte era abbandonata accanto alla sdraio, il respiro
calmo e regolare. Laurenti segu l'esempio della moglie e
presto si appisol sotto il mite sole di settembre. Un sogno
ammaliatore lo rap trasportandolo su uno yacht in mezzo
all'Adriatico in compagnia di Teresa Fonda, soli e pericolosamente
vicini. Un attimo dopo per si ritrov sulla riva a guardare
la barca che salpava. Teresa e Diego lo salutavano
gesticolando allegri a prua, e al timone c'era l'avvocato Carf.
 Non mi sfuggirete! grid con quanto fiato aveva in gola
mentre loro prendevano il largo.
 Hai fatto un brutto sogno, tesoro?. Laura si alz a sedere
sulla sdraio, la voce cristallina oscillava tra la preoccupazione ed
il divertimento.
 Laurenti si strofin gli occhi e scosse la testa. Il sole era gi
basso all'orizzonte, doveva aver dormito quasi due ore.
  il momento dell'aperitivo, Laura. Tese le braccia verso
la moglie come un bambino, la strinse forte e la baci.
 Non ora e non qui, Proteo. Pu arrivare qualcuno sussurr
Laura protestando debolmente quando lui cerc di sfilarle
il bikini. Ma cosa hai sognato?.
Te, amore mio. Laurenti non si lasci dissuadere.
 Ma che diavolo state facendo?. La voce di Marco li
riport alla realt. Il ragazzo si era gi voltato e tornava verso
casa salendo i gradini a due a due. Non voglio guardare. I
miei genitori. Non pu essere vero. E per giunta sulla
spiaggia.
 Credi ancora che ti abbia portato la cicogna? gli grid
Laurenti ridendo, ma il figlio era gi sparito.

 Daria Bono era seduta alla finestra del suo appartamento
all'ultimo piano di un palazzo signorile in via Giorgio Strehler
e fissava lo slargo davanti al teatro. Sul tavolino accanto alla
poltrona era posata la Beretta che venticinque anni prima
aveva trovato tra le cose di Lino La Rosa. Nonostante fosse
quasi buio non aveva acceso la luce, per si era sciolta il severo
chignon liberando la chioma fulva mentre Gulasch, accoccolato
felice in grembo alla padrona, si lasciava pettinare il pelo
con grande soddisfazione. Daria gli riservava quel trattamento
ogni sera, e il cagnolino bianco sembrava sempre appena
uscito da un negozio di peluche. Osservando gli spettatori in
abiti eleganti che entravano in massa al teatro Rossetti la donna
si perse nel ricordo dell'adolescenza e dei sogni mai realizzati.
Quante volte a scuola era stata lodata dall'insegnante di recitazione,
quante volte aveva fantasticato di calcare un giorno un
vero palcoscenico e ricevere enormi mazzi di rose rosse. Tutto
era svanito di colpo.
 Dopo la morte dei genitori Daria and a vivere da una vecchia
zia della madre, l'unica parente che le era rimasta. Le
autorit ritenevano fosse meglio affidarla ad un istituto, ma l'anziana
Renata si era opposta con decisione: anche con i suoi settantacinque
anni era perfettamente in grado di occuparsi della
nipote, che in un momento come quello aveva bisogno delle
cure della famiglia.
 Il giorno dopo il suo orribile quattordicesimo compleanno,
che la prozia aveva festeggiato preparandole una Sacher con
tanto di candeline, una donna dei servizi sociali suon alla
porta e comunic la tremenda notizia. Lino La Rosa l'aveva
riconosciuta come figlia e si sarebbe occupato di lei. Fu un
colpo terribile, ma n le proteste n il pianto disperato di Daria
che si aggrapp terrorizzata a Renata trovarono ascolto di
fronte alla paternit sancita dal tribunale. La prozia riusc a
ottenere solo un giorno di proroga perch la nipote avesse il
tempo di preparare le sue cose.
 Per Daria era stato un doppio shock. Non avrebbe mai ritenuto
possibile che la madre sfruttasse l'assenza del marito per
concedersi scappatelle, e si rifiutava di crederlo ancora oggi.
Lino La Rosa le faceva ribrezzo, ma dovette piegarsi e accettare
di trasferirsi da lui nel quartiere proletario di San Giacomo.
Nel suo trilocale da scapolo mancava tutto. E nessuno puliva
da parecchio tempo. Era chiaro che le autorit non avevano
fatto nessun genere di controllo. Daria se ne lament, ma si
sent rispondere di prendere stracci e spugne e rendersi utile.
Quando La Rosa fu investito in via Carducci, salvandosi per
miracolo, i vicini si presero cura di Daria, e anche zia Renata
and a trovarla regolarmente finch, tre mesi dopo, La Rosa
venne dimesso dall'ospedale. Invalido e confinato per sempre
su una sedia a rotelle. Da ex funzionario dello stato aveva
diritto all'assistenza domiciliare, e all'inizio un'operatrice sanitaria
si occupava di lui mentre Daria era a scuola, due anni
dopo per obblig la figlia ad interrompere gli studi nonostante
i buoni voti per farle frequentare un corso da infermiera.
 Lino La Rosa la voleva a casa, non tollerava pi la presenza
di estranei, e finito il turno in ospedale Daria era costretta a
lavare il padre, preparargli da mangiare, portarlo fuori sulla
sedia a rotelle ed aspettare in bar pieni di fumo finch era
ubriaco fradicio e non aveva pi spiccioli da spendere alle slot-machine.
In pi doveva tenere la casa lucida come uno specchio
e non le restava un attimo libero da passare con gli amici.
 Appena divent maggiorenne riprese il cognome dell'uomo
che l'aveva amata e che per i primi quattordici anni di vita
aveva considerato suo padre, il cognome scritto sull'atto di
nascita e sulle pagelle di elementari e medie.
 Daria strinse tra le dita la vecchia pistola di Lino e se la
appoggi alla tempia, al contatto con il metallo freddo respir
profondamente. Giocherell con il grilletto. All'improvviso
sorrise, anche se le veniva da piangere, e pos la pesante arma
sul tavolino.
 Solo una volta era riuscita a far parlare La Rosa. Le aveva
raccontato che a met degli anni Settanta Trieste era una citt
fiorente, dove molti avevano accumulato gigantesche fortune
commerciando con la vicina Jugoslavia, l'Austria e la Baviera e,
grazie al porto, anche con paesi come Libia, Tunisia e Algeria o
il Medio Oriente. In piazza Ponterosso i negozianti meridionali
vendevano tonnellate di jeans agli jugoslavi, che si infilavano
due o tre paia uno sopra l'altro per passare i controlli alla frontiera
e pagavano con mazzi di dinari. Quasi sempre rifilavano
agli ignari acquirenti merce falsa: i Rifle, per esempio, di originale
non avevano nemmeno l'etichetta. La sera i commercianti
portavano via i soldi a sacchi, e le banche cambiavano la valuta
a peso, senza contarla. Invece di contare si pesava. I clienti d'oltreconfine
venivano trattati con sdegnosa sufficienza, appioppando
loro gli scarti e scucendogli soldi con cattiveria. Il contrabbando
prosperava e anche il porto assicurava parecchio
lavoro, perfino il Porto Vecchio funzionava ancora a pieno
regime. Luciano Bono guadagnava bene con la sua ditta di spedizioni,
ma non pagava le tasse ed in sguito a una segnalazione
la guardia di finanza aveva fatto le verifiche di rito. Durante la
perquisizione della casa Lino aveva conosciuto Lorena, la
madre di Daria. Una donna giovane ed attraente, con un corpo
magnifico e un pessimo carattere. Aveva cercato di corromperlo
con il sesso affinch chiudesse un occhio sugli affari
sporchi del marito. In fondo era fatto di carne anche lui, aveva
detto Lino prima di dichiarare chiuso per sempre l'argomento.
 Si sarebbe vendicata di tutto, riflett Daria Bono quando lo
spiazzo davanti al teatro si svuot. I dipinti nel magazzino della
GelFish non sarebbero tornati nelle mani di Lino La Rosa.
Nulla al mondo avrebbe potuto far soffrire di pi quella vecchia
carogna. Ma non li avrebbe avuti nemmeno lo stato. Gi
da un po' di tempo Daria aveva iniziato a sistemare alcune cose
nel deposito in Porto Vecchio. L'autorizzazione su carta intestata
della GelFish le consentiva l'accesso alla zona franca.
Ora, dopo il furto, era giunto il momento di affrontare i passi
successivi del piano accarezzato tanto a lungo.
 L'Angelo della morte prese ancora una volta la vecchia
Beretta di La Rosa, pass le dita sull'acciaio freddo e controll
la sicura, poi infil l'arma nel sacchetto di pelle scamosciata e
la mise nel cassetto dello scrittoio Biedermeier. Allung la
mano verso il telefono che vi era appoggiato sopra e ordin la
cena in un ristorante cinese della zona. Mentre aspettava il
ragazzo delle consegne si sedette al tavolo e inizi a rivedere la
lista delle opere d'arte. Non c'era fretta. Il primo a cadere
sarebbe stato Lino La Rosa. Insieme all'avvocato Carf.
...
Opere per conto terzi.

 Cosa? Una videocamera sopra la porta d'ingresso? Non
se ne parla nemmeno era sbottato Jago. Devi essere
impazzita, mamma. Ora non si pu pi stare in pace
nemmeno in casa propria. Non voglio che tutti sappiano cosa
faccio e con chi.
 Per quello non ho bisogno di una telecamera, finch non
inizierai a cambiarti le lenzuola da solo. Non oso immaginare
in che condizioni hai ridotto la roulotte.
 Dopo la scuola serale Jago era tornato a casa. Voleva ripassare
il programma, l'esame si avvicinava. Quando la madre gli
aveva mostrato la piccola spia luccicante della telecamera ad
infrarossi era rimasto a bocca aperta di fronte a quell'acquisto
inaspettato, anche perch in genere Teresa Fonda decideva
insieme ai figli ogni cambiamento che riguardava la casa.
Perfino Jacopo, il maggiore dei tre fratelli imbarcato su una petroliera
sperduta chiss dove, veniva interpellato via mail e subito
dopo li richiamava con il satellitare. E ora, di punto in bianco,
questa novit.
Lo ha deciso la polizia, Jago.
 E da quando chiedi consiglio agli sbirri invece di parlarne
con noi, mamma? Ce la caviamo benissimo da soli.
Non c'era tempo per organizzare una riunione di famiglia.
 Teresa era seduta in cucina davanti al portatile e fissava l'inquadratura
ripresa dalla telecamera. Poco prima della chiusura
si era presentato in edicola un ex collega del commissario di
nome Gabrio Grandi dicendo che lo mandava Laurenti e che
aveva l'attrezzatura in macchina, ferma in divieto di sosta proprio
davanti alla porta. Teresa aveva preparato la resa delle
copie invendute, svuotato la cassa e abbassato la saracinesca un
po' in anticipo rispetto al solito. Era felicissima di non dover
tornare a casa da sola in autobus. Sul momento parlare con
Proteo l'aveva sollevata, per con l'avvicinarsi della sera l'inquietudine
aveva avuto la meglio. E una volta annidata non si
era lasciata pi scacciare.
 Durante il tragitto Gabrio Grandi le aveva raccontato che
arrotondava la pensione lavorando come investigatore privato
e si era offerto di occuparsi personalmente della sorveglianza,
come una specie di guardia del corpo invisibile. Ma appena
aveva saputo il suo onorario Teresa aveva scelto senza esitazioni
l'alternativa tecnologica. Per seicento euro in contanti
Gabrio Grandi aveva installato una telecamera con sensori di
movimento sopra la porta d'ingresso in modo che non si
vedesse, poi l'aveva collegata al computer. Era semplicissimo,
le aveva assicurato, ma un'ora dopo, da sola con quell'arnese,
aveva avuto qualche difficolt. Quando era rientrato Jago non
aveva ancora nemmeno cenato. Saputa la novit il figlio l'aveva
trattata come una bambina scema, e pi tardi Teresa aveva
dovuto sopportare per la seconda volta le stesse rimostranze
anche da Jacqueline, tornata a casa dopo il turno al ristorante.
 Teresa non aveva quasi chiuso occhio per tutta la notte. Si
era alzata di continuo per controllare il monitor nero come
l'inchiostro, tornando a letto solo dopo aver appurato che la
telecamera funzionava davvero. Madre di tre figli e proprietaria
di un'edicola che apriva prima degli altri negozi, da venticinque
anni era abituata a vincere la stanchezza con la
disciplina ed essere in piedi mentre gli altri dormivano ancora,
ma quella mattina fatic a prendere l'autobus delle sei meno
dieci diretto in centro.
 Con qualche minuto di ritardo sgusci sotto la saracinesca
del Malabar alzata a met, pos i giornali sul bancone e si
sedette senza dire una parola. Walter osserv con una certa
preoccupazione il viso segnato di Teresa, che tradiva la mancanza
di sonno mista a brutti pensieri. Quando faceva il turno
di mattina come quella settimana i loro ritmi coincidevano, lui
per da anni aveva rughe profonde e il suo sguardo sembrava
sempre vigile anche se in realt non si reggeva in piedi dalla
stanchezza. La salut con un semplice ciao, le prepar il solito
latte macchiato fumante e glielo serv con un cioccolatino di
consolazione. Poi come ogni mattina spill i quotidiani, li
timbr e li infil nel portariviste all'entrata.
 Avevi ragione. Qualcuno mi pedina. Quando Walter
torn dietro al bancone Teresa lo fiss con occhi sgranati.
 Appena ho visto la tua faccia ho pensato che  stato un
errore dirtelo.
 Non so se  lei, ma da un po' di tempo ricevo strani messaggi.
Nessuna offesa e nessuna minaccia, solo avvertimenti
regolari che qualcuno conosce la mia vita. Anche stamani ho
trovato un foglio tra i pacchi di giornali. Nient'altro. Quindi
dimmi tutto quello che vedi, per favore.
 Teresa si zitt di colpo quando sent una voce familiare e lo
sguardo di Walter si spost sulla porta. Un altro cliente non
rispettava l'orario di apertura del bar.
Assemblea plenaria, eh? chiese Laurenti.
 E tu che ci fai qui a quest'ora? chiese di rimando Walter.
Laura ti ha finalmente sbattuto fuori di casa?.
 Non hai letto il giornale? Le sparano sempre pi grosse.
Alle sei ero gi dal procuratore. Va a finire che mi rovinano
anche il resto delle ferie. Fammi un caff, va'.
Walter prese uno dei quotidiani e lo appoggi sul bancone.
 Teresa si avvicin e lesse i titoli in prima pagina. Come sempre
il suo profumo avrebbe risuscitato un morto. Anche lei sfogliava
i giornali quando aveva un attimo di calma e non subito,
mentre apriva i pacchi e li sistemava al loro posto, impilando i
pi letti a portata di mano vicino alla cassa.
"Polizia e procura KO. Un fantasma si fa beffe del commissario
Laurenti e del procuratore Scoglio". Titolo e sommario
non promettevano nulla di buono. "La sicurezza pubblica  in
pericolo?".
 Ecco cosa succede quando sei in ferie e non rispondi ai
giornalisti comment Laurenti irritato. Ormai ci hanno bollati,
e non possiamo farci niente. Vengo dalla procura, Scoglio
aveva una faccia come se avesse passato la notte con Teresa. La
prende troppo sul personale.
 La stampa riapriva di nuovo il caso Colombo condannando
un colpevole che non esisteva sulla base di analogie con il passato.
Gli articoli mettevano in ridicolo gli inquirenti e rispolveravano
la leggenda del ladro gentiluomo. Al centro della
pagina troneggiava anche una foto dell'edicola di Teresa.
  una mano santa, Tessie. Probabilmente oggi dovrai
autografare i giornali sogghign Walter. Chiedi un sovrapprezzo,
mi raccomando. In tutta la piazza ci sar un boom di
vendite. Chiamo subito un altro cameriere, servono rinforzi.
 Grazie di avermi mandato il tuo ex collega. La telecamera
 accesa, ma stanotte non  successo nulla. In compenso ho
appena trovato una fotocopia tra i giornali, questa volta un
Guttuso. Siamo sicuri che i sistemi di sorveglianza della piazza
funzionino anche di notte?.
 Certo che s, Tessie. Per non so se la tua edicola rientra
nel settore filmato. Te l'avevo detto che si sarebbe fatto vivo di
nuovo. Non ti agitare, sai che faremo di tutto per mettere fine
alla faccenda il prima possibile. All'ora di pranzo devi andare
a deporre in questura. Avviso Battinelli di aspettarti all'una e
mezzo. Non fare tardi, Tessie.
 Accidenti, sono le sette passate trasal Teresa sentendo il
rumore della serranda elettrica del bar che si sollevava. Devo
aprire.
 Quando punt la porta con passo deciso si ritrov davanti
la rossa con il cagnolino bianco che come ogni mattina era la
prima cliente del Malabar. Le due donne si fissarono in
silenzio, finch Daria Bono si spost esitante di lato, prese
come sempre una copia del giornale locale dal portariviste, si
sedette in silenzio al bancone e attese che Walter le servisse il
caff. Quando usc anche Laurenti, dopo aver bisbigliato qualcosa
al barista che lo ascoltava sorridendo, Daria alz la testa
dalla pagina dei necrologi e lo segu con lo sguardo.
 Aveva appena visto la sua foto in seconda pagina e si era
chiesta se si fossero gi incontrati. In ogni caso si aspettava che
prima o poi il commissario interrogasse anche Lino La Rosa,
visto che conduceva le indagini sul magazzino in Porto Vecchio.
Nella cronaca locale aveva letto con attenzione l'articolo
sul furto con scasso nell'appartamento della defunta Edvige
Sermione in via Machiavelli e si era rassicurata quando il giornalista
aveva concluso che si trattava ancora di criminali dei
Balcani, a cui veniva messa in conto la maggior parte dei furti
degli ultimi mesi. Evidentemente l'autore del pezzo non dava
la minima importanza al fatto che il furto fosse avvenuto in
contemporanea con il funerale. Meglio cos. Quel giorno la
Necrofila non individu nessun estinto facoltoso, aveva fretta
di andare in ufficio e stampare i documenti che si era spedita
la sera prima da casa. Dopo lunghe ricerche su internet aveva
trovato informazioni sulla collezione di monete degli avi di
Edvige, meravigliandosi di scoprire che dal 1199 al 1313 i
vescovi di Trieste avevano avuto diritto di conio. Solo una
volta, nel XIII secolo, erano stati costretti a cederlo temporaneamente
al comune perch il clero era oberato di debiti. E se
Daria aveva capito bene, quella che aveva tra le mani era l'unica
collezione completa al mondo. Doveva avere un valore
enorme anche se, come le numerose opere d'arte in suo possesso,
sarebbe stato difficile piazzarla. L'articolo sul furto
nell'appartamento di Edvige non si soffermava sulle monete,
citava soprattutto il dipinto. Probabilmente nemmeno i figli
conoscevano l'esatta composizione dell'eredit. Come ogni
mattina l'Angelo della morte lasci sul bancone gli spiccioli
contati per il caff, afferr il guinzaglio e usc dal bar senza
salutare, scortata da Gulasch.

 Una caratteristica del mestiere di poliziotto era doversi
scervellare su cose architettate da altri. Che si trattasse di
nuove leggi, direttive e disposizioni del ministero oppure dei
reati di criminali o disperati di ogni tipo, si correva sempre
dietro a qualcosa o qualcuno. Ma se si voleva avere successo il
fattore tempo doveva passare in secondo piano rispetto all'accuratezza
e all'attenzione ai dettagli. Non bisognava lasciarsi
mettere fretta da nessuno. Malgrado Trieste si trovasse in una
zona di confine, il numero di crimini commessi era sorprendentemente
inferiore rispetto ad altre citt.  vero che le truffe
ed i reati contro il patrimonio erano aumentati con la crisi economica,
tuttavia la percentuale pi alta di arresti, e di conseguenza
la quota di lavoro pi consistente, andava ai colleghi
assegnati al confine ed al porto: bande di trafficanti internazionali,
flussi ininterrotti di merci, profughi dalle zone di guerra.
Per fortuna almeno le rapine comuni e i furti con scasso erano
di competenza di altri reparti. Di regola il commissario entrava
in azione solo quando ci scappava il morto, e negli ultimi
decenni il numero dei crimini violenti si era mantenuto costantemente
basso. Ma con il progressivo peggioramento della
situazione economica il baricentro si era spostato. Ora il posto
pi pericoloso del mondo era la famiglia. Le tensioni si accumulavano
in maniera incontrollata, inasprendosi. Il giovane
che il giorno prima aveva lanciato una molotov contro il muro
della questura invece di uccidere la madre iperpossessiva
andava premiato per il semplice fatto di aver cercato aiuto,
anche se in maniera stupida. Invece il giudice istruttore, come
Laurenti aveva saputo dal bollettino interno, gli aveva appioppato
la condanna peggiore possibile con l'intento di ovviare al
problema del sovraffollamento carcerario, e quel povero
disgraziato si ritrovava agli arresti domiciliari fino al processo.
Un trionfo per la madre a cui il ragazzo voleva sfuggire - non
sempre le sentenze dei tribunali convincevano per l'adeguatezza
della pena.
 Laurenti accese la macchina per l'espresso nell'ufficio di
Marietta e si sedette alla scrivania con un caff fumante per
leggere finalmente il giornale in santa pace. Perfidia della
redattrice a parte, gli cadde l'occhio su un'altra notizia. A
quanto pareva adesso andava di moda non solo rubare ogni
genere di oggetti in metallo dai cimiteri per rivenderli a peso ai
rigattieri, ma anche intrufolarsi in casa del defunto o dei familiari
durante il funerale e servirsi direttamente dall'eredit. La
tempistica era ottimale: all'estremo saluto partecipavano anche
i parenti ai ferri corti con il caro estinto nella speranza di ricavare
qualcosa. Il giorno precedente era stato ripulito un appartamento
signorile in via Machiavelli, da dove avevano portato
via il dipinto di un maestro olandese, alcuni gioielli e una collezione
di monete antiche. A prescindere dal fatto che, come
spesso accadeva con i nomi stranieri, quello del pittore era
stato storpiato fino all' illeggibilit, sembrava che nessuno degli
oggetti rubati fosse di particolare valore. In ogni caSo non
erano al sicuro in una cassaforte e la porta d'ingresso non era
chiusa a chiave. Per i ladri era stato un gioco da ragazzi come
per Diego Colombo venticinque anni prima, quando gli abitanti
di Trieste si illudevano ancora che la loro citt fosse un'isola
felice. L'articolo passava in secondo piano rispetto alla
bomba alla School of Management e alla rapina al Porto Vecchio.
Eppure il questore lo aveva visto lo stesso, e alle 7.45 il
telefono di Laurenti squill.
 Credevo che fosse in ferie, come sempre quando succede
qualcosa di grosso. Non una parola di saluto, solo nuvoloni
minacciosi nella voce della superiore. Allora un briciolo di
senso del dovere esiste ancora, da quelle parti. Mi auguro sia al
corrente della considerazione di cui godiamo presso la stampa.
Ho appena parlato con il ministero. Quanto  avvenuto negli
ultimi giorni non  in linea con la posizione del governo che
proclama la ripresa del paese. Alle otto in sala conferenze.
 Laurenti non ebbe nemmeno il tempo di dare conferma che
la donna aveva gi riattaccato. E ora? I suoi meriti erano incontestabili
al pari dei lunghi anni di servizio. Alla sua et difficilmente
avrebbero potuto trasferirlo, degradarlo non sarebbe
stato semplice nemmeno di fronte a responsabilit evidenti. Il
questore Marisa Quagliarello era una delle poche donne a ricoprire
quell'incarico in una grande citt. Fin dall'inizio del suo
secondo anno a Trieste aveva annunciato che in futuro avrebbe
imposto cambiamenti sostanziali nell'etica e nella prassi della
questura. La dottoressa per sembrava pi a suo agio con la
politica che con la routine quotidiana della polizia e spingeva
per ottenere risultati rapidi e spettacolari che le fossero utili
per un avanzamento di carriera: per esempio ottenere lo stesso
posto a Milano, Napoli, Palermo o nella capitale, meglio
ancora la nomina a prefetto, che le avrebbe assicurato un
lavoro decisamente pi tranquillo e retribuito, e da l magari
una promozione a sottosegretario o qualcosa di simile.
Laurenti aveva conosciuto anche troppi dei suoi predecessori per
preoccuparsi, scorse rapidamente le ultime notizie e mentre
stava per uscire dall'ufficio arriv Marietta. Di prima mattina
era di poche parole, ma le si leggeva in faccia che era allegra.
Ti sei innamorata? domand Laurenti.
 Stamani riposizionano la telecamera in piazza San Giovanni,
Proteo. Il tecnico  un ragazzo gentilissimo e mi fa
questo favore.
Quanto ci hai messo a convincerlo?.
 Con il tempo deve essersi spostata, il marciapiede dal lato
dell'edicola non veniva pi inquadrato.
E tu cosa ne sai che ci serve proprio quell'inquadratura?.
 Ti conosco abbastanza per sapere che vuoi tenere d'occhio
la giornalaia. Se fossi Diego Colombo e fossi ancora vivo sarei
pazzo di gelosia. Baciarvi davanti alla questura come avete
fatto ieri pomeriggio  stato un gesto piuttosto ardito.
 Preferivi che ci nascondessimo come due amanti clandestini,
Marietta? E comunque sei fuori strada.
 E cos, da un semplice e tutt' altro che inusuale bacio di
saluto minacciava di saltare fuori uno scandalo. Sua figlia Livia
lo aveva visto e preso in giro, e adesso ci si metteva anche
Marietta con uno dei suoi soliti attacchi di gelosia.
 Ci vedo benissimo, Proteo. Credevo che la vedova allegra
fosse sospettata di essere la principale complice di un pericoloso
criminale. Se si sparge la voce ti conviene rinunciare al
caso. Mi immagino gi la vostra foto sui giornali.
 Dato che ci vedi bene avrai esaminato a dovere le registrazioni
dalle telecamere di sorveglianza la notte del furto in
Porto Vecchio.
 Nelle riprese al cancello della ditta di spurghi nella zona
industriale, dove  stato aggredito l'autista, non si vede nulla
perch la visuale  coperta dal camion pieno di schifezze. E in
quelle del parcheggio si vede solo un uomo con il viso coperto,
 un tizio magro e veloce nei movimenti. Non ho ancora finito
con le immagini del MIB al Ferdinandeo perch non si sa di preciso
a che ora  stata piazzata la bomba, quindi devo visionarle
tutte. Mi mancano anche quelle del controllo del traffico, ma
se le telecamere sono installate come in piazza San Giovanni
sar solo una perdita di tempo.
 Su, Marietta, al lavoro. E avvisa gli altri che ci aggiorniamo
appena torno dalla riunione con il capo. Non ci vorr molto.

 Laurenti fu l'ultimo a entrare nella sala conferenze dove il
questore visibilmente con la luna storta aveva riunito i colleghi
di tutti i commissariati. Lo fulmin con un'occhiataccia non
appena prese posto. Davanti a lei c'era il giornale, su cui picchiettava
il dito come un gabbiano becchetta un pesce morto.
 Come me, il procuratore generale ritiene che dobbiamo
gestire meglio il flusso di comunicazione con i giornalisti.
Cpita troppo spesso che trapelino notizie perch qualcuno di
voi, signori, pensa di poter mantenere con la stampa rapporti
amichevoli anzich professionali. Gli unici a trarne profitto
sono proprio i giornalisti, mentre gli inquirenti non fanno
alcun passo in avanti. Il titolo di apertura di oggi dimostra che
avremmo dovuto indirizzare i comunicati, ossia mettere in
chiaro fin dall'inizio che il furto non ha nulla a che vedere con
la storia vecchia e stravecchia di Diego Colombo. In questo
modo si alimenta soltanto l'insicurezza nei cittadini, e il gi
diffuso disagio nei confronti della politica prende il sopravvento,
quando invece  necessario incentivare la fiducia nello
stato e nei suoi organi. E ora entriamo nei dettagli. Lei, Laurenti,
era in ferie fino a ieri e voi, signori, non vi siete occupati
della faccenda perch aspettavate il suo rientro, in nome di
uno spirito di gruppo del tutto fuori luogo.  semplicemente
scandaloso. Entro mezzogiorno voglio sulla mia scrivania un
rapporto da ognuno di voi che spieghi le ragioni di un simile
astensionismo.
 Il commissario fatic a trattenere un sorriso. Con il dovuto
rispetto, dottoressa, ma io ero qui anche durante le ferie ed ho
coordinato le indagini. Il giorno dell'attentato ero dal procuratore
Scoglio gi all'alba per discutere la strategia e stamani lo
stesso. Sono passate appena cinquantadue ore dalla rapina al
Porto Vecchio e dalla bomba al MIB, e le indagini procedono a
pieno ritmo. I tecnici della Scientifica stanno analizzando le
tracce raccolte nella cabina del camion e sugli indumenti dell'autista.
Non abbiamo potuto interrogare la vedova perch il
suo medico non ci ha permesso di vederla, la donna  ancora
sotto shock. Stiamo finendo di visionare le registrazioni delle
telecamere di sorveglianza, ma sappiamo che il soggetto, un
uomo con il volto coperto, ha un fisico atletico. A breve controlleremo
anche i registri commerciali della GelFish, l'azienda
che ha affittato il magazzino. L'unica critica che pu essere
mossa nei miei confronti  di non aver parlato con i giornalisti.
 stata una decisione presa di comune accordo con il procuratore
Scoglio. E l'appoggio da parte dei colleghi non manca.
Naturalmente la terr al corrente di ogni passo successivo,
dottoressa. Non appena ci sar qualcosa da riferire. Trieste  pi
complessa di quanto lei si ostini a credere ancora dopo due
anni. Condivido la sua indignazione verso l'articolo, ma
respingo le sue critiche. La collaborazione funziona.
 Lo vedo tutte le mattine dalla coda di profughi davanti alla
questura, Laurenti, mentre i funzionari di polizia bevono tranquillamente
il caff al bar. Ci rivediamo alle due. Rapporto da
tutti i commissariati. Da ora in poi voglio due riunioni di coordinamento
al giorno. Qui c' bisogno di struttura e strategia.
 Il questore usc dalla sala conferenze con passo energico, e
subito dopo se ne and anche Laurenti. Non aveva nessuna
voglia di sentirsi dire dai colleghi che sarebbe dovuto essere
pi diplomatico. Il suo progetto di passare una settimana con
Laura nel Cilento e a Salerno, la citt in cui era nato, era
appena andato in fumo, non sapeva che farsene dei buoni
consigli.

 Le mie ferie sono finite in anticipo, da questo momento
torna in vigore la vecchia disciplina e non voglio sentire lamentele.
Il questore ha fatto il diavolo a quattro, neanche fossimo
in un villaggio messicano al comando dei baroni della droga.
 I collaboratori pi stretti di Laurenti erano seduti davanti
alla sua scrivania, su cui troneggiava ancora il fascicolo di
Diego Colombo. Ma dal centro era finito su un lato, dimostrando
che c'era posto per tutto.
 Adesso Marietta creer sul server un file con le informazioni
sul caso GelFish, in modo che a tutti sia possibile accedervi
e aggiornarlo in ogni momento. Io e Pina andiamo alla
casa di riposo per interrogare La Rosa, che risulta come affittuario
del magazzino al Porto Vecchio. Nel frattempo Marietta
esamina le ultime registrazioni delle telecamere di sicurezza.
All'una e mezzo Teresa Fonda viene in questura per rilasciare
una deposizione, se ne occuper l'ispettore Battinelli. Gilo, ti
resta abbastanza tempo per chiuderti in archivio e riesumare le
vecchie pratiche sepolte sotto le ragnatele. Da circa due mesi
qualcuno manda a Teresa delle fotocopie con immagini dei
dipinti rubati da Colombo. Da un confronto con l'inventario
di quelli ritrovati nel magazzino risulta che ne mancano ancora
parecchi, quindi ricever altra posta.
La minacciano? La pedinano?.
 No, non direttamente almeno. Ti spiegher tutto lei. In
ogni caso la vicenda mette in evidenza una fitta rete di correlazioni
con il passato: venticinque anni fa Lino La Rosa, allora
maresciallo della guardia di finanza, testimonia che Diego
Colombo  morto nell'esplosione dello yacht in Sacchetta, e
oggi Teresa Fonda riceve fotocopie con le immagini dei dipinti
rubati dal marito, alcuni dei quali ritrovati nel magazzino di La
Rosa al Porto Vecchio. Bisogna capire dove sta il nesso. Teresa
Fonda investe il maresciallo in via Carducci e si scopre che La
Rosa era corrotto.  stato davvero un incidente o ha cercato di
ucciderlo? Ma sta' attento, Gilo, non  nata ieri. E mi raccomando,
vacci piano.
 Poverina,  cos fragile brontol Marietta, ma torn
subito seria.  gi finita in tribunale, non pu essere processata
due volte per lo stesso reato.
  stata accusata di guida pericolosa, Marietta, non di tentato
omicidio.
E vuoi davvero arrivare a questo punto, commissario?.
 Quando Marietta accavall le gambe gli occhi di Battinelli
schizzarono nella sua direzione come se fossero l'ago di una
bussola e la coscia nuda della procace assistente il nord
magnetico.
 Stamani doveva passare anche l'avvocato Carf per consegnarci
il contratto di locazione tra la GelFish e La Rosa disse
l'ispettrice capo.
 Ha tempo fino alle nove, Pina. Verr. Appena abbiamo il
documento firmiamo la ricevuta e andiamo. E mettetevi bene
in testa che da adesso in poi voglio essere informato di ogni
minima cosa. Anche la pi banale.

 Alle 9.15 Pina parcheggi l'Alfa Romeo in divieto di sosta
in via Carducci ed espose il contrassegno della questura sul
cruscotto. La municipale si sarebbe guardata bene dal lasciarle
un regalino sotto il tergicristallo. Davanti all'ingresso del
palazzo che ospitava il Residence Golden Age era fermo un
carro funebre dell'agenzia Pace Eterna.
Perch le persone anziane muoiono sempre di notte?.
 Probabilmente di giorno hanno altro da fare. Lei ha mai
incontrato un pensionato che non avesse fretta?.
 Tennero aperta la porta a due uomini vestiti di scuro e
aspettarono che tirassero fuori dall'ascensore una bara messa
in verticale.
 Grazie a Dio a questa et non pesano pi molto borbott
uno di loro uscendo dal palazzo. Qui grandi abbuffate non ne
fanno di certo.
 Pina lanci un'occhiata eloquente al superiore e premette il
pulsante del quarto piano. Spero che almeno non lo abbiano
girato sottosopra comment quando l'ascensore si mise in
movimento con una serie di scatti.
 Immagino che ormai non gli importi pi granch. Si trattenga
mentre parlo con La Rosa,  autorizzata ad entrare a
gamba tesa solo se fa ostruzionismo.
 Le porte dell'ascensore si aprirono al quarto piano e i due
poliziotti furono abbagliati dai fanali di una sedia a rotelle elettrica
che, incurante e strafottente, sfrecciava verso di loro senza
accennare a lasciarli uscire prima di infilarsi a sua volta nella
cabina. Pina si abbass sulle ginocchia alla velocit della luce
dandosi la spinta con tutte le sue forze, si tuff nel corridoio
oltre il vecchio burbero con il cappello di feltro verde e dopo
un'elegante capriola atterr in piedi come un gatto. Laurenti si
appiatt coraggiosamente contro la parete per non essere investito
dal trabiccolo che inchiod bruscamente e ruot su se
stesso. Il vecchio non lo degn di uno sguardo, ma quando
stava per premere il pulsante del piano terra la sua sedia a
rotelle fu spinta con forza fuori dall'ascensore. Gir la testa
quasi senza collo per quanto pot ed inizi a bestemmiare.
Laurenti alz la voce pi di lui.
 Visto che non ci sta pi con la testa, maresciallo, facciamo
subito una bella perizia psichiatrica, cos la dichiarano incapace
di intendere e di volere e le tolgono la sedia a rotelle per
infermit mentale. Io e lei dobbiamo parlare.
 Nessuno mi dice quello che devo fare. Continui e la
denuncio per maltrattamento a disabili.
 La Rosa non riusciva a vedere chi fosse l'uomo dietro di lui
e azion la leva di controllo, ma Laurenti sollev la sedia a
rotelle sulle ruote anteriori facendo girare a vuoto quelle posteriori
sospese in aria. Aveva una gran voglia di mollarla di colpo
e gustarsi lo spettacolo di La Rosa che si schiantava contro la
prima parete. L'ispettrice capo per, che aveva sfoderato il
distintivo e glielo sventolava sotto il naso, era troppo vicina,
questa volta non sarebbe riuscita a mettersi in salvo. Tre
anziane signore sedute su un divano qualche metro pi in l
sghignazzavano soddisfatte come galline che starnazzano in un
pollaio, poi passarono alle frecciate.
 Finalmente il vecchio pazzo ha trovato qualcuno che lo
rimette in riga.
  convinto di essere il padrone del mondo, andrebbe
rinchiuso.
 Tutti i giorni la stessa storia. Due mesi fa ha investito una
povera donna che  morta in sguito alla frattura del femore.
 Avrebbe dovuto denunciarlo, cos la finiva una volta per
tutte.
 Improvvisamente si spalanc la porta in fondo al corridoio
e una donna elegante sulla quarantina con i capelli fulvi raccolti
in una crocchia severa si precipit fuori. Appena apr
bocca l'eleganza svan.
 Si pu sapere cosa sta succedendo? Silenzio! Silenzioooo! ! !.
La sua voce era acuta come un fischietto. Questa
 una casa di riposo, non un manicomio. Che vi prende, brutte
oche? Maria, Giulia, Fernanda, filate in camera vostra. Subito,
altrimenti vi faccio legare al letto. Avete capito?.
 Le tre donne si zittirono all'istante, si alzarono lentamente
ed a fatica dal divano e si dileguarono a piccoli passi. Solo una
di loro, Maria, si volt sulla soglia e si picchiett il dito sulla
tempia.
 Tu che ci fai ancora qui, Lino, non dovresti essere a giocare
con le tue stupide macchinette? E voi chi siete? url
Daria, strafottente come il padre. E perch lei sta bloccando
la sedia a rotelle?.
 Come in risposta ad un comando, Laurenti moll di scatto la
presa. La sedia a rotelle, con le ruote posteriori che ancora
giravano a vuoto a tutta velocit, per poco non si ribalt e part
a razzo verso la donna alla fine del corridoio che si spost
svelta di lato. Un attimo dopo Lino La Rosa and a sbattere
contro la parete. La borsa di stoffa posata sulla grossa pancia
cadde rumorosamente sul pavimento e lui rimase piegato in
avanti immobile, con il cappello scivolato fin sopra gli occhiali.
 La donna incener con lo sguardo i due poliziotti, ma corse
dal vecchio, lo tir su per le spalle e gli tolse il cappello.
Lino!.
 Denunciali, Daria. Chiama il dottore, sto male. Prendi il
defibrillatore, ho bisogno di un massaggio cardiaco ringhi
con voce roca. Me la pagheranno cara. Se la dovranno vedere
con me.
 Piantala di dire sciocchezze, Lino. Chiss cosa diavolo hai
combinato. Te l'ho detto mille volte che devi stare a casa.
 Daria Bono raddrizz la schiena, gir la sedia a rotelle
allontanandola dalla parete e si rivolse ai due poliziotti.
Che volete? Cos' tutta questa confusione?.
 L'ispettrice capo brand di nuovo il distintivo. Se quest'uomo
 l'ex maresciallo Lino La Rosa dobbiamo fargli
alcune domande. In alternativa sar convocato dal qui presente
commissario Laurenti. Scegliete voi. Per il momento sembrerebbe
ancora un soggetto dotato di capacit di agire, ma dopo
un accertamento ordinato dal giudice la situazione potrebbe
cambiare in fretta. Lei chi , signora?.
 L'Angelo della morte tacque per un istante come per valutare
le alternative a sua disposizione, poi schiarendosi la voce
capitol. Mi chiamo Daria Bono, sono la responsabile del
personale sanitario di questo istituto e di altri tre Residence
Golden Age. Il suo sguardo si pos sul vecchio, che nel frattempo
era diventato paonazzo e fremeva di rabbia. E sono
sua figlia. Potete parlare liberamente davanti a me, accomodatevi
nel mio ufficio.
 La sedia a rotelle part ancora prima che la donna muovesse
un passo e fece rotta verso la porta aperta, da cui spuntava un
grazioso cagnolino bianco che scodinzolava aspettando la
padrona. Laurenti e Pina seguirono La Rosa a debita distanza
di sicurezza. Il commissario sembrava divertirsi un mondo,
pens Pina Cardareto sbirciandolo di sottecchi. E a quella constatazione
abbandon la posizione da combattimento.
 L'ufficio non era degno di nota. Uno scaffale marrone alto
fino al soffitto carico di prodotti sanitari, due grandi scrivanie,
un computer con un dipinto antico come salvaschermo.
Un tavolinetto ovale ingombro di moduli e qualche
rivista, le pareti spoglie che avevano urgente bisogno di una
mano di vernice. Quattro sedie in tutto. La donna indic le
due davanti alla sua scrivania e si sedette, mentre il vecchio
seguiva con diffidenza la scena appollaiato sulla sedia a rotelle
ferma un metro e mezzo pi in l. I due poliziotti rimasero in
piedi.
Avete avuto un decesso? si inform Laurenti.
 Un ospite affetto da demenza senile rispose Daria Bono.
 stata una liberazione. Gridava frasi sconnesse credendo di
essere allo stadio e metteva in agitazione tutti gli altri. Cosa ci
vuole fare? Non possiamo certo imbavagliarli, meritano di
vivere gli ultimi anni accuditi con amore e rispetto. Ma di
sicuro non siete venuti per questo. Il certificato di morte  stato
consegnato all'agenzia di onoranze funebri e alla famiglia.
Come posso esservi utile?.
 La prassi non  cambiata da quando ha lasciato il servizio,
maresciallo osserv Laurenti rivolgendosi all'uomo usando
il grado che ormai non aveva pi. Vuole mostrarci un
documento?.
 Ma sapete benissimo chi  protest Daria Bono. Altrimenti
non sareste qui.
 Vale anche per lei, signora la apostrof immediatamente
Pina.
 Lino La Rosa frug borbottando nella tasca interna della
giacca a vento e tir fuori un portafoglio gonfio da cui estrasse
la carta d'identit. Non la consegn al commissario, la tenne
nella mano appoggiata sullo stomaco prominente.
  rischioso andarsene in giro con tutti quei soldi in tasca,
maresciallo. A quanto pare riceve una bella pensione.
 Laurenti sfil il documento, lo guard brevemente e lo
pass all'ispettrice capo che continuava ad osservare Daria
Bono. La rossa prese la Birkin e rovist in cerca del portafoglio.
A un tratto si irrigid e sgran gli occhi, poi tir fuori come al
rallentatore la mano in cui stringeva un sacchetto di plastica
trasparente pieno di cacca di cane e lo fiss esterrefatta.
 Comportamento esemplare, signora. Non solo cos nessuno
la calpesta, ma l'ha anche impacchettata in maniera perfettamente
igienica si compliment caustico e senza battere
ciglio il commissario, al corrente dalla mattina della vendetta di
Walter.
 Cosa vuole, Laurenti? perse la pazienza La Rosa guardando
senza capire la figlia che gettava il sacchetto nel cestino
tenendolo con due dita.
 Perch ieri l'altro mattina era al magazzino della GelFish
in Porto Vecchio?.
 Chi ha fatto il nostro mestiere non perde mai del tutto l'interesse
per certe cose. In passato ho prestato servizio anche l.
Ecco perch.
Lei risulta essere anche il locatario del deposito, La Rosa.
 Io? .... Il vecchio ammutol incontrando lo sguardo
della figlia. Cosa vuole da me, commissario?  un
interrogatorio?.
Per ora solo qualche domanda. Allora, il magazzino?.
 L'ho affittato quando sono venuto a vivere in istituto. Qui
non c' posto, dovevo pur mettere le mie cose da qualche parte.
Quanto prende di pensione, maresciallo?.
Va tutta alla casa di riposo, a me non resta un centesimo.
Quanto prende?.
Sui duemila euro. Non mi arriva pi l'estratto conto.
 Cinquecento li paga per l'affitto del magazzino e questo
bolide da Formula 1 nuovo fiammante non ne costa meno di
cinquemila. Ha altre entrate?.
 La sedia a rotelle  dell'istituto. Come faccio ad avere altre
entrate? Non vede in che stato sono? Quelli come me sono un
peso per il prossimo. Da solo non riesco a vestirmi e neppure
ad andare in bagno. Dipendo costantemente dagli altri e sono
controllato dalla mattina alla sera. Mia figlia programma la mia
giornata e protesta ogni volta che voglio uscire a prendere una
boccata d'aria.
 La Rosa batt il pugno sul bracciolo destro con tanta veemenza
che urt i comandi e la sedia a rotelle fece un piccolo
balzo in avanti. Lui alz la testa spaventato e finalmente
guard il commissario. Il cagnolino gli lecc la mano e prima
che fiutasse il pericolo il vecchio gli moll una violenta pacca
sul muso che lo fece correre via guaendo.
 Pina fece un passo avanti e lo aggred. Si vergogni, quel
povero cane non c'entra niente. Non si azzardi a farlo di
nuovo, capito? Questo era un consiglio personale, ora torniamo
alle questioni di lavoro. Basta con le commedie e
risponda al commissario.
 Di solito Pina cambiava lato della strada quando incrociava
un cane, di qualunque taglia fosse. Laurenti era sbalordito.
 Ho messo da parte qualcosa e ho ricevuto la liquidazione
per gli anni di servizio prestati. Mi sono ritirato a cinquantatr
anni, Laurenti. La Rosa ignor Pina Cardareto. Anche se
una volta le mie condizioni erano migliori, resta sempre un
brutto colpo. Immagini di non poter pi decidere della sua
vita, cos, da un giorno all'altro.
 E ha investito i risparmi e la liquidazione nel mercato dell'arte,
maresciallo? Nel suo magazzino c'erano dipinti per un
valore di milioni. Sono stati confiscati e portati in custodia in
un posto sicuro.
Lino La Rosa sbianc, anche se avrebbe dovuto aspettarselo.
 Alcuni di quei dipinti sono miei intervenne agitata Daria
Bono, che non aveva perso di vista il padre nemmeno per un
secondo.
Suoi? domand Pina con eccessiva sorpresa.
 S, miei. Me li ha lasciati mia madre. Ho un elenco completo,
quelli dovrete restituirmeli.
Possiamo vedere l'elenco?.
 Non ho qui l'originale. Quasi fosse preparata la Necrofila
prese un portadocumenti dal cassetto della scrivania e tir
fuori una copia. Avvisatemi se ne avete bisogno.
 Come mai teneva i dipinti in un magazzino privo di sistemi
di sicurezza e adeguato impianto di climatizzazione?
domand Laurenti dopo aver gettato un'occhiata al foglio.
 Non guadagno molto, il magazzino lo ha affittato mio
padre e non spendevo niente. E poi chi poteva sapere che
erano l?.
 Li ha dichiarati al fisco?. L'ispettrice capo aspettava l'occasione
giusta per intervenire.
 Perch avrei dovuto? Sono di mia propriet da quando
avevo quattordici anni.
 Avr sicuramente una dichiarazione di successione, un
inventario dei beni o qualcosa di simile. Le consiglio di rivolgersi
a un avvocato per accelerare la pratica di dissequestro.
Il tono di Laurenti era gentile. Maresciallo, nel suo magazzino
sono state rinvenute opere d'arte rubate, ci dovr dare delle
spiegazioni. La prossima volta sar lei a venire da noi.
Mi state accusando?.
Stiamo indagando su un omicidio a scopo di rapina.
 Laurenti gir sui tacchi per andarsene, indifferente allo
sguardo contrariato di Pina che lo segu riluttante. Sulla soglia
si volt di nuovo.
 Ah, gi, l'avvocato Carf... disse assorto senza terminare
la frase.
 Il dottor Carf  il nostro amministratore ribatt secca
Daria Bono. Per le questioni di affari dovete rivolgervi a lui,
io non posso aiutarvi. E tanto meno mio padre.
 Anni fa Carf  stato il suo legale nella causa contro Teresa
Fonda, maresciallo insistette Laurenti.
S, Ennio Carf, il padre. E abbiamo vinto.
L'assicurazione ha pagato?.
 Meno di quanto mi sarebbe spettato. Hanno avuto l'indecenza
di stabilire un concorso di colpa. Ma ovviamente sono
stati costretti a risarcirmi, e ho investito anche quei soldi.
 sicuro che si sia trattato di un incidente?.
 Il vecchio sulla sedia a rotelle fiss in silenzio la parete e
parl solo quando le mani e la mandibola iniziarono a tremargli
visibilmente.
 Cos ha dichiarato la Fonda, che di conseguenza se l'
cavata con un'ammenda.
Lei per cosa pensa, maresciallo?.
 Mi prende in giro, Laurenti? url infuriato La Rosa.
Quello che penso io non conta pi da tempo. Non contava
gi allora.
 Teresa Fonda potrebbe averla investita di proposito. Il
commissario lasci andare la maniglia e fece un passo verso di
lui.
 Ma certo che s sbrait il vecchio a voce cos alta che
Daria salt su dalla sedia, corse alla porta e la chiuse. Perch
non me lo ha chiesto venticinque anni fa?.
 Laurenti tacque, La Rosa ansimava. Al loro arrivo aveva
chiesto il defibrillatore e adesso sembrava davvero che dovesse
venirgli un infarto da un momento all'altro, ma si riprese
subito, fece una serie di respiri profondi e infine alz gli occhi
sul commissario.
 Come mai tira di nuovo in ballo questa faccenda proprio
adesso? Cosa sa dell'incidente?.
 Mi occupavo del caso Colombo e non ho mai smesso,
maresciallo. Forse lei non lo ricorda pi, ma ho verbalizzato
anche la sua testimonianza circa la morte di Diego.
 E non ho altro da aggiungere. Diego Colombo  morto.
All'alba del 14 aprile 1991, alle 4....
 ...E 44 complet Laurenti con un sorriso. Chi mi assicura
che ha detto la verit, La Rosa? Quando l'avvocato Ennio
Carf le ha garantito la pensione di invalidit lei era gi stato
dichiarato colpevole di corruzione. La sua credibilit non 
certo aumentata.
 Mi guardi, Laurenti. Sono un inutile rottame che non ha
pi niente da perdere. Da parecchio ormai nella mia vita non
ci sono gioie. Perch dovrei continuare a mentire? Non mi
arresterebbero comunque.
 Qui se non altro  nelle mani di sua figlia e riceve un'assistenza
adeguata.
 Dopo una pausa Laurenti interruppe il silenzio calato tra
Lino La Rosa e Daria Bono.
 Se i quadri fossero miei, maresciallo, vorrei poterli ammirare
tutti i giorni, li studierei, mi documenterei sugli artisti che
li hanno dipinti.
 Cosa vuole che me ne importi dell'arte? I quadri antichi
sono l'unico investimento stabile, il loro valore non  sceso
negli ultimi decenni, mentre immobili, titoli, materie prime e
quote azionarie hanno registrato perdite enormi.
 Tanto pi se procurarseli non  costato niente. Probabilmente
per a breve sar davvero privo di mezzi come sostiene
di essere.
 Laurenti e Pina Cardareto lasciarono l'ufficio senza salutare,
si fecero largo tra gli ospiti e i visitatori che affollavano il
corridoio della casa di riposo e li guardavano curiosi. Entrati in
ascensore il commissario sorrise divertito.
 E ora? domand l'ispettrice, meravigliata dell'allegria del
superiore.
E ora ci ritiriamo dalla scena con il dovuto rispetto, Pina.
 Mentre stavano per uscire due ragazzi con giacche di pelle
e jeans a buon mercato spalancarono il portone e vedendoli
non si sognarono nemmeno di spostarsi. Quello con il cerotto
sul naso diede una violenta spallata a Pina, che si volt di
scatto e gli moll un calcio sul piede quando il tizio accenn a
fare il passo successivo. Il ragazzo si sbilanci in avanti e sbatt
di faccia contro la porta dell'ascensore. N lui n il commissario
erano riusciti a capire cosa gli avesse fatto perdere l'equilibrio,
ma il giovane si avvent come una furia contro
Laurenti, che alz le braccia sorridendo e mostr le mani
aperte. L'altro non fece partire il pugno. Il cerotto sul naso era
macchiato di rosso. Il compare gli si piazz accanto, mentre
Pina aspettava soltanto che le dessero un buon motivo per
usare le arti marziali.
Chiedigli scusa, amico ordin il secondo tizio.
Per cosa, perch non riesce a stare in piedi? rise Laurenti.
No, perch gli hai dato una spinta.
 Non diciamo idiozie, sono stata io disse Pina facendosi
avanti.
 Tu?. I due la guardarono dall'alto in basso con aria di
scherno.
 Raccontalo a qualcun altro, pulce. Ti schiaccio con un
dito replic il naso con l'accento meridionale.
 Datevi una calmata e toglietevi di torno tagli corto Laurenti.
Era consapevole dei danni che Pina poteva fare con un
paio di colpi ben assestati. Andate a cercare rogne da un'altra
parte. Tra un attimo arriva la polizia.
Prima ti mando dal dentista, nonno ringhi l'altro.
 Pensa ai tuoi precedenti penali, che  meglio. Sei fuori con
la condizionale.
 Vieni, Dardan lo rabbon il siciliano tirandolo per la
manica. La iena ci sta aspettando. Se arriviamo tardi si
innervosisce.

 Si pu sapere cosa ha combinato, Pina? domand Laurenti
mentre attraversavano via Carducci.
Io? Nulla, commissario. Ma come mai conosce quei due?.
 Non li conosco, ma se continuano cos saliranno presto
agli onori della cronaca. Mi lasci in tribunale e torni in ufficio
a stendere il verbale. Io parlo con il procuratore. Abbiamo
bisogno di un mandato di perquisizione per gli uffici del
Golden Age e l'appartamento di La Rosa. E sar bene tenere
sott'occhio anche la figlia. Poi dobbiamo controllare i documenti
della GelFish. Raccolga tutto quello che riesce a trovare
sulla successione legittima di Daria Bono. E setacci i registri
della Camera di commercio per capire se altre aziende hanno a
che fare con uno dei tre.
E chi sarebbe il terzo?.
 Accidenti, Pina, l'avvocato Carf, chi senn? Voglio anche
un elenco delle cause che ha patrocinato.
Da quando?.
 Da quando esercita. Dalla morte di suo padre. Marietta
invece deve occuparsi del catasto e procurarsi le ultime dichiarazioni
dei redditi di tutti e tre. Anche i numeri di telefono,
forse le loro conversazioni ci aiuteranno. Infine dobbiamo
chiedere all'assistenza sociale se La Rosa riceve un sussidio e
verificare all'INPS, cos vedremo se davvero passa la pensione al
Golden Age e da quando. Forza, abbiamo molto da fare.

 Grazie disse Corrado Giuliani appena Daria Bono
rispose. I parenti sono gi venuti.
 Ricrdati che il conto aumenta senza sosta. Non azzardarti
a saltare di nuovo un pagamento. Ma se mi fai un favore, per
questa volta chiudo un occhio. Mi serve un'altra bara, va bene
anche la pi economica.
 Certo che sotto le tue cure amorevoli muoiono come
mosche.
 Di' ai tuoi uomini di lasciarla nel locale caldaia, venire a
riprenderla nel pomeriggio e portarla nell'appartamento di
Lino a San Giacomo.
 Le mie pi sentite condoglianze, Daria, non sapevo che
tuo padre fosse morto. Lo avevi fatto tornare a casa? Sar stato
contento della tua generosit.
 Ma per piacere, in questo istante star iniziando il giro
delle slot-machine. Come ogni mattina, del resto. Quando me
la consegni?.
 Tra due ore. Adesso sono tutti a un funerale. Ma allora chi
 morto?.
 Nessuno, voglio solo controllare se passa per le scale. Sto
progettando di aprire una casa di riposo nel vecchio appartamento
di Lino e devo essere sicura che oltre a entrare la gente
riesca anche a uscire.
Ma non  troppo piccolo?.
 Pensa agli affari tuoi, Corrado. E mandami la bara. Come
ti ho detto, in cambio ti abbono la percentuale sull'ultima
salma.
 Daria riattacc e gett un'occhiata all'orologio. Maledizione,
la visita dei due sbirri non ci voleva. Era gi in ritardo.
Tir fuori la macchina fotografica dal cassetto e la mise nella
falsa Birkin, poi afferr il guinzaglio.
Su, Gulasch. Andiamo.
 Il cagnolino le saltell intorno felice, ma lei frug di nuovo
nella borsa, sfil un piccolo specchio e si mise un rossetto della
stessa tonalit dei capelli. Quando ebbe finito leg Gulasch al
guinzaglio, usc in corridoio e chiuse a chiave l'ufficio. Gli
anziani sulle poltrone consumate non la degnarono di uno
sguardo quando tacchett con il cane al sguito verso l'ascensore
da cui sbucarono Dardan e Toni.
Che hai fatto al naso? Sanguini domand a Toni.
Sono inciampato, capo.
 Fatti medicare da una delle infermiere. Daria pesc un
foglietto dalla borsa. Ecco un nuovo indirizzo. Alle tre in via
Carpaccio. Poi vi dir dove portare la roba. La cantina 
piena.
 Quella mattina Daria Bono si ferm alla statua di Verdi solo
il tempo necessario perch il maltese facesse i suoi bisogni,
quindi li raccolse e senza che nessuno la vedesse li depose per
dispetto nel posacenere su uno dei tavoli del Malabar. Non
avrebbe perso i suoi beni, e tanto meno una guerra a colpi di
cacca di cane. Dopo di che si diresse difilato al mercato coperto.
 Questa volta entr dall'altro ingresso e sal la rampa elicoidale
che conduceva al primo piano. Ignor i venditori di bric--brac
che decantavano la loro merce e si cerc un posto
davanti alla balaustra tra due bancarelle di vestiti scadenti,
prese la macchina fotografica e punt l'obiettivo verso il basso.
Quando inquadr la testa ossigenata di Raffaele Maran scatt
pi volte e scese le scale tirandosi dietro Gulasch per parlare
all'uomo come si era ripromessa.
 Avanz nervosa tra i banchi di frutta e verdura, non lo
vedeva pi. La porta del bugigattolo con scritto "Direzione"
era aperta, ma lui non c'era. Guard verso le bocche di carico
poi chiese al bar la chiave del bagno assicurando di restituirla
subito. Da non molto l'amministrazione aveva fatto installare
nuovi sanitari, per mancavano i rubinetti e i triestini facevano
congetture su chi dei venditori li avesse montati a casa propria.
Daria non trov l'uomo nemmeno l e si rivolt furiosa.
 Fece solo un passo perch la porta si richiuse alle sue spalle
schiacciando il guinzaglio e Gulasch rimase dall'altra parte.
Stizzita, Daria liber il cagnolino, pos senza una parola la
chiave del bagno sul bancone e usc in via Carducci. Anche se
prima di pranzo doveva fare un salto in due succursali del Residence
Golden Age, decise di rimandare la visita al pomeriggio
e torn a casa risalendo viale XX settembre in direzione del
teatro Rossetti.
 Non si accorse del commissario, che uscendo dal tribunale
evit come al solito la strada pi breve e scese lungo l'antico
viale in cui nacque Italo Svevo.
 Per non incrociare di nuovo la donna, Laurenti si nascose
dietro a un platano sotto lo sguardo delle due colossali cariatidi
in pietra a seno nudo sulla facciata del cinema Ambasciatori.
In tasca aveva il mandato di perquisizione con la firma del
procuratore che lo autorizzava a rivoltare da cima a fondo tutti
gli uffici del Golden Age quel pomeriggio stesso. Daria Bono
avanzava con una falcata ben poco signorile, evidentemente
aveva fretta. Solo in quel momento il commissario not il suo
abbigliamento. Nonostante lo stile compassato, era chiaro che
ci teneva alla qualit e non si serviva nei centri commerciali o
nelle grandi catene. La gonna e la giacca del tailleur cadevano
troppo bene, e la borsa era del genere che Laura non si sarebbe
mai comprata e lui non le avrebbe mai regalato perch troppo
cara. I capelli fulvi raccolti in un severo chignon rafforzavano
la sua volont di non attirare l'attenzione, ma a quanto pareva
dopo che i due agenti se n'erano andati si era messa il rossetto.
Laurenti stava quasi per pedinarla quando vide una persona di
sua conoscenza camminare dietro di lei tenendosi a una certa
distanza. Daria entr in una rosticceria con i polli che giravano
sullo spiedo in vetrina, e l'altra persona si ferm aspettando
che uscisse con un sacchetto di plastica in mano e proseguisse
a passo sostenuto. Il commissario attese che si allontanassero
entrambi e li segu. Felice di percorrere strade nuove e cambiare
prospettiva, vide la donna aprire un pesante portone di
rovere in via Strehler che si richiuse alle sue spalle con un tonfo
sordo.
 Jago chiam allegro quando il ragazzo, terminato l'inseguimento,
cambi marciapiede. Cosa ci fai qui? Non dovresti
essere ad Aurisina? Tua madre mi ha detto che lavori alla
cava.
 Ciao, commissario. Oggi ho altri programmi, per un
giorno sopravvivranno anche senza di me. Sto andando a casa.
Tu,invece?.
 Assistenza gratita, Jago. Lo sai che ci tengo al servizio
clienti.
 In effetti quando becchi qualcuno  bell'e servito. O sbaglio?.
Il giovane minuto con il fisico atletico e i folti capelli
neri sorrise sfrontato. Un giorno m'inventer qualcosa per
metterti alla prova. Scommetto fin da ora che non riuscirai a
prendermi.
 Parli come mio figlio. Ringraziando il cielo nessuno tranne
me sa le volte che ho chiuso un occhio quando Marco ne combinava
una delle sue.
 Sembrerebbe un problema generazionale, voi vecchi
dovete sempre mostrarvi generosi. A quanto pare  impossibile
far entrare in testa agli sbirri che uno non deve essere per forza
un criminale solo perch ha vent'anni.
 Sai, Jago, sono stato giovane anch'io. E non ero certo uno
stinco di santo.
Capisco, per questo poi sei diventato poliziotto.
 Tua madre mi ha detto che finalmente si  decisa a parlare
con te e Jacqueline. Stalle vicino, si sente parecchio sotto pressione,
e d'altronde  comprensibile. L'incertezza  una brutta
bestia, e chi le manda quelle fotocopie vuole farla cadere proprio
in questa trappola. Dovete stare in guardia tutti e tre e
cambiare le abitudini su cui lo stalker fa affidamento. Al
momento  l'unica soluzione.
 E io che credevo toccasse alla polizia proteggere i
cittadini.
 Facciamo il possibile, Jago. Ma la citt  grande, e non
siamo in presenza di un reato. Tessie non riceve minacce
dirette, soltanto segnali. Anche voi dovete fare la vostra parte.
 Proprio per questo oggi mi sono preso un giorno libero,
commissario. Ce la caveremo.

 Raffaele Maran stava chiacchierando con la proprietaria di
una bancarella quando aveva visto la figlia di Lino La Rosa
insieme al suo cagnolino salire le scale nella torretta del mercato
coperto con piglio un po' troppo determinato. Arrivata
alla balaustra aveva puntato la macchina fotografica su di lui.
Era la conferma definitiva che quella maniaca lo seguiva, non
si preoccupava minimamente di apparire ridicola e con molta
probabilit presto avrebbe escogitato metodi pi invasivi.
Doveva giocare d'anticipo, ma se l'avesse affrontata l sarebbe
successo un putiferio, e non era il caso. In pubblico gli uomini
avevano quasi sempre la peggio con le donne. Adesso ne aveva
proprio le tasche piene di quella pazza. Da qualche tempo considerava
l'eventualit di intimorirla. Uno dei magazzinieri gli
avrebbe fatto subito il favore di domandarle a muso duro cosa
volesse. Dal canto suo per la donna poteva contare sull'aiuto
di quei due brutti ceffi con il furgone, e Raffaele Maran non ci
teneva minimamente a farsi riempire di botte in qualche vicolo
buio. Esisteva una seconda possibilit, che forse avrebbe
potuto avere anche altri vantaggi, ma non lo allettava nemmeno
quella.
 In strada il direttore del mercato si tolse il camice grigio, se
lo appoggi sul braccio e attravers la trafficata via Carducci.
And dritto alla questura, super la fila di profughi e chiese
alla poliziotta di guardia nell'ampio ingresso di poter parlare
con l'addetto ai casi di stalking. La donna prese il telefono,
lesse il suo nome dalla carta d'identit e compil il modulo. Poi
gli disse di aspettare, il collega lo avrebbe chiamato appena si
fosse liberato.
 Raffaele Maran si sentiva a disagio in mezzo a tutte quelle
persone con lo sguardo vuoto e una dose di pazienza a lui
estranea che chiedevano asilo; loro avevano problemi veri ed
erano ben lontani dagli eccessi che affliggevano l'annoiata
societ del benessere. Maran non aveva testimoni in grado di
convalidare le sue accuse. Non poteva dire che Daria Bono
controllava anche Tessie. Sapeva dai giornali che le autorit
erano attente ai casi di stalking e i tribunali emettevano sentenze
tanto rapide quanto chiare. Dopo la sua dichiarazione la
polizia avrebbe fatto i dovuti riscontri e convocato la donna.
Naturalmente lei avrebbe negato ogni cosa, per si sarebbe
allarmata perch di sicuro non si aspettava di dover dare
spiegazioni.
 Attese dieci minuti davanti alla nicchia chiusa da un cordone
rosso con i nomi degli agenti che avevano perso la vita in
servizio scritti in lettere di ottone. Mentre stava per voltarsi
verso l'ingresso una profonda voce maschile alle sue spalle lo
chiam.
Signor Maran, vuole seguirmi?.
 Lui si gir e incontr gli occhi di un robusto poliziotto in
borghese.
S.
 Ha chiesto di parlare con me, sono l'ispettore Fiano. Atti
persecutori, mi hanno detto.
 Forse  solo una mia impressione. Scusi se la disturbo per
una faccenda da nulla....
 Mi sembra di conoscerla, Maran, per non ricordo dove
l'ho gi vista. Ma s, al mercato coperto. Lavora l, giusto? Ogni
tanto accompagno mia moglie a fare la spesa. Mi dica qual  il
problema.
Esitante, Raffaele segu il funzionario nel suo ufficio.
 Probabilmente mi sbaglio, ispettore disse appena si
sedette. Credo che una cliente venga al mercato solo per me.
Si presenta tutte le mattine alla stessa ora. Non compra quasi
mai nulla, cerca un pretesto qualunque per attaccare discorso
oppure offrirmi un caff.
Forse le  simpatico.  bella?.
 Maran si sforz di trovare una risposta e fiss Fiano a bocca
aperta.
 Non abbia paura, Maran. Questa donna ha fatto
qualcosa?.
 Raffaele scosse la testa con decisione. Stamani mi ha fotografato
dalla galleria del primo piano, solo questo.
  sicuro che fotografasse proprio lei e non il mercato,
inquadrandola per caso?.
Al cento percento.  una psicopatica.
 Ci va gi piuttosto pesante. L'ispettore digit il nome di
Maran sul computer che aveva davanti, Raffaele non riusciva a
vedere lo schermo.
 Lei  cresciuto in Argentina, ma vive qui ormai da parecchio
tempo disse Fiano dopo un attimo di silenzio. Sa com'
fatta la gente, ognuno ha le sue manie. C' chi per una vita va
tutti i santi giorni nei soliti posti alla solita ora, addirittura con
una puntualit che spacca il secondo, per elemosinare qualche
spicciolo, scroccare una sigaretta o semplicemente sperando di
parlare con qualcuno. Perfino noi abbiamo degli ospiti fissi
davanti alla questura. Non vogliono niente e quando li mandano
via se ne vanno senza fare storie. Ma la mattina dopo
sono di nuovo qui. Conosce il nome di questa donna?.
So dove lavora..
Niente nome?.
No.
E dove lavora?.
 Al Residence Golden Age, una casa di riposo in via
Carducci.
Come fa a saperlo, l'ha seguita?.
 Non  stato necessario,  a poche centinaia di metri dal
mercato coperto. E ha un piccolo cane bianco.
Vuole denunciare anche lui, Maran?.
 Non voglio denunciare nessuno. Le ripeto, ispettore, forse
non dovevo venire. Raffaele si alz imbarazzato.
 Non ho detto questo. Ha l'impressione che questa donna
sia una stalker, ma in mano non ha nulla di concreto e non
vuole sporgere denuncia. Ci rifletta ancora un po' e torni se
dovesse cambiare idea, d'accordo?.
 Durante la sua lunga carriera alla sezione Minori e reati sessuali,
a Roberto Fiano era capitato spesso che la gente facesse
marcia indietro dopo essersi rivolta alla polizia, spaventata dal
proprio coraggio o da coloro a cui chiedeva aiuto. A seconda
dei casi lui cercava di gettare un ponte o fare pressione, ma con
Maran non ne vedeva il bisogno. Il direttore del mercato and
alla porta sorridendo impacciato.
 La accompagno. Prometta di tornare qualora la situazione
si evolvesse. Dica un po',  sposato?.
Raffaele scosse la testa.
 Ha una relazione fissa? butt l il corpulento ispettore in
tono discorsivo.
 Raffaele esit, sentendo crescere l'agitazione. Diciamo che
sono in buone mani.
 Allora ne parli con la sua donna, Maran. Allenter la tensione
ed eviter malintesi nell'ipotesi che le sue supposizioni
trovassero conferma o le cose degenerassero. Segua il mio
consiglio.
 Alla sbarra Fiano riconsegn la carta d'identit al direttore
del mercato e lo salut. Tornato nel suo ufficio registr brevemente
il colloquio annotando data e ora, poi mise il verbale
sulla pila di fogli analoghi, pieni di congetture e sospetti infondati.
Una volta il collega Laurenti aveva paragonato il loro
lavoro alla raccolta differenziata.
Erano le undici quando Raffaele Maran usc dalla questura.
 In effetti davanti al teatro Romano era seduto un uomo vestito
modestamente che fissava l'edificio. Che fosse uno dei tipi
strambi di cui gli aveva parlato l'ispettore Fiano?

 Guarda, una volta l c'era l'Esperanza, la barca di Diego
Colombo.
 Laurenti indic l'attracco dove al posto del vecchio yacht di
legno era ormeggiato un catafalco bianco di tre piani, che scintillava
come un gigantesco ferro da stiro sotto il sole velato e
alla massima velocit consumava in un'ora pi di quanto guadagnasse
il proprietario. Soprattutto se, come l'avvocato Carf,
non era uno che si ammazzava di fatica.
 Il mago del furto che  diventato un idolo? domand
Patrizia elettrizzata togliendo Barbara dalla carrozzina e passandola
a Laurenti, che raggiante di gioia tendeva le braccia
verso la nipotina di sedici mesi. Non sapevo che avesse una
barca.
 E non una di plastica, come quelle che vanno di moda
oggi. Con il suo yacht  arrivato fino a Trieste dall'Argentina.
Un'impresa titanica. E chiss, forse l'ha usato anche per fuggire,
quando per lui qui ha cominciato a tirare una brutta aria.
 Laurenti sedeva dando le spalle al mare ed aveva visto l'avvocato
Carf portare un pacco sul mastodonte bianco, scendere
subito dopo e andarsene sulla sua Porsche Cayenne. Tra s ringrazi
Laura, che mezz'ora prima lo aveva chiamato per dargli
appuntamento a pranzo. Oltre a perquisire la casa dell'avvocato
e gli uffici della GelFish avrebbero dovuto dare un'occhiata
anche alla barca.
 Era davvero un genio come dicono tutti? chiese Patrizia,
mentre il padre faceva saltellare sulle ginocchia la bimba che
ciangottava felice.
 Proteo Laurenti inarc le sopracciglia. Era piuttosto
scaltro. E come ti sei accorta anche tu leggendo i giornali, la
sua fama  ancora viva.
 Un genio magari no intervenne Laura. Ma in compenso
era bellissimo e terribilmente affascinante, aveva molte donne
ai suoi piedi. Il suo mito si basa soprattutto su questo. Hai sentito
i commenti l'altra sera, Carlotta aveva perso la testa per lui,
e anche un altro paio di mie amiche gli sbavavano dietro. Lo
sognano a occhi aperti ancora oggi.
 qEra una giornata di fine settembre pi calda della media e
molto umida, la foschia confondeva cielo e mare mescolandoli
insieme. L'aria sembrava immobile, e chi poteva scappare dagli
uffici climatizzati si rifugiava in spiaggia e rimandava i pensieri
impegnativi a tempi pi freschi, quando la bora riconquistava
la citt con le sue raffiche e spazzava via le nuvole. Non c'era
quasi nessuno in giro nelle vie del centro, per la pausa pranzo
sceglievano tutti il locale pi vicino per evitare di tornare alle
scrivanie in un bagno di sudore.
 Laura aveva telefonato al marito da uno degli appartamenti
signorili in cui era andata a valutare il patrimonio.
 Devo stimare un'eredit disse adesso bevendo un sorso
di vino. Certa gente  proprio assurda. Il legittimo proprietario
vegeta in una casa di riposo e gli eredi si organizzano per
poter vendere il pi velocemente possibile tutti i suoi beni non
appena esaler l'ultimo respiro. Proteo, dovresti chiedere a
qualcuno di indagare, secondo me ogni tanto qualcuno d una
spintarella al destino per mettere prima le mani sui soldi.
 E cosa pensi che facciamo per la maggior parte del tempo,
Laura? Ci sono solo quattro moventi per un omicidio: denaro,
potere o vendetta.
E il quarto, pap?.
 L'idiozia. Non rientra nelle statistiche, ma  di gran lunga
il movente pi diffuso.
 Mi sembrava di essere in un museo. Quella casa dovrebbe
passare sotto la tutela dei Beni culturali ed essere aperta ai visitatori
come il Morpurgo in via Imbriani. Negli ultimi cento
anni l dentro non  cambiato niente. Un tesoro straordinario
tra mobili, dipinti e argenti, tutto come nuovo. L'esatto contrario
della patina che hanno altre abitazioni. Dovresti vederlo
prima che i ragazzi facciano piazza pulita.
Quanti anni hanno?.
Pi o meno la nostra et.
 Cos giovani, Laura?. A volte la moglie riusciva ancora a
sorprenderlo con le sue osservazioni.
 Non c' niente da ridere, Proteo. Sono degli incoscienti, mi
conoscono solo perch hanno letto il mio nome sul giornale e
mi hanno consegnato le chiavi come se niente fosse. Potrei far
sparire qualcosa e non se ne accorgerebbero neanche. Hanno
oggetti di enorme valore, e non c' nemmeno l'allarme.
Dov' la casa?.
 Sul colle di San Vito, in via Ciamician. Ha una delle viste
panoramiche migliori di tutto il centro, in alto sopra la citt,
pochi metri sopra la scalinata che arriva a piazza Hortis. Da
lass si vedono la darsena e la costa.  venuta anche Patrizia
con la bambina e mi ha aiutata a fotografare l'inventario.
 Nonostante la posizione, a Trieste non era facile trovare un
ristorante sul mare, lontano dalla strada. Ma una volta tanto
che poteva stare in compagnia della figlia prediletta e dell'adorata
nipotina, Laurenti voleva rilassarsi in un bel posto affacciato
sull'acqua, dove non arrivavano i rumori della citt e si
sentiva solo il leggero sciabordio delle onde. Aveva poco pi di
un'ora di tempo e non voleva arrivare di nuovo in ritardo alla
riunione di coordinamento come la mattina. Cos eccoli seduti
all'unico tavolo apparecchiato del molo San Giusto, accanto
all'ingresso della Sacchetta.
 Laurenti giocava con la piccola Barbara accovacciata sulle
sue gambe. La bimba gli afferrava il naso e gli dava colpetti sul
viso con le manine cercando di prendere gli occhiali da sole.
Farfugliava senza sosta e sembrava gi capace di usare qualche
parola. Soprattutto no, sia sotto forma di suono sia scuotendo
la testa. Laurenti si perdeva beato nella nipotina, non ascoltava
n la moglie n la figlia e ordin quello che avevano preso loro
senza neppure scorrere il menu. Si accorse che la piccola gli
aveva bagnato di saliva la camicia azzurra solo quando Patrizia
cerc di pulire la macchia con tovagliolo e acqua minerale.
 Mi sa che dovrai cambiarti prima di andare in questura,
pap disse ridendo.
 Lascia, la lavo dopo in bagno. Hai notizie del tuo capitano?
Quando torna sulla terraferma?.
 Laurenti non ricordava pi da quanto tempo il padre di
Barbara fosse imbarcato e immagin dovesse essere una noia
mortale navigare per tre mesi di fila negli oceani, il pi delle
volte vedendo solo i porti toccati dalla sua nave. Poi per Gigi
era libero per i tre mesi successivi e avrebbe contribuito a
ingrossare le fila della minoranza maschile in casa Laurenti.
Sempre che Patrizia glielo permettesse. Spesso la notte non
rientrava e lasciava la figlia alla mamma di Laura.
 Ha chiamato con il satellitare. Adesso sono a Kuala
Lumpur e fanno rotta verso ovest. Colombo, Mumbai, Abu
Dhabi, Port Said. Fra tre settimane torna, finalmente. Rester
a bocca aperta vedendo Barbara, nel frattempo avr imparato
a camminare.
 Il cameriere serv delle magnifiche triglie, su cui tutti e tre si
avventarono all'istante, e port un secondo giro di acqua e vino.
Ti piace dare una mano a tua madre?.
  un lavoro da voyeur, non fa per me, pap.  incredibile
il cinismo di certe persone, non gli interessa cosa hanno messo
insieme i genitori nell'arco di una vita, vogliono solo sapere
quanto vale. No, non resisterei.
 Ringrazia che tua madre faccia questo lavoro e guadagni
cos bene. Il mio stipendio da solo non basterebbe per tutta la
famiglia. Cosa hai intenzione di fare con l'appartamento che
hai visitato? chiese Laurenti rivolgendosi alla moglie.
 Sono ancora indecisa se essere sincera o raccontare una
balla, Proteo. Gli eredi mi stanno con il fiato sul collo, probabilmente
credono che tra poco l'intero patrimonio passer a
loro. Come sempre quando non diceva tutta la verit, Laura
si arrotolava una ciocca bionda intorno al dito.
 E quale sarebbe la balla?. Laurenti sorrise divertito.
Con te non si finisce mai di imparare.
 Potrei fare una buona offerta cos guadagnerebbero una
montagna di soldi subito e in contanti, anche se con una vendita
all'asta otterrebbero decisamente di pi ma in tempi molto
pi lunghi. Non credo che si possa definire furto. In fondo non
sono un perito nominato d'ufficio.
 E per questo non informi i Beni culturali dell'esistenza di
una collezione simile?.
 La discrezione  fondamentale, Proteo. Se la notizia diventasse
pubblica rischierei di perdere una fetta dei miei clienti. E
sicuramente verrebbe fuori che gli eredi si sono rivolti soltanto
a me. Sapessi a quanto arrivano le offerte adesso. Pi dura la
crisi meglio vanno gli affari, e all'estero la domanda  altissima.
Quando non ci sar pi quella generazione scompariranno
anche i lasciti completi. Da un certo punto in poi non esistono
pi epoche stilistiche ben definite e si mette insieme un po' di
tutto, come abbiamo fatto anche noi.
 Non vorrei vivere in un museo comment Patrizia.
Immaginate di dover stare attenti a ogni passo che fate per
paura di rovinare qualcosa. Un incubo.
 Alla fine mi toccher aiutarli, ma devo parlarne con i miei
soci, mobili, tappeti e argenti sono il loro settore. Abbiamo
bisogno di liquidit, per questo Patrizia ha fatto le foto. Non
vorrei piombare l con tutto il codazzo al sguito, altrimenti
cpiscono che c' sotto qualcosa. Tra l'altro mi  gi andato in
fumo un altro affare perch hanno svaligiato l'appartamento di
un'anziana signora proprio durante il funerale.  successo ieri
pomeriggio in via Machiavelli, non hai sentito nulla?.
 Dei furti con scasso se ne occupano i colleghi. Il giornale
parla di un pittore olandese.
 Anton Sminck van Pitloo, ma ha vissuto pi a lungo a
Roma e a Napoli che in Olanda. Una volta ho visto il dipinto,
tanto tempo fa. Peccato, l'asta sarebbe andata bene, invece lo
hanno rubato mentre tutti erano al cimitero.
 Geniale esclam Patrizia. Dev'essere stato uno dei
parenti,  chiaro.
 La piccola protest vivacemente quando Laurenti la mise
nella carrozzina. Il commissario doveva sbrigarsi.

 Le batterie delle moderne sedie a rotelle consentono tragitti
che durano pi della pazienza o delle forze della maggior parte
di chi le usa, e quando i rapporti con il tecnico vengono oliati
con mance adeguate  possibile anche aumentare il limite di
velocit regolato elettronicamente. Ma per l'astio che Lino La
Rosa nutriva contro il resto del mondo anche la sedia a rotelle
truccata andava troppo piano. Aveva spazzato via i passanti
sfrecciando senza il minimo riguardo lungo via Battisti e proseguendo
accanto al giardino pubblico. Andava di rado nei bar
di quella zona che avevano noleggiato le sue slot-machine per
aumentare gli incassi. Era arrivato il momento di controllare e
ripulire anche quelle, visto che in centro i giocatori abituali si
tenevano alla larga quando lo vedevano entrare per fare la
posta. Si diceva che il vecchio schifoso con il pappagallo portasse
sfortuna e come spuntava lui non si vincesse pi nulla. Si
era piazzato davanti alla slot-machine di un piccolo bar occupando
con la sedia a rotelle tutto lo spazio disponibile, tanto
che per raggiungere il bagno gli altri dovevano strisciare
rasente il muro. La cameriera non aveva il coraggio di mandarlo
via, ci aveva gi provato una volta e lui aveva fatto una
tale piazzata sbraitando di discriminazione nei confronti dei
disabili che non avevano fiatato nemmeno i clienti d'accordo
con lei.
 Da tre quarti d'ora La Rosa beveva brandy e batteva con
foga sui pulsanti della slot-machine che per due volte lo aveva
gratificato di somme notevoli riempiendo la vaschetta in basso
con una fragorosa cascata di monete. Ma lui era sicuro di
poterla ripulire completamente con la vincita massima,
mancava poco, e cercava di ignorare il bisogno di svuotare la
vescica per non cedere il posto a un altro giocatore.
 Un ragazzo dal fisico minuto e atletico e folti ricci scuri urt
involontariamente la sedia a rotelle proprio nell'istante in cui
La Rosa stava per dare un colpo a uno dei pulsanti che invece
manc. Disastro. Adesso prima di poter vincere sul serio ci
sarebbe voluto molto pi tempo di quanto lui potesse riuscire
a trattenersi.
 Razza di cafone! Sei fortunato che sono invalido, altrimenti
ti darei una bella lezione. Va' a lavorare, scansafatiche
sbott La Rosa su tutte le furie sventolando il pappagallo. Era
livido dalla rabbia, la mano sulla leva della sedia a rotelle
tremava.
 Sterz di novanta gradi a sinistra, dove Jago Fonda era
rimasto immobile e sorrideva a disagio, disorientato dalla
maleducazione del vecchio.
 Mi hai mandato all'aria la vincita, almeno aprimi la porta.
E controlla che nessuno si avvicini alla macchinetta. E ordinami
un brandy. Paghi tu.
 I venti e passa clienti al bancone girarono contemporaneamente
la testa verso la porta che sbatt dietro La Rosa. Non lo
avevano mai visto, un uomo si picchiett il dito sulla tempia,
altri voltarono di nuovo le spalle e tutti ripresero la conversazione
interrotta, mentre Jago si rovistava in tasca e infilava una
moneta nella slot-machine.
 Dopo aver sciacquato scomodamente il pappagallo nel piccolo
lavandino dell'angusto bagno e averlo infilato nella borsa
di stoffa che teneva in grembo, il vecchio sent dall'altra parte
della porta sottile un rumore fin troppo familiare. Inviperito,
fece per tornare nella sala, ma nella fretta invece di chiudere il
rubinetto lo gir dalla parte sbagliata e un getto d'acqua gli
schizz sulla giacca a vento e sui calzoni. Gli mont il sangue
alla testa e fregandosene del rubinetto diede un colpo alla
porta che si spalanc.
 Le monete scrosciavano ancora. Il ragazzo riccio le raccoglieva
a manate e se le infilava nelle tasche ormai gonfie, poi
riemp un grosso bicchiere che la cameriera gli aveva allungato
sorridendo. Entrarono due agenti della polizia, ordinarono
due caff e guardarono divertiti Jago che offriva da bere. Un
giovane a cui era andata bene, in tempi in cui i giovani non trovavano
lavoro. L'atmosfera nel bar si ribalt all'istante. Nessuno
aveva visto il vecchio sulla sedia a rotelle nascosto
dall'alto bancone, ma tutti sentirono le sue urla selvagge.
 Cosa credi di fare, quei soldi sono miei! sbrait La Rosa
con il viso paonazzo e gli occhi fuori dalle orbite. Dammeli.
Sono miei! Ho vinto io. Sei un ladro, questo  un furto!.
 Era bagnato fradicio dalla testa ai piedi. La gente non
sapeva se ridere o essere disgustata. La cameriera intravide
dalla porta aperta a met l'acqua che dal lavandino colava sul
pavimento e cerc di superare il vecchio. Lui la blocc afferrandola
per il polso.
 Hai visto anche tu.  uno sporco imbroglione. Chiama la
polizia. I soldi sono miei, saranno almeno trecento euro.
 I due agenti posarono le tazzine sul bancone e si avvicinarono
al terzetto formato da Jago, la cameriera e l'uomo sulla
sedia a rotelle, mentre gli altri si spostavano indietro per
lasciarli passare, curiosi di vedere come andava a finire.
 Si calmi, signore disse il pi alto dei due. Cosa 
successo?.
 Ho messo un paio di monete nella slot-machine ed ho avuto
fortuna. Nient'altro. Hanno visto tutti. Jago guard la cameriera
in cerca di aiuto.
 Funziona cos, ogni tanto vincono e il pi delle volte prdono,
ma continuano a giocare conferm lei annuendo con la
testa, e finalmente La Rosa le moll il braccio. Un filo di bava
gli rigava il mento e aveva gli occhi iniettati di sangue.
 E ora, come avete sentito, quest'uomo sostiene che la vincita
 sua aggiunse Jago.
 Gli ha rubato il posto? domand impassibile il secondo
agente.
No, era in bagno. La slot-machine era libera.
 Schifoso bugiardo url La Rosa. Ti avevo detto che tornavo.
Sei un truffatore.
 Il signore  andato in bagno lasciando una giocata in
corso?.
No rispose la cameriera.  stato tutto regolare.
 Voglio sporgere denuncia grid il vecchio. Conosco la
legge. Sono un collega della guardia di finanza.
 Potreste chiarirvi fuori, per favore? li supplic la cameriera.
 ora di pranzo, abbiamo molto da fare e cos spaventate
i clienti. Per non parlare di questo concluse indicando i
calzoni bagnati del vecchio sulla sedia a rotelle.
Jago fin di radunare i soldi della vincita e annu sollevato.
Fuori  meglio.
 Gli agenti gli chiesero i documenti, nel caso gli fosse venuto
in mente di scappare. Ma anche La Rosa dovette mostrare la
carta d'identit - per la seconda volta nella stessa mattina.
Prima che la piccola carovana si mettesse in movimento Jago
Fonda domand il conto, pag con una montagna di monete,
lasci una lauta mancia sul bancone e si scus per l'inconveniente.
La cameriera sorrise, poi fiss con insistenza La Rosa,
che alla fine tir fuori il portafoglio e scuc i soldi per i quattro
brandy.
 Dalla vetrata i clienti osservarono il poliziotto seduto nella
volante che trasmetteva alla radio i dati degli attaccabrighe
mentre l'altro riempiva un modulo. La gente continuava ad
accalcarsi al bancone per ordinare qualcosa da mangiare e
discutere dell'accaduto. Il vecchio sulla sedia a rotelle ficc la
copia del verbale nella borsa di stoffa e se ne and imprecando.
Il ragazzo salut gli agenti con una stretta di mano e si allontan
nella direzione opposta. La BMW giallo limone era parcheggiata
a met strada verso la Piccola Parigi.

 "Residence Golden Age n. 2" recitava la semplice targhetta
sul campanello in ottone del palazzo in via Carducci. Al piano
terra c'erano un negozio di abbigliamento per bambini e un
emporio, gli altri piani erano occupati da uffici con apriporta
automatico che si azionava appena suonava il citofono. Come
capitava spesso in edifici del genere, nessuno chiedeva prima
chi fosse.
Un vecchio ascensore con la grata scorrevole in ferro battuto
e la cabina in legno e vetro, installato al centro dell'ampio
vano scale, testimoniava la ricchezza dei proprietari di ieri,
mentre le pareti sporche e la fioca illuminazione denunciavano
l'avarizia e l'incuria di quelli di oggi.
 Le placche nell'atrio indicavano il piano delle varie ditte,
ma il giovane minuto con i grandi occhiali da sole, la felpa con
il cappuccio e lo zaino grigio non aveva bisogno di informazioni.
Negli ultimi giorni aveva studiato a pi riprese l'edificio
e aspettato il momento giusto per la sua visita. Salendo i gradini,
molto prima di raggiungere il quarto piano, gli arriv un
forte odore di cibo da mensa. Apr con cautela la porta della
filiale del Residence Golden Age, sgusci nel lungo corridoio
con il pavimento in parquet e le pareti dipinte di grigio e
super un carrello portavassoi con il pranzo degli ospiti mentre
l'infermiera era impegnata in una delle camere. Sent i suoi
bruschi comandi aumentare di volume e si rintan di corsa
nella toilette, lasci la porta leggermente socchiusa e vide la
donna con lo scamiciato azzurro prendere altri due vassoi dal
carrello ed entrare nella camera successiva. Solo tre passi lo
dividevano dalla porta in rovere con il chiavistello in fondo al
corridoio. Un gioco da ragazzi per lui, pochi secondi dopo si
richiuse il battente alle spalle, nello stesso istante in cui la
donna tornava verso il carrello. La guard dallo spioncino.
Non era mai stato l. Su un piccolo disimpegno si aprivano
quattro porte. La scritta "Vietato l'ingresso" campeggiava su
quella di fronte a lui. Era chiusa con un robusto lucchetto e ci
sarebbe voluto troppo tempo per forzarlo. Nella parte che
dava sul retro del palazzo era ricavato un bagno spazioso
attrezzato per i disabili. La prima porta sul lato della strada
conduceva invece in un salone con il parquet e il soffitto a
stucco. In un angolo la cucina a vista, al centro un tavolo quadrato
di legno con una sedia, un divano davanti a un gigantesco
televisore ed un lampadario di cristallo al soffitto. L'ultima
porta dava nella camera, pi piccola, quasi completamente
occupata dal letto e da un grosso armadio. Sul comodino era
posato un pappagallo vuoto e sopra la testiera era appeso un
dipinto di un antico maestro. Lo sguardo dell'intruso si sofferm
sul ritratto verticale di un nobile, opera del Tintoretto.
Misurava circa un metro per sessanta centimetri. La cornice
dorata era coperta da un velo di patina. Il ragazzo appoggi la
tempia alla parete e punt la torcia dello smartphone dietro al
dipinto, ma non vide n allarmi n altri sistemi di sicurezza, in
compenso not un rettangolo irregolare sull'intonaco. Quando
stacc il quadro dal gancio fece la seconda scoperta. La cassaforte
era poco pi grande di un foglio formato A3 e funzionava
con una combinazione numerica.
 Il giovane tir fuori dallo zaino un foglio di Pluriball ripiegato,
vi avvolse con cura il Tintoretto e lo infil nella borsa blu
di un negozio scandinavo di arredamento. Con un'occhiata
all'orologio constat soddisfatto che da quando si era introdotto
nelle stanze private non erano passati nemmeno cinque
minuti. Prese dallo zaino una lima e una piccola smerigliatrice
elettrica dal disco molto sottile, che mentre entrava sempre pi
in profondit nel cemento produceva un acuto ronzio simile a
quello di un trapano da dentista. Procedeva rapidamente, come
nella maggioranza dei casi la cassaforte montata da installatori
approssimativi non era ancorata alla parete con la griglia e i
pioli in acciaio che dovrebbero essere usati, ma semplicemente
cementata con la malta. Parecchi ladri approfittavano di questa
negligenza, di cui il pi delle volte il proprietario non sapeva
nulla. La cassaforte si stacc con facilit, non era pesantissima,
e il ragazzo la estrasse dalla parete e la pos sul letto. Entrava
di misura nello zaino, che per adesso non si chiudeva pi. Era
trascorso appena un quarto d'ora quando lo scassinatore batt
in ritirata. Con il cappuccio calato sulla fronte e senza guardare
n a destra n a sinistra attravers in fretta il corridoio. Ebbe
fortuna, l'ascensore era al piano. Chiuse la grata scorrevole
senza fare rumore e premette il pulsante dell'atrio. Nonostante
l'ingombrante fardello svolt a passi rapidi nella prima laterale
e prosegu verso il parcheggio davanti all'ospedale Maggiore,
dove aveva lasciato la macchina.

Raffaele Maran era irritato per non aver concluso nulla.
 Tuttavia, per quanto l'ispettore non avesse dato troppo peso
alla faccenda, se la rossa continuava ad infastidirlo per lo meno
adesso c'era una segnalazione ufficiale. Di l a pochi minuti i
negozi pi piccoli, che non potevano permettersi di affrontare
i costi di un orario continuato, avrebbero chiuso per la pausa
pranzo. Doveva parlare subito con Teresa. Lei rispose al
secondo squillo. Dopo un attimo di esitazione ed un'occhiata
dalla porta a vetri accett.

 Dal pomeriggio di due giorni prima due agenti erano appostati
nella piazza. L'Angelo della morte, puntuale come sempre,
port il cagnolino bianco nei giardinetti ai piedi della statua di
Giuseppe Verdi e nell'attesa che facesse i suoi bisogni fiss l'edicola.
Teresa Fonda serv gli ultimi clienti, svuot la cassa e
infil in borsa le copie dei fogli ricevuti. Poi spense il ventilatore
e chiuse a chiave il negozio.
 Daria Bono e gli agenti si mossero quasi simultaneamente
mentre la giornalaia raggiungeva la vicina piazza Goldoni e
prendeva il primo autobus che passava, dopo che l'autista,
vedendola, aveva frenato di nuovo per farla salire a bordo.
Teresa lo ringrazi e per ricompensarlo della gentilezza rest
accanto al posto di guida fino alla fermata successiva, accorgendosi
che lo sguardo dell'uomo fissava pi lo specchietto
retrovisore per ammirarle il seno che la strada.
 Teresa aveva seminato facilmente la Necrofila, ma non i
poliziotti. Scese dopo due fermate e cambi marciapiede
mescolandosi poco pi avanti ai passeggeri che aspettavano il
tram per Opicina in piazza Oberdan. Si ferm di fianco alla
porta posteriore ed un attimo dopo individu un'anonima utilitaria
che seguiva il mezzo pubblico. Strada e binari si separavano
nel punto in cui la motrice veniva agganciata alla
cremagliera e si rimetteva in movimento con un leggero
strappo per affrontare a velocit ridotta ma costante la ripida
salita. Teresa prenot la fermata. Qualche istante dopo
avrebbe preso il tram che riscendeva in citt, doveva assolutamente
evitare la scalinata accanto ai binari. Teresa Fonda contava
sul fatto che gli agenti avessero proseguito e aspettassero
nel punto in cui i binari correvano di nuovo paralleli alla
strada. Dal tragitto per le auto il tratto in cui adesso si trovava
lei non si vedeva, perci poteva tornare in centro senza problemi,
l'albergo in via della Geppa dove la aspettava Raffaele
era a pochi passi dal capolinea. L non la conoscevano, e da
quando l'adulterio rientrava nel bon ton nessuno negli alberghi
si preoccupava se gli ospiti saldavano il conto dopo appena
qualche ora. Anzi, meglio cos, la camera poteva essere data a
qualcun altro gi lo stesso giorno.
 Raffaele Maran aveva portato spumante e tramezzini e le
aveva mandato un messaggio con scritto solo il numero della
stanza: 23. A occhi indiscreti non avrebbe detto nulla. Per
telefono non avevano pronunciato nemmeno il nome del piccolo
albergo, solo quello della proprietaria, tutt'altro che raro.
Appena sent Teresa bussare piano Raffaele le apr e la fece
entrare, poi appese alla maniglia il cartellino "Non disturbare".
Perch non hai rispettato le regole? chiese subito Teresa.
 Oggi mi ha fotografato. La figlia di La Rosa sta diventando
invadente. Sono andato in questura e da bravo cittadino ho
raccontato tutto all'ispettore competente. Per il momento
basta che siano informati. Molto presto combiner qualcosa,
contro di me o contro di te.  chiaramente ossessionata.
E come la mettevi se incontravi Laurenti?.
 Sono un impiegato statale da anni, mica un clandestino.
Quella donna non si accontenter di spiarci. Non voglio che ti
faccia del male, buttandoti addosso dell'acido o che so io.
  stata una mossa assolutamente inutile, Raff. Se non addirittura
stupida. Teresa prese un tramezzino ma non lo mangi.
Il commissario  al corrente da stamani alle sette, l'ha notata
anche lui. Sono sicura che la sorvegliano come sorvegliano me.
Oggi  venuta in piazza alla solita ora. I due poliziotti in borghese
l'hanno vista, inoltre la telecamera di sicurezza  stata
riposizionata. Dopo che la stampa ha attaccato lui e il procuratore,
Laurenti non lascer nulla di intentato per risolvere il caso
Colombo una volta per tutte. Morse il tramezzino e prosegu
masticando: Ne parliamo stasera, ora devo andare. Mi ha convocata
in commissariato per la faccenda delle fotocopie. Prese
un altro tramezzino e bevve un sorso di spumante.
 Chiamalo e digli che vai un'altra volta. Lo sguardo di Raffaele
si rannuvol.
 Perch, Raff? Ci fa comodo. Pi sa, meno fa domande.
Nascondi solo ci che  davvero necessario e per il resto cerca
di essere un libro aperto.  il modo migliore per sembrare
innocui. Nessuna sorveglianza  cos sicura da non poter essere
elusa. E chi me lo ha insegnato?.
Il verbale non sar una cosa lunga. Ti aspetto qui, Tessie.
 Teresa Fonda scosse la testa con decisione. No, Raff, non
dobbiamo incontrarci in citt. E poi ho raccontato a Jago e Jacqueline
delle fotocopie e mi sono fatta installare una telecamera
in casa. Si alz di scatto, gett una rapida occhiata allo
specchio e si sistem la scollatura. Ci vediamo alla solita ora
oltre confine.
 Teresa se ne and di corsa, era gi in ritardo di un quarto
d'ora per l'appuntamento con l'ispettore Battinelli.

 Daria Bono aveva riesumato i vestiti sportivi e le scarpe da
ginnastica che non usava da oltre un anno e si era cambiata. Un
tempo andava a correre tutte le mattine di buon'ora, senza mai
sgarrare. Finch si era imbattuta per la prima volta in Raffaele
Maran, che alle cinque e mezzo usciva da un vicolo della Piccola
Parigi e imboccava via Giulia, ed era rimasta a fissarlo a
bocca aperta come se venisse da un altro pianeta. Aveva cambiato
immediatamente programma e lo aveva seguito fino al
mercato coperto, dove lo aveva visto salutare le donne che
sistemavano la loro merce sui banchi e poi aprire l'ufficio del
direttore. Nonostante i capelli corti e ossigenati era identico a
Diego Colombo. Altezza e corporatura corrispondevano, il
modo di muoversi, le espressioni, il sorriso erano gli stessi.
Per non mostrava mai le mani, le nascondeva nelle tasche del
camice grigio che indossava al lavoro. Era sicura di non sbagliarsi,
anche se era trascorsa un'eternit da quando si diceva
che Colombo fosse morto mentre piazzava una bomba. Diego,
che passava ingiustamente per un delinquente senza scrupoli,
lavorava per quello stronzo di Lino La Rosa, anche se i giornali
non ne avevano fatto parola. Daria era a conoscenza degli incarichi
perch il padre non la mandava via quando gli spiegava
cosa doveva fare e come. Diego aveva superato il confine sotto
il naso della polizia di frontiera con valigie piene di soldi e
riportato indietro opere d'arte per conto dei clienti del vecchio.
Era stato scoperto solo una volta, dopo un'accesa discussione
con La Rosa, che al suo rientro in Italia lo aveva
denunciato facendogli capire di non avere altra scelta che eseguire
i suoi ordini.
Dove era stato per tutto quel tempo, dove si era nascosto?
Era tornato di nuovo a Trieste e lei non lo aveva mai visto?
Viveva alla Piccola Parigi? Daria Bono lo avrebbe scoperto.
 Da quell'incontro fortito aveva cercato l'occasione giusta
per attaccare discorso con lui, confidargli a quattr'occhi che
sapeva chi era davvero e assicurargli che non lo avrebbe mai
tradito. Avrebbe preferito non dovergli parlare tra i banchi del
mercato, ma non voleva perderlo per la seconda volta. Era
anche riuscita ad avvicinarlo per qualche minuto, avevano
scambiato qualche parola sul tempo, e lui si era lamentato del
fatto che purtroppo da anni l'amministrazione comunale non
spendeva neanche un centesimo per la riqualificazione del
mercato, che pure sarebbe potuto diventare un'attrazione se
solo avessero ascoltato i suoi suggerimenti, migliorato la qualit
dell'offerta e autorizzato piccoli locali a cucinare piatti a
base di prodotti freschi. Per, quando lo aveva invitato a bere
un caff, aveva rifiutato e si era allontanato in fretta.
 Pi lei lo cercava, pi lui si faceva desiderare. E poi Daria
aveva scoperto che Raffaele Maran frequentava Teresa Fonda.
La donna che aveva cercato di uccidere Lino La Rosa e se l'era
cavata con una multa, neanche troppo salata. La donna con tre
figli che somigliavano a Diego Colombo come gocce d'acqua.
 La routine quotidiana di Daria era cambiata. Voleva perseguitarli
entrambi, con ferrea costanza, e alla fine avere Diego
tutto per s. Senza darsi per vinta ricostruiva le loro abitudini,
li pedinava e, per quanto glielo permettevano gli impegni di
lavoro, li sorvegliava ad orari fissi senza dare nell'occhio. Del
resto come avrebbero potuto riconoscerla? All'epoca era solo
una quattordicenne spaventata. E da allora erano passati tanti
anni.
 Nessuno l'aveva pi vista in abiti sportivi, ma sempre e solo
come austera donna d'affari con uno stile classico e ricercato.
Oggi per Daria aveva da fare in cantina, e i vestiti di tutti i
giorni erano sprecati.
 Aveva comprato l'occorrente nel negozio di bricolage in via
Giulia e chiamato un taxi che l'aveva riaccompagnata al Residence
Golden Age. Il grosso rotolo di Pluriball non entrava nel
portabagagli, e l'autista aveva mugugnato perch gli era toccato
abbassare il sedile posteriore. Il cutter e il nastro adesivo
li aveva messi in borsa. Trascinare il pesante rotolo dal marciapiede
di via Carducci nel seminterrato fu pi faticoso del previsto.
Finalmente lo spinse nel locale caldaia e nello sfarfallio
del neon che si accendeva vide soddisfatta la bara sul pavimento.
Come immaginava, Corrado Giuliani le aveva mandato
il modello pi economico che aveva in magazzino. Chiuse a
chiave la porta dall'interno e tir fuori dalla nicchia la prima
scatola di cartone per smistare il contenuto.
 Le cose pi leggre, come gioielli e oggetti preziosi, le
avrebbe portate via da sola. Era una delle moderne malattie del
benessere incontrare quotidianamente gente che si accollava i
resistenti borsoni di un mobilificio scandinavo fai da te,
neanche vigesse un regime orwelliano che imponeva di comprare
l cos nessuno si distingueva pi dagli altri. Le cose pi
pesanti e i dipinti di piccolo formato li avvolse con cura nel
Pluriball e li sistem uno sopra l'altro nella bara. I quadri di
grandi dimensioni, invece, rappresentavano un problema.
Daria non voleva togliere dal telaio il pittore olandese n Zoran
Music, Andy Warhol, Gustav Klimt ed Emilio Vedova e arrotolarli
rischiando di danneggiarli. Imball le opere cos com'erano
e le nascose dietro i mobili vecchi accantonati in una
rientranza del muro. Telefon ai suoi galoppini, Dardan e
Toni, perch si procurassero una scatola appendiabiti e quella
sera stessa la portassero con il furgone sulla soglia dell'appartamento
di Lino La Rosa. Daria Bono fiss il coperchio sulla
bara e usc dalla cantina. Guardandosi rapidamente allo specchio
dell'ascensore si accorse che aveva fatto bene a cambiarsi.
La felpa era impolverata e sui capelli aveva delle ragnatele.
 In corridoio Jevghia, la robusta infermiera, sgran gli occhi
vedendo il capo passarle davanti in quelle condizioni mentre
andava verso l'ufficio.
Lino c'? domand noncurante Daria.
 No, non  ancora tornato. Credo sia rimasto fuori a
pranzo.
 Meglio. Dopo essersi chiusa la porta alle spalle Daria prese
il telefono, chiam l'impresario funebre e gli ordin in tono
sbrigativo di mandare immediatamente qualcuno a ritirare la
bara. Poi spost la libreria che copriva il passaggio comunicante
con l'appartamento di Lino per darsi una sistemata in
bagno e guard senza capire le impronte bianco gesso sul parquet
antico. Si blocc e rimase in ascolto trattenendo il fiato,
ma non sent nessun rumore. Apr lentamente la porta della
stanza da cui arrivavano le impronte e cacci un urlo acuto.

 Sono arrivati i primi rapporti sulle intercettazioni telefoniche
esord Marietta facendo il punto della situazione.
Teresa Fonda, o Tessie come la chiami tu, Proteo, telefona
poco. Due volte al figlio Jago per farsi sostituire all'edicola e
una alla figlia Jacqueline per chiederle di dormire a casa ogni
tanto, deve aver preso dalla madre. Ha ricevuto una chiamata
con il satellitare da Jacopo, il maggiore, imbarcato su qualche
nave. Ha chiesto aiuto con la videocamera all'ex collega
Grandi e tutti i giorni all'ora di pranzo fa uno squillo ai genitori.
Poi ha sentito due volte un certo Raffaele Maran. Il nome
non mi dice niente, ma ho saputo che lavora al mercato
coperto. Si sono parlati anche oggi, in tarda mattinata. Il collega
che registrava la conversazione mi ha avvisata subito
perch Teresa ha detto che sarebbe andata all'appuntamento
se fosse riuscita a seminare le sue ombre, ossia i nostri uomini
appostati davanti alla sua porta. Cosa che  puntualmente
accaduta, ed  gi la seconda volta in poco tempo.  proprio
sveglia.
 Marietta spieg nel dettaglio e Laurenti sorrise, conosceva
da una vita i trucchi della giornalaia.
 Con te non capisco mai se sotto sotto stai dalla sua parte
lo rimprover Marietta. Quello che mi chiedo, invece,  se
anche i figli sono al corrente e sanno chi  il loro padre.
 Se quando Colombo  scomparso fossero stati grandi ci
potrebbe stare, ma all'epoca Teresa era incinta del primogenito.
 Dove andava ai Caraibi? Erano davvero le solite vacanze a
prezzo conveniente, oppure Colombo era fuggito l sotto falso
nome?.
  inutile fare congetture, non lo sappiamo. Cos'altro
hai?.
 La Rosa prende duemilatrecento euro di pensione che in
effetti da quando  entrato nella casa di riposo viene accreditata
direttamente sul conto del Residence Golden Age. Di conseguenza
risulta nullatenente, non percepisce l'assegno
sociale.
Che mi dici della famiglia?.
 A parte la figlia, ha parenti a Salerno, come te. Certo che siete
strani, voi in Campania. Anche il ramo paterno di Diego
Colombo veniva dalla stessa citt. Per caso avete deciso di riunirvi
tutti qui a Trieste?. L'assistente sbatt ripetutamente le ciglia.
Va' avanti, Marietta.
 Daria Bono guadagna millecinquecento euro al mese. 
passato talmente tanto tempo da quando ha ricevuto l'eredit
che non si trovano pi gli atti della successione, tranne l'iscrizione
al catasto della casa che La Rosa ha venduto quando la
figlia era ancora minorenne. E lei non avr visto una lira, ci
scommetto quello che vuoi. Comunque sia, all'epoca nessuno
immaginava ancora che un giorno tutto sarebbe stato salvato in
digitale. Ognuno di noi ha un codice fiscale e dalla nascita
diventa una persona completamente trasparente. Mi  capitato
di rado di avere accesso a cos tante informazioni. L'ufficio
delle imposte sa pi cose del nostro miglior database. Il maresciallo
soffre di una paralisi muscolare parziale a entrambe le
gambe dovuta all'incidente.
 Mi sorprende che questo Residence Golden Age in pratica
non abbia utili comment Pina Cardareto. Ho visto gli
ultimi cinque bilanci. Oggigiorno le case di riposo private
spuntano come funghi e tutte fanno soldi a palate. Perch
quella dove vive La Rosa no?.
 Gi che parliamo di lui intervenne Gilo Battinelli.
Teresa Fonda mi ha portato le fotocopie che riceve da
qualche tempo e ho messo a verbale la faccenda. Sospetta di
Daria Bono, che la osserva tutti i giorni. Anche perch in passato
Diego Colombo ha svolto degli incarichi per conto del
maresciallo che riguardavano proprio i dipinti in questione. La
Fonda  stata oltremodo gentile e compiacente....
 Compiacente? domand Marietta piccata. Quanto siete
entrati in confidenza, di preciso?.
 Non sei l'unica ad avere le tette grosse, nel caso non te ne
fossi accorta sibil Pina Cardareto. E non ti scaldare, io e
Gilo dividiamo pur sempre l'ufficio.
 Teresa si  irrigidita appena ho riportato il discorso su La
Rosa, come se si fosse pentita di averlo tirato in ballo. Le ho
fatto lo stesso alcune domande sull'incidente dicendole che
secondo certe voci sarebbe colpevole di tentato omicidio. A
quel punto si  rilassata di nuovo e ha ribattuto con la massima
calma che, se davvero avesse avuto intenzione di ucciderlo, La
Rosa non sarebbe ancora vivo. Ha sostenuto di non aver nemmeno
visto chi era finito sotto la macchina. E su questo punto,
stando a quanto  scritto negli atti, non le credo. Ho recuperato
il fascicolo dall'archivio e vorrei far eseguire un'altra
perizia. Se le tracce rilevate lo permettono, forse con le nuove
tecniche riusciremo a saperne di pi. Ma pu valutarlo solo un
esperto.
 Convincer il magistrato, Gilo. Cosa risulta dalle telecamere
di sorveglianza?.
 Ecco qualche stampata, non  molto. Marietta pos i
fogli sulla scrivania. Si vede solo un uomo con il volto coperto
che si muove con una certa agilit. Ok, anche Colombo era
agile, ma questo  giovane. Ormai alla sua et lui non ci riuscirebbe
pi. Tu ci riesci ancora, Proteo?.
Cosa vorresti insinuare? si offese Laurenti.
 Solo che la qualit di queste registrazioni  cos scadente
che nemmeno gli specialisti sarebbero in grado di tirarne fuori
qualcosa.
 Soltanto due delle innumerevoli telecamere disseminate per
la citt mostravano un sospetto. Le prime immagini venivano
dal MIB al Ferdinandeo, dove lo spiazzo era ben illuminato, a
cui si aggiungevano quelle del parcheggio vicino alla stazione.
 Nelle altre non si vede,  sempre in macchina o nel
furgone.
 Marietta, e se la prossima volta facessi la spesa al mercato
coperto e tenessi sott'occhio questo Maran? Per dopo che
abbiamo finito con le perquisizioni. Dividiamoci i compiti.
Gilo e Pina, voi prendete due agenti e setacciate il Golden Age.
Solo gli uffici e l'appartamento di Lino La Rosa, ricordate che
il mandato non include le stanze affittate agli ospiti. Non fate
troppo rumore, se potete. Non vorrei che a qualcuno venisse
un infarto dalla gioia di vedere un po' di movimento. E non
dimenticate cantina e magazzini. Mettete qualcuno di guardia
davanti al palazzo, non si sa mai. Poi andate insieme a Daria
Bono a casa sua in via Strehler. Io e Marietta pensiamo all'avvocato
Carf in via Tagliapietra.
 E cosa cerchiamo, esattamente? chiese Marietta tra lo
stupore generale, visto che avevano appena raccolto gli ultimi
elementi. Non fate quelle facce da ebeti prosegu lei risentita.
Opere d'arte e documenti aziendali sono scontati. Vorrei
sapere se tu, Proteo, speri sul serio di trovare indizi su Diego
Colombo o se vuoi solo tenere buoni i giornalisti.
 Che non una sola parola esca da qui. Nemmeno con i colleghi.
Se vi fanno qualche domanda inventatevi qualcosa. E
un'ultima cosa, Marietta. Se sapessimo sempre in anticipo cosa
troveremo, questo lavoro potrebbe farlo anche il primo cretino
che passa per strada.
 Durante la riunione di coordinamento con il capo avevano
discusso essenzialmente su chi in futuro avrebbe gestito i rapporti
con la stampa. Alla fine la scelta era caduta sulla portavoce
ufficiale della questura, perch Laurenti si era rifiutato
categoricamente di incrementare la tiratura dei giornali e occuparsi
di persona della comunicazione. Non gli andava gi di far
trapelare notizie riservate per calmare le acque. E in ogni caso,
per il momento anche i colleghi avrebbero dovuto interrompere
i contatti con i media. Nemmeno Scoglio, infatti, era
scampato alla strigliata del procuratore generale, come lui
stesso gli aveva raccontato la mattina, ma era ancora fermamente
convinto della necessit di non cambiare strategia,
spuntarla sulle direttive dall'alto e stabilire insieme al commissario
quali elementi condividere internamente. Ardua impresa,
dovendo lavorare gomito a gomito con i colleghi.
 Un'altra cosa, prima di passare al setaccio la casa di riposo.
Ho saputo dalla sezione Reati contro il patrimonio che il furto
in via Machiavelli  avvenuto proprio durante i funerali della
proprietaria, ospite del Residence Golden Age. Non era difficile
conoscere l'orario delle esequie, bastava leggere i necrologi
sul giornale, ma come hanno fatto i ladri a risalire all'indirizzo
privato della defunta ed essere sicuri che in casa sua ci fosse
qualcosa di prezioso da rubare?.
 Fratelli coltelli e parenti serpenti sentenzi sarcastica
Marietta.
 E se invece la famiglia non c'entrasse? Date libero sfogo
alla fantasia. Laurenti si alz.

 Attento, sfasci tutto. Dardan si volt spaventato verso il
compagno, che aveva gi preso un altro oggetto e sorrideva da
orecchio a orecchio.
 Nibil sine magno labore vita dedit mortalibus era finemente
cesellato sulla caraffa di cristallo e argento Sheffield, prima che
sfuggisse di mano a Toni finendo in mille pezzi. Nulla concede
la vita ai mortali senza grande fatica. Chiunque fosse stato il
proprietario della preziosa brocca con la citazione del poeta
latino Orazio, doveva appartenere alla comunit evangelica
luterana o a quella anglicana.
 Cosa se ne facevano di tutte queste vecchie cianfrusaglie?
Tu le terresti a casa tua? Se ne avessi una, intendo. Useresti mai
un aggeggio tanto stupido per bere? Meglio che s' rotto, tanto
non sapevamo dove metterlo. Certa gente non la capir mai
concluse Toni portandosi alle labbra un'elegante bottiglia arrotondata.
Sull'etichetta sbiadita si leggeva "Armagnac millsim".
Che schifo. Sput il sorso sul parquet e rabbrivid.
 Dardan annus curioso il collo della bottiglia. Cristo, 
imbevibile, c' scritto 1948. Scicquati la bocca.
Sto bene. Carichiamo.
 Avevano parcheggiato il furgone ammaccato con il logo
della Chance Slot-machine due strade pi avanti, dopo aver
sostituito due macchinette in un bar accanto a un bazar cinese
in un orribile blocco di cemento in viale Campi Elisi, e successivamente
bevuto per farsi coraggio in vista del furto che li
attendeva. Camminando sotto i platani rigogliosi avevano raggiunto
il civico di via Carpaccio indicato da Daria Bono. Una
zona sonnolenta con antiche villette a tre piani e case spaziose
in fondo a piccoli giardini. Non era stato difficile entrare, la
zona era talmente tranquilla che gli abitanti non avevano messo
in conto l'eventualit dei ladri. L'appartamento al piano terra
era pulito, ma un sottile strato di polvere copriva ogni cosa. Le
porte delle stanze erano socchiuse. Era disabitato da tempo,
nessuno aveva pi toccato nulla. Finora. Dardan e Toni staccarono
i quadri dalle pareti e infilarono nelle borse blu con i
manici gialli foto di famiglia in cornici d'argento, candelabri,
vassoi e qualsiasi oggetto che luccicasse.
 Guarda un po'. Toni aveva in mano il dipinto di un imponente
battello a vapore e fissava la cassaforte nascosta dietro.
La iena non ce lo aveva detto.
Probabilmente non lo sapeva. Che facciamo?.
 Non possiamo aprirla qui. Portiamola via, non sembra
pesantissima. Toni gratt l'intonaco con il cacciavite.
Passami il martello.
 Chiss cosa c' dentro disse Dardan trafficando sull'altro
lato con il piede di porco. Direi di tenere la bocca chiusa e
prendere quello che troviamo. Ci paga una miseria. Pensa a
tutti i gioielli che le abbiamo rimediato.
 Conta la media, idiota. E non  niente male. In pi non
rischiamo molto rubando solo vecchie carabattole. Non 
mica un furto vero.
Idiota tu, non lo sarebbe se avessimo le chiavi.
 Dieci minuti dopo estrassero la cassaforte dalla parete, la
misero nell'ultima borsa che avevano e in cambio lasciarono
una collezione di piccole sculture in bronzo che Toni defin
giocattoli privi di valore.
E se il capo vuole proprio quelle? protest Dardan.
 Allora diciamo che non le abbiamo trovate, che le avevano
gi portate via. Ora per filiamocela.
 Le borse erano pesanti. Mentre andavano verso il furgone
dovettero posarle pi volte.
 Chiamala disse Dardan durante una pausa per riprendere
fiato. Non ci ha detto dove dobbiamo portare la roba.
Toni lasci suonare a lungo, Daria Bono non rispondeva.
 Sollevarono di nuovo le borse, ma una volante sbucata dal
nulla inchiod tagliando loro la strada. Prima che potessero
darsela a gambe, gli agenti si piazzarono a due passi di
distanza, il palmo sul calcio della pistola.
Mani dietro la testa ordin quello che guidava.
 Con un balzo da tigre Dardan gli fu addosso e gli moll un
diretto con la destra e un montante con la sinistra. Anche Toni
si avvent sul poliziotto che aveva davanti ma sbagli a calcolare
la sua reazione. Il pugno lo centr dritto sul naso gi incerottato
e lui croll a terra senza neanche un lamento. L'agente
and in aiuto del collega, placc Dardan che stava scappando
e lo stese. Un attimo dopo entrambi i malfattori si ritrovarono
con i polsi ammanettati dietro la schiena, mentre uno dei poliziotti
chiamava rinforzi alla radio.
 Gli agenti non parlarono molto mentre svuotavano le
tasche dei due ladri prendendo i documenti e le chiavi del furgone.
Prima che arrivasse la seconda pattuglia avevano gi
accertato la loro identit. Antonio Esposito aveva trentadue
anni, nonostante l'accento meridionale era nato a Monfalcone
e sette mesi prima era uscito dal carcere del Coroneo. L aveva
conosciuto Dardan Ninkovich, di due anni pi giovane, che
durante la guerra del Kosovo era fuggito da Pristina insieme
alla madre e presto aveva iniziato la sua carriera all'ovest.
 Sbirro di merda, mi hai rotto il naso imprec Toni mentre
lo caricavano sul sedile posteriore. Non ho fatto nulla, voglio
un avvocato.
 C' tempo, caro mio. Mi sa che guardi troppa televisione
ribatt con un sorriso divertito l'agente al volante. Prima ti
mettiamo un bel cerotto sul grugno, e poi ci racconti da dove
arriva la roba che  nelle borse. Sono belle pesanti, pensa alla
fatica che vi abbiamo risparmiato.
 Dardan sedeva a labbra serrate nella seconda volante, che
non segu quella su cui era stato caricato il complice. I poliziotti
tennero d'occhio la strada fino all'arrivo dei colleghi che
ispezionarono la scena del reato ed effettuarono i rilievi.

 Non  un posto divertente, Gilo. L'ispettrice capo Pina
Cardareto si allung per premere il pulsante dell'ultimo piano.
Speriamo che un giorno non tocchi anche a noi.
 Magari ti sparano in servizio, ricevi una medaglia postuma
e aggiungono il tuo nome sulla targa commemorativa nell'atrio
della questura. Spazio non manca.
 Molto spiritoso. Tra un attimo capirai cosa intendo. Non
c' nulla di dorato al Residence Golden Age. Bello schifo finire
i propri giorni in questo modo. Se proprio devono chiuderti in
una casa di riposo, almeno che sia un posto dignitoso. Marietta
ha ragione, oggi si fanno un sacco di soldi con i vecchi, magari
per non dovrebbe chiamarla new economy.
 Allora tieniti stretto il porto d'armi finch puoi e in alternativa
prendi in mano la tua vita. Io per lo meno ho intenzione
di fare cos.
 Quello che hanno portato fuori prima era gi il secondo
morto. Anche stamani io e il commissario abbiamo incrociato
due uomini che trasportavano una bara. Della stessa agenzia di
onoranze funebri.
 L'impresario della Pace Eterna pagher una percentuale
per ogni salma. Tra parentesi, chiunque pu aprire un'attivit
del genere, non ci vogliono permessi particolari. Un altro settore
in piena espansione. Forse bisognerebbe pensare a una
riqualificazione professionale delle ostetriche rimaste senza
lavoro.
 Eseguendo gli ordini di Laurenti avevano lasciato due
agenti di guardia in strada per bloccare chiunque uscisse dal
palazzo troppo in fretta o con aria nervosa. L'ascensore si
ferm con un lieve sobbalzo, il lungo corridoio era deserto e
dalla prima camera arrivava un russare continuo. A quanto
pareva il primo pomeriggio era dedicato al riposo, i visitatori
erano ammessi dalle 16 alle 18, come avvisava il cartello all'ingresso.
Pina Cardareto e il collega Gilo Battinelli camminarono
pi silenziosamente del solito e raggiunsero la porta accostata
dell'ufficio. Gilo buss piano, e Pina la apr spingendola con la
punta del piede. Nella stanza non c'era nessuno, e sulla sedia
davanti alla scrivania era appoggiata una borsa rossa. La
libreria per era spostata e lasciava vedere una porta antincendio,
anch'essa solo accostata.
 Buono a sapersi comment Pina entrando. Non l'avremmo
mai scoperta. Ora sono curiosa.
 Avanzarono senza far rumore e si ritrovarono in un piccolo
disimpegno su cui si affacciavano quattro porte. Pina indic in
silenzio le impronte polverose sul parquet. I due poliziotti non
ebbero bisogno di coordinarsi. Gilo estrasse la pistola e controll
il bagno, mentre Pina ispezionava la sala. Davanti alla
terza porta sentirono dei lamenti e fecero irruzione.
 Daria Bono era rannicchiata sul letto di Lino La Rosa, il
volto nascosto tra le mani. Il cagnolino accovacciato ai suoi
piedi come un peluche la fissava ignorando i nuovi arrivati.
Nella parete sopra la testiera si apriva un buco, tre spanne pi
in alto un gancio spuntava da un tassello. Al di sopra era
appeso un semplice crocifsso.
Signora, si sente bene?.
Cosa ci fate qui? Chi vi ha fatti entrare?.
 Le porte erano aperte rispose lapidario Battinelli. Ha
bisogno di un medico?.
 Un medico? Ma che razza di idea. Hanno.... Si interruppe
ed indic la parete. Ci sono stati i ladri, non vedete? Me
ne sono accorta adesso. Maledetti gli immigrati e gli zingari.
Altro che libert e apertura dei confini, dobbiamo barricarci in
casa. E voi della polizia non alzate un dito. Come al solito,
quando serve non ci siete mai.
 Scriva alla posta dei lettori. Pina consegn alla donna il
mandato di perquisizione, mentre Battinelli seguiva le
impronte che conducevano alla porta successiva facendo attenzione
a non cancellarle. Il corridoio sull'altro lato somigliava a
quello della casa di riposo da cui erano arrivati. Le impronte si
interrompevano di colpo. Anche l'ingresso era simile, a destra
le scale e di fronte l'ascensore con la grata scorrevole in ferro
battuto, solo ancora pi vecchio. L'ispettore prese il cellulare e
inform i colleghi della Scientifica perch effettuassero i rilievi.
Doveva aver pazienza per una mezz'ora, gli risposero, al
momento erano impegnati su un'altra scena di reato. Un furto
anche l, e anche l oltre ai quadri e agli oggetti di valore si
erano portati via una cassaforte. I due ladri erano stati fermati
poco lontano.
 Posso sapere a cosa serviva il gancio sopra il buco?
domand l'ispettrice capo.
 Secondo lei? la scimmiott Daria Bono.  nuova del
mestiere?.
Cosa c'era?.
 Un vecchio quadro, nulla di che. Non importa se l'hanno
rubato, non valeva molto. Nella cassaforte invece c'erano tutte
le carte di mio padre e qualche documento di lavoro. Questo s
che  un problema. Insomma, mi vuole dire perch siete qui?.
 Come avr capito anche lei, quello  un mandato di perquisizione
firmato dal giudice, signora.  possibile che se lo
aspettasse ed abbia inscenato il furto?.
Come si permette, brutta....
 L'insulto ricacciato in gola sembrava volerle saltare fuori
dagli occhi. Daria Bono si precipit nell'ufficio e sbatt con
tanta foga la porta del corridoio che tremarono le pareti.
Afferr il telefono.
Chi sta chiamando? chiese Pina in tono secco.
 Il mio avvocato. Perch,  proibito? Per caso siamo in uno
stato di polizia?.
Prego, faccia con comodo. E me lo saluti.
 L'ispettrice capo tolse la mano dall'apparecchio e sulle sue
labbra si disegn un sorriso da sfinge. Dopo aver lasciato squillare
a vuoto per un po' Daria Bono mise gi il ricevitore.
 Che significa? domand con voce inespressiva, pallida in
viso. Cosa sta succedendo?.
 Se ricorda la nostra visita di stamani, signora Bono, non
dovrebbe meravigliarsi di vederci qui. Pu scegliere, pi collabora
e prima ce ne andiamo.
 Pina chiam con il cellulare i due agenti di guardia in strada
e disse loro di salire. Battinelli aveva gi iniziato a tirare fuori i
documenti dagli scaffali.
 Cosa state cercando? chiese la Necrofila leggermente pi
conciliante.
Se lo sapessimo prima....
 Seduta alla scrivania Pina Cardareto sfil un cassetto e lo
rovesci davanti a s sul ripiano. La Necrofila prese di nuovo
il telefono spaventata e aspett finch part la segreteria.
 Qui c' la polizia con un mandato di perquisizione per
l'ufficio e l'appartamento di Lino. Richiamami subito.
Qual  la password del computer, signora?.
 Gilo Battinelli armeggiava con la tastiera facendo sparire la
galleria di dipinti che scorreva sullo schermo ora nero.
Non importa, signora. Lo portiamo via.
Ma ci sono solo cose di lavoro.
 L'ispettore spense sbrigativamente il pc e fece un cenno ai
colleghi. I nostri specialisti la troveranno anche senza il suo
aiuto, signora. Ci mostri la cantina, per favore.
 Daria Bono risped in ufficio il cagnolino che voleva seguirli
e insieme ai due poliziotti raggiunse l'ascensore attraversando
il corridoio, che nel frattempo si era riempito di anziani e
parenti in visita. Nonostante gli agenti fossero in borghese,
dall'espressione di Daria tutti capirono che stava succedendo
qualcosa di strano. Un uomo arzillo di oltre novant'anni batt
il bastone sul pavimento con una risata trionfante.
 Non  cambiato nulla.  tutto come prima, solo che all'epoca
eravamo in divisa. Cosa ha combinato questa despota,
signorina? domand rivolto a Pina Cardareto. Come mai la
portate via? Anche se di certo non sentiremo la sua mancanza.
Perdoni la mia curiosit, ma qui non succede mai nulla.
Pina annu sorridendo e riflett su quale epoca si riferisse.
Alludeva al fascismo? O al Territorio Libero di Trieste amministrato
dal Governo militare alleato fino al 1954? Erano gli
anni della Venezia Giulia Police Force al comando di americani
e inglesi, quando i colleghi venivano chiamati "cerini" per
via del casco bianco e nelle loro fila annoveravano anche le
donne. Non erano particolarmente benvoluti dalla popolazione,
ma avere un lavoro era di gran lunga pi importante.
Oppure l'uomo era in servizio alla fine di ottobre del 1954,
quando per la prima volta nella sua storia Trieste entr a far
parte di uno stato democratico, la Repubblica Italiana, e le
donne fecero il loro ingresso ufficiale in polizia? In altre circostanze
Pina glielo avrebbe chiesto, ma ormai erano arrivati
all'ascensore. Scesero nel seminterrato insieme a Daria Bono,
che accese la luce, li guid nel locale caldaia e apr la porta con
la chiave appoggiata sulla cornice. Nello sfarfallio del neon si
accorse con sollievo che la bara non c'era pi.
 Come vedete, qui non c' nulla di importante disse.
Solo roba da buttare.
Avete anche un'altra cantina?.
 Laggi. Una stanza dove teniamo vecchi documenti e libri
contabili, gli altri locali appartengono ai condomini e agli uffici
del palazzo.
 Daria Bono fece dietro front un po' troppo rapidamente per
i gusti di Battinelli, che indic a Pina di seguirla mentre lui ispezionava
dietro il bruciatore e l'autoclave. Gli cadde l'occhio nell'angolo
semibuio in fondo, dove erano accatastati scatoloni vuoti
e ciarpame di vario genere. Spost i cartoni uno dopo l'altro, dal
corridoio arrivavano le voci concitate delle due donne impegnate
in un'accesa discussione sui limiti dell'intervento della polizia
anche in presenza di un mandato di perquisizione. Gilo sapeva
che Pina era perfettamente in grado di illuminare la sua interlocutrice
e continu a rovistare finch scopr degli involucri di Pluriball
spessi una decina di centimetri appoggiati di taglio al muro.
Misuravano almeno un metro in altezza e quasi altrettanto in larghezza
ed erano imballati con cura. Ne apr uno tirando via il
nastro adesivo, che si stacc con un rumore di stoffa strappata.
 Ispettrice capo disse con gli occhi che brillavano raggiungendo
le due donne nell'altra cantina, dove Pina fissava
perplessa le centinaia di raccoglitori sugli scaffali. I signori
sono appassionati di arte antica.
Hai trovato qualcosa?.
 S, chiama un furgone. La nostra macchina  troppo piccola
per tutta quella roba.
 gi arrivato per caricare i computer e i documenti.
 Daria! url una voce infuriata dal piano terra. Dove diavolo
sei quando ti cerco, brutta sgualdrina.
 Lino La Rosa era rientrato dalla sua spedizione quotidiana
e aveva saputo che la figlia era di sotto con la polizia. Lei non
rispose.
 Pina torn insieme alla donna nel locale caldaia, dove Battinelli
era in piedi davanti a un maestoso dipinto in cariche
tonalit di grigio e blu che raffigurava un tre alberi con le vele
bianche terzarolate pericolosamente inclinato tra le onde altissime
del mare in burrasca. A sinistra, sul margine inferiore, si
leggevano la firma e la data: "A. Pitloo 1818". L'ispettore non
aveva aperto gli altri sei involucri.
 La cantina le sembra il posto adatto per un quadro cos
bello, signora Bono? domand Pina in tono quasi conciliante.
 Non  mio,  la prima volta che lo vedo. Daria Bono non
batt ciglio.
Allora come  finito qui?.
 Vi siete accorti anche voi che il locale non  sicuro. La
chiave  sulla cornice della porta, pu entrare chiunque. Serve
per la manutenzione. Non ho mai sentito di qualcuno che ruba
una caldaia.
 Pina si pieg sulle ginocchia davanti al dipinto e lo sollev
con cautela, l'aveva colpita soprattutto l'angolo in basso a sinistra
della pesante cornice dorata.
 Questa macchia sembra sangue secco. Gilo, rimpacchettalo
com'era e tienilo d'occhio. Avviso i colleghi di portarlo
immediatamente alla Scientifica.
 Daria Bono fece una smorfia sarcastica. Aveva indossato un
paio di guanti bianchi di velluto, non avrebbero trovato le sue
impronte. E la presenza del sangue di Toni che si era ferito al
naso era una circostanza fortunata, in futuro poteva tornarle
utile per il suo piano.
 Adesso la accompagneremo al suo appartamento, signora
disse secca Pina. Sono una grande appassionata di arte antica,
mi piacerebbe ammirare qualche altro bel dipinto.
 Voglio parlare con il mio avvocato. La rossa non si mosse
di un millimetro.
 Provi a chiamarlo, ma temo che non sia ancora
raggiungibile.
 L'ispettrice capo era sicura che Laurenti e Marietta non
avessero finito con Domenico Carf, anche da lui dovevano
effettuare una doppia perquisizione. Prima la grande villa e poi
lo studio legale, ma senza toccare i documenti non inerenti al
caso. Una faccenda delicata.
 Daria! gridarono di nuovo dal piano terra. Dove accidenti
ti sei cacciata?.
 La rossa si allontan a passi infuriati verso le scale. I due
poliziotti non la trattennero. Ora devo occuparmi di mio
padre, poi devo prendere la mia borsa e anche il mio cane.
 Non possiamo far salire animali sulla volante, signora. Lo
lasci qui.
La donna si blocc per un attimo e guard di traverso Pina.
 Cos'hai da scaldarti tanto, Lino? Piantala di sbraitare
come un pazzo rimprover il padre appena salirono di sopra.
 Perch non hai detto a nessuno dove andavi?. Il vecchio
sulla sedia a rotelle tamburellava impaziente sulla borsa di
stoffa che gli pendeva sullo stomaco. L'alito puzzava di alcol a
un metro di distanza e aveva gli occhi arrossati.
 La polizia sta perquisendo l'istituto, sei cieco? Piuttosto,
dove sei stato per tutto questo tempo?. Daria chiam
l'ascensore.
 Non mi lasciano entrare in casa mia. La Rosa non degn
della minima attenzione la poliziotta accanto alla figlia.
 Perquisiscono anche quella strill di colpo Daria. Sono
entrati i ladri. Hanno portato via la cassaforte e il dipinto. Ti
tolgo la sedia a rotelle elettrica e te ne do una normale. Adesso
basta, Lino. Una volta per tutte.
 E io ti diseredo. Nessuno pu permettersi di trattarmi
cos, sappilo.
 Non ci stai pi con la testa, Lino. Qualunque psichiatra
potrebbe attestarlo. Vuoi arrivare a questo punto? Nessun problema,
domani viene il medico per visitare gli ospiti.
 Le porte dell'ascensore si aprirono, La Rosa entr e batt la
mano aperta sul pulsante del quarto piano.
Si sposti disse Pina. Vengo con voi.
 In cantina Battinelli diede istruzioni agli agenti su cosa prelevare
avvisandoli di lasciare la chiave al suo posto sulla cornice
della porta. Chiuse personalmente la seconda cantina e
infil la chiave in tasca prima di mettere i sigilli. Sarebbero
stati il commissario Laurenti e il procuratore Scoglio a decidere
cosa fare con i vecchi documenti del Residence Golden
Age. Senza dubbio la contabilit era essenziale se volevano
capire come lavorava la casa di riposo, per c'era bisogno di
colleghi specializzati.
 Poco prima che l'ascensore si fermasse Daria Bono interruppe
l'ostinato silenzio. Non puoi dormire in camera tua,
bisogna pulire. Oggi si  liberato un letto, il prossimo ospite
arriva domani verso mezzogiorno. Hanno gi cambiato le
lenzuola.
 Piuttosto che stare in stanza con un vecchio trombone
dormo sulla sedia a rotelle. Non sono cazzi tuoi.
 L'ispettrice capo fu sorpresa quando la figlia di La Rosa le
lanci un'occhiata di impotenza esasperata mista a derisione,
ma fece finta di nulla. Una scena perfetta per una caricatura.
...
In penombra.

 Laurenti era in servizio da dodici ore quando alle sette di
sera fece il punto della situazione con i colleghi in
commissariato. La sua giornata lavorativa non sarebbe
finita prima di aver messo insieme tutti gli elementi che avevano
in mano. Le perquisizioni non erano fatte per soddisfare
curiosit pi o meno morbose: anche se a volte gli agenti incaricati
si imbattevano in cose che andavano oltre la pi fervida
immaginazione, lo stato delle abitazioni e lo stile di vita dei
loro proprietari li riguardavano soltanto nella misura in cui
erano pertinenti all'indagine in corso. Che fossero maniaci
delle pulizie o, al contrario, sporchi e disordinati lasciava la
polizia indifferente quanto il contenuto della cesta dei panni
sporchi. Pi a lungo gli agenti svolgevano questo genere di
incarichi e meno stranezze scoprivano di quanto credessero i
non addetti ai lavori. Le varianti della stravaganza umana
erano alquanto limitate, tuttavia, entrando nella camera da
letto di Carf, Marietta non era riuscita a trattenere una breve
risata alla vista delle lenzuola: azzurro cielo, con il sole, la luna
e le stelle in giallo e bianco.
 L'avvocato Carf si era rivelato una bella gatta da pelare,
aveva snocciolato articoli del codice penale e cercato di ostacolarli
quando gli avevano chiesto la documentazione della GelFish
perch non si accontentavano delle sue informazioni
riluttanti e preferivano esaminare di persona schedari, scaffali e
scrivania dello studio legale. Nel frattempo il suo cellulare aveva
suonato quattro volte, ma lui dopo un'occhiata al display aveva
ignorato tutte le chiamate. Alla fine Marietta, la camicia aperta
come sempre di un bottone di troppo per quel mestiere, non ce
la fece pi a mordersi la lingua e lo affront direttamente.
 Perch non risponde, avvocato? Scommetto che 
urgente.
 Carf gliss in silenzio sulla sua osservazione, e Marietta
torn all'attacco.
 Immagino che la sua parcella sia considerevole, avvocato.
Quanto costa farsi rappresentare da lei?.
 Dipende dal genere di causa. Il suo sguardo era beffardo,
stava decisamente sottovalutando chi aveva davanti.
E quanto consuma il suo yacht?.
Cosa c'entra?.
 Semplice curiosit.  un bel bestione, mi piacerebbe farci
un giro una volta o l'altra civett Marietta, mentre Laurenti si
sforzava di non far capire che si godeva lo spettacolo.
 Ha almeno dieci anni di troppo e fa il lavoro sbagliato
rise Carf, osservandole sfacciatamente la camicetta sbottonata
quasi volesse trattare sul prezzo.
 A giudicare dalla chiglia supera i trenta nodi. Quindi quattrocento
litri all'ora alla massima velocit, giusto?. Da brava
triestina viziata dal mare Marietta si intendeva almeno a grandi
linee di parecchie imbarcazioni. Sulla lista dei suoi ex ne figuravano
alcuni che non vedevano l'ora di prendere il largo con
lei per gettare l'ncora il pi lontano possibile dalle mogli e
darsi alla pazza gioia in mare aperto. Eppure, stando alle pratiche
che ci sono qui, si direbbe che non abbia molti clienti,
avvocato. Suppongo che i suoi estratti conto siano meno reticenti
di lei.
 Domenico Carf perse il controllo delle proprie emozioni e
sbianc. Ereditare non  un crimine. Si pu sapere cosa vuole
da me?.
 Quante miglia ci sono da qui al Montenegro?. Marietta
gli rivolse un sorriso tanto ambiguo quanto seducente.
Prenda una carta nautica e guardi da sola.
 Ci sono stata, ma in barca a vela. A Budva, citt incantevole,
la conoscer di sicuro,  una delle pi antiche dell'Adriatico.
Quella volta per siamo stati in mare tutta l'estate e
abbiamo toccato molti porti. A occhio e croce da qui sono
quattrocento miglia. In teoria potrebbe farcela anche in un
giorno.
 E perch dovrei? Sentiamo, visto che sa tutto. Carf la
fiss furibondo.
 Naturalmente solo se il mare  piatto come una tavola e
non deve fare rifornimento. E senza accompagnatrici che
rischino di avere la nausea oppure vogliano qualcosa di caldo
da mangiare, un bicchierino di champagne e magari un tocco
di romanticismo, esatto?.
  venuta qui per parlarmi delle sue vacanze?. L'avvocato
lanci uno sguardo interrogativo a Laurenti, apparentemente
impegnato a esaminare l'ultimo bilancio del Residence Golden
Age. Avete gi abusato abbastanza del mio tempo.
 La holding della sua ditta  in Montenegro, avvocato.
Marietta si chin in avanti con un sorriso, come se volesse consegnargli
qualcosa. Via mare  pi facile portare oltre confine
contanti, documenti e roba simile. Soprattutto se a destinazione
si pu fare affidamento sugli agganci necessari.  una
teoria piuttosto interessante, avvocato. Deve ammetterlo anche
lei. All'improvviso l'assistente si gir dall'altra parte e si avvicin
alla finestra.
  solo una sua supposizione, signora. Se non addirittura
un'insinuazione tendenziosa. Sta oltrepassando i limiti.
Commissario, protesto contro questi metodi.
 La mia collega ha pienamente ragione. Appena abbiamo
finito con la villa e lo studio facciamo un salto al porto, avvocato.
Prima per dobbiamo dare un'occhiata alle sue due
auto intervenne Laurenti per tenere a freno Marietta evitando
che diventasse offensiva. Data la sua professione, sapr che
nel mandato di perquisizione sono comprese anche quelle.
Cominciamo dal Mercedes van che  in garage.  intestato al
Residence Golden Age, ma a quanto pare lo usa lei.
 Secondo il mandato state indagando su un furto di opere
d'arte ed un omicidio a scopo di rapina, commissario.
Interessa ai colleghi della finanza.
 Il veicolo  attrezzato per i disabili. Il Golden Age d agli
ospiti la possibilit di utilizzarlo dietro pagamento. Ma se ne
servono solo raramente, la maggior parte di loro sono troppo
deboli o hanno paura di uscire. Per siamo costretti ad averlo
per essere in linea con gli standard offerti.
 Le condizioni dell'istituto non fanno certo pensare a servizi
di lusso. Gi il corridoio ha un impellente bisogno di poltrone
nuove ed una mano di vernice.
 Non si pu ristrutturare pi di una volta all'anno senza
creare disagi agli ospiti. Ma le persone anziane sono di poche
pretese. Non si lamenta nessuno.
 Laurenti fu interrotto da una telefonata. Prima di rispondere
usc in giardino e volt le spalle all'edificio. Quando torn
nello studio Marietta impilava sulla scrivania la documentazione
relativa alla GelFish Italia, al Residence Golden Age e
alla Chance Slot-machine sotto gli occhi nervosi di Carf che
seguivano ogni suo movimento.
 Mi dia l'elenco del personale della Chance Slot-machine,
avvocato ordin Laurenti in tono cos brusco che l'uomo
prese un raccoglitore e lo apr senza fiatare.
 Il commissario confront la lista di nomi con i propri
appunti e annu soddisfatto. Ha un problema.
Ah, s?.
 Laurenti annu di nuovo, fece un paio di passi e si gir di
scatto. Dove sono gli uffici della Chance Slot-machine?.
Qui, commissario. Come vede ho io tutti i documenti.
Per non vedo slot-machine.
 Le teniamo nella cantina di un'abitazione privata a San
Giacomo, lo spazio basta e avanza. Niente che possa esserle
utile, commissario.
 L'indirizzo  scritto qui?. Laurenti batt il dito sul raccoglitore.
Per sicurezza la mia assistente prender nota.
 L'uomo sopport senza commentare la successiva perquisizione
dei due veicoli, ma quando gli dissero di salire sull'auto
di servizio per andare in Sacchetta si rifiut, accampando
come scusa che le chiavi dello yacht gli erano cadute in acqua
e non aveva ancora ricevuto il duplicato. Marietta stava gi
parlando al cellulare con il fabbro quando finalmente l'avvocato
capitol.

 L'oscurit aveva avuto la meglio sul crepuscolo, e adesso
l'ufficio di Laurenti somigliava a quello della moglie alla casa
d'aste subito dopo i nuovi arrivi. I dipinti erano appoggiati in
ordine di grandezza a pareti e scaffali e coprivano le etichette
dei faldoni. Pina Cardareto e Gilo Battinelli ne avevano portati
due anche dall'appartamento di Daria Bono, a sentir lei li
aveva ereditati dai genitori. Inoltre avevano requisito il suo
computer e consegnato ai tecnici un resoconto dettagliato delle
indagini. Sulla scrivania del commissario, sopra la copertina
del voluminoso fascicolo intestato a Diego Colombo, troneggiava
una fragile scultura in marmo di una divinit classica, alta
trenta centimetri. L'elegante creazione di un artista sconosciuto
di epoca greca o romana. Marietta l'aveva trovata nel
pacco sullo yacht di Carf, insieme a settantamila franchi svizzeri,
un fascio altrettanto spesso di banconote da cinquecento
euro e una chiavetta USB.
 Laurenti aveva chiamato la moglie chiedendole di visionare
i dipinti per azzardare una prima valutazione, ma Laura non se
l'era sentita di tornare di nuovo in citt e gli aveva detto di
fotografarli, li avrebbe guardati a casa. Dalla collezione mancava
solo il veliero in bala delle onde, opera del maestro olandese.
Era nel laboratorio della Scientifica, dove i tecnici
avevano analizzato le tracce di sangue e sigillato il reperto
come da regolamento.
 Al momento di assegnare gli incarichi per la mattina successiva
Marietta sbadigli. Lei doveva occuparsi della chiavetta
USB e torchiare insieme ai colleghi della sezione Reati contro il
patrimonio i due ladri che erano entrati nell'appartamento in
via Carpaccio e avevano rubato la cassaforte. Sospettavano che
fossero responsabili anche del furto nelle stanze di Lino La
Rosa al Residence Golden Age n. 2.

 Io e te dobbiamo parlare sibil tra i denti Teresa Fonda
quando il figlio Jago spense lo scooter nello stretto vicolo
davanti casa e si tolse il casco.
 Era pronta per uscire, si era cambiata e truccata e lo aspettava
seduta sulla panca di legno accanto alla porta, nel
mosaico di luce ed ombra proiettato in giardino dai rami del
fico davanti al lampione. Il pomeriggio aveva atteso invano la
rossa con il cagnolino bianco, ma non si era fatta vedere n al
suo solito orario n prima o dopo. Che le fosse successo qualcosa?
Era offesa ed evitava la piazza perch Walter, come
aveva annunciato a Teresa la mattina presto, le aveva infilato
in borsa un sacchetto con la cacca fatta dal maltese negli
ultimi giorni? La giornalaia scosse la testa, stupita da se stessa.
Non c'era motivo di preoccuparsi per quella pazza. Dopo aver
chiuso l'edicola aveva evitato di prendere l'autobus ed era tornata
a casa in taxi direttamente dal Malabar. Naturalmente
non le era sfuggita la FIAT dei due agenti che un'ora prima avevano
dato il cambio ai colleghi, ferma davanti a un passo carrabile
a pochi metri di distanza. Ridicoli. Li aveva salutati con
la mano, poi aveva attraversato la strada e bussato al finestrino
del guidatore.
 Mi sembra una perdita di tempo e uno spreco di soldi
aveva commentato senza dire buonasera. A questo punto
potevate riaccompagnarmi a casa voi. Prendetevi la serata
libera, non ho in programma di uscire e non aspetto visite. O
se preferite vi preparo un piatto di pasta.
 Quando questa storia sar finita accetteremo volentieri
aveva ribattuto secco l'uomo al volante. Fino ad allora faccia
finta che non esistiamo, signora. Buon appetito e buona
serata.
 Aveva puntato di nuovo gli occhi davanti a s e chiuso il
finestrino. Mentre si allontanava Teresa li aveva visti ridere.
Non ci voleva molta fantasia per immaginare il tenore delle
loro battute.
 Aveva guardato l'orologio ogni due minuti, impaziente, sperando
che Jago si decidesse a tornare, dato che non rispondeva
al telefono. Adesso il cellulare di Teresa riposava sul tavolo
della cucina. Anche quella sera sarebbe rimasto a casa.
 Cos'hai da brontolare? replic il figlio fermandosi
accanto alla panca.
Stasera non hai lezione?.
 S, e arriver in ritardo se continui a tenermi qui. Sono
passato solo a prendere le mie cose.
Dove sei stato tutto il giorno?.
Si pu sapere che c'?.
Non eri raggiungibile.
Mi sono dimenticato di caricare il cellulare.
Non sei andato al lavoro.
E tu che ne sai?.
 Ha chiamato il tuo capo, credeva fossi arrabbiato perch
l'altro giorno ti ha mandato a casa. Ha provato a telefonarti pi
volte. Mi ha detto che non eri concentrato. Come mai?  successo
qualcosa?.
 Cos' questo terzo grado, mamma? Sono maggiorenne, mi
mantengo da solo e quando hai bisogno ti do una mano in edicola.
E ora ti trovo qui seduta accanto alla porta, in tiro come
una sedicenne al primo appuntamento. O come una che stanotte
va a farsi rimorchiare a Borgo Teresiano. Ma sei fuori di testa?.
 Che razza di discorsi sono, Jago? Finch vivi qui ho il
diritto di sapere come stai e cosa fai.
Se vuoi mi trasferisco in pianta stabile nella roulotte.
Non dire fesserie. Come va con la scuola? Sei indietro?.
 Tranquilla, alla fine dell'anno prendo il diploma e mi
iscrivo all'universit. Nessun problema.
Perch non sei andato al lavoro?.
 Devo aver capito male, ero convinto di avere la settimana
libera.
 Chiama il tuo capo e diglielo. Era in pensiero. E mi sembra
che ti abbia sempre trattato bene.
Gli telefono appena il cellulare  carico, mamma.
 Jago. Lo afferr per il polso e lo tir a s. Non metterti
nei casini, promettimelo. Ora sei maggiorenne, le pene sono
completamente diverse rispetto a quando rubavi nei negozi a
sedici anni. Non voglio che tu prenda una cattiva strada.
 Non sono un criminale, mamma. Clmati. Va tutto bene.
Questa settimana devo occuparmi di alcune cose che ho rimandato
troppo a lungo. Avviso in cava.
Promettimelo, Jago.
Te lo prometto.
Stasera mi serve il tuo scooter.
La macchina  rotta?.
  caldo, voglio godermi l'aria aperta ancora per un po'
prima che arrivi l'autunno.
Come si chiama?. Jago le consegn le chiavi.
Non c' nessuno, Jago. La benzina basta?.
Il serbatoio  mezzo pieno.
Tu puoi usare la mia macchina.
Non occorre, ho la vecchia BMW di Diego.
A domani, Jago.
 Teresa si mise il casco del figlio, chiuse la cerniera della
giacca a vento sul dcollet e spinse lo scooter nel vicolo. In via
Giulia prosegu per cinquanta metri sul marciapiede, poi
svolt in una stradina troppo stretta per le macchine che saliva
ripida verso il Carso. Rest sulle provinciali fino al confine e
nello specchietto non vide auto che la seguivano. Dieci minuti
dopo ferm lo scooter davanti a un piccolo albergo in un paesino
di trecento abitanti vicino a Sezana. Il commissario
sarebbe andato su tutte le furie, pens sorridendo allegra
mentre apriva la porta della stanza.
 Sei in ritardo disse Raffaele Maran sdraiato sul letto e si
pass la mano tra i capelli ossigenati.
 Ho dovuto aspettare che tornasse Jago per farmi prestare
lo scooter, altrimenti non sarei riuscita a seminarli. Sono diventati
diffidenti.
Oggi Jago  venuto da me, Tessie.
 Da te?. Si era sbottonata la camicetta e si blocc prima di
toglierla e sedersi sul bordo del letto. Che voleva?.
Mi ha chiesto se c'era lavoro al mercato.
Non ci posso credere. E tu cosa gli hai detto?.
 La verit, Tessie. Che dipende dall'amministrazione comunale
e di questi tempi non assumono altre persone. Non sostituiscono
nemmeno me le poche volte che manco, quando
torno mi ci vogliono due giorni per risistemare tutto.
 Oggi quella Daria non si  fatta vedere, Raff. Teresa
agganci con i pollici la cintura della gonna lunga fino al ginocchio
e se la sfil.
 La polizia ha perquisito la casa di riposo. Me ne sono
accorto mentre aiutavo una cliente a portare la spesa in macchina.
Hanno caricato un sacco di roba su un furgone. Lo ha
notato anche Jago e ha detto che  triste morire in un posto
simile. Come mai conosce il Golden Age?.
 Non ne ho idea, forse durante uno dei suoi tanti lavori
occasionali  capitato anche l. Pensi che sospetti qualcosa?.
Teresa bevve un sorso dello spumante che Raffaele le aveva
versato.
 La porta del balcone era aperta, entrava un soffio di aria tiepida.
Anche se sul Carso la temperatura era un po' pi fresca
rispetto al mare, la lunga estate sembrava non voler ancora
finire.

 Il telefono suon per l'ennesima volta, e l'Angelo della
morte si decise a guardare il display. Dato che gli squilli non
accennavano a smettere, rispose.
S?.
 Era seduta di nuovo in poltrona, in penombra, accanto alla
finestra affacciata sul teatro Rossetti. Gulasch, con il pelo
vaporoso appena spazzolato, se ne stava comodamente accovacciato
sulle gambe della padrona e leccava la mano che stringeva
la vecchia pistola di La Rosa, sfuggita agli sbirri durante
la perquisizione. Daria non aveva acceso nessuna luce, solo i
lampioni proiettavano un alone giallognolo sul soffitto.
 Dov'eri finita? domand Domenico Carf. Ti avr chiamata
dieci volte.
 Quando avevo bisogno di te non hai risposto. Ora non
c' pi fretta. La polizia ha perquisito la casa di riposo e
anche il mio appartamento. Hanno sequestrato una montagna
di cose e sigillato la cantina con la contabilit degli anni passati.
Ma soprattutto si sono presi il computer dell'ufficio e il
mio portatile.
 Sono venuti anche da me ed hanno portato via i libri contabili.
E hanno arrestato Dardan e Toni, a quanto pare si sono
fatti beccare con tanto di refurtiva in via Carpaccio. E....
Carf si interruppe.
Che altro c'?.
 Non dovremmo parlare troppo al telefono. Vediamoci al
San Marco. Tra un quarto d'ora?.
 Cos mi metti in agitazione, questa faccenda non mi piace
per niente.
Neanche a me, Daria.
 La Necrofila non aveva mai incontrato l'avvocato al di fuori
dell'orario di lavoro. Era utile ma antipatico, un relitto di La
Rosa da cui Daria Bono non riusciva a liberarsi, adesso per
fremeva d'impazienza per sapere cosa era successo ai suoi due
uomini e cosa doveva dirle Carf. Preparata al peggio, mise via
la pistola, fece scendere Gulasch, si infil le scarpe e si guard
velocemente allo specchio.
 Per la prima volta dopo molti anni quella sera usc con i
capelli sciolti. Non ricordava quando aveva iniziato a legarli in
severe crocchie o austere code di cavallo, probabilmente
quando Diego Colombo era sparito senza lasciare traccia. A lui
piacevano i suoi capelli fulvi, la riempiva sempre di complimenti.
E per la prima volta a Daria sembr strano che non
avesse avuto una cerimonia funebre. Ne avrebbe avuto diritto
anche un criminale, ma doveva essere stata colpa della cattiveria
della giornalaia, quella donna che Diego aveva sposato
con orrore di Daria. Era stata troppo tirchia perfino per far
pubblicare il necrologio.
 Daria camminava tenendo un leggero soprabito chiaro buttato
sul braccio e la sua Birkin in mano. In centro una piacevole
brezza rendeva pi sopportabile l'aria. Gulasch marchi
ogni singolo platano di viale XX settembre, e la padrona lo
lasci fare. Che l'avvocato stesse un po' sulle spine. Anche se
Carf figurava come amministratore comandava lei nelle
aziende del padre, che comunque intendeva liquidare il prima
possibile. Sapeva che, a prescindere da tutte le deleghe,
sarebbe stata necessaria la firma di Lino La Rosa depositata da
un notaio a Budva, l'antica cittadina sulle coste del Montenegro.
A meno che il vecchio non fosse dichiarato interdetto e
lei nominata sua tutrice. La cosa pi semplice sarebbe stata
ereditare. Ma quell'essere disgustoso, malgrado la disabilit e i
litri di brandy che si scolava, era sano come un pesce. Da un
pezzo Daria Bono rimuginava sul modo migliore per toglierselo
di torno senza che potessero risalire a lei. Aveva scartato
l'eventualit di avvelenarlo lentamente o assoldare un sicario.
Tutti i giorni si sentiva di gente talmente stupida da darsi la
zappa sui piedi da sola sbattuta in galera per decenni. Tuttavia,
la scenata che le aveva fatto La Rosa quando era tornata nell'ufficio
del Golden Age dopo la perquisizione del suo appartamento
aveva accresciuto l'odio e la rabbia.
 Il vecchio aveva dato tutta la colpa a lei urlandole in faccia
senza neanche riprendere fiato, e non c'era stato verso di farlo
ragionare. Quando era arrivato a dire che riconoscerla come
figlia era stato l'errore pi grosso della sua vita Daria non era
pi riuscita a trattenersi. Fuori di s, lo aveva scosso violentemente
afferrandolo per il maglione sporco e aveva spinto con
il piede la sedia a rotelle mandandola a sbattere contro la
parete, dove il vecchio aveva abbassato la cresta con un urlo
soffocato. Possibile che sentisse ancora dolore nelle gambe
paralizzate? Daria lo aveva spostato nel corridoio debolmente
illuminato dell'istituto e mollato l, ripiegato su se stesso e
intontito. Da poche stanze filtrava ancora una lama di luce o il
rumore di un televisore. Qualcuno si sarebbe occupato di lui,
altrimenti pace, avrebbe passato la notte davanti alla porta
dell'ufficio.
 Inviperita, la Necrofila era uscita dal Residence Golden Age
ed era andata dritta a casa, dove poco alla volta era riuscita a
calmarsi e a riacquistare lucidit. Il tempo stringeva, doveva
trovare in fretta una soluzione e fare la prima mossa. Subito,
fintanto che non era ancora risucchiata tra le maglie della legge
e poteva scaricare tutta la responsabilit su Lino La Rosa,
sull'avvocato Carf e su Dardan e Toni. Era ancora convinta di
poter ribaltare la situazione a proprio vantaggio. Non sarebbe
certo finita in carcere per connivenza, Lino La Rosa era suo
padre, lei poteva ma non doveva testimoniare contro di lui. E
viceversa. Per non era sicura che anche l'ex maresciallo
facesse la sua parte.
 Daria attravers via Battisti con il maltese al sguito senza
badare al traffico. Si riscosse spaventata solo sentendo lo stridere
dei freni, un clacson che strombazzava e una botta al
fianco. Per poco non finiva sotto una macchina, l'uomo al
volante scese di corsa, bianco come un lenzuolo. Il guinzaglio
era sparito sotto il paraurti e il vano motore, da cui spuntava
una manica del soprabito. Daria sent un guaito, tir il guinzaglio
e Gulasch strisci fuori tutto tremante. Sporco e ricoperto
di olio, con il pelo sulla schiena bruciacchiato dalla marmitta
rovente, ma illeso. Lo prese in braccio, raccolse il soprabito
impolverato e se ne and senza ascoltare le proteste del guidatore.
Pochi metri dopo entr nello storico Caff San Marco.
Socchiuse gli occhi alla luce abbagliante e lasci vagare lo
sguardo nell'ampia sala dove non era rimasta neanche una
sedia libera. Scorse Domenico Carf, da solo a un grande
tavolo in fondo al locale. Appena la vide l'avvocato si alz e le
and incontro.
Che ti  successo? domand.
 Nulla. Lo sai come guidano a Trieste. Fatti dare un po'
d'acqua per Gulasch,  sotto shock.
 Mettilo in lavatrice insieme al soprabito. Vuoi un martini?
Qui  ottimo. Non ti avevo mai vista con i capelli sciolti. Ti
stanno bene.
 Evita di fare il lecchino, Carf. Ordina, piuttosto, e di'
quello che devi dire. Non sono in cerca di avventure, tanto
meno con te.
 Tranquilla, Daria, non ci proverebbe nemmeno un
ubriaco. Chiam il cameriere con un cenno e quando furono
di nuovo soli prosegu. Perquisizioni a parte, ho visto la lista
dei dipinti sequestrati al Porto Vecchio. Ne mancano tre,
bench altri valgano decisamente di pi.
Quali?.
 Mantegna, Crespi e Tintoretto. Tutti relativamente
piccoli.
 Daria Bono tacque. Erano le opere confiscate a Diego
Colombo sul lago Maggiore nel 1990. Lino La Rosa lo aveva
denunciato e il padre di Domenico, Ennio Carf, lo aveva fatto
uscire su indicazione dello stesso maresciallo. In questo modo
erano stati messi in chiaro i rapporti di potere per gli anni successivi.
Diego dipendeva soltanto da La Rosa, non avrebbe
potuto lavorare per nessun altro e tanto meno mettersi in
proprio.
I gioielli sono sulla lista?.
Cosa? C'erano anche dei gioielli? Dove li hai presi?.
 Era una battuta. A quanto pare credi a tutto quello che
dico.
 Non mi sembra il caso di scherzare, Daria. Dardan e Toni
sono dentro. Sostengono di aver commesso il furto per conto
di una persona che non conoscono, con cui hanno avuto solo
contatti telefonici e che li chiamava sempre da un internet
point. Avrebbero trovato la loro parte nel luogo dove dovevano
lasciare la refurtiva. La polizia sospetta che siano responsabili
anche dei furti avvenuti di recente in altri appartamenti.
Devi trovare in fretta qualcuno che si occupi delle slot-machine.
Li rappresento io, ma con tutti quei precedenti non
usciranno tanto presto, che siano stati loro oppure no. Mi
ascolti?.
 Da quando l'illustre caff aveva un nuovo gestore gli affari
andavano di nuovo a gonfie vele. I barman preparavano cocktail
eccezionali a prezzi abbordabili. L'atmosfera era carica di
buonumore ed energia.
 Daria teneva gli occhi fissi sul lungo bancone di legno scuro
verniciato. Un giovane minuto con un bicchiere in mano rideva
con gli amici dandole la schiena. I lunghi capelli ricci gli arrivavano
alle spalle forti, le braccia erano muscolose. Le sembr
di avere davanti Diego Colombo alla stessa et mentre rimorchiava
le ragazze.
 Ti ho chiesto se mi stai ascoltando, Daria ripet
l'avvocato.
S, perch? Di cosa dobbiamo parlare ancora?.
Hanno perquisito anche la mia barca.
E quindi?.
Hanno trovato la chiavetta con i conti a Budva e i soldi.
Gli incassi degli ultimi mesi?.
Lui annu in silenzio.
Che razza di avvocato sei, Domenico?.
 Volevo depositarli alla Komercijalna Banka nei prossimi
giorni, prima che cambiasse il tempo.
 Sono soldi miei e devi trovare il modo di restituirmeli, il
resto  un problema tuo, Carf. Io sono solo un'impiegata e tu
il mio capo. Sulla carta. Mi sono sempre chiesta perch ti presti
a coprire le porcherie di Lino.
 Domenico Carf tacque a lungo prima di riprendere il filo
del discorso. Aspttati di essere interrogata domani. E lo
stesso vale per Lino. Sarebbe meglio se stesse lontano dal
brandy.
 Per me pu dire quello che gli pare. Io non c'entro nulla,
sono vittima delle circostanze, ricordatelo. E tu vedi di fare
meglio il tuo mestiere.
 Daria non aveva nemmeno toccato il suo martini, svegli il
cane tirando il guinzaglio e usc dal locale senza salutare Carf.

 Non li prenderai mai, pap lo derise Marco portando
un'enorme zuppiera di pasta ai frutti di mare e sedendosi alla
tavola apparecchiata in terrazza. In mare le lampare dei
pescherecci luccicavano sopra le onde scure. Oggi il giornale
ti ha massacrato. Dormite davvero cos tanto, voi della
polizia?.
 L'avvocato tedesco di Livia sghignazz come se capisse l'italiano,
mentre lei gli riempiva il piatto per primo.
 Ricorda tutte le volte che ti ho tirato fuori dai guai quando
i miei colleghi ti beccavano con gli spinelli.
 Figuriamoci, la cosa che ti preoccupava di pi era la tua
reputazione, non che mi mettessero dentro.
 Lo ammetto,  stato un errore prendere le tue parti, delinquente
rise Proteo Laurenti. Almeno per non hai dimenticato
come si cucina. La pasta  squisita. Hai un vero talento,
non perderlo mai. Sei andato tu a fare la spesa, o come sempre
ha dovuto pensarci tua madre?.
 Proteo ha ragione, Marco intervenne pronta Laura. 
ora che ti trovi un lavoro. Tre mesi di ferie sono sufficienti.
 Quanto siete noiosi replic il figlio indicando la sorella
maggiore. Patrizia  diventata mamma un anno e mezzo fa,
ormai ha anche smesso di allattare e di notte va in giro chiss
dove, tanto il capitano non c'. Perch non mandate lei a
lavorare?.
 Una madre deve stare a casa risuon inaspettatamente
chiara la voce in genere esile di nonna Camilla. Gli uomini
devono andare a lavorare. E io non posso tenere la piccola Barbara
tutti i giorni. Cresce e scoppia di energia. I bambini hanno
bisogno della madre.
 Tutti si misero a ridere tranne Dirk, che sorrise educatamente
appena Livia ebbe tradotto il commento dell'anziana
signora, mentre lei si guardava intorno senza capire, ma contenta
del successo ottenuto.
 Non essere invidioso, fratellino disse Patrizia. Gigi
torna tra qualche giorno. Quando finisce il suo permesso
finisce anche la mia maternit e ricomincio a lavorare.
 Cosa? Ti fai altri tre mesi di vacanza e a te nessuno dice
nulla brontol Marco.
 Un figlio solo non basta, Patrizia prosegu la madre di
Laura, che come sempre quando si trattava di affari di famiglia
sapeva essere insolitamente presente. Approfittane finch
Gigi  qui e datevi da fare. Pi aspettate pi diventa difficile.
Siete ancora in tempo. Anche tua madre ha due sorelle, come
tu hai Livia e Marco. Tre figli sono il numero perfetto, si divide
tutto. Sembra di avere pi cose da fare, ma non  cos.
Chiedilo a lei.
 Ma che dici, nonna? protest Marco. Io non voglio avere
figli, con il mio mestiere non ne avrei nemmeno il tempo. E se
Patrizia resta incinta un'altra volta prende di nuovo la maternit
e congela il posto di lavoro. Voi donne ve la passate bene. Racconta
a pap cosa hai fatto con la sua arma di ordinanza.
Laurenti sobbalz. La mia pistola? Cosa  successo?.
 La nonna ha avuto un raptus di pulizia, lo sai che 
maniaca dell'ordine. Marco sfoder un sorriso a trentadue
denti, impaziente di raccontare tutto, mentre le quattro donne
tacquero imbarazzate. Livia evit perfino di tradurre per Dirk.
 Allora? Cosa  successo? Parlate!. Una ruga profonda
solcava la fronte di Laurenti, la voce gli tremava.
 Mettiamola cos, pap, se ti portassi dietro l'arma di ordinanza
come un poliziotto vero e arrestassi questi criminali,
nessuno rischierebbe di spararsi tra i piedi. Marco era piegato in
due dalle risate.
 Livia lo trapass con un'occhiataccia e Patrizia gli moll un
calcio sullo stinco. Se Marco non avesse spifferato tutto, la
maggioranza femminile della famiglia avrebbe tenuto la bocca
chiusa.
 Che hai fatto, Camilla? domand incredulo Proteo Laurenti,
mentre una vongola gli cadeva di mano e finiva sul
piatto. Si volt verso la moglie. Smettetela di prendermi in
giro. Cosa  successo, Laura?.
 Te l'ha appena detto. Poteva finire molto peggio. Quando
io e Patrizia siamo venute a pranzo con te in centro, mamma
ha riordinato la nostra camera.  precisa, lo sai. Ecco, ha pensato
che ti avrebbe fatto piacere se puliva anche la pistola. Non
chiedermi come, fatto sta che le  partito un colpo e si  conficcato
nel parquet, a tanto cos dall'alluce.
 Ma la Beretta era nel cassetto del comodino. Con la sicura,
senza caricatore n colpo in canna.
 Se l' cavata con due cerotti, le infradito per sono passate
a miglior vita.
 Ma chi se ne frega delle infradito! Mi state dicendo che ha
inserito il caricatore e tolto la sicura? Camilla, dove hai imparato
queste cose?.
 Laurenti si mise le mani nei capelli, solo l'avvocato continuava
a mangiare imperterrito.
 Ci vuole ordine. Come si ridurrebbe questo posto se non
ci fossi io?. L'anziana signora fissava il genero con aria di
sfida.
 Me ne sono accorta quando siamo tornate a casa. Lei non
voleva dirci nulla, ma la tua pistola era sopra il comodino
invece che nel cassetto. E poi ho visto il foro sul parquet. C'
ancora il proiettile rifer Laura.
 Patrizia si nascose il viso tra le mani per non ridere, a Marco
and di traverso il boccone, Livia sorrideva divertita, Laura
guardava un punto imprecisato in mare e Camilla trotterell
via offesa. Prima che Laurenti si lanciasse in una paternale l'avvocato
tedesco sollev il bicchiere per un brindisi con il
padrone di casa.
 Grande familia ezzere grande fortuna. Zalute, caro disse
in italiano storpiando la pronuncia.
 Laurenti aveva una gran voglia di tirargli il vino in faccia,
ma si alz di scatto e corse in camera. La Beretta era senza
sicura, la canna odorava di olio per armi e polvere da sparo.
Anche il foro sul parquet saltava agli occhi. Maledizione,
quante volte aveva ripetuto fino alla nausea che nessuno
doveva toccare la sua pistola? Una grande famiglia  una
grande fortuna, diceva Dirk. Laurenti inser la sicura scuotendo
la testa, estrasse il caricatore per verificare che mancasse
solo uno dei quindici proiettili 9 mm e non ci fosse il colpo in
canna, poi richiuse tutto nel cassetto. Camilla non doveva
essersi limitata a spolverare la pistola, non bastava strofinarla
con uno straccio per far partire un colpo.
 Proteo Laurenti si pass la mano sulla fronte e torn in terrazza,
dove gli altri avevano gi cambiato argomento. E, come
capitava spesso, della gigantesca porzione di pasta era rimasto
solo un po' di sugo, che raccolse goloso con un pezzo di pane
e mand gi con un abbondante sorso di bianco del Carso.
 Hai le foto dei dipinti che volevi farmi vedere? gli
domand Laura poco dopo, quando rimasero soli al tavolo
sparecchiato.
 Porta del vino, per favore. Ne ho bisogno con lo spavento
che mi sono preso disse Laurenti cercando il cellulare.
 Neanche un'ora pi tardi il commissario Proteo Laurenti
aveva arricchito la propria cultura con un'istruttiva escursione
nel mondo della storia dell'arte, bench la moglie non conoscesse
tutti i pittori in questione e sostenesse che alcuni di loro
erano noti al massimo a livello locale, ma non si trattava di veri
maestri. Molte persone non volevano separarsi dai cimeli di
famiglia se erano antichi e potevano valere qualcosa. Pochi
per si informavano, preferendo cullarsi nell'illusione di avere
un asso nella manica da poter giocare se e quando avessero
avuto bisogno di soldi. L'Anton Sminck van Pitloo era autentico
al cento percento, aveva ribadito Laura. Le sue opere non
erano numerose e, anche se in vita aveva raggiunto una certa
notoriet, non era molto allettante per i falsari che volevano
guadagnare rapidamente. Invece sulla scultura in marmo presa
dalla scrivania di Carf aveva rimuginato a lungo. Proteo scopr
che si trattava senza dubbio di Ermes. Laura disse che gli americani
confondevano spesso il suo caduceo con il bastone di
Esculapio, mentre il petaso a tesa larga era un attributo associato
esclusivamente a lui. Ermes era il dio del commercio e dei
viandanti, ma soprattutto il protettore dei ladri e dei mercanti
d'arte. Inoltre diffondeva nel mondo le decisioni di Zeus e
indicava alle anime dei defunti la via dell'Ade. Perch nessuno
potesse scappare, pens Laurenti.

 Gli esperti esistono per essere consultati. Vale anche nel
caso in cui un cliente chieda informazioni al venditore per
sapere quale cassaforte  meglio evitare e quale al contrario,
spendendo un po' di pi, possa dare filo da torcere perfino ai
ladri pi abili. Cos quel pomeriggio Jago aveva saputo in un
negozio specializzato che il pi delle volte si faceva il primo
regalo agli scassinatori al momento stesso del montaggio,
perch la cassaforte veniva semplicemente cementata anzich
ancorata all'armatura all'interno del muro e fissata con tasselli
e tondini di acciaio. Proprio come era successo nell'appartamento
in fondo al corridoio del Residence Golden Age n. 2. Il
gentile esperto del negozio consigliava un modello che non
potesse essere aperto da dietro o di lato come una scatoletta di
sardine nell'eventualit che il ladro, nonostante l'installazione
a opera d'arte, fosse riuscito lo stesso a estrarre la cassaforte
dalla parete. Con la scusa che non aveva previsto una spesa
cos alta e non aveva con s abbastanza contanti n la carta di
credito, Jago se ne fece mettere da parte una a nome La Rosa
e assicur che sarebbe passato a ritirarla il giorno seguente.
 Illuminato dalla debole lampada esterna davanti alla roulotte,
alle nove di sera ribalt la cassaforte appoggiandola con
il lato dello sportello verso il basso, applic al trapano elettrico
la punta da cemento armato e inizi con calma a forare i giunti
di saldatura sulla parte posteriore, facendo attenzione a non
surriscaldare il metallo per non rovinare il contenuto. La leggera
brezza arrivata dopo l'imbrunire portava le urla dei tifosi
al campo di calcio del Vesna, la squadra della vicina frazione di
Santa Croce, e disperdeva la polvere metallica. Per il resto era
una serata silenziosa, ma Jago non temeva di essere sentito. La
casa pi vicina era a mezzo chilometro di distanza, e capitava
spesso che qualcuno lavorasse fino a tardi in qualche officina o
in un cantiere.
 Una mezz'oretta dopo aveva forzato la cassaforte e pens
che a un professionista sarebbero bastati pochi minuti. Indoss
un paio di guanti in lattice e tir fuori un grosso mazzo di euro
in banconote di vario taglio e una cartella con dei documenti.
Dentro trov l'elenco scritto a mano delle entrate dei vari Residence
Golden Age rigorosamente suddivise in bonifici e contanti.
Questi ultimi in netta maggioranza, come dimostravano
le considerevoli somme riportate in calce a ogni foglio. In
fondo alla cartella c'era un fascio di estratti conto della Komercijalna
Banka Budva con un saldo di oltre cinquecentomila
euro su un deposito a tasso fisso. Jago si chiese dove fosse
Budva. Immagin che una cifra simile fosse il ricavato di
qualche attivit illecita. Evidentemente la rossa e suo padre
erano pi furbi di quanto pensasse. E gli ospiti contribuivano
alla frode permettendo a quei due di guadagnare una montagna
di soldi. Buono a sapersi.
 Jago era furioso. Se avesse avuto un padre vero anzich una
leggenda a quell'ora avrebbe fatto molta pi strada. Non
sognava di seguirlo nella sua carriera di ladro, voleva una mano
che lo proteggesse come ce l'aveva la maggior parte dei ragazzi
della sua et. E voleva una madre che non fosse costretta ad
ammazzarsi di lavoro per mantenere i tre figli e non passasse
da un uomo all'altro ricorrendo a mille sotterfugi.
 Per ultimo Jago prese dalla cassaforte un sacchettino di
stoffa e quando se lo rovesci sul palmo della mano quasi non
riusc a credere ai suoi occhi. Cont pi di trenta pietre preziose
di ogni colore. Le osserv alla luce della lampada, poi le
fece rotolare di nuovo nel sacchetto che mise nella tasca dei
pantaloni. Come diavolo avrebbe potuto venderle senza farsi
denunciare o fregare? Elimin con cura le impronte dalla cassaforte
vuota e la caric nel portabagagli della vecchia BMW,
port gli attrezzi nella roulotte, spense la luce e raggiunse la
zona industriale di Monfalcone, dove una nave da crociera
bianca scintillava sotto i potenti riflettori del cantiere. Si ferm
accanto a un cassonetto dei rifiuti e si sbarazz della cassaforte,
fece inversione di marcia e poco dopo raggiunse la panoramica
a picco sul mare.
 L'anno prima Marco Laurenti lo aveva invitato a una festa a
casa sua mentre i genitori erano in ferie. L'alcol scorreva a
fiumi e alla fine su cinquanta e passa invitati non ne era rimasto
uno sobrio, il dj aveva distribuito anfetamine a volont e
Marco la marijuana coltivata in proprio. C'era anche la sorella
di Jago, Jacqueline, di due anni pi piccola, che presto si era
defilata sbaciucchiando il padrone di casa. Nessuno era preparato
all'eventualit che i genitori di Marco rientrassero a met
nottata. Entrambi fecero finta di nulla, ma la festa si concluse
molto pi rapidamente del previsto.
 L'auto del commissario era parcheggiata sul ciglio della
strada, Jago prese la cartella con i documenti e la infil sotto il
tergicristallo dell'Alfa. Durante il tragitto di un quarto d'ora
per arrivare in centro si tolse i guanti in lattice, li gett dal finestrino
a qualche centinaio di metri l'uno dall'altro e lasci la
macchina in divieto di sosta in via Battisti. Si meritava un bicchiere
con gli amici. Lo stavano aspettando al bancone e
appena lo videro gli chiesero se per caso avesse fatto il turno di
notte in cava. Jago abbass la testa per guardarsi, i jeans erano
sporchi e le braccia nude reclamavano acqua e sapone. Bevve
un sorso e and in bagno. Quando usc vide la rossa seduta al
tavolo in fondo alla sala in compagnia di un uomo che non
conosceva. Stavano discutendo, e la donna sbirciava di continuo
nella sua direzione. Mentre scherzava con gli amici Jago
si spost sull'altro lato del gruppo nascondendosi dietro una
colonna. Offr generosamente da bere a tutti, ma se ne and
presto.
 Guid di nuovo dal centro fino al Carso, svolt a Opicina e
lasci la macchina fuori dal paese. Si infil un altro paio di
guanti, raccolse da terra un sasso grande come un pugno e lo
leg alla mazzetta di banconote che aveva appoggiato sul sedile
del passeggero. La strada era scarsamente illuminata, Jago prosegu
a piedi per cento metri e imbocc via dei Fiordalisi cercando
di decifrare al buio i civici delle case. In prevalenza
edifici a pi piani, costruiti dagli americani al tempo del
Governo militare alleato e dopo il 1954 suddivisi in appartamenti
e venduti. Poi arriv a una villetta con giardino. Jago
conosceva il nome del proprietario dai giornali e l'indirizzo era
sull'elenco telefonico. Si avvicin alla recinzione e lanci con
forza l'involucro. Trasal sentendo il rumore di vetri rotti, per
sbaglio doveva aver centrato una finestra. Corse via e mise in
moto la BMW.
 Parcheggi in via Giulia e attravers i vicoli della Piccola
Parigi, degli agenti che avrebbero dovuto sorvegliare Teresa
neanche l'ombra. In casa tutte le luci erano spente, non c'era
nemmeno Jacqueline, e la madre sarebbe rientrata solo all'alba,
sempre che non andasse direttamente in edicola. Jago si fece
una lunga doccia e butt i vestiti nella cesta dei panni sporchi.

 Marietta era rimasta sola in commissariato e rovistava nell'alta
pila di pratiche che si erano accumulate sulla sua scrivania
dalla mattina. Apr la finestra affacciata sul teatro
Romano per far entrare la leggera brezza, si sfil i tacchi alti e
lesse i rapporti uno per uno. Inser gli ultimi dati nel file centrale,
cos la mattina dopo tutti i colleghi sarebbero stati
aggiornati.
 Mentre scorreva gli appunti presi durante la perquisizione
alla villa dell'avvocato sent montarle di nuovo dentro un'ondata
di rabbia per la superbia e l'arroganza di Carf. Non aveva
fatto una piega nemmeno dopo quello che avevano trovato
sullo yacht, come se il suo cervello di laureato in legge avesse
valutato rapidamente l'entit della pena per i vari reati di cui
era imputato e l'avesse giudicata irrilevante. Spinta dall'istintiva
avversione verso gli snob che dovevano la loro sicurezza
unicamente ai soldi di pap, e verso questo esemplare in particolare,
che aveva peggiorato la situazione alludendo con sarcasmo
alla sua et, la giovane assistente medit vendetta.
Per ultima salt fuori la chiavetta USB, sepolta sotto le scartoffie.
 Marietta la colleg al computer e pass in rassegna i
documenti: movimenti bancari e contabilit di una ditta di
nome Ruza Holding Limited Liability Company DOO con sede
nella centralissima ulica Slobode a Podgorica. Caratteri latini e
cirillici. Naturalmente Marietta sapeva che Podgorica era la
capitale del Montenegro. E una volta, molti anni prima, aveva
avuto uno spasimante che la chiamava affettuosamente ruza,
rosa. Negli affari di cuore Marietta era internazionale, tanto
pi se c'era di mezzo un bell'uomo con il portafoglio gonfio. E
che proprio la holding della GelFish Italia si chiamasse come
Lino La Rosa fece aumentare il suo livello di adrenalina.
 Nel posacenere ricolmo fumava gi una sigaretta, ma se ne
accese un'altra e inizi a battere sulla tastiera. La ditta era
iscritta al registro delle imprese, per non riusc a trovare altre
informazioni. Continu a cercare sulle pagine italiane. Stava
per arrendersi quando le venne un'idea. Entr nel sito del
catasto di Trieste e contro ogni aspettativa fece centro. La Ruza
Holding possedeva un immobile nel rione San Giacomo.
Marietta annot l'indirizzo e lo inser su Google Maps. Clicc
su Street View e vide la facciata fatiscente di un edificio schiacciato
tra imponenti palazzi di fine Ottocento, alto cinque piani
ma estremamente stretto che doveva risalire agli anni Sessanta.
Il pluviale arrugginito si era staccato dalla grondaia e pendeva
sull'intonaco sporco. Al piano terra c'era un piccolo bar, il
vetro retinato sulla porta di alluminio era solcato da una ragnatela
di crepe che doveva essere il risultato di un forte colpo. Di
sicuro non c'era l'ascensore e gli affitti dovevano essere bassi.
Una strana forma di investimento da parte di una strana holding
finanziaria, che gestiva case di riposo e noleggiava slot-machine
a Trieste, a loro volta propriet di una ditta di nome
GelFish. L'intero edificio apparteneva alla Ruza Holding da
quindici anni. Dal registro catastale risultava che poco alla
volta la societ aveva rilevato tutti gli appartamenti, e uno dei
precedenti proprietari di quello al terzo piano era stato Lino
La Rosa. Marietta rilesse rapidamente gli appunti relativi alla
perquisizione effettuata da Carf. In effetti l'indirizzo dell'edificio
corrispondeva a quello del magazzino della Chance Slot-machine.
Marietta sbadigli, gett un'occhiata all'orologio e si
infil le scarpe. Era decisamente arrivato il momento di vedere
un po' di gente, mangiare un boccone e soprattutto bere qualcosa.
Fece una telefonata, si mise il rossetto davanti allo specchio
del bagno, si ravvi i capelli neri e sganci un altro
bottone della camicetta. Il suo lavoro non era ancora finito.
 Un taxi la lasci al porticciolo di Grignano, accanto al
castello di Miramare, dove Nereo Morandi la stava aspettando
al bancone di una piccola taverna, gestita da due viveur non
pi giovanissimi ma molto vivaci e con una buona memoria per
le idiosincrasie della clientela triestina.

 Per un ristoratore la discrezione, come non si stancava mai
di ripetere anche Walter del Malabar, era ancora pi tassativa
del segreto del confessionale per un prete, di quello professionale
per un medico e del muto senso degli affari di un parrucchiere
o di una buona fioraia. Questi ultimi avevano accesso a
singoli aspetti della vita dei clienti, un gastronomo invece era
al corrente di tutte le debolezze e le manie, e dei clienti abituali
spesso aveva pi informazioni di polizia e magistratura messe
insieme. Un ristoratore, al limite, poteva lasciarsi sfuggire una
mezza parola su chi da tempo era passato nel mondo dei pi,
ma non era detto, e comunque mai a scapito dei diretti
interessati.
 Questo particolare cliente fisso, Nereo Morandi, aveva sessantatr
anni ed era un appassionato di vela, con la pelle
abbronzatissima segnata dalle intemperie ed i capelli mossi di un
biondo scuro perennemente scompigliati come se fosse appena
stato travolto da un uragano. Era un amico di vecchia data di
Marietta, nonch un amante affidabile nei periodi di magra.
Ma soprattutto, fino alla caduta della Jugoslavia una trentina di
anni prima, Nereo aveva consolidato le proprie finanze con
frequenti viaggi in barca verso l'Istria e la Dalmazia. Solo lui
sapeva cosa trasportava avanti e indietro e per chi. E gli conveniva
stare zitto, se ci teneva alla vita. Il crimine organizzato
era ancora solido su entrambi i lati del confine e con il cambio
di regime mantenere il massimo riserbo era diventato sempre
pi importante, dato che nei due paesi i figli dei boss sedevano
in parlamento, nei consigli di amministrazione delle banche,
negli studi legali e ai vertici delle grandi imprese. Il padrino, il
romanzo scritto da Mario Puzo nel 1969 e trasformato tre anni
dopo da Francis Ford Coppola nella monumentale versione
cinematografica con Marlon Brando, Al Pacino e Diane
Keaton, al giorno d'oggi era semplice folclore. Il crimine organizzato
non conosceva nazionalit, era un grande trust multinazionale
con un giro di affari illimitato. Pi il mondo
precipitava nella crisi e si stabilivano regole, normative e
accordi commerciali a scapito delle piccole e medie imprese,
pi soldi venivano intascati.
 Lo skipper Nereo Morandi ormai non rappresentava un
grande pericolo per la libert personale dei mandanti di una
volta, tuttavia i successori dei loro imperi erano allergici a qualunque
genere di interferenza. Morandi aveva lavorato molto
spesso insieme a Diego Colombo. L'imbarcazione dell'argentino
e quella di Nereo erano ormeggiate una accanto all'altra
nel porticciolo turistico di Grignano. Gi all'epoca erano
clienti fissi degli affabili proprietari della piccola taverna. I due
usavano superbe barche a vela sulle quali la merce da contrabbandare
veniva stipata in una deriva cava o, al contrario, trasportata
senza particolari accorgimenti. Armi e droga per il
boss della Nuova mala del Brenta, che organizzava il traffico di
merci nell'Adriatico insieme al figlio del despota croato Franjo
Tudman e aveva stretto un'efficiente joint venture con altre
organizzazioni criminali, interne alla camorra o al famigerato
clan dei marsigliesi. La roba da poco come sigarette ed alcol
veniva affidata ai pesci pi piccoli. Nereo e Diego non erano
mai stati catturati. E nel 1982 uno dei loro colleghi trafficanti
aveva portato Roberto Calvi, il presidente del Banco Ambrosiano,
in Jugoslavia, da l a Klagenfurt e poi a Londra, dove
alcuni giorni dopo l'uomo era stato trovato impiccato sotto il
Blackfriars Bridge, portando con s nella tomba i segreti dello
scandalo della banca vaticana.
 Durante l'aperitivo Marietta annunci ai presenti che quella
sera voleva scoprire qualcosa di pi sulla vita di Colombo,
sottolineando subito che non le interessavano i suoi affari, per
quelli bastava il fascicolo alto come una casa in bella mostra
sulla scrivania del suo capo. Loro risero di gusto alle sue
parole.
 Nereo la port a un tavolo in fondo alla terrazza, dove potevano
stare tranquillamente seduti a pochi passi dal molo ma ad
una certa distanza dagli altri clienti. Ordinarono canocchie,
saut di cozze, fritto misto e una caraffa di vino bianco.
 Lo sapevo che non eri venuta per me, Mari la stuzzic
Nereo Morandi giocherellando con un bottone della camicetta
tesa sul seno della donna. Peccato, oggi avevo anche cambiato
le lenzuola nella cuccetta.
Nella vita nulla  gratis, Nereo.
 Gli sorrise e non allontan la mano dell'amico, anzi si
sporse verso di lui, fece un brindisi e si accese una sigaretta.
Insieme a Teresa, probabilmente lo skipper era l'unica persona
che conoscesse la vera vita di Diego Colombo. Durante
il suo racconto cerc per quanto possibile di seguire un ordine
cronologico.
 La fuga del giovane argentino a bordo dell'Esperanza da
Mar del Plata all'Europa era durata oltre un anno. Il suo obiettivo
principale era allontanarsi il pi possibile dal proprio
paese senza essere costretto ad attraccare in Uruguay, a sua
volta governato da una dittatura militare, superare Punta del
Diablo e passare il confine con il Brasile, dove da tre anni il
regime era sceso a pi miti consigli. Solo questa prima tratta
fino a Praia do Cassino nella zona di Porto do Rio Grande do
Sul, dove la maggioranza della popolazione era italiana e Diego
aveva dei parenti, dur pi di una settimana, nonostante il
mare fosse stato clemente. Arriv provato dalla fame e dalla
sete, mentre recuperava le forze scrisse una lettera al padre in
cui si scusava di essere fuggito di nascosto, ma contemporaneamente
sped una seconda lettera ai parenti della madre a
Trieste annunciando il suo arrivo. Non immaginava che avrebbero
dovuto aspettarlo per un anno. Quando finalmente
arriv, lo credevano morto da un pezzo e dopo essersi convinti
che era proprio lui lo accolsero come un eroe. Ma la strada era
stata incredibilmente lunga.
 Da Praia do Cassino, Diego aveva fatto rotta verso Rio de
Janeiro toccando Florianpolis, questa volta portandosi viveri
sufficienti per i giorni di viaggio. L si era fermato per quasi
due mesi, tirando avanti con lavori di fortuna e mettendo da
parte il denaro necessario per la traversata dell'Atlantico. Per
prima cosa dovette revisionare il motore e procurarsi un
secondo corredo di vele.
 Era ancora un ragazzo, non aveva nemmeno ventidue
anni, e non si rendeva conto dell'enormit della sua impresa
raccont Nereo Moran di.  un miracolo che ce l'abbia fatta.
Gli tocc fuggire anche da Rio, aveva rubato la maggior parte
dell'attrezzatura che gli serviva. Una sera riusc a intrufolarsi al
museo d'arte, non chiedermi il nome. Lo conosceva perch si
era guadagnato qualche soldo accompagnando un vecchio
signore facoltoso sulla sedia a rotelle. E l'uomo si era fermato
a lungo davanti a tre quadri, che quindi dovevano essere
importanti. Diego non capiva assolutamente nulla di arte. Il
giorno dopo torn nel museo e si nascose fino alla chiusura,
stacc i tre dipinti e se la diede a gambe. Qualcuno per lo
aveva visto e avvis la polizia. La stessa notte salp con i quadri
a bordo e fece rotta verso est. Ti rendi conto che razza di incosciente,
Mari? Ogni skipper normale si informa sulle condizioni
meteorologiche e pianifica il viaggio studiando le carte
nautiche. Diego no, lui fece semplicemente rotta verso est, del
resto l'Europa era in quella direzione. In realt navig verso
l'Angola e il Congo.
 Furono interrotti dal cameriere che serv il saut di cozze
senza staccare gli occhi dalla scollatura di Marietta. Aveva gi
tolto il fiato a Nereo durante tutto il suo racconto. Notando lo
sguardo del cameriere, lei si limit a sorridere. A casa avrebbe
dato un'occhiata alla cartina, in geografia se la cavava poco
meglio del giovane Diego Colombo. Intanto memorizz ogni
dettaglio.
 Come hai saputo tutte queste cose? domand infine
all'amico.
 Ho messo insieme i pezzi nel corso degli anni. Sto cercando
di riassumere, ma se ti sto annoiando dillo senza problemi.
 la storia di Diego, non la mia, perci se non ti va di
ascoltarla non mi offendo.
Va' avanti lo incit Marietta impaziente.
 Diego  sempre stato un tipo fortunato. Si mise in viaggio
in un momento sfavorevole, ma in quella distesa d'acqua sconfinata,
circa sette gradi a sud dell'equatore, c' un'isola di cui
grazie a Dio non sapeva nulla, perch altrimenti l'avrebbe evitata,
e invece di arrivare in Europa sarebbe colato a picco
chiss dove. L'isola di Ascensione  una dipendenza di un territorio
britannico d'oltremare e sede di una base militare della
Royal Air Force, utilizzata anche durante la guerra delle Falkland,
che lui aveva per l'appunto disertato. Oggi l'isola 
soprattutto una base strategica per le intercettazioni satellitari
in America latina tramite la rete Echelon della NSA e del GCHQ,
i servizi segreti statunitensi e britannici. Puoi immaginarti cosa
successe quando Diego approd nel bel mezzo di una tempesta,
con la bandiera argentina a brandelli issata a poppa. Lo
arrestarono con l'accusa di spionaggio, tirarono in secca l'Esperanza
e la rivoltarono come un calzino. Diego fu sottoposto
a interrogatori senza fine e torture, privazione del sonno e tutto
il resto, ma su questo non ha mai risposto alle mie domande,
indipendentemente da quanto avesse bevuto. Lo liberarono
dopo quasi quattro mesi, gli riconsegnarono la barca con i
dipinti e scorte sufficienti e gli dissero di fare rotta verso nord
cos, se non si perdeva di nuovo nell'Atlantico, avrebbe raggiunto
le isole di Capo Verde. Questa volta le condizioni
meteorologiche erano favorevoli e, grazie ai rifornimenti britannici,
Diego era ben equipaggiato. Da Capo Verde prosegu
verso nord-est fino alle Canarie e da l fino a Gibilterra, mantenendo
la stessa rotta. L'ultima tappa nel Mediterraneo fu una
semplice passeggiata di poche settimane. In autunno arriv a
Trieste e, come ti dicevo, dovette convincere i parenti che era
proprio lui, vivo e vegeto. Quando seppero della sua impresa i
giornalisti fecero a gara per intervistarlo, Diego divent famoso
e in breve tempo trov lavoro come skipper. Ancora oggi
Trieste vanta grandi campioni della vela, pensa a Stefano Spangaro
e Vasco Vascotto, che hanno fatto il giro del mondo e
vinto importanti regate internazionali, ma non hanno mai compiuto
un'impresa come quella di Diego.
 Nereo ordin un'altra caraffa di vino, succhi rumorosamente
le ultime cozze, inzupp il pane nel sugo e pul con scrupolosa
meticolosit il dcollet di Marietta su cui era schizzata
una goccia.
 Per dessert ho altro in mente disse facendole accendere
la sigaretta e prendendone una anche per s.
 E cosa sai dei suoi anni a Trieste che non sia stato scritto
sui giornali?.
 Non molto. Solo che un maresciallo della guardia di
finanza lo ricattava, e per questo anche i nostri viaggi insieme
in Jugoslavia diminuirono. Quell'uomo lo obbligava spesso a
portare illegalmente denaro in Austria o in Svizzera. Si parla di
somme enormi, miliardi di lire. Pensa un po', Mari, uno della
finanza. Un bastardo corrotto che, come diceva Diego, aveva
tre facce. Estorceva agli indagati una bella fetta del patrimonio
e in cambio insabbiava il procedimento contro di loro. Ad altri
invece evitava gli accertamenti e sfruttava i suoi agganci all'estero
per acquistare con valuta straniera i dipinti che Diego
doveva riportare dai suoi viaggi e che un giorno sarebbero stati
venduti di nuovo. Un altro modo per lavare denaro sporco di
cui nessuno sapeva nulla. Diego per rischiava due volte,
all'andata e al ritorno. Ma era sveglio e passava la frontiera in
punti sempre diversi. Lo hanno preso un'unica volta, e soltanto
perch quello stronzo di maresciallo lo aveva denunciato.
Diego si fece sei mesi di galera in Lombardia, alla fine venne
rilasciato, ma aveva un conto aperto con il maresciallo corrotto,
dato che gli doveva tre quadri.
 E quelli che aveva rubato a Rio de Janeiro? chiese
Marietta.
 Li aveva messi all'asta. Mi sembra che se ne sia occupata la
moglie di Laurenti.
Cosa?.
 Non credo che sapesse da dove venivano. Oggi, se in Brasile
cade un mango da un albero, un attimo dopo la notizia fa
il giro del mondo, ma all'epoca non esisteva l'informazione
globalizzata.
 E cosa mi dici dei furti di Colombo? Dove prendeva gli
esplosivi per gli attentati?.
 Diego era pieno di risorse. Ora per pretendi troppo,
Mari. Nereo Morandi rise. Te l'avevo detto fin dall'inizio che
non parlo di affari. Solo un'ultima cosa: in molti casi rubava i
dipinti alle stesse persone a cui li aveva procurati all'estero. Su
ordine del maresciallo.
 Secondo te  morto davvero nell'esplosione dello yacht in
Sacchetta?.
Nereo Morandi si strinse nelle spalle e sollev le sopracciglia.
 Francamente non riesco a credere che proprio lui abbia
fatto un errore cos madornale, era sempre molto attento e preciso.
Aveva fatto il militare negli artificieri, se ne intendeva di
esplosivi, mine e bombe. D'altronde  anche vero che non ho
pi avuto sue notizie. Inoltre Teresa non sarebbe ancora qui se
Diego fosse fuggito da qualche parte. Quei due erano fatti
l'uno per l'altra, niente poteva separarli.
 Cosa  successo all'Esperanza? A quanto pare  sparita
quella notte.
 Ah, l'Esperanza. Morandi rise agitando la mano. L'avevamo
portata giorni prima a Novigrad per farla revisionare.
C'era anche la donna con cui uscivo allora. Abbiamo mangiato
e bevuto a volont, poi siamo tornati in macchina. Subito dopo
il confine ci hanno fermato i carabinieri, eravamo ubriachi fradici,
ma a quei tempi non era ancora cos grave guidare in
quelle condizioni.
E poi che fine ha fatto la barca?.
 Non lo so. In Jugoslavia  scoppiata la guerra. Sono sparite
un bel po' di cose.
Ti fidi di Teresa Fonda?.
 Come di me stesso, Mari. Nereo sorrise trasognato. 
una gran donna.
E sei assolutamente sicuro che Diego non sia tornato?.
Da me non  venuto.
...
Andr tutto bene.

 Per caso questa Daria Bono della casa di riposo in via
Carducci ha un piccolo cane bianco? riprese il filo del
discorso Roberto Fiano quella mattina durante la riunione
di coordinamento.
S, la conosci? domand Laurenti.
 No, per ieri  venuto un uomo che voleva denunciarla e
poi ha cambiato idea.  il direttore del mercato coperto e si
sente spiato da una donna che lavora in una casa di riposo e ha
un cagnolino bianco. Va da lui tutti i giorni, cerca in ogni modo
di attaccare bottone e ieri lo ha perfino fotografato.
Come si chiama questo tizio?.
 In assenza del questore la riunione era coordinata da Laurenti,
ma gli otto colleghi seduti intorno al tavolo in sala conferenze
erano in realt un'affiatata squadra di professionisti
alla pari. E, come sempre quando non c'era il capo, l'atmosfera
era pi costruttiva e venivano affrontati anche aspetti collegati
solo indirettamente alle indagini in corso, che per potevano
rappresentare lo stesso un passo avanti.
 Raffaele Maran, cinquantacinque anni circa, ne dimostra
meno. Nato in Argentina da una famiglia di origini italiane,
vive a Trieste da vent'anni. Un tipo atletico, dal fisico minuto,
con i capelli a spazzola ossigenati.
 Non sapevo che fosse nato in Argentina. Questo Maran ha
contatti telefonici con Teresa Fonda, e non  escluso che si
incontrino di nascosto. Ieri sera lei ha seminato per la terza
volta i nostri uomini, quando se ne sono accorti era troppo
tardi. Con l'organico che abbiamo a disposizione non possiamo
certo mettere altri agenti a piantonare tutta la Piccola
Parigi. Tanto chi vuole eludere la sorveglianza il modo lo trova.
Hai parlato con la donna?.
Maran non ha sporto denuncia.
 Se pu esserti utile, teniamo gi d'occhio il sistema di
videosorveglianza del quartiere per via di Diego Colombo.
 Non ti arrendi mai, Laurenti. Rebecca Roventa era arrivata
dal Piemonte neanche un anno prima e dirigeva la Scientifica.
Io invece ho qualcosa di concreto per te. La vedova
dell'autista che lavorava per la ditta di spurghi e a cui hanno
rubato il camion per il furto al Porto Vecchio ha dichiarato che
la notte scorsa qualcuno le ha recapitato una mazzetta di banconote.
Euro e franchi svizzeri, in tutto pi di centocinquantamila
euro. Li hanno tirati contro una finestra, in un sacchetto
di plastica legato a un sasso. Da ieri era di nuovo sola con i figli
piccoli.  a pezzi e ancora sotto tranquillanti, ha bisogno di
assistenza, la famiglia della sorella si sta prendendo cura di lei.
Quando siamo arrivati quella povera donna era ancora in
lacrime e non siamo riusciti a parlarle, per fortuna per nonostante
lo spavento ha avuto la prontezza di chiamare la polizia.
I colleghi sono intervenuti in pochi minuti, lei ha mostrato loro
il sasso e subito dopo  crollata. Non si era nemmeno accorta
dei soldi. Ovviamente sul pacco non c' il mittente e non sono
state rilevate impronte. Abbiamo analizzato le prime banconote,
ma com' naturale sono state maneggiate da mezzo
mondo. E prima che tu me lo chieda, la vedova abita ad Opicina,
in via dei Fiordalisi. Lass non ci sono telecamere di sorveglianza.
Il resto te lo racconteranno i colleghi del
commissariato di zona.
 Laurenti si guard intorno. Qualcuno di voi sta indagando
sul furto di una cifra corrispondente?.
 Se tutti quelli che subiscono un furto sporgessero
denuncia il nostro lavoro sarebbe molto pi facile. Ma chi ha
paura della finanza... comment Lenardon della sezione
Reati contro il patrimonio. La quantit di fondi neri che continuavano
a circolare malgrado i limiti a cui erano sottoposte le
operazioni bancarie era enorme, e ci sarebbe voluto ancora
molto per azzerarla.
 Se vuoi sapere la mia opinione, commissario, mi puzza un
po' di coscienza sporca intervenne Fiano. Succede, quando
qualche deficiente che di base non  cattivo ma viene messo
sotto pressione sottovaluta le conseguenze delle proprie
azioni. Almeno la met degli accusati di reati sessuali non
resiste al peso della colpa e inizia a frignare chiedendo piet e
comprensione. Nello specifico, poi, l'intervallo di tempo tra il
furto al magazzino della GelFish e la strana consegna di
denaro  talmente breve che questa mi sembra l'unica spiegazione
possibile.
 Sono d'accordo con te. Di solito un anonimo benefattore
pensa bene a come e quando fare il miracolo. Non sono decisioni
estemporanee. Laurenti annot qualcosa. Sono contento
di questa nuova tessera del mosaico. Chi vuole il caff
pi buono di tutta la questura sa dov' il mio ufficio. Marietta
 imbattibile.
E non solo a fare il caff sogghign Fiano.
 Qualcuno di voi conosce il Montenegro? Dove si trova lo
so anch'io.
 Di cosa hai bisogno, Laurenti? domand Fabrizio Galimberti
della sezione Antimafia, grande esperto dei paesi a est
dell'Adriatico. Il giovane collega era sempre stato poco cooperativo
e non amava divulgare particolari del suo lavoro al di
fuori del proprio dipartimento.
 Stamattina presto ho trovato questa cartella sulla mia macchina,
e non pu essere una coincidenza. Scartoffie contabili di
una tale Ruza Holding Limited Liability Company DOO presso
una banca a Budva. Generalmente nessuno si porta dietro i
documenti di un conto illegale.
 Non c' nulla di illegale in una ditta montenegrina con un
conto in Montenegro. Forse qualcuno ha perso la cartella, e
l'onesto cittadino che l'ha trovata ha preferito lasciarla sulla
macchina del commissario anzich consegnarla all'ufficio
oggetti smarriti.
 Complimenti per l'acume investigativo, Galimberti
ribatt Fiano con una smorfia. Se il nome della ditta ti dice
qualcosa interessa anche noi, altrimenti tanto vale che tu stia
zitto. Senza tutte le soffiate che vi mettono sulla buona strada
tu e i tuoi non cavereste un ragno dal buco. Allora, conosci
questa ditta o no?.
 Galimberti neg con un movimento quasi impercettibile
della testa. Laurenti si alz stroncando sul nascere la schermaglia
verbale e chiuse la riunione. Mentre tornava nel suo ufficio
chiam il procuratore Scoglio per riferirgli l'esito delle perquisizioni
del giorno precedente. Si diedero appuntamento per
l'ora di pranzo.

 Chi non vuole dare nell'occhio non deve cambiare le proprie
abitudini, si disse Daria Bono senza modificare la collaudata
routine quotidiana. Come ogni mattina fu la prima ad
entrare al Malabar, dove studi il giornale bevendo il caff
dopo che Gulasch aveva fatto i suoi bisogni accanto alla statua
di Verdi. E come ogni mattina vide sull'altro lato della piazza
la giornalaia servire i clienti. Quel giorno indossava un vestito
elasticizzato giallo uovo. E in strada era ferma dalle sei un'auto
della polizia senza contrassegni. Al suo arrivo Daria aveva fatto
appena in tempo a nascondersi sotto il portico.
 Quel giorno l'attenzione della Necrofila non era concentrata
sugli annunci mortuari. La cronaca locale dedicava un
articolo dettagliato a Dardan e Toni, di cui il giornalista elencava
minuziosamente i precedenti. L'autore si domandava
inoltre se fossero responsabili anche della recente serie di furti,
eventualit che le forze dell'ordine stavano esaminando. I carabinieri
erano riusciti a risolvere il bizzarro caso di una donna
di novantacinque anni a cui era stato chiesto un riscatto per il
carlino rapito davanti a un supermercato vicino al Teatro
Romano, a due passi dalla questura. Ma grazie al regolamentare
microchip di riconoscimento il fedele amico a quattro
zampe era stato rintracciato poco dopo senza bisogno di sborsare
un euro. Il rapitore, di soli dieci anni pi giovane della
povera vittima, aveva dichiarato che l'animale lo aveva seguito
di sua spontanea volont, nonostante fosse legato come molti
altri all'ingresso del supermercato dove la padrona stava
facendo la spesa. Infine, fermamente convinto che con lui l'animale
sarebbe stato meglio, aveva concluso che se la vecchia
lo rivoleva doveva pagare.
 Un altro articolo per riguardava il fantasma di Diego
Colombo e i nomi dei tre figli della vedova, la giornalaia Teresa
Fonda. Jacopo, Jago e Jacqueline, nonch lo stesso Diego,
erano tutte varianti della medesima radice. Eppure Colombo
poteva essere il padre solo del primogenito. Inoltre si chiamava
Diego Colombo anche il figlio maggiore di Cristoforo
Colombo, che eredit i privilegi del padre, nel 1509 fu nominato
quarto governatore delle Indie e si trasfer a Santo
Domingo. Per giunta era detto Diego anche il fratello del
celebre navigatore, che in realt si chiamava Giacomo. Con
queste premesse, i lettori dotati di immaginazione non potevano
fare a meno di chiedersi se il leggendario ladro che aveva
fatto il giro del mondo in barca a vela si chiamasse davvero
Diego Colombo, o se invece avesse ripreso la sua vera identit
dopo essere sopravvissuto all'esplosione di venticinque anni
prima.
 Esattamente quello che pensava Daria Bono. Alle dieci
sarebbe andata al mercato coperto come ogni mattina. E
questa volta avrebbe preteso spiegazioni dal direttore con i
capelli a spazzola ossigenati. Lasci sul bancone i soldi del
caff, se ne and dal bar senza salutare tirando Gulasch per il
guinzaglio e fece i pochi metri che la separavano dal Residence
Golden Age, dove come sempre apr l'ufficio alle otto in punto
e si mise al lavoro.
 Ieri eri irraggiungibile, a cose normali controlli anche le
volte che vado in bagno. Appena entrato nell'agenzia di onoranze
funebri, al riparo dalle orecchie della moglie, Corrado
Giuliani si era precipitato al telefono. I miei uomini hanno
ritirato la bara dalla cantina e l'hanno consegnata a San Giacomo
come hai ordinato. Se avessi sentito le bestemmie mentre
se la accollavano fino al terzo piano saresti arrossita dalla vergogna,
Daria. Sono abituati a portarle gi, le salme, non su. Ieri
non sono riuscito a parlarti,  successo qualcosa?.
 Grazie della consegna, Corrado. Ti avviso quando possono
tornare a prenderla.
 La Necrofila, in piedi accanto alla scrivania, indossava
ancora la giacca e non aveva nemmeno tolto il guinzaglio al
cagnolino bianco. Il telefono aveva iniziato a squillare mentre
apriva la porta.
 Che diavolo c'era dentro? Un corpo od un blocco di
cemento?.
 Non sono affari tuoi. Con due viaggi e una bara che puoi
riutilizzare hai risparmiato i tremila euro dell'ultimo funerale.
 Credo che dovremmo ridiscutere i nostri accordi. Per
legge noi imprenditori funebri siamo obbligati a denunciare
immediatamente ogni irregolarit.
 Come se tu rispettassi le leggi. Siamo nella stessa barca,
Giuliani. Non dimenticarlo.
 Ci ho pensato tutta la notte, mia cara. Personalmente
rischio soltanto un controllo della finanza, da cui al massimo
verrebbe fuori che sono un pessimo uomo d'affari perch le
mie parcelle sono troppo basse. Mi sa che tu ci rimetteresti di
pi. Fammi sapere quando sei pronta a rivedere le condizioni.
Sono disposto a venirti incontro, ma i tempi dei ricatti sono
finiti. O, se preferisci, diciamo che una mano lava l'altra.
 Giuliani riattacc prima che l'Angelo della morte potesse
ribattere, chiuse l'agenzia e and a bere un caff al bar tre
palazzi pi avanti. Un cliente batt il pugno su una slot-machine
che si era mangiata la moneta e non dava segni di vita, mentre
il proprietario si scusava dicendo che cercava inutilmente di
rintracciare il fornitore dal pomeriggio del giorno prima.
 Jevgnia, dov' mio padre? domand Daria alla robusta
ucraina su cui finora aveva potuto contare in ogni situazione.
  uscito mezz'ora fa senza dire nulla. Non ho potuto fare
niente, davvero. Quando ho iniziato il turno alle cinque e
mezzo per preparare la colazione era in corridoio sulla sedia a
rotelle. Russava come un trattore e se l'era fatta addosso.
Allora l'ho portato in bagno, e quando si  svegliato ha iniziato
a urlare come un pazzo, se non fosse disabile avrebbe spaccato
tutto. Credo che l per l mi avesse presa per lei.  andato via
subito dopo che gli ho cambiato i vestiti. Spero che la batteria
duri anche se stanotte non l'ha caricata, altrimenti resta bloccato
da qualche parte e ci tocca andare a prenderlo.
 Ci mancherebbe solo questo. In che condizioni 
l'appartamento?.
C' polvere ovunque.
 Manda qualcuno a pulire e rimettere in ordine. Io devo
comprare un computer, chiss quando mi restituiranno il mio.
Pazienza, tanto un altro ci serviva. L'importante  che ci hanno
lasciato il backup. Prima per aggiornami su come stanno i
nostri ospiti.
 Tutto tranquillo, le condizioni sono stabili. A colazione la
signora Rossi ha rischiato di soffocare perch le  andato il
boccone di traverso, ma  bastato un colpo sulla schiena. Ora
si lamenta che le fa male una spalla, ma ogni giorno ha un
acciacco diverso. Il capitano invece anche stamani non si
ricorda dov'. O fa finta. Conosce le sue bravate meglio di me,
signora. Come quella volta che ha chiamato l'ufficio di igiene
dicendo che ammazzavamo i cani per strada e li cucinavamo.
Per una settimana nessuno ha pi voluto mangiare carne, solo
minestra e passato di verdura.
 Gi. E ci hanno controllato per mesi, venivano anche due
volte a settimana, di sorpresa. L'ex capitano del Lloyd Triestino
 un gran furbo, Jevgnia. Ha solo voglia di attenzioni.
Prenditi cura di lui.
 Be', per il cibo era pi buono... Non che adesso sia cattivo,
signora, per carit. Alle undici passa il dottore per le
visite. Ha preparato i soldi? Lo sa che vuole essere pagato in
contanti.
 Quello strozzino. Non muove un dito e guadagna lo stesso
con l'assistenza sanitaria. Purtroppo per non se ne trovano
altri.
 Magari per questa settimana non muore pi nessuno,
speriamo che duri.
 Io vado, avvisami quando senti Lino. La Necrofila
chiam il suo cagnolino e usc.

 In caso di lesioni all'epidermide e al derma le impronte
digitali ricrescono inalterate. Solo in sguito a lesioni profonde
si formano cicatrici.
 Marietta pos con aria trionfante sulla scrivania le stampe
delle impronte digitali e una busta di plastica trasparente con
dentro un sottile astuccio liscio e lucido pensato per contenere
dei biglietti da visita - oppure per essere rifilato a qualcuno che
lo tocca e lo restituisce con le sue impronte sopra. Era appena
tornata da una visita al mercato coperto dove aveva tenuto
d'occhio Raffaele Maran. Di corporatura era identico a Diego
Colombo, considerando che dalla sua scomparsa erano passati
venticinque anni. Marietta aveva radunato il coraggio e trovato
il modo di parlargli senza che lui potesse svicolare. Aveva iniziato
a lamentarsi a voce alta del disordine, della sporcizia e di
come tutto sembrasse squallido e trascurato, togliendo alla
gente la voglia di fare la spesa. Alcune proprietarie dei banchi
le avevano dato ragione, felici che finalmente qualcuno dicesse
qualcosa. Mancavano perfino i rubinetti nei bagni, avevano
smontato i vecchi senza installare quelli nuovi, un vero schifo.
Per non parlare della polizia municipale che si era messa a
distribuire multe fino a mille euro, avevano rincarato le donne.
 vero, le sanzioni erano previste dal regolamento, ma erano
anni che l non si vedevano i vigili, e nessuno sapeva chi li
avesse mandati. Un collega invidioso, forse?
 La faccenda non rientrava certo nelle competenze del direttore
del mercato, ma Raffaele Maran non aveva avuto altra
scelta che cercare di calmare la cliente infuriata, tra parentesi
vestita in maniera oltremodo provocante. Quando lei aveva iniziato
a frugare nella borsa lasciando cadere inavvertitamente
l'astuccio in argento Maran lo aveva raccolto con fare premuroso,
per quanto un po' maldestro, porgendoglielo con un sorriso
accattivante. Poi l'aveva invitata a mandare un reclamo
scritto al sindaco. Non sarebbe servito a nulla, avevano gridato
le donne quasi in coro, ci avevano gi provato un sacco di volte
e non avevano mai ricevuto risposta. Una situazione incresciosa
comune a molte altre citt, stando alla posta dei lettori
sui giornali. Paragonata alla scarsa importanza che avevano,
l'alterigia dei politici locali e del loro apparato era difficile da
giustificare. In ogni modo Marietta aveva ottenuto ci che le
serviva e appena tornata in questura era passata dai colleghi
della Scientifica che avevano rilevato e analizzato le impronte.
 Quasi sempre le impronte si possono ricostruire anche in
presenza di cicatrici. I servizi segreti e anche i nostri reparti
speciali hanno il programma necessario, per ci vuole un po' di
tempo replic l'ispettrice capo Pina Cardareto, che a primavera
aveva frequentato un corso di aggiornamento sulle nuove
tecnologie, osservando i tre ingrandimenti.  impossibile che
tutte le dita siano compromesse nello stesso modo, bisognerebbe
averle amputate.
 Guarda bene, Pina disse la collega. Dubito che con
quelle mani abbia ancora il senso del tatto. Io le ho osservate e
ti assicuro che non sono affatto un bello spettacolo. Maran
deve aver fatto parecchie cure.
A entrambe le mani? domand Laurenti.
 Da quanto ho visto s. Ma escludo che se le sia ridotte in
quello stato in sguito a un incendio od un'esplosione. Portava
una maglietta a maniche corte e non ha cicatrici sulle braccia.
E neanche sul viso.
Allora come ci si procurano ferite simili?.
 Con un tritacarne, una sega elettrica, una smerigliatrice.
Forse anche con un acido potente, ma avrebbe perso anche le
unghie.
 Non possiamo chiederlo a lui, altrimenti capisce che lo
stiamo sorvegliando concluse Laurenti. Cos'altro sappiamo
su Raffaele Maran?.
 Abita in via Tigor, in un monolocale in affitto. Sui cinquantacinque,
celibe, senza figli. Nessun precedente.
 Hai ottimi contatti nell'amministrazione comunale. Se ha
avuto un incidente sul lavoro lo sapranno. Chiedi anche da
quanto tempo  il direttore del mercato.
 Pi tardi. Ho lavorato quasi tutta la notte. Marietta si
appunt dietro l'orecchio una ciocca corvina. Non ho
neanche avuto il tempo di cambiarmi.
 Lo stress ti dona dichiar con un sorrisetto enigmatico
Gilo Battinelli, che aveva seguito il resoconto restando in
silenzio sulla soglia della porta. Hai un'aria radiosa.
 Ieri sera sono stata seduta al computer fino alle dieci protest
lei. Poi ho incontrato un informatore.  una storia
lunga, per adesso conosco meglio di chiunque altro qui
dentro la vita di Diego Colombo fino al giorno della sua morte.
Sempre che sia morto davvero,  chiaro. Prima di andare in
comune ho qualcosa anche per voi.
 Marietta rifer della Ruza Holding Limited Liability Company
DOO con sede in ulica Slobode a Podgorica e cit il suo
ex che la chiamava ruza, rosa in serbo. Quando accenn che al
catasto l'edificio a San Giacomo risultava di propriet della
holding e che in passato uno degli appartamenti era appartenuto
a Lino La Rosa, Laurenti e i colleghi sobbalzarono. La
punta di una matita si spezz con un colpo secco, e Pina sbagli
l'ultimo tratto dello schizzo perfettamente riuscito della
mano di Marietta che si sistemava i capelli dietro l'orecchio.
 In genere le rivelazioni esplosive strappano esclamazioni
sorprese e quasi tutti partono in quarta, altri invece ammutoliscono
e restano seduti al loro posto chiedendosi come hanno
fatto a lasciarsi sfuggire un dettaglio del genere. E a quel punto
il collega che invece lo ha notato diventa una specie di nemico.
 Inoltre, secondo la Scientifica le impronte trovate al Residence
Golden Age n. 2 non corrispondono a quelle dei due
ladri arrestati ieri in via Carpaccio. I piedi dello scassinatore
sono pi piccoli.
 Diego Colombo aveva i piedi piccoli non riusc a trattenersi
Laurenti.
 Se  per questo anche Maran aggiunse Marietta.
Un'altra cosa. La porta comunicante tra la casa di riposo e
l'appartamento a fianco non  segnalata sulla pianta catastale.
Immagino che il passaggio sia stato aperto senza i permessi
necessari.
 La giornalaia ha ricevuto una fotocopia anche stamani?
chiese Battinelli.
 Non sono andato all'edicola. Laurenti alz le mani
dichiarandosi innocente.
 Ma come! si meravigli Marietta. Eppure ci vai tutte le
mattine, dalla tua Tessie. Ieri sera ha seminato i colleglli per la
terza volta di fila. Bella figura che ci facciamo, se si sparge la
voce. Quando se ne sono accorti hanno avvisato subito la centrale.
Gli addetti alle telecamere di controllo sostengono che
deve essersi allontanata dalla citt, altrimenti prima o poi
avrebbero ritrovato le sue tracce. Perci si sono concentrati
sulle autostrade ed i valichi di frontiera. Poco dopo le ventuno 
andata in Slovenia con lo scooter del figlio passando da Fernetti.
Dal filmato risulta che ha preso la prima uscita e proseguito
in direzione di Sezana. Quella zona  piena di posti che
affittano camere anche per poche ore. Io dico che sta giocando
sporco. Non le mettiamo i nostri uomini alle calcagna soltanto
per controllarla, ma anche per proteggerla nel caso il tizio delle
fotocopie si spingesse troppo oltre.
 In realt no, Marietta. A noi interessa solo Diego
Colombo. Laurenti sorvol sull'allusione. Comunque, se ci
fossero novit avrebbe chiamato. Per sicurezza guardate le
registrazioni della telecamera di piazza San Giovanni per
capire se qualcuno ha trafficato con i giornali dopo la consegna.
Li lasciano tra la saracinesca e la porta.
 Dopo essere stato rimpallato da un funzionario della
guardia di finanza all'altro tra la Lombardia e Trieste, ho finalmente
scoperto dove sono finiti i tre dipinti sequestrati quando
Colombo fu arrestato. Gilo Battinelli gett un'occhiata al
foglietto che teneva in mano. Si tratta di un Mantegna, un
Crespi e un Tintoretto. Quando  stato rilasciato dopo sei mesi
di custodia cautelare in carcere Colombo  tornato in citt, e il
caso  passato alla procura e da l alla guardia di finanza al
molo Fratelli Bandiera. E con lui i tre dipinti, consegnati all'ufficio
di La Rosa nel 1990. Oggi per nessuno sa pi che fine
abbiano fatto. O sono sepolti da qualche parte in un deposito
della procura....
O? lo incalz subito Laurenti.
 Cpita che le prove vadano perse, per un motivo o per
l'altro. Queste per hanno un certo valore. Sull'inventario del
magazzino della GelFish al Porto Vecchio non compaiono. E
all'epoca non sono state condotte ulteriori indagini su Diego
Colombo, anzi il procedimento  stato archiviato e gli atti non
sono ancora saltati fuori. Ma anche qui temo il peggio. A voi
dove verrebbe spontaneo cercare i dipinti? Io inizierei dagli
inquirenti, al limite anche dalla procura. Stanno rovistando in
archivio, ma ci vorr tempo. I sotterranei del tribunale sono
enormi. Forse lei potrebbe sveltire un po' le cose parlando con
il procuratore, commissario.
 Laurenti inarc un sopracciglio e si scrisse un appunto. La
lista delle cose da fare diventava sempre pi lunga. Pina e
Gilo, voi occupatevi dell'edificio a San Giacomo di propriet
della holding. Ma se ci abita ancora qualcuno siate diplomatici,
non  detto che gli inquilini siano implicati nella faccenda.
 Nel seminterrato per c' il magazzino della Chance Slot-machine
ricord Marietta.
 I colleghi della Scientifica faranno i rilievi mentre voi
setacciate i piani. Se qualcuno non apre prendete il nome sul
campanello, se non c' nessun nome chiamate un fabbro e perquisite
l'appartamento. Portatevi degli uomini da lasciare di
guardia all'ingresso e al piano terra. Io torchio Tessie, poi
incontro il procuratore. Tenetemi costantemente aggiornato.
Poverina, sii gentile con lei lo punzecchi Marietta.

 La sedia a rotelle elettrica di La Rosa andava pi veloce
rispetto alle impostazioni di fabbrica. Su sua richiesta Dardan e
Toni, che installavano anche le slot-machine, avevano tolto i
fermi del motore. Doveva solo stare attento alle buche troppo
grosse sull'asfalto e ai cordoli dei marciapiedi, le ruote anteriori
non perdonavano e lo spazio di frenata era pi lungo. E naturalmente
l'autonomia era ridotta, considerando che andava fisso
a trenta chilometri orari sorpassando anche le biciclette. Dietro
adeguata mancia, sufficiente per una cena a base di ostriche e
champagne, i due avevano promesso di non dire nulla a sua
figlia Daria. Pur viaggiando spedito anche nei tragitti di tutti i
giorni, il vecchio bisbetico andava alla massima velocit solo
quando visitava i bar fuori mano nei quartieri pi periferici. In
quei casi amava piazzarsi sulla carreggiata, infischiandosene
allegramente del traffico movimentato e dei clacson che strombazzavano.
Era gi tanto che per arrivare al locale davanti al
mercato ittico allo scalo legnami non avesse preso direttamente
la sopraelevata a quattro corsie, che si snodava sugli edifici del
Porto Nuovo e dei cantieri navali svettando su grigi piloni di
cemento armato. Gli ci erano voluti venticinque minuti buoni
per raggiungere la costruzione simile a un garage affollata fin
dalle prime ore del giorno. Era la seconda volta che si avventurava
da quelle parti e la prima, quando erano state inaugurate le
slot-machine, lo aveva accompagnato Carf con il Mercedes van.
Ma con le ossa rotte e di pessimo umore com'era quella mattina,
reduce dalla nottata trascorsa nel corridoio del Golden Age, La
Rosa aveva bisogno di una boccata di aria fresca e soprattutto
voleva stare il pi possibile lontano da Daria per calmarsi. Con
lei avrebbe fatto i conti pi tardi.
 La titolare del locale, una donna pienotta sulla sessantina
abbondante, lo riconobbe appena si avvicin al bancone guardandola
in cagnesco. Alle nove Lino La Rosa ordin il primo
brandy della giornata, che butt gi in un sorso e a stomaco
vuoto. Il secondo glielo port un attimo dopo una giovane
cameriera alle macchinette che stava gi rimpinzando di
monete. La Rosa non la ringrazi e sembr non sentire nemmeno
le rumorose discussioni dei venditori di pesce, che dopo
un precoce piatto di trippa o di gulasch erano passati al vino
gi da un pezzo. Il trambusto sarebbe finito insieme alla pausa
pranzo, il personale avrebbe fatto le pulizie e chiuso presto per
riposarsi in vista del turno successivo, alle prime luci del giorno
dopo. Il lavoro di questa gente superava di gran lunga quello
dei colleghi negli eleganti bar del centro con la loro clientela di
impiegati. Al mercato ittico fornivano un servizio indispensabile
per il buon funzionamento della filiera che partiva dalla
pesca notturna e terminava con le aste giornaliere all'alba,
quando negozianti e ristoratori acquistavano la materia prima
mentre la citt dormiva ancora.
 Verso le dieci Lino La Rosa tir fuori il pappagallo dalla
borsa di stoffa e fece un cenno alla cameriera che lo fiss interdetta.
Non le sarebbe mica toccato accompagnare in bagno
quel vecchio disgustoso?
 Non illuderti che ti cali anche le brache intervenne per
fortuna la proprietaria con una fragorosa risata, spingendo la
sedia a rotelle ed aprendo la porta del bagno. Ti faccio uscire
solo dopo che hai sciacquato quell'affare e pulito il lavandino.
 Tornata dietro al bancone si vers un generoso cicchetto di
vino rosso da una bottiglia aperta, ma non diede spago ai commenti
dei clienti. Il servizio andava valutato nel suo insieme.
Lav il bicchiere, si asciug le mani e si butt il canovaccio
sulla spalla.
 Non era una bella giornata per Lino La Rosa. A quanto
pareva le macchinette incastrate in una nicchia in fondo alla
sala non erano molto usate. Dopo un'ora e mezza la somma
investita era decisamente maggiore di quella ricavata, e lui
sapeva che era arrivato il momento di smettere. Sulla via del
ritorno c'erano altri locali a cui la sua ditta forniva slot-machine.
Pag in silenzio i quattro brandy e attese che qualcuno
gli aprisse la porta del bar prima di andarsene senza
salutare. Mentre attraversava i binari dello scalo legnami la
sedia a rotelle si inclin pericolosamente, La Rosa evit per un
pelo una dolorosa caduta sulle rotaie e da l in poi decise di
proseguire a tutta velocit sulla carreggiata, che si ingegnassero
gli automobilisti a schivarlo. La spia della batteria continuava
a lampeggiare e superata la salita di via Bartolomeo
d'Alviano inizi a suonare anche un allarme prolungato. In
quella zona non c'erano locali, e comunque aveva lasciato a
casa il caricabatteria. Fino a un attimo prima che la sedia a
rotelle si fermasse sul ciglio dell'ampia strada trafficata Lino
La Rosa era convinto che il suo destriero non gli avrebbe mai
giocato un brutto tiro come quello. Non si vedeva anima viva
che potesse spingerlo fino al bar pi vicino, e le sue braccia
erano troppo deboli per quell'affare cos pesante, che da solo
riusciva a muovere al massimo per un paio di metri lisci e piatti
come una tavola. Bestemmiando annasp per estrarre il cellulare
dalla borsa di stoffa e chiam l'unico numero in memoria.
Daria rispose solamente al secondo tentativo, la sua voce era
brusca e sgarbata.
Cosa vuoi? Ti avevo proibito di uscire.
 Si  rotta la sedia a rotelle. Te l'ho sempre detto che su
certe cose non bisogna risparmiare. Gli si era appiccicata la
lingua al palato, fatic ad articolare le prime parole.
Arrngiati, ho da fare.
 Ma sono in mezzo alla strada. Questo cazzo di aggeggio 
andato!.
 Magari  la volta buona che ti mettono sotto sul serio cos
mi tolgo il pensiero. Chiama la polizia o il carro attrezzi. Anzi,
ancora meglio, chiama il 118, cos se siamo fortunati ti fanno
un TSO.
 Un camion sfrecci vicinissimo a La Rosa. Il lungo colpo di
clacson copr le ultime parole della figlia. Una spessa nuvola
di polvere volata via dal cassone avvolse l'uomo che con una
violenta spinta riusc ad accostare le ruote posteriori al cordolo
del marciapiede, mentre i piedi spuntavano ancora sulla
carreggiata.
 Come ti permetti? Azzardati a dirlo ancora e cambio il
testamento.
 Telefona a Carf. Sono stufa delle tue minacce. Per me ci
puoi crepare, su quella strada. Ma si pu sapere dove sei?.
 All'incrocio tra via Bartolomeo d'Alviano e via Caduti sul
Lavoro.
 L'Angelo della morte rise beffarda. Magari fossi caduto sul
lavoro anche tu, venticinque anni fa. Peccato per che non hai
mai lavorato, sei stato capace solo di truffare e ricattare. Ti sei
scelto un luogo simbolico per morire, Lino.
Ora basta e vieni a prendermi.  un punto pericoloso.
 Toss e dalla rabbia gli and di traverso la saliva. Quando
accost di nuovo il cellulare all'orecchio Daria aveva interrotto
la comunicazione. Lino La Rosa premette di nuovo il tasto di
chiamata, ma poi pos il cellulare. Un'auto con le quattro
frecce accese si ferm qualche metro pi avanti e ne scese un
uomo robusto e pelato.
 Ma  impazzito? url in faccia al vecchio. Perch  sulla
strada? Come fa la gente a vederla? Stia sul marciapiede, che 
anche bello largo. La aiuto solo perch altrimenti qualche
disgraziato la investe e poi ci va di mezzo lui. Oggigiorno gli
storpi hanno sempre ragione in tribunale.
 Sollev la sedia a rotelle da dietro e la spinse contro la siepe
che delimitava il marciapiede. Quelli che dovevano inchiodare
per schivare l'auto ferma si attaccarono al clacson, indignati.
L'uomo corse subito alla macchina e ripart. La Rosa stava
sempre peggio, la strada gli ballava davanti agli occhi, aveva lo
stomaco sottosopra e gli era venuta la nausea, ma non riusciva
a vomitare. Sentiva freddo alle braccia e alla parte superiore
del corpo, gli tremavano le mani e fatic a infilare il cellulare in
tasca. Poi perse i sensi, e non si accorse del taxi che accostava.
 Agitando la coda, Gulasch lecc la mano del vecchio che
ciondolava dalla sedia a rotelle, Daria Bono lo allontan
tirando il guinzaglio, tolse il cappello al padre e gli moll due
sonore sberle. Lui grugn, dopo un altro ceffone apr di scatto
gli occhi. Una colonna di camion si stava avvicinando. Poi successe
tutto in fretta, avvert una forte pressione sulla schiena, si
accorse che la sedia a rotelle scivolava in strada, in alto vide il
metallo della cabina di guida e il paraurti. Lino La Rosa spalanc
la bocca per gridare, una frazione di secondo dopo qualcosa
lo colp con violenza, e nello stesso istante il suo corpo fu
attraversato da un dolore infinito.

 Mi racconti balle approfittando della nostra amicizia. Ieri
sera poco dopo le nove hai passato il confine a Fernetti con lo
scooter di Jago e hai preso l'uscita per Sezana. Hai scelto solo
strade provinciali. In Slovenia ci sono camere a ore a volont,
Teresa.
 Niente Tessie, Proteo?. La giornalaia sorrise in quel suo
modo disarmante. Quando mantieni le distanze mi piaci
ancora di pi, commissario.
 Non sei tanto brava a giocare a nascondino. Ti facevo pi
furba.
 La mia vita privata non ti riguarda, commissario. Per lo
meno finch non cambiano le basi del nostro rapporto, e continui
a trattarmi come una sospettata nonch complice di un
bandito.
 Con un movimento morbido fece scivolare le mani dal seno
ai fianchi come per lisciare la stoffa del vestito giallo. In circostanze
diverse Laurenti si sarebbe abbandonato alle fantasie.
 Cosa ti aspetti? Chiedi di essere protetta da un maniaco
che ti perseguita mandandoti immagini dei dipinti rubati dal
tuo Diego, poi per non collabori e oltretutto fai anche l'offesa.
Sai che c'? Da adesso cambiamo sistema. Veditela da
sola con il tuo amico di penna. Fa' come ti pare, sporgi
denuncia, rivolgiti ai carabinieri, alla procura o al padreterno.
Assumi Grandi come detective privato, che tra l'altro grazie
al sottoscritto ti ha installato in casa la telecamera a un prezzo
di favore. Ma con me hai chiuso, non ti aiuto pi. Mise dei
soldi sul bancone. Dammi un pacchetto di sigarette ed un
accendino.
E usc con il resto in mano. Arrivederci, signora Fonda.
Proteo! lo chiam Teresa mentre lui chiudeva la porta.
 L'aveva sentita, ma non si volt. Si accese una sigaretta,
soffi fuori il fumo con rabbia e si avvi verso il Malabar. Non
aveva fatto neanche cinque passi che Teresa corse fuori dall'edicola,
lo raggiunse e gli si par davanti.
 Mi dispiace, Proteo. Aspetta un attimo, per favore, non 
cos semplice.
 Lui la guard esitante. La giornalaia stringeva tra le dita un
foglio. Che c', Tessie?.
L'ho trovata stamani tra i giornali.
 L'immagine fotocopiata di un'opera di Guido Cagnacci:
una sensuale Maria Maddalena seminuda, la testa reclinata nel
rapimento dell'estasi, appoggiava la mano sul teschio che
teneva in grembo. Laurenti conosceva quel dipinto. Diego
Colombo lo aveva rubato da una galleria d'arte che aveva
denunciato il furto - non da una collezione privata, dove
poteva essere finito in cambio di denaro sporco.
E allora?.
 Ho bisogno del tuo aiuto, Proteo. Guarda questo quadro.
 chiaro che si riferisce a me.
Tutti i quadri si riferivano a te. Rivolgiti a Grandi.
 Non ti lascio andare via cos. Per favore, torna dentro e
ascoltami.
 Teresa Fonda aveva le lacrime agli occhi. Dopo una stanca
alzata di spalle Laurenti la segu in edicola, ma non aveva la
minima intenzione di consolarla stringendola a s, anche se era
quello che chiedeva lo sguardo di lei.
Su, parla disse in tono secco.
  vero, mi vedo con un uomo. Hai ragione, Proteo
confess la giornalaia. Ma non  Diego, come pensi tu.
 Tir su con il naso, e due grosse lacrime le rigarono le
guance di mascara.
 Si chiama Raffaele Maran la aiut freddamente il commissario.
Di origini argentine.
La giornalaia abbass gli occhi, si morse il labbro e annu.
Come lo sai?.
 Hai dimenticato che lavoro faccio, Tessie?. Prima che
potesse proseguire Laurenti fu interrotto dal suono del suo cellulare.
Tra s maled la tecnologia, per Marietta lo stava cercando
e lui doveva rispondere. Usc dall'edicola e finita la
telefonata non rientr, rimase sul ciglio della strada, dove poco
dopo accost una volante con il lampeggiante acceso. Laurenti
sal sul sedile posteriore. Appena l'auto ripart riecheggi la
sirena.

 Sapete cosa ci dovete fare con la sirena? domand
Laurenti.
 C' un gran casino, commissario rispose il poliziotto
accanto al guidatore.
 No, agente. A Caserta forse, a Napoli, a Milano o da
qualche altra parte, ma non a Trieste.
 Il collega al volante zigzagava sicuro tra le macchine, frenava
brevemente agli incroci se il semaforo era rosso e subito
dopo schiacciava di nuovo l'acceleratore.
 Contento di far vedere quanto sei bravo, eh? bofonchi
Laurenti aggrappato alla maniglia. Ma che io sappia stiamo
andando da un morto, non dobbiamo salvare qualcuno o dare
la caccia ad un criminale in fuga, quindi spegni quell'affare e rallenta.
Non siamo nel Bronx.
 Quando si avvicinarono all'ingorgo che si era formato a
causa dello sbarramento l'agente accese di nuovo la sirena,
super contromano i veicoli in coda e si ferm davanti al luogo
dell'incidente. Dietro un'ambulanza ferma di traverso in
mezzo all'incrocio c'erano il furgone della Scientifica e tre auto
della polizia. Un agente era in piedi accanto allo sportello
posteriore di una volante, mentre il collega sul sedile del passeggero
parlava alla radio tenendo in mano dei documenti.
Alle sue spalle era seduta Daria Bono, con il viso di pietra e il
cagnolino bianco che tremava fra le sue braccia.
 Laurenti le pass davanti e raggiunse il camion, il rimorchio
si era sganciato per la brusca frenata e aveva invaso la corsia
opposta. Sotto il veicolo si vedevano i resti di una sedia a
rotelle ed a destra, dietro l'assale posteriore della motrice, una
massa informe coperta da un lenzuolo sotto il quale si intuiva
un corpo travolto da due ruote.
 Un poliziotto and incontro a Laurenti. Mentre gli riferiva
la dinamica dell'incidente gesticolava indicando la scena. Daria
Bono aveva chiamato il 112 e aspettato il loro arrivo. Poco
dopo lui e il collega erano gi l, nel giro di qualche minuto li
aveva raggiunti anche l'ambulanza, ma ormai non c'era pi
niente da fare. L'autista del camion era sotto shock, al
momento si trovava al pronto soccorso e non era stato ancora
interrogato. La calma quasi algida della figlia della vittima sembrava
strana. Aveva dichiarato che non vedeva il padre dalla
sera precedente, doveva aver avuto una delle sue solite brutte
giornate. Quando finalmente lo aveva trovato lui si era buttato
in mezzo alla strada con la sedia a rotelle senza neanche controllare
se passavano macchine, e il camion lo aveva investito
davanti ai suoi occhi.
 S, proprio una brutta giornata per il maresciallo
comment Laurenti.
 Ordin di iniziare la procedura operativa standard appena
i tecnici della Scientifica, che stavano raccogliendo i pezzi della
sedia a rotelle caricandoli sul furgone, avessero terminato i
rilievi. Poi and da Daria Bono.
 Le mie condoglianze, signora. Deve essere stato terribile
per lei.
La donna annu sostenendo il suo sguardo.
Ha bisogno di un medico?.
 Io? Ma non vede cosa  successo? sbott lei a bruciapelo.
Non sono io quella finita sotto un camion.
 I colleghi mi informeranno quando avr rilasciato la sua
testimonianza. La aspetto in questura alle tre. Purtroppo la tragica
morte di suo padre non mette fine alle indagini.
 Purtroppo, tragica morte. Si risparmi certe parole, commissario.
Vorrei solo sapere perch mi tenete ancora qui.
Daria Bono puntava lo sguardo fisso davanti a s, la sua voce
era ferma ma sommessa.
 Tra poco potr andarsene, signora. Capisco perfettamente
che non riesca a sopportare una vista simile. Lino La
Rosa era tutta la sua famiglia, spero abbia qualcuno che le stia
vicino.
Lo fa gi lei.  sufficiente.
 Laurenti si volt, scambi qualche parola con i tecnici della
Scientifica e diede disposizioni al responsabile delle operazioni
di rintracciare eventuali testimoni dell'incidente ed interrogarli a
fondo. Era impossibile che su una strada cos trafficata nessuno
avesse visto nulla. Poi torn alla volante con cui era arrivato.
 Portatemi in procura, per favore. Senza lampeggiante e
senza sirena. Prese il cellulare e selezion il numero di
Marietta. Scopri dov'era l'avvocato Carf nelle ultime due ore.
Novit da Pina e Battinelli?.
 Sono ancora a San Giacomo, Proteo. Telefona direttamente
a loro.
 Appena chiuse la chiamata ricevette quella dell'ispettrice
Cardareto. Dovrebbe vedere con i suoi occhi, capo. Quante
agenzie di onoranze funebri ci sono a Trieste?.
 un settore in crescita. Perch?.
 Siamo davanti a una bara chiusa. Nell'appartamento al
terzo piano, che  disabitato. Pesa un quintale. Sinceramente
non mi era mai capitata una cosa del genere. E nemmeno a Battinelli.
Di cadaveri ne ho visti tanti, capo, ma l'idea di aprire
questa cassa mi mette i brividi. Che dobbiamo fare?.
 Bussi e veda se risponde qualcuno, Pina. Laurenti fece un
respiro profondo. In che condizioni ?.
Sembra nuova. Sul pavimento non ci sono tracce.
 Quando la Scientifica l'ha analizzata e rilevato le
impronte digitali fatela portare a medicina legale. Dovete
essere presenti mentre aprono la bara, Pina. Per forza. Mi
tenga al corrente.
 Davvero un gran casino stamani, commissario ripet l'agente
sul sedile del passeggero appena Laurenti mise in tasca il
cellulare. Lei che dice, se uno finisce sotto un camion sente
tutto fino alla fine o muore prima per lo shock?.
 Bisognerebbe chiederlo a chi c' passato. Ora andiamo,
sbrighiamoci.
 Il poliziotto alla guida acceler e accese il lampeggiante. Ma
us la sirena solo per tagliare gli incroci con il rosso.

 Proteo Laurenti arriv in tribunale in perfetto orario, per
il procuratore Carlo Scoglio non era in ufficio. La segretaria
disse che era ancora in udienza, stava durando pi a lungo del
previsto.
 Laurenti vide il giornale sulla scrivania del magistrato. Non
aveva avuto il tempo di leggerlo. Finalmente i toni dei giornalisti
della cronaca locale erano un po' pi clementi anche se,
com'era prevedibile, a quattro giorni dal furto nella zona
franca continuavano a rimestare l'argomento lamentandosi
delle scarse informazioni da parte di questura e procura.
Laurenti accolse con soddisfazione la notizia. In compenso ai due
ladri di via Carpaccio era dedicata mezza pagina. Il redattore
dell'articolo doveva disporre di una nutrita serie di formule
standard da riciclare, le frasi ricorrevano sempre uguali, non
importava quali fossero i fatti.
 Il procuratore era stressato e furioso quando entr in cancelleria,
e il commissario pos il giornale. Evidentemente Scoglio
aveva perso l'udienza che lo aveva trattenuto.
 E lei cosa ci fa qui, Laurenti? domand in tono sgarbato
dirigendosi verso il suo ufficio mentre si toglieva la toga.
Avevamo un appuntamento a pranzo.
 Bene, se resto qui dentro divento matto. Dove andiamo?
Non ho molto tempo. Meglio il ristorante di fronte, la pizza 
buona.
 Laurenti non aveva preferenze, ma fu stupito da quella proposta
perch proprio Scoglio aveva sostenuto pi volte che
dietro l'attivit ci fossero legami poco chiari con la Campania.
Tra l'altro molti impiegati del tribunale erano clienti fissi del
ristorante. Se si dovesse sospettare di tutto e di tutti non si metterebbe
pi piede da nessuna parte.
 Nel breve tragitto il commissario parl del singolare incidente
alla sopraelevata che era costato la vita a Lino La Rosa.
Il procuratore lo guard meravigliato, ma non fece commenti
finch non si furono seduti a uno dei tavoli all'aperto a una
certa distanza dagli altri.
 Lo vedevo spesso la mattina andando in ufficio. Non si
pu dire che fosse un utente rispettoso del codice della strada.
Come ha reagito la figlia?.
 Compassata. Un incredibile sangue freddo, considerando
che ha assistito alla scena.
  sicuro che non si tratti di suicidio? L'azione premeditata
di un pazzo che per vendetta si  ucciso davanti a lei.
 Non  quello che ha detto Daria Bono. Pare che i due
avessero avuto una discussione.
  l'unica erede. Per lei la morte di La Rosa deve essere
stata una liberazione sotto ogni punto di vista. Se non  nata
ieri, Laurenti, ora addosser tutta la responsabilit al padre. E
uscir pulita dalle indagini.
 A lui e all'avvocato Carf. Nel caso fosse coinvolta anche
lei, sarebbe una stupida a non fare almeno un tentativo. Ha
l'aria provata, ma  una donna con i nervi saldi. Durante le perquisizioni
non ha battuto ciglio. Alla fine non l'ha preoccupata
pi di tanto nemmeno il furto della cassaforte. Inoltre c' la
questione sollevata dai documenti bancari del Residence
Golden Age che qualcuno ha lasciato sulla mia macchina. Sono
scritti a mano, quindi abbiamo bisogno di una perizia calligrafica.
Anche se fossero attribuibili a lei, pu sempre fingere di
non saperne nulla e dire che si  limitata a seguire le istruzioni
ricevute. E il denaro che abbiamo trovato in possesso dell'avvocato
potrebbe averglielo consegnato perch lo depositasse in
Montenegro. In fondo Daria Bono non ha mai firmato un
bilancio.
 Li metteremo a confronto, Laurenti. Anche Carf  abbastanza
scaltro da negare tutto. Non ha precedenti e se la caverebbe
con la sospensione condizionale della pena, il falso in
bilancio non  certo un reato che lo spaventa. A ci si aggiunge
l'evasione fiscale, ma nemmeno quella gli creerebbe troppi
fastidi.
 Entrambi tacquero mentre veniva servita la pizza. Laurenti
stacc un pezzo della sua romana e il procuratore si avvent
sulla diavola a cui aveva aggiunto un filo di olio piccante.
 Dobbiamo farli cadere in contraddizione, Laurenti disse
Scoglio con la bocca piena. Domani non ho udienze. Li convochi
entrambi, li interrogheremo insieme. Li lasciamo soli, e
mentre aspettano osserviamo le loro reazioni.
Carf sa benissimo che ci sono le telecamere.
  un civilista, Laurenti. Per cause di separazione, risarcimento
danni e sinistri non si usano questi metodi.
 Furono interrotti dal cellulare del commissario. Nonostante
il segnale disturbato la voce di Pina Cardareto era chiaramente
concitata.
Niente salma, capo. Molto meglio. Non indoviner mai.
Sembrava a dir poco euforica.
 Cosa pu esserci di meglio dell'assenza di una salma,
Pina? Ma prima di continuare cerchi un punto con pi
campo.
 La bara. Un attimo, vado di sopra. A Laurenti arriv il
rumore di una porta che si chiudeva e dei passi dell'ispettrice
capo che saliva delle scale. Mi sente adesso? Sono a medicina
legale. Il patologo mi ha riso in faccia quando il suo assistente
ha tolto il coperchio. La bara  piena di opere d'arte, ci sono
anche una collezione di monete e dei gioielli antichi. Ecco
perch pesava tanto.  stata portata cos nell'edificio della Ruza
Holding. Battinelli sta verificando i decessi degli ultimi giorni al
Golden Age. La mattina portavano fuori una bara, ricorda? E il
pomeriggio quando sono tornata l con Gilo ne hanno portata
fuori un'altra. Per  stata segnalata solo una morte.
 Ottimo lavoro. Faccia l'inventario del contenuto della
bara, con foto e descrizioni, poi trovi chi l'ha consegnata. E
convochi Carf per le tre.
 Il viso di Laurenti si rasseren, Scoglio lo fiss curioso. In
poche parole venne a sapere della holding in Montenegro e del
palazzo in rovina a San Giacomo.
 Ha impegni nel pomeriggio, procuratore? Dobbiamo anticipare
il confronto. Anche Daria Bono  convocata per le tre.
 Oggi?. Scoglio inarc le sopracciglia. Subito dopo la
morte del padre? Ci va gi duro, Laurenti.
 Date le circostanze, magari sar un po' pi alla mano. E
tra parentesi, nemmeno lei  rinomato per compassione e
delicatezza.
 D'accordo, commissario. Trover qualcuno che mi sostituisca.
Li faccia venire nel mio ufficio, io mando una richiesta
di collaborazione al Montenegro.
Auguri.
 Forse le autorit saranno pi propense a dirci qualcosa se
questa Ruza Holding a Podgorica  completamente in mano a
stranieri. In fin dei conti vogliono entrare nell'Unione europea.
 Non mi sembra un'idea brillante. Dovrebbero fornire
informazioni su migliaia di conti bancari. Non sar solo la
marea di russi che vivono l a fare ostruzionismo.
Non sono tutti criminali, Laurenti.

 E questo cos'? esclam sorpresa Teresa Fonda durante
la pausa pranzo, mentre infilava i panni sporchi nella lavatrice
e come sempre svuotava le tasche dei pantaloni dei figli.
 Insieme ai soliti fazzoletti di carta nei jeans di Jago trov un
sacchettino di camoscio simile a quelli che usava anche lei per
i gioielli. Sciolse il laccetto e svuot il contenuto sul palmo
della mano sinistra. Spalancando occhi e bocca per lo stupore,
sal incredula le scale della cantina e usc dalla porta di casa per
esaminare la scoperta alla luce del sole.
 Non posso crederci mormor a mezza voce, rinfil in
fretta le pietre preziose nel sacchettino e corse in cucina per
prendere il cellulare lasciato sul tavolo.
 Jago non rispose nemmeno alla terza chiamata. Si era cacciato
di nuovo nei guai? Cosa faceva tutto il giorno? Non si
presentava al lavoro in cava e non andava nemmeno alla scuola
serale, come aveva saputo quella mattina. Le mentiva e cercava
Raffaele Maran al mercato coperto con una scusa ridicola, sembrava
che oltre alla polizia adesso la sorvegliasse anche suo
figlio. Teresa si sedette al tavolo della cucina e si prese la testa
tra le mani. Aveva lottato tanto per crescere i tre figli e assicurare
loro un tetto sicuro. E allegria, anche quando si sarebbe
messa a piangere per la disperazione. Possibile che avesse sbagliato
tutto? Jacqueline si accontentava di fare l'aiuto cucina
nonostante il diploma a pieni voti, Jago era fuori controllo e
aveva preso una brutta piega.
 Solo Jacopo, il maggiore dei tre fratelli, non aveva tentazioni
perch passava la maggior parte del suo tempo su una
petroliera. Almeno lui non le dava pensieri. Quando Teresa
aveva investito il maresciallo Lino La Rosa era incinta di otto
mesi proprio del suo primogenito. Per quanto si sforzasse, a
volte non riusciva ad accantonare il ricordo. Era una grigia
giornata di settembre, esattamente come quel giorno, per non
aveva piovuto. Erano passati quattro mesi dalla commemorazione
di suo marito Diego Colombo. Avevano partecipato solo
pochi amici; Diego era stato descritto dai media come un criminale
senza scrupoli che finalmente aveva smesso di rappresentare
un pericolo, per il sollievo dell'intera citt liberata da
quella piaga. Nessuno dei suoi vecchi compagni si era fatto
vedere, solo Nereo Morandi. Diego non aveva ricevuto sepoltura,
perch nemmeno i sommozzatori della polizia avevano
trovato i suoi resti. Come poteva Teresa credere che fosse
morto? Nell'Adriatico non c'erano piranha, quello non era il
Rio delle Amazzoni o un film di James Bond, dove branchi di
pesci famelici facevano sparire un corpo in un batter d'occhio,
e Diego aveva sempre studiato meticolosamente tutti i suoi
colpi prima di metterli in atto.
 Dall'esplosione in Sacchetta Teresa aveva iniziato a spiare
Lino La Rosa. In quel periodo si era fatta sostituire spesso in
edicola da un'amica. Dopo un po' conosceva le abitudini del
maresciallo. A quel tempo esisteva ancora La Colombiana, una
piccola torrefazione in via Carducci, con il bancone in acciaio
che continuava a brillare nonostante il ripiano coperto di graffi
dovuti ai decenni di uso. La Rosa entrava tutte le mattine alla
stessa ora e ordinava un caff. Nel frattempo lasciava l'auto di
servizio in seconda fila, non temeva certo di prendersi una
multa. Il pancione di Teresa era diventato enorme, o almeno
cos sembrava a lei, il seno gonfio e il viso rotondo. Il medico
le aveva ordinato di stare a riposo ed evitare gli sforzi, non
poteva sollevare i pesanti pacchi di giornali e nemmeno le
grosse scatole con le stecche di sigarette. Anche la piccola
borsa con il necessario per il ricovero in maternit era gi
pronta.
 Erano le nove di un marted mattina quando Teresa svolt
in via Carducci con la BMW Touring di Diego e si ferm sulla
corsia preferenziale. A meno di centro metri dalla Colombiana.
L'auto di servizio grigia della finanza era parcheggiata
come sempre in seconda fila, il maresciallo La Rosa, impeccabile
in divisa e berretto con la visiera, parlava a un uomo gesticolando
con aria d'importanza. Nel momento in cui lo salut
dandogli una condiscendente pacca sulla spalla, si volt verso
la sua macchina e scese dal marciapiede, la giornalaia acceler.
Lo colp mentre apriva lo sportello. La BMW gli pass sopra
con due leggeri sobbalzi. Qualche metro pi avanti Teresa
inchiod, rimase immobile alcuni secondi stringendo il
volante e quando vide nello specchietto un passante correre
verso di lei scese lentamente. Raggiunse in silenzio La Rosa e
si chin su di lui, che la fiss a occhi spalancati. Respirava. Era
vivo. Peccato disse Teresa, sput accanto all'uomo disteso
sull'asfalto e torn alla BMW, dove aspett l'arrivo della stradale
osservando nel retrovisore l'ambulanza che si fermava sul
luogo dell'incidente.
 Teresa scosse energicamente la testa, come se in questo
modo potesse scacciare il passato. Si prepar un panino con
mortadella e peperoni sott'aceto e stacc un morso. Masticando
digit il numero di Jacqueline, ma dovette aspettare
parecchio prima che la figlia rispondesse. All'ora di pranzo il
ristorante era in piena attivit.
Che c', mamma?  successo qualcosa?.
Dobbiamo parlare, sono preoccupata per tuo fratello.
Jago? Cosa ha fatto?.
  proprio quello che vorrei sapere. Non va a lavorare e
nemmeno a scuola. Ti ha detto cosa combina tutto il giorno?.
 Dai, mamma, ti agiti sempre per nulla. Avr trovato una
ragazza. Cosa vuoi che gli sia capitato?.
 Parlaci tu. Ho un brutto presentimento. Se si mette di
nuovo nei guai, questa volta non  pi solo una bravata. A ventidue
anni finisce in galera e l non migliorer di certo.
 Ora esageri, mamma. Ma, se ti senti pi tranquilla, dopo
faccio un salto da lui su alla roulotte. Sempre che mi ricordi
come ci si arriva, ci sono stata solo una volta.

 Un cielo senza stelle ed una brezza tiepida. In alto la sopraelevata
con i suoi imponenti piloni di cemento armato disegnava
un'ombra chiara su di lui, erano quasi le quattro di notte e si
sentiva solo il rumore dei pochi veicoli in viaggio a quell'ora.
Anche nei capannoni industriali e nelle fabbriche l'andirivieni
sarebbe cominciato pi tardi. Soltanto nel magazzino di un
corriere distante circa trecento metri i muletti caricavano
camion e furgoni con le consegne per la citt e le zone limitrofe.
Si nascose vicino all'ingresso della ditta di spurghi, dietro
un cespuglio del terreno adiacente.
 La cosa pi lunga era stata decidere quale mezzo usare per
non destare sospetti, da un lato doveva evitare di essere ripreso
dalle innumerevoli telecamere e dall'altro riuscire a superare
anche il controllo doganale. Qualche giorno prima aveva trovato
per caso la soluzione al problema mentre chiacchierava al
bancone di un bar con un tizio simpatico che guidava uno dei
"camion della merda", come defin la flotta aziendale del suo
datore di lavoro, e doveva fare un intervento al Porto Vecchio
prima dell'alba.
 E adesso era l a girarsi i pollici, non poteva nemmeno
fumare una sigaretta per ammazzare il tempo. Guardava di
continuo l'orologio e intanto ricapitolava tutti i passaggi, ma
non trov nessun errore, nessuna imprudenza. L'esplosivo era
nascosto dal giorno precedente nell'aula magna della School of
Management, il trasmettitore era acceso. Sarebbe stata sufficiente
una telefonata dal cellulare per ridurre a un cumulo di
macerie l'alta facciata a vetri. I due larghi elastici della
maschera antigas a buon mercato che gli copriva naso, bocca e
mento sparirono dietro la nuca sotto lo scuro berretto di lana
calato sulla fronte. Finalmente arriv una FIAT Panda vecchio
modello, il cancello automatico della ditta si apr, l'auto entr
nel parcheggio e il guidatore spar nella palazzina degli uffici
per riapparire poco dopo con una chiave in mano. Adesso
doveva solo aspettare che l'autista portasse fuori il camion e
poi agire con la rapidit di un fulmine. Sent il motore che si
avviava, vide accendersi i fari e il pesante veicolo avvicinarsi
lentamente. Rimase immobile finch il cancello non si apr di
nuovo. Prima che il veicolo ripartisse salt fuori dal suo
nascondiglio, spalanc la portiera del guidatore e lanci un
candelotto lacrimogeno nella cabina. Mentre l'uomo saltava a
terra gli assest il primo colpo alla testa con un tubo di acciaio,
poi altri due, ma lui cercava ancora di difendersi, tirava pugni
come un forsennato. Alla fine riusc a metterlo KO. Dalla ferita
alla calotta cranica usciva un fiotto di sangue che gli colava sul
viso. Lo afferr sotto le ascelle e lo trascin sul terreno incolto
accanto alla ditta. Lo lasci tra gli arbusti, corse al camion e
part. Il cancello rimase aperto.

 Jago si svegli a pezzi e in un bagno di sudore dal sogno in
cui rivedeva di continuo l'espressione terrorizzata e sfigurata
dal dolore dell'autista. La botta con il tubo di acciaio aveva
prodotto un breve scricchiolio secco, come una sottile lastra di
marmo che si spezza. Si era alzato molte volte durante la notte,
uscendo a fumare una sigaretta per poi tornare a letto. Dopo la
rapida incursione senza intoppi al magazzino della GelFish al
Porto Vecchio aveva gongolato al pensiero che di l a poco il
deposito di quadri sarebbe stato scoperto. L'autista si sarebbe
rimesso presto. Solo ascoltando il notiziario aveva saputo che
la sua vita era appesa ad un filo. E la mattina dopo era morto.
 Erano gi le undici passate quando Jago, seduto sul bordo del
letto, cerc di riordinare le idee per capire cosa doveva fare.
Dopo una doccia veloce e due sorsi di caff freddo dalla tazzina
sporca di sua madre si mise davanti al computer condiviso da
tutta la famiglia. Fece una breve ricerca sul sito di una compagnia
aerea e trov un volo conveniente. Teresa aveva ripetuto fino allo
sfinimento a Jago e Jacqueline che l'unica carta di credito che
aveva e teneva nel secrtaire in camera sua doveva essere usata
esclusivamente per le emergenze ed in nessun altro caso. Tutti e tre
preferivano pagare in contanti, e la giornalaia poteva contare
anche sull'incasso giornaliero che depositava in banca due volte
alla settimana. Jago stabil che quella era un'emergenza.
 Nascose in camera la conferma della prenotazione, rimise la
carta di credito al suo posto, chiuse a chiave la porta di casa e
compr il giornale prima di tornare alla sua roulotte sul Carso
con la vecchia BMW gialla di Diego Colombo. Evit con cura di
passare vicino alla cava e tir un sospiro di sollievo quando
imbocc senza essere visto il sentiero che arrivava al suo rifugio
nascosto in mezzo al bosco.
 Rassicurato, si accorse di non aver lasciato tracce scassinando
la cassaforte. Tolse le scatole di cartone dal materasso,
si sedette ed apr il giornale. Non vide nessuna notizia sui soldi
che aveva lasciato alla vedova dell'autista, ma era ancora
troppo presto. Accese la radio, prese uno scatolone da sotto il
letto e tir fuori una pila di documenti. Non dovette scartabellare
a lungo nel suo archivio personale delle gesta di Diego
Colombo prima di individuare l'articolo che stava cercando. A
suo tempo anche l'infallibile mago del furto aveva provocato la
morte di un uomo. Una guardia giurata, che durante il suo giro
di controllo era arrivata prima del solito al ripetitore RAI sul
colle di Conconello. Non era ancora sceso dalla macchina
quando la bomba era esplosa ed era rimasto sepolto sotto l'antenna,
mentre nello stesso momento Diego rubava un dipinto
di Lucas Cranach alla Galleria nazionale. E anche quell'uomo
aveva lasciato una giovane moglie e due figli piccoli.
 Jago inspir profondamente e chiuse gli occhi. Pur rammaricandosi
della faccenda, di sicuro Diego non era stato a rimuginarci
sopra. D'altra parte si era trattato di una casualit
impossibile da prevedere, lui invece, per quanto nemmeno nel
suo piano ci fossero errori, aveva sulla coscienza un uomo
ucciso con le proprie mani.
 Jago si riscosse al rumore di uno scooter seguito dalla voce
di Jacqueline che lo chiamava mentre bussava alla porta. Non
sarebbe mai riuscito a rimettere tutto nella scatola e nasconderla
sotto il letto. Che accidenti ci faceva sua sorella l? Era
andata a trovarlo solo una volta, per curiosit, quando lui aveva
preso quel ferrovecchio e aveva sentenziato storcendo il naso
che tanto valeva si fosse trasferito in un cassonetto dei rifiuti.
 Un attimo, Jackie! grid infilandosi le scarpe. Vide il viso
della sorella davanti al finestrino posteriore sporco. Apro
subito.
Perch ci hai messo tanto? Sei con una?.
 Jacqueline cerc di sbirciare all'interno da sopra la spalla
del fratello che bloccava la porta e not le scatole di cartone e
le pile di fogli.
 Non mi aspettavo una tua visita.  successo qualcosa o
non sapevi che fare?. Jago tir fuori due sedie pieghevoli da
sotto la roulotte. Purtroppo non ho nulla di pi comodo.
Vengo qui soltanto per studiare. Da queste parti cpita al massimo
un capriolo che si  smarrito tra gli alberi e le rocce.
 E ci credo. Da quel catorcio arriva un tanfo che neanche
in un allevamento di puzzole. Ma hai mai pulito?.
Esagerata. E poi lascio sempre tutto aperto.
Infatti ho visto.
Sei venuta per farmi la predica? Non sei mica mia madre.
 Mamma voleva che ti parlassi perch non vai al lavoro n
a scuola. Allora, cosa fai dalla mattina alla sera?.
 Mi ha gi stressato abbastanza lei con questa storia, non ti
ci mettere anche tu. Sono maggiorenne e non chiedo un soldo
a nessuno. Cos', una congiura? Se continuate cos, me ne
vado del tutto e non torno a casa nemmeno a dormire.
 E vieni a vivere in questo cesso? Sei fuori di testa, Jago. E
ora voglio sapere cosa sta succedendo. Non sono tua madre,
sono tua sorella, e proprio per questo non lo dir a nessuno.
Fdati. Sei ridotto uno straccio,  chiaro che non stai bene. Hai
qualcosa da bere?.
 Jago si volt in silenzio e apr la porta della roulotte, ma
mentre stava per richiuderla la sorella sgattaiol dentro e
sgran gli occhi.  un articolo su Diego Colombo? E anche
quelli? Li hai tenuti tutti?.
 Incredula, Jacqueline sgusci oltre il fratello che non riusc
a fermarla. Prese l'articolo sulla guardia giurata morta nel
crollo del ripetitore, poi inizi a scorrere gli altri. Tutti i ritagli
di giornale parlavano del criminale che era entrato nella leggenda.
Jago si strusciava le mani sui pantaloni e la osservava
impacciato.
 E quelle cosa sono? chiese lei indicando le tre scatole di
cartone.
Quelle cosa?.
 Queste, Jago. Ne prese una, la appoggi sul letto e la
apr.
 Nel tempo libero dipingo. Ma non voglio che si sappia in
giro.
 Non dire fesserie, Jago. Jacqueline sollev il Cristo di
Daniele Crespi. E comunque non sceglieresti mai un soggetto
religioso.
 Poi fu la volta di Mantegna e Tintoretto, con tanto di nome
bene in vista sulle targhette di ottone velate dal tempo applicate
alla cornice. Quegli artisti li conosceva anche Jacqueline.
Dove hai preso questi quadri?.
 La ragazza volt la testa verso il fratello e lo fiss. Lui
sostenne il suo sguardo. Dopo un breve istante Jacqueline lo
spinse da parte per uscire e si lasci cadere su una sedia pieghevole
senza togliergli gli occhi di dosso.
 L'ho fatto per mamma, Jackie balbett infine lui con un
filo di voce e si sedette accanto alla sorella, i gomiti puntellati
sulle cosce e la testa tra le mani. E per noi due. In fondo non
ho rubato nulla, ho solo ripreso quello che ci apparteneva.
 Sei stato tu al Porto Vecchio, Jago? bisbigli Jacqueline,
poi si guard intorno come per essere sicura che non ci fosse
nessuno.
 Sono nostri, Jackie. Io li ho soltanto ripresi dopo venticinque
anni. Quel bastardo di La Rosa ha tradito Diego facendolo
arrestare, lo ha fregato e ha fregato anche noi.
 Ma se all'epoca non eri nemmeno nato! E adesso tutta la
citt parla di Diego Colombo redivivo, tornato a Trieste per
ricominciare da dove era rimasto quando  saltato in aria. Ecco
perch hai tutti quegli articoli in questo porcile! Come se non
bastasse che ti ostini a guidare la sua macchina anche se
mamma l'avrebbe portata dallo sfasciacarrozze gi da un
pezzo.
 Sono sicuro che  anche nostro padre, Jackie. Diego non 
morto.
 E tu che ne sai? Che ne sai che  nostro padre e che non 
morto, eh?.
Lo so e basta.
 Ora piantala, Jago. Se sai qualcosa e riguarda anche me
come dici tu, allora parla. Ho il diritto di saperlo.
Non ho prove, ma ne sono sicuro.
 Jago singhiozz. Jacqueline lo prese tra le braccia. Sentiva
sul collo le lacrime del fratello. Lo strinse pi forte che poteva.
Sai che puoi contare su di me, Jago sussurr.
 Lui annu in silenzio e affond il viso nell'incavo della spalla
della sorella.
 Cazzo, Jago. Cazzo, cazzo, cazzo. Se almeno l'autista non
fosse morto. Cosa  successo?.
 Il fratello inizi a raccontare esitante, poco alla volta. Jacqueline
non voleva credere a ci che sentiva. Per tutti quegli
anni Jago aveva spiato il maresciallo e la figlia. Senza mai
lasciar trasparire nulla di strano, tranne l'ostinazione con cui
aveva sempre rifiutato ogni lavoro fisso. Ed era ancora ossessionato
dal suo piano, addirittura convinto di non aver fatto
nulla di sbagliato. A parte la morte dell'autista, che cercava di
far passare per uno stupido contrattempo.
 Come facevi a conoscere il magazzino? Non si pu entrare
liberamente al Porto Vecchio.
 Tempo fa ho aiutato per tre giorni un manovale a sistemare
un muro. La Rosa  venuto due volte, su un Mercedes
van blu. Quando l'uomo che guidava ha aperto la porta del
magazzino sono riuscito a vedere dentro. E di colpo tutto 
diventato chiaro. Non capisci, Jackie? Non potevo pi tirarmi
indietro. Il destino aveva voluto che fossi al posto giusto al
momento giusto. Dovevo fare qualcosa.
 Non ti rendi conto di quello che dici, Jago. Bisogna escogitare
un modo per tirarti fuori dai guai. Dobbiamo parlarne
con mamma. Non sar facile. E poi devi andare via, Jago. In un
posto lontano, dove non possono trovarti.

Eccoti, finalmente disse Marietta. Aspettano tutti te.
 Finito di pranzare con il procuratore Scoglio, Laurenti era
tornato in questura a piedi anche se non gli restava molto
tempo prima dell'interrogatorio congiunto di Carf e Daria
Bono. Ma camminare per la citt lo aiut a riflettere e ricostruire
il quadro completo degli eventi, mentre i mille occhi
delle sculture in pietra sui capitelli sembravano seguirlo.
 Ho una fotocopia del fascicolo personale di Raffaele
Maran. Marietta sventol vittoriosa una sottile cartella porta-documenti.
Ha ottenuto il posto come direttore del mercato
per via delle lesioni alle mani. Rientra nel collocamento obbligatorio
per invalidit. E Pina  con un testimone dell'incidente
mandato dalla stradale. Si  presentato un'ora e mezza dopo il
fatto, tu eri gi andato via.
 Se ci pensa Pina io non servo, Marietta. Sa come fare il suo
mestiere. Alle tre devo essere di nuovo da Scoglio. Vuole che
Daria Bono e Domenico Carf vengano interrogati l. Che altro
c'?.
 Per Pina ha lasciato detto che ha bisogno di vederti
finch  con il testimone. Sembra che non sia stato un
incidente.
 Cosa?. Laurenti prese il pacchetto di sigarette dell'assistente
ma lo pos di nuovo.
 Sono contenta che non sia colpa dell'autista del camion,
poveretto comment Marietta.
 Il commissario entr nell'ufficio dell'ispettrice capo, che in
presenza di Battinelli leggeva ad un uomo calvo sulla cinquantina
il verbale della dichiarazione che avrebbe dovuto firmare.
Appena lo vide si interruppe.
 Il dottor Rosso  un veterinario disse presentando il testimone.
Stava cercando un civico sull'altro lato della strada e
quando  passato per la seconda volta era davanti al camion.
 Era la terza volta, per l'esattezza, non trovavo l'indirizzo.
La seconda mi sono fermato perch il vecchio con la sedia a
rotelle era ancora sulla carreggiata.  un punto molto trafficato,
e tra l'altro l la visibilit  ridotta. Era chiaro che da solo
non sapeva come fare, allora sono sceso e l'ho spostato sul marciapiede.
Puzzava di alcol ed  stato sgarbato, ha detto che stavano
venendo a prenderlo. Avevo lasciato la macchina in
mezzo e sono ripartito senza aspettare che arrivasse qualcuno.
Quando sono ripassato il camion era dietro di me, e insieme al
vecchio c'era una donna. Aveva i capelli rossi raccolti in uno
chignon, indossava un tailleur scuro e teneva al guinzaglio un
piccolo cane bianco. Un maltese, se ho visto bene. Quando
sono passato alla loro altezza la donna, chinata in avanti sullo
schienale, ha spinto la sedia a rotelle con tutte le sue forze. Poi
dallo specchietto ho visto il camion che frenava bruscamente e
il rimorchio che si sganciava. Non ho visto altro. Pi tardi ho
sentito alla radio che il vecchio era stato investito e sono
andato alla polizia.
 Grazie, dottor Rosso disse Laurenti. Sarebbe in grado
di riconoscere la donna?.
 Il veterinario annu in silenzio. Battinelli si alz quasi a
comando e and da Marietta. Poco dopo torn con due fotografie
di Daria Bono. La prima veniva dalla registrazione della
telecamera di sicurezza in piazza San Giovanni e inquadrava
anche il cane, la seconda era quella sulla carta d'identit.
  lei, senza dubbio conferm Rosso con voce decisa.
Chi ?.
Non possiamo dirglielo. Ha fatto bene a venire.
 Ma non l'ho vista spingere direttamente l'uomo davanti al
camion, commissario.
 Non si preoccupi, dottore. I miei colleghi metteranno a
verbale anche questo lo rassicur Laurenti. Lei ha agito
secondo la legge e ci  stato di grande aiuto. Alla fine lo ha trovato,
l'indirizzo che cercava?.
S.
 Bene, dottor Rosso. Laurenti gli strinse la mano, chiese a
Pina di consegnargli subito una copia della dichiarazione ed usc
dall'ufficio.
 Marietta chiam. Informa il procuratore che ritardo, ci
sono novit importanti. Vado alla Scientifica.
 I laboratori erano sullo stesso piano ma nell'ala opposta del
grande edificio. Rebecca Roventa, da quasi un anno responsabile
del dipartimento, si era fermata i lunghi capelli corvini
dietro le orecchie e sedeva di fronte al monitor. Era concentrata
su analisi chimiche piene di tabelle e diagrammi.
Laurenti tossicchi sommessamente, quasi temesse di spaventarla.
Lei non alz nemmeno gli occhi, si limit a un cenno della
mano in cui teneva una matita. Lui accolse l'invito e si accomod
sulla sedia davanti alla scrivania osservando l'espressione
della donna. Rebecca aveva fama di essere un'analista
estremamente metodica e minuziosa, con un perfetto controllo
della propria squadra. I colleghi uomini per, tutti pi
vecchi di lei, la stimavano in particolare per la sua professionalit
e la conoscenza delle tecnologie e dei metodi di ricerca
all'avanguardia da cui traeva profitto l'intera sezione, sensibilmente
in ascesa.
 Ci sono quasi mormor Rebecca Roventa, scrisse qualche
appunto e finalmente sollev la testa. Ah, sei tu. Dimmi.
 In tarda mattinata i tuoi si sono occupati dei resti di una
sedia a rotelle elettrica rimasta coinvolta in un incidente stradale.
 troppo presto per i primi risultati?.
 Lo sai benissimo che non siamo in una serie tv americana
dove fanno miracoli. Come io so benissimo che voi inquirenti
non avete un briciolo di pazienza. Venendo al dunque, la batteria
della sedia a rotelle era completamente scarica. Dalla centralina
risulta che era stata disattivata la funzione di risparmio
energetico, quindi andava veloce ma non lontano. Da stamani
alle 7.52 aveva percorso un tragitto di undici chilometri.
Piuttosto insolito per una sedia a rotelle, c' gente che in un giorno
non li fa nemmeno in macchina. Inoltre abbiamo analizzato le
impronte digitali trovate sulle manopole. E qui per te la faccenda
diventa pi interessante, collega. Sono le stesse rinvenute
sulla cartella con i documenti bancari che ti hanno lasciato la
notte scorsa e sul pacco di banconote lanciato contro la finestra
della vedova dell'autista che lavorava alla ditta di spurghi. Ma
per esami pi approfonditi ci vuole altro tempo.
 Cosa? sussult Laurenti. Stai dicendo che sai anche a
chi appartengono?.
 Rebecca Roventa scosse la testa sorridendo. Purtroppo no,
ma da un lato meglio cos, altrimenti tu non avresti niente da
fare, Proteo. In ogni modo le impronte non sono del proprietario
della sedia a rotelle, non perch poteva a malapena toccare
le manopole posizionate dietro di lui, ma perch
naturalmente sono le prime che abbiamo esaminato. In compenso
per ci hanno riportato alla preistoria. Ultimamente l'archivio
 stato digitalizzato fino agli anni Settanta, e La Rosa
deve aver combinato qualcosa nei primi anni Novanta.
 Fammi un favore, analizza anche la refurtiva trovata nella
bara.
Volentieri. Mandamela.
 Sei la principessa delle fiabe, Rebecca rise Laurenti.
Spero non arrivi mai il principe azzurro a distrarti dal
lavoro.
 Non ci conosciamo ancora bene, Proteo replic lei con
un gran sorriso. Non sai che l'ho gi sposato e abbiamo due
figli.
 Non me lo avevi detto. Il commissario arross leggermente.
In effetti non avevano mai parlato della loro vita privata.
Quanti anni hanno?.
Sedici e diciassette. Ormai sono indipendenti.
E il principe azzurro?.
 Compone musica classica contemporanea. E quando non
lo fa, dipinge. Cose altrettanto astruse.
 Speri di cavartela cos, Rebecca? Ora devo andare, ma uno
di questi giorni mi racconti. Grazie di tutto.
 Perfino la questura riservava ancora delle sorprese. Laurenti
torn sorridendo nel suo ufficio, dove Marietta lo aspettava
scalpitando dalla curiosit.
Allora? domand appena lo vide.
 Pi tardi ti dico del principe azzurro. Fa' venire una macchina.
Dov' il verbale di Pina?.
 L'assistente sollev i fogli spillati insieme tenendoli tra due
dita della mano sinistra con le unghie smaltate di rosso ciliegia
e digit il numero dell'ufficio automezzi. Laurenti le rub una
sigaretta dal pacchetto e se la svign. Ebbe il tempo di fare
cinque tiri veloci prima che l'auto di servizio si fermasse
davanti alla questura. Poco dopo svolt nell'ingresso laterale
del tribunale. Il commissario salut con un cenno la collega
bionda di guardia e sal di corsa le scale. Sul pianerottolo del
secondo piano rallent il passo. Evit l'anticamera del procuratore
per non incontrare i due convocati in attesa e apr senza
bussare la porta successiva. Scoglio, sprofondato nelle carte,
non se ne accorse nemmeno.
Sonnolenza postprandiale?.
 Si sieda, Laurenti. Aspettavamo solo lei brontol il magistrato,
come se non avessero concordato insieme di tenere
sulle spine Daria Bono e Domenico Carf e registrare i loro
discorsi, incarico di cui si stava occupando l'agente assegnata
a Scoglio.
Ci sono un paio di novit, dottore.
 Laurenti fece planare sulla scrivania il verbale della testimonianza
del veterinario. Scoglio arricci il naso e prese di
malavoglia la deposizione. Le pile di carte che aveva davanti
erano gi troppo alte. Scorse velocemente i fogli corrugando la
fronte, torn indietro e ricominci a leggere con maggiore
attenzione. Poi il suo sguardo si illumin.
Viene da chiedersi dove andrebbe a finire il lavoro investigativo
senza aiuti esterni, Laurenti. Se quest'uomo dice la
verit, almeno una cosa l'avete risolta.
 Se il mondo fosse fatto di silenzio, dottore, avremmo tutti
meno da fare. Che Daria Bono abbia spinto il padre sotto un
camion pu essere classificato da un giudice come incidente
oppure stato emotivo o passionale. Un buon avvocato la tirerebbe
fuori dai guai e noi non avremmo ottenuto niente. User
questa dichiarazione solo se sar necessario.  pi importante
il rapporto della Scientifica. Il ritrovamento della bara nell'edificio
della Ruza Holding ci autorizza a prendere le impronte
digitali a Carf e alla Bono. Se quelle di uno dei due vengono
riscontrate sui documenti contabili e sulle banconote avremo
altri collegamenti.
E ovviamente lei sa gi a chi appartengono, Laurenti?.
Scoglio sorrideva quasi.
 In pi ci sono le fotocopie recapitate ogni mattina a Teresa
Fonda e il furto con scasso nell'appartamento di La Rosa nel
Residence Golden Age n. 2.
 E il magazzino al Porto Vecchio? Un uomo  morto, commissario.
E sulla scena del crimine non sono state trovate tracce
utilizzabili. Ha dimenticato che il punto di partenza delle indagini
 questo? Diego Colombo ci ha preso in giro anche troppo.
 Lui  l'origine di tutto, dottore. Abbiamo anche la refurtiva
nella bara. E questo Raffaele Maran, che ha le impronte
digitali illeggibili in sguito a un incidente ed incontra di
nascosto la giornalaia. Non abbiamo pi a che fare con un singolo
caso. Forse Diego Colombo non c'entra niente, almeno
come persona in carne ed ossa.
 Le sue sono solo supposizioni, Laurenti. Quante volte le
ho detto che dobbiamo basarci unicamente sui fatti?.
 A quelli ci si arriva, dottore. Concentriamoci su Daria
Bono e l'avvocato Carf. Sappiamo gi che non sono n fini
strateghi n maestri della pianificazione. Come intende procedere
con l'interrogatorio?.
 Il procuratore digit un numero e poco dopo entr la poliziotta
che gli era stata messa a disposizione. Dalla sorveglianza
non stiamo ricavando granch, dottore. Si rivolgono a
malapena la parola e quel poco che si dicono  irrilevante.
Carf  parecchio nervoso e traffica con il cellulare, la Bono
accarezza il cagnolino che tiene in grembo e sembra relativamente
calma. Secondo me pu iniziare a interrogarli. Magari
prima singolarmente e poi insieme, forse potrebbe spingerli a
venire allo scoperto. Scusi se mi permetto,  solo una mia
impressione.
 Quel giorno era la seconda volta che Scoglio doveva ascoltare
il sesto senso di un agente. Dal disappunto dimentic che
anche lui non aveva altra scelta che basarsi sull'intito per colmare
le lacune negli elementi raccolti e seguire una logica
diversa da quella della procedura standard.

 A Buenos Aires sono quattro ore indietro. Ho telefonato
ai parenti di Diego, hanno detto che da loro sono sempre il
benvenuto. Parto domani sera. L'aereo fa scalo a Roma e il
biglietto costa solo ottocentocinquanta euro. Sedici ore e sono
al sicuro. Jago Fonda si sentiva di nuovo forte, lucido e invincibile.
Voglio andarmene dalla Piccola Parigi. E anche voi vi
meritate una bella casa in un posto decente. Sistemo tutto io,
fidatevi di me. Mi ci  voluto un bel po', ma alla fine ho capito.
Diego rester a bocca aperta quando mi vedr. Magari mi
aspetter all'aeroporto.
 A quelle parole Teresa rimase di sasso, nemmeno Jacqueline
riusciva a crederci. Quando finalmente aveva convinto il fratello
a tornare in citt con lei e raccontare tutto alla madre,
Jago era avvilito e spaventato. Si erano seduti in cucina e lui
aveva iniziato a raccontare con voce incerta, ma pi parlava pi
acquistava sicurezza, fino ad allontanarsi dalla verit e perdersi
nelle sue fantasticherie.
 Teresa avrebbe voluto mollargli due sberle per chiarirgli le
idee, invece si rimproverava di non essere stata una buona
madre e non aver saputo compensare la mancanza di una
figura paterna. Ma non era il momento per le debolezze. Se
almeno Jacopo, il maggiore, fosse stato l anzich su una petroliera
in mezzo al mare. Sulle navi aveva imparato a essere
responsabile. Ora per bisognava far ragionare Jago e trovare
un modo che gli permettesse di pagare per le sue colpe senza
finire in prigione.
 Tu non ti muovi di qui, Jago annunci decisa dopo essersi
schiarita rumorosamente la voce per interrompere l'attacco di
loquacit isterica del ragazzo. Teresa raddrizz la schiena
sovrastando entrambi i figli e strinse i pugni. Nessuno sfugge
alle proprie responsabilit. Per il momento non ti stanno cercando,
sparire adesso sarebbe l'errore pi stupido che potresti
fare. La situazione sarebbe diversa se tu fossi davvero intelligente
come credi. In quel caso avresti chiesto le ferie per
tempo, prenotato il biglietto con largo anticipo e contattato
prima la famiglia di Diego. Invece hai fatto la cosa pi stupida
che poteva venirti in mente. Vi ripeto da anni che il mio cellulare,
il telefono fisso e il computer non sono sicuri. E tu, deficiente
che non sei altro, prenoti da casa un volo per domani.
 Ognuno  libero di fare quello che gli pare. Dove vivi,
mamma?.
 Sta' zitto lo apostrof Teresa. Hai chiamato a Buenos
Aires da qui?.
 Ovvio, hai idea di quanto costa con il cellulare? Sei proprio
fuori dal mondo.
 Ora basta, Jago. Lo fulmin con lo sguardo, la mano che
tremava. A parte il fatto che la bolletta la pago io, hai usato
anche la carta di credito che serve esclusivamente per le emergenze.
E non  tutto.  intestata a me, e visto che il commissario
e il procuratore credono ai fantasmi d'ora in avanti mi
staranno ancora pi addosso. E se, come immagino, hanno
intercettato la telefonata e sanno della prenotazione, bene che
vada ti fermeranno al check-in o a Roma. Cos stai attirando
inutilmente l'attenzione su di te. Da adesso farai esattamente
quello che ti dico: domani ti presenti in cava e ricominci a
lavorare senza sgarrare, stasera vai a lezione e subito dopo
torni a casa invece di andare a bere in giro. E niente storie.
Intesi?.
 Mamma ha ragione concord Jacqueline vedendo la
faccia del fratello che si sforzava di non perdere la calma. In
queste cose ha pi esperienza di te e di me messi insieme. Hai
bisogno di qualcuno che ti dia un consiglio.
 Un consiglio? Nessuno pu darmi consigli, non lo avete
ancora capito?. La voce di Jago tradiva insicurezza, se non
disperazione.
 Non serve a nulla piangersi addosso. Ragiona, piuttosto.
Teresa era furiosa. Primo, esiste l'estradizione e ti rimanderebbero
immediatamente in Italia. Secondo, so a chi rivolgermi.
Da anni il miglior avvocato difensore della citt viene in
edicola tutte le mattine. Lo conosco bene.
E chi lo paga?.
 I soldi non sono il problema principale. Ma gi che siamo
in tema Teresa apr un cassetto del tavolo. Oltre a farmi
lavare i vestiti come se fossi la vostra domestica, non svuotate
neanche le tasche. E stamani dai tuoi jeans lerci  saltato fuori
questo, Jago.
 Mise il sacchettino di camoscio sul tavolo. Jacqueline lo
fiss a occhi sgranati, Jago non ebbe il coraggio di toccarlo e
guard Teresa rovesciare le gemme colorate sul ripiano.
Cosa sono queste?.
Pietre preziose mormor Jago.
 E ora non venirmi a dire che alla cava estraete rubini,
diamanti, acquemarine, topazi e smeraldi. Dove hai preso questa
roba?.
Cos inizi la seconda parte della confessione del suo secondogenito.
 Jacqueline ascoltava il racconto tremando, troppo
sconcertata per aprire bocca, mentre Teresa si sforzava di non
lasciar trasparire le emozioni. Suo figlio era un pazzo, non ci
pioveva, questa vlta per aveva fatto centro. E se quanto
diceva era vero aveva avuto un colpo di genio.

 Quando Proteo Laurenti si avvi a piedi verso la questura
dopo l'impegnativa serie di interrogatori il sole stava tramontando.
Purtroppo l'equinozio segnava anche l'avvicinarsi della
stagione inclemente e, ancor prima che iniziasse, tutti aspettavano
con ansia che le giornate diventassero di nuovo pi
lunghe e la vita facile. Il commissario teneva sotto il braccio un
sottile raccoglitore e rinunci ad arrivare a piazza San Giovanni
per vie traverse. Si stup di trovare la luce spenta nell'edicola
di Teresa Fonda e la saracinesca abbassata. Alla porta
non era attaccato nemmeno un cartello che spiegasse ai clienti
il motivo e la durata della chiusura. Da che ricordasse, Teresa
si era sempre fatta sostituire quando era malata o doveva assentarsi
per altri motivi. Cos'era successo? Era colpa della discussione
che avevano avuto la mattina o l'eccentrico ammiratore
che le mandava fotocopie con immagini di quadri rubati si era
fatto avanti? Laurenti rimase fermo di fronte al negozio. Non
era il caso di telefonare direttamente a Teresa. Chiam
Marietta.
Stavo per staccare. Com' andata? si inform lei.
 Te lo racconto domani.  successo qualcosa in piazza San
Giovanni o alla Piccola Parigi? L'edicola di Teresa  chiusa.
 Volevi offrirle l'aperitivo e poi portarla in un albergo in
Slovenia?.
 Sono serio, Marietta. La sent battere sulla tastiera del
computer.
Tutto in ordine.
Ha seminato di nuovo i nostri uomini?.
 Non credo proprio considerando la figura che hanno fatto
ieri. Dopo la pausa pranzo  rimasta a casa e ha steso il bucato,
da quando sono tornati i figli non  pi uscita nemmeno in
giardino. Quanto alla piazza, perch non chiedi al tuo amico
Walter?.
 Naturalmente Marietta aveva ragione. Laurenti imprec tra
s per essersi lasciato prendere dal panico solo perch per una
volta Teresa non era l quando passava lui.
 All'ora dell'aperitivo il Malabar lavorava a pieno ritmo, e
cinque camerieri volteggiavano dietro al bancone, sincronizzati
come i meccanismi di un orologio. Walter illustrava ad un
cliente le caratteristiche degli inconfondibili bianchi del Carso.
Appena not l'espressione preoccupata di Laurenti gli fece
cenno di aspettarlo sul retro. In tanti anni non aveva mai sbagliato
nell'interpretare l'umore del commissario.
 Bevi e fuma, Proteo esord quando lo raggiunse portandogli
un bicchiere di vitovska di Edi Kante. Ti si legge in
faccia che hai bisogno di entrambe le cose.
Credevo che questa settimana facessi il turno di mattina.
 Oggi ho ricominciato quello serale.  pi nelle mie
corde.
 Come mai oggi pomeriggio l'edicola di Teresa  rimasta
chiusa?.
 Non ne ho idea, sono rimasto sorpreso anch'io. Quando se
n' andata all'ora di pranzo mi ha salutato dicendo a dopo,
come sempre. Pensi che le sia successo qualcosa?.
Chiamala e senti. Ma non dirle che sono qui.
Laurenti svuot il bicchiere in un sorso e si accese una sigaretta.
La telefonata di Walter non dur a lungo.
 Ha detto che va tutto bene. Doveva sistemare una faccenda
di famiglia. Sei ancora in servizio?. Il suo sguardo
curioso cadde sul raccoglitore che Laurenti aveva posato
sul tavolo. Sulla copertina era scritto "Collezione di monete
triestine".
 Ricordi il furto in via Machiavelli di cui ti ho parlato? Tra
gli oggetti rubati c'erano anche queste.
 Sai che sono un esperto e anch'io ho una collezione quasi
completa. Fa' vedere.
 Non posso,  un reperto e ci sono delle tracce. Dovresti
indossare dei guanti.
 Torno subito disse Walter chiaramente elettrizzato. Poco
dopo ricomparve con la bottiglia di vino e serv di nuovo Laurenti.
Adesso indossava un paio di guanti in lattice. Be', che
c' di strano? Dobbiamo pulire il bagno, siamo attrezzati
almeno quanto i tuoi tecnici della Scientifica, solo che noi le
prove invece di raccoglierle le distruggiamo, altrimenti sarebbe
un bel problema. Bevono e svuotano la vescica, se non stiamo
al passo  un casino. E ora da' qua.
 Fai attenzione, mi raccomando. Laurenti gli allung il
raccoglitore.
 Walter si sistem gli occhiali sul naso e lo apr. Sollev alla
luce le monete sigillate nei fogli di plastica trasparente.
Mentre le osservava gli brillavano gli occhi. Non ascoltava pi
le voci dei camerieri in sala, era totalmente assorto nella contemplazione.
Laurenti si vers ancora del vino e si accese la
quarta sigaretta della giornata. Quando butt fuori il fumo
Walter abbass l'album, lo chiuse e lo spinse di nuovo verso il
commissario.
 Non  possibile disse senza fiato. Si tolse i guanti e bevve
un lungo sorso dal bicchiere di Laurenti. Grazie. Mi hai reso
un uomo felice, non immagini quanto. Non le avevo mai viste
tutte insieme. E in ottime condizioni, poi. Fino a un attimo fa
ero convinto che esistesse un'unica collezione completa al
mondo. Non chiedermi quanto vale, una cosa del genere  inestimabile.
Devi sapere, caro sbirro, che il novantanove percento
dei triestini ignora che qui per tutto il XIII secolo vi fu
una zecca che grazie a esperti zecchieri fiorentini coni denari
bellissimi e di stile raffinato. Degli originari due o tre milioni di
pezzi, quasi tutti andati perduti o rifusi, rimangono al massimo
duemila esemplari custoditi nei pi grandi musei del mondo.
Preso dall'entusiasmo si lasci andare alle spiegazioni, parl
del colonnello Antonio Fonda Savio, genero di Italo Svevo e
grande collezionista, sulla cui eredit non esistevano notizie
certe perch i tre figli erano morti durante la Seconda guerra
mondiale. Probabilmente oggi era di qualcuno che nemmeno
sapeva cosa aveva tra le mani. E lo stesso doveva valere per
quelle straordinarie monete.
Cosa succede ai reperti dopo la chiusura di un caso?.
 Se  possibile, alla fine del procedimento vengono restituiti
ai legittimi proprietari. Spesso per non conosciamo la
loro identit, allora restano all'ufficio reperti.
Un vero peccato. Non  mai stato rubato nulla?.
 In questo caso sappiamo di chi sono. Grazie della consulenza.
Devo tornare in ufficio, stasera far tardi. Sai come funziona
con i clienti difficili.

 Quando il commissario usc dal bar diretto in questura era
gi buio e una pioggia sottile cadeva sulla citt. L'interrogatorio
dell'avvocato Carf non aveva portato a nulla. Come
immaginavano si era difeso dall'accusa di negligenza di cui
avrebbe dovuto rispondere in qualit di amministratore delegato
delle due ditte, il Residence Golden Age e la Chance
Slot-machine, dicendo che gli errori potevano essere imputati
a lui solo in parte, perch era costretto ad affidarsi alla professionalit
dei suoi collaboratori. Ecco cosa succedeva a dare
troppa fiducia a persone che se ne approfittavano. E Daria
Bono, evidentemente, aveva tirato l'acqua al suo mulino.
Forse seguendo le orme del padre Lino La Rosa, che Dio
l'abbia in gloria. Domenico Carf si era perfino lasciato prendere
le impronte digitali senza sollevare obiezioni. Della bara
nell'edificio di propriet della Ruza Holding non sapeva nulla,
l'appartamento al terzo piano era sfitto da quando il maresciallo
viveva nella casa di riposo. Il palazzo era troppo malridotto
per trovare nuovi affittuari, ma i titolari della Ruza non
erano disposti a investire, cos come non avevano in programma
un'iniezione di capitali per la GelFish. Del resto era
comprensibile, era noto a tutti che i paesi pi poveri erano
stati colpiti maggiormente dalla crisi economica mondiale
rispetto all'occidente. In ogni caso gli era proibito per contratto
fare i nomi dei proprietari, che erano anche clienti del
suo studio legale.
In serbo rosa si dice ruza, Carf.
Gli occhi del procuratore si ridussero a due fessure.
 Se dovesse trattarsi di Lino La Rosa prosegu, non se la
caver con l'obbligo di riservatezza. Come lei stesso ha dichiarato
era cliente di suo padre, non suo. Sar certamente al corrente
che la collaborazione del Montenegro  sensibilmente
aumentata dall'inizio dei negoziati con Bruxelles per entrare
nell'Unione europea. Almeno per quanto riguarda i cittadini
stranieri. E come sappiamo dalla vostra visita al Porto Vecchio
dopo il furto al magazzino della GelFish, lei aveva contatti personali
con La Rosa. In veste di testimone non gode della facolt
di astensione e non  nemmeno un suo prossimo congiunto.
 O per caso  un figlio illegittimo anche lei? batt sullo
stesso tasto il commissario.
Per la miseria, Laurenti, lasci in pace i morti.
Il cadavere  ancora caldo, avvocato.
 Lasciarono uscire Carf, ma non lo congedarono. La figlia
di Lino La Rosa venne fatta entrare dalla stessa porta. Aveva
un'aria battagliera e rivers una valanga di accuse sul procuratore
Scoglio e il commissario.
 Perch non arrestate Diego Colombo una buona volta?
domand quando le mostrarono la foto di Raffaele Maran scattata
al mercato coperto e trovata nella sua macchina fotografica
durante la perquisizione dell'appartamento.
Lo vede chiunque abbia conosciuto Colombo che  lui.
Batt le mani. Gulasch, qui. Il cagnolino le salt in grembo
e guard i due uomini all'altro lato della scrivania dimenando
contento la coda finch la padrona lo obblig a sedersi.
 Come lo sa, signora? Glielo ha detto lui?. Una luce brill
negli occhi di Laurenti. Maran ha sporto denuncia per
stalking. Lei lo ha fotografato senza il suo consenso.
 la prova che teme di essere riconosciuto.
 Se cos fosse non si rivolgerebbe certo alla polizia,
signora.
Potrei raccontare molte cose sul suo conto.
 Pi tardi. I due ladri fermati in via Carpaccio, Antonio
Esposito e Dardan Ninkovich, hanno dichiarato in separata sede
che  stata lei a commissionare il furto, che inoltre li incaricava
di svolgere interventi di manutenzione al Residence Golden
Age e che sempre da lei arrivavano le direttive per installare e
revisionare gli apparecchi della Chance Slot-machine. Ufficialmente
al Residence Golden Age lei  solo la responsabile del
personale sanitario, quindi una semplice dipendente.
 Se mi occupo anche di queste faccende  solo per fare un
favore a Carf. Non sa niente di questioni pratiche. Naturalmente
non ricevo alcun compenso.
 Come responsabile del personale tiene anche la contabilit
del Residence Golden Age? Non  una mansione insolita?.
 Nella situazione finanziaria in cui ci troviamo non si pu
fare troppo gli schizzinosi, bisogna essere contenti di avere un
lavoro.
 Il suo impegno  davvero encomiabile, signora. Come
mai si intende di partita doppia? intervenne il procuratore
Scoglio.
Mi interessano le questioni amministrative.
Perci conosce le note di debito e di credito?.
Le conoscono tutti.
 Quelle di doppio credito per no. Il procuratore le mise
davanti la cartella con i documenti contabili e gli estratti conto
bancari. Questa deve essere sua.
 Non ho mai visto queste carte. Daria Bono non si scompose
e continu imperturbabile ad accarezzare il suo cane.
 Quanti decessi si sono verificati ieri al Residence Golden
Age?.
 Uno. La mattina quando  venuto ha visto anche lei che
portavano fuori la bara, commissario.
E i miei colleghi hanno visto quella del pomeriggio.
 Non era nostra. Nel palazzo abitano anche altre persone,
noi occupiamo solo l'ultimo piano.
Sa come si dice rosa in serbo? riprese Scoglio.
 un esame di lingue?.
 Ruza, signora. In questa cartella ci sono gli estratti conto
della Komercijalna Banka di Budva intestati alla Ruza Holding
di Podgorica, la capitale del Montenegro. Una cifra notevole.
Confrontando i versamenti con la contabilit in nero che vede
qui si giunge a una conclusione interessante. Sono sempre stati
trasferiti importi tondi e sommando i singoli mesi si ottengono
esattamente questi importi, mentre lei compensava le spese
correnti che i bonifici esageratamente bassi non riuscivano a
coprire. Ecco perch l'attivit non ha utili. Peccato che le
abbiano rubato questa cartella.
Non so di cosa parla.
 Su questo una perizia grafologica ci dir la verit.
Cos'altro conteneva la cassaforte in camera di suo padre?.
 Non lo so, non sapevo nemmeno che avesse una cassaforte.
E sfortunatamente non potete pi chiederlo a lui.
 Era installata troppo in alto per Lino La Rosa, non sarebbe
riuscito ad arrivarci stando sulla sedia a rotelle. Il commissario
riprese le redini. Sia gli ospiti sia il personale del Residence
Golden Age hanno dichiarato che lei, signora Bono,
controlla tutto di persona e non le sfugge mai niente. A quanto
pare dirige l'istituto con pugno di ferro. Ne sapeva qualcosa
anche suo padre, spesso lo ha aggredito e addirittura picchiato
in pubblico.
 Si vede che non ha mai dovuto gestire anziani testardi e
dipendenti infantili. Non so cosa facesse mio padre o chi
vedesse quando io non c'ero. Mi auguro non si aspetti che dormissi
con lui per sorvegliarlo anche di notte.
 Il dipinto che  stato rubato insieme alla cassaforte non era
un vecchio quadro di scarso valore, come ha dichiarato lei, ma
un Tintoretto originale, come risulta dalla targhetta sulla cornice.
Laurenti alz gli occhi dal foglio che gli aveva consegnato
Battinelli. L'ispettore aveva interrogato scrupolosamente
il personale e riassunto con chiarezza i singoli punti. Cosa
conteneva la cassaforte, signora? Oggetti di valore provenienti
da altri furti commessi da Antonio Esposito e Dardan
Ninkovich? Oltre alla sua contabilit personale, naturalmente.
Perch non ha messo tutto nella bara insieme al resto? Gioielli
antichi, collier, bracciali, anelli e spille tempestati di pietre preziose,
sculture, argenti e dipinti. Incredibile quello che si riesce
a far entrare in una cassa pensata solo per contenere una salma.
L'ultimo viaggio, signora.
 Daria Bono sollev lo sguardo un secondo troppo in fretta
e tir il pelo di Gulasch, che gua brevemente ma subito dopo
le lecc la mano. La donna si domin immediatamente imponendosi
di nuovo la calma di facciata e accarezz il cane.
Dove ha nascosto il Tintoretto, signora?.
 Non l'ho preso io. I suoi agenti sono arrivati quasi insieme
a me ed hanno visto la scena. Hanno trovato anche le impronte
del ladro in corridoio.
Nella cantina del palazzo c'erano altri quadri.
 Non sono miei. Ho gi spiegato che per legge il locale caldaia
deve essere accessibile. Pu esservi entrato chiunque.
 Che strana coincidenza, prima il magazzino segreto pieno
di opere d'arte al Porto Vecchio, poi i dipinti ritrovati nella sua
cantina dopo il furto del Tintoretto in camera di suo padre.
Era arrivato il momento della svolta.
Ho ribadito chiaramente che non  la mia cantina.
 Ma le chiavi le tiene lei, come hanno confermato gli altri
inquilini. Lei di persona, signora Bono, perch solo il Residence
Golden Age viene amministrato sette giorni su sette,
ventiquattr'ore su ventiquattro. Perci non la sorprender di
essere la prima sospettata del furto al deposito della GelFish
che risulta affittato da suo padre.
 Ma questo  il colmo! url la donna cos forte che il cane
salt a terra spaventato. Ha superato ogni limite. Viviamo
ancora in uno stato di diritto!.
 Adesso le prenderemo le impronte digitali e un campione
di DNA disse freddo Scoglio allungando la mano verso il
telefono. Un collega della Scientifica sta facendo lo stesso con
l'avvocato Carf.
 Non vi autorizzo. Di cosa sarei accusata?. Daria Bono
tir su il cane e se lo rimise sulle ginocchia.
 Perch si rifiuta, signora? Ha appena dichiarato di essere
estranea ai fatti. In questi casi l'elemento psicologico non rappresenta
pi una circostanza attenuante che pu portare a una
diminuzione della pena, mentre la collaborazione nel raggiungimento
di un verdetto  sempre riconosciuta. Non stiamo parlando
di reati minori. E se si rifiuta saremo costretti a
trattenerla come misura cautelare contro il pericolo di fuga. In
fin dei conti possiede patrimoni all'estero. Ringrazi suo
padre.
 A proposito si riagganci Laurenti. La batteria della
sedia a rotelle era scarica. Lino La Rosa non sarebbe potuto
arrivare da solo in mezzo alla strada ed essere investito dal
camion in via Bartolomeo d'Alviano.
 Questa volta Gulasch gua pi forte e Daria Bono allent la
presa.
 E lasciate libero quel criminale di Diego Colombo permettendogli
di fare i propri comodi indisturbato. Insieme a
suo figlio, il secondogenito della giornalaia. Voglio chiamare
il mio avvocato. La sua voce si incrin. Ho diritto a un
avvocato.
Si accomodi, signora. Carf  seduto in anticamera.
Intendo un avvocato vero.
 Un difensore? comment ironico Scoglio. Mi dia il
numero di telefono.
 Dopo un lungo tira e molla Daria Bono aveva ceduto e su
consiglio dell'avvocato aveva accettato di sottoporsi ai test di
identificazione. Per non erano pi riusciti a cavarle una
parola di bocca. Laurenti e Scoglio si erano consultati e avevano
deciso di rimandare il confronto con Carf. Lui era stato
congedato subito, la donna invece aveva dovuto aspettare
un'altra mezz'ora prima di poter tornare a casa.

 Adesso, seduto alla sua scrivania, il commissario buttava gi
una serie di appunti che gli sarebbero stati utili al momento di
riprendere l'interrogatorio. Mentre sistemava i fogli gli cadde
l'occhio su una nota dell'ispettrice capo Pina Cardareto.

Dall'analisi dei filmati registrati da tutte le telecamere di sicurezza
installate nelle vicinanze del Residence Golden Age nelle due ore
successive al furto nell'abitazione di Lino La Rosa  stato individuato
un sospetto che esce dal palazzo con una grande borsa blu
e un pesante zaino e svolta in una laterale di via Carducci sparendo
dall'inquadratura. Il sospetto viene ripreso anche dalla telecamera
di fronte all'ospedale Maggiore mentre carica i bagagli su
un'auto e si allontana.

 Di sguito erano allegate la targa della macchina insieme
alle esatte coordinate delle telecamere. E le stampe di alcune
immagini. Laurenti le osserv meglio alla luce della lampada
da tavolo e si morse il labbro. La mattina dopo per prima
cosa avrebbe visionato le registrazioni insieme a Pina. A meno
che non fosse necessario un intervento immediato, da tempo
aveva perso l'abitudine di cogliere al volo ogni nuovo
indizio.

 L'appartamento di Daria Bono era sorvegliato da due agenti
esperti che non facevano mistero della natura del loro incarico.
La figlia del maresciallo doveva sapere di essere controllata a
vista. Da un'ora abbondante avevano comunicato che la donna
aveva acceso la luce e si era seduta alla finestra affacciata sullo
spiazzo. Laurenti guard l'orologio, aveva una fame da lupi. Le
cucine dei ristoranti non erano ancora chiuse, se si sbrigava
faceva in tempo a mangiare qualcosa sulla via del ritorno. A
casa ormai la cena era stata anticipata per venire incontro alle
abitudini dell'avvocato tedesco di Livia.
 Ma allora sei vivo. Non ti sei fatto sentire per tutto il
giorno. Quando finalmente Laura rispose al telefono Laurenti
sent un bruso di voci in sottofondo.
Sei in giro? domand.
Siamo a Grignano, da Matteo e Bruno.
Quindi ha smesso di piovere?.
 Erano solo due gocce. Dirk ci ha invitati tutti a cena fuori,
ma Patrizia e Marco avevano gi un impegno. Siamo solo noi
tre.
Gli piace il pesce,  gi qualcosa ribatt Laurenti.
 Non fare cos, Proteo.  molto gentile. E se parla lentamente
capisco quasi tutto quello che dice sul suo lavoro.
Spero che quando arrivo abbia gi finito.
 Invece  emozionante come risolve i casi e vince i processi.
Dice che bisogna sempre sviluppare una strategia di gioco,
come nel tennis. Livia  proprio innamorata.
Livia? Inizio a dubitare che sia davvero mia figlia.
 Piantala. Se una volta tanto lo ascoltassi capiresti cosa ci
trova in lui.
 Grazie a Dio quando ho fame ci sento poco. Fa' apparecchiare
anche per me ed ordina un'altra bottiglia di vino. Io
prendo capesante alla piastra e un fritto misto. Visto che per
oggi ne ho fin sopra i capelli di avvocati e mi tocca sopportarne
ancora uno voglio almeno far salire il conto. Sigarette ne
avete?.
Dirk si  lamentato perch al tavolo accanto fumavano.
Ma siete seduti fuori, spero. O per lui  troppo freddo?.
Certo che siamo seduti fuori.
Tra dieci minuti sono l.
...
Non fate di me un'icona.

Raff, devi fargli capire che non sei Diego.
 Per la prima volta in tanti anni Teresa lo aveva invitato
a casa sua alla Piccola Parigi mentre Jago, come ordinato
dalla madre, era alla scuola serale. Naturalmente Raffaele
aveva notato gli agenti di guardia all'inizio e alla fine dell'angusto
vicolo, uomini che pi tardi sarebbero stati costretti
anche a lottare contro il sonno fino al cambio turno. I capelli
ossigenati di Maran e il top chiaro di Teresa risaltavano nella
semioscurit del giardino. I due erano seduti al vecchio tavolo
di pietra davanti alla cucina, e la giornalaia confidava all'uomo
le sue preoccupazioni per cercare insieme a lui una via d'uscita
da quella difficile situazione.
 Jago ha preso una strada pericolosa, sar la sua rovina
prosegu dopo una breve pausa.
 Se tu avessi accettato di lasciare Trieste molte cose sarebbero
andate diversamente.
 Teresa ritrasse la mano e si irrigid. Non aveva nessuna
voglia di ascoltare rimproveri. All'epoca aveva rotto anche con
i genitori perch non sopportava pi la loro insistenza.
 Non potevo, Raff.  tutta colpa mia, lo so, ma ormai 
troppo tardi. Devi parlare con Jago prima che si metta di
nuovo nei guai. Aveva alzato leggermente la voce ed appena
se ne accorse si guard intorno. Tra poco esce da scuola, e
Jacqueline lavora fino a mezzanotte. Avrete tutto il tempo
necessario.
E mi dici anche che accidenti gli racconto?.
 Quello che abbiamo sempre raccontato finora. Teresa
apr i pugni solo quando sent le unghie conficcarsi nel palmo
delle mani. Che sei il cugino di Diego e dopo la nascita di
Jago sei venuto a Trieste perch in Argentina c'era la crisi. Ti
prego, Raff.
 Maran scosse la testa. Non riuscir a convincerlo, Tessie.
Continuer a credere alla storia dell'eroe e cercher di emulare
le sue gesta.
  proprio quello che non deve accadere. Mi ha promesso
di riprendere la sua vita di tutti i giorni. Ha bisogno di stabilit.
Nessuno sa cosa ha fatto, e troveremo una scusa per spiegare
la faccenda del biglietto aereo.
 E se mi chiede delle mani, che continuano a farmi male
ogni volta che cambia il tempo? Non posso mica nasconderle.
 La versione resta quella, Raff. L'hanno accettata anche in
comune quando ti hanno assunto al mercato come invalido.
Prima era pi facile.
Non c'entra niente, Raff.
E se il tuo commissario si mette a scavare?.
 La tua credibilit non cambia. Da italiano residente all'estero
avevi il diritto di vivere e lavorare qui. Non c'erano n
computer n banche dati. E nemmeno l'emergenza profughi
come oggi. In vent'anni nessuno ha mai dubitato della tua versione.
Ogni giorno mi chiedo se quando sei arrivato non ci
fosse una soluzione migliore. Anche se a un prezzo pi alto.
 Il prezzo sarebbe stato finire in galera, Tessie. Ho giocato
a nascondino per vent'anni, ora basta. Sono stanco di doverti
incontrare in segreto e poter stare con te solo durante le ferie,
se ci dice bene.
 Riverberato dai muri delle case, il rumore dello scooter di
Jago riemp il vicolo rompendo il silenzio del quartiere. Il
motore si spense, e poco dopo udirono cigolare i cardini del
cancello del giardino.
 Raff disse Teresa prendendogli le mani tra le sue. Ti ho
promesso che appena i ragazzi saranno fuori casa andremo
dove ci pare. Pensi che l'Esperanza sia ancora in buono stato?.
 Da quando l'ho portata a Santo Domingo si chiama Ascensin,
ricordi? Come l'isola.
 Improvvisamente la luce della cucina filtr all'esterno,
Teresa ritir di scatto le mani e si appoggi allo schienale.
Sentirono prendere un bicchiere dalla credenza, aprire il frigo e
versare qualcosa da una bottiglia.
 Jago chiam Teresa. Sono qui fuori, abbiamo un ospite.
Come  andata a scuola?.
 Non sono rimasto indietro. Ho seguito bene la lezione,
ma.... Quando usc e vide Raffaele Maran si blocc di colpo.
 Di vista vi conoscete gi. Siediti con noi, Jago. Teresa
indic una sedia. Raff deve raccontarti parecchie cose. Vi
porto da bere.
 Che sta succedendo, mamma?. Il ragazzo si sedette titubante
e strinse con riluttanza la mano che Raffaele gli tendeva.
 Vorrei solo chiarire un malinteso, Jago. Me l'ha chiesto tua
madre.
 Maran cerc le parole. Percepiva che il ragazzo non intendeva
ascoltarlo e alla prima occasione se ne sarebbe andato
piantandolo in asso.
 Non capisco di cosa state parlando. Ieri le ho semplicemente
chiesto se al mercato coperto ci sono possibilit di
lavoro. Cosa c'era da fraintendere, signore?.
 Datevi del tu, Jago. Niente formalit. Raff deve dirti
un'altra cosa. La madre pos davanti a loro una caraffa di
vino e due bicchieri e se ne and di nuovo.
Quanti misteri. Adesso sono curioso.
 Quando sei venuto al mercato hai fissato le mie mani
neanche avessi la lebbra. Maran puntell i gomiti sul tavolo e
allung le braccia mostrandogli i palmi aperti. Non  come
credi, Jago. Hai mai sentito parlare della guerra delle Falkland?
Aprile-giugno 1982, Argentina contro Inghilterra. Per
non era una partita dei Mondiali. Avevo diciannove anni ed ero
uno dei millecento marinai imbarcati sull'incrociatore General
Belgrano. La nave aveva cinquant'anni ma era ben equipaggiata
quando il pomeriggio del 2 maggio un sottomarino
nucleare britannico la affond con due siluri durante una burrasca.
Il primo squarci l'armatura dello scafo. Morirono quasi
quattrocento uomini, venti minuti dopo il General Belgrano fu
evacuato. I feriti vennero portati in salvo, e tra loro c'ero
anch'io. Il mare era in tempesta, presto divent buio e l'ultima
zattera gonfiabile, quella in cui mi trovavo io, fu avvistata solo
il giorno dopo. Qualcuno mi diede delle compresse di morfina
contro il dolore, ma non me ne accorsi nemmeno. Per un pelo il
medico di bordo del cacciatorpediniere che ci recuper non mi
ha amputato le mani.
 Raffaele bevve un sorso di vino, Jago approfitt della breve
pausa.
 Mi dispiace per quello che le  successo, ma non le ho
chiesto di raccontarmi la storia della sua vita. Perch mi sta
dicendo tutto questo?.
 Datevi del tu, Jago ripet la madre dalla finestra della
cucina.
 Oltre a essere governata da una sanguinaria dittatura militare,
a quel tempo l'Argentina si trovava nel pieno di una crisi
economica. Il sistema sanitario non era paragonabile a quello
dell'Europa, dove per fortuna vivevano dei miei parenti che mi
pagarono il viaggio e le cure mediche.  per questo che ho
ancora le mani, seppure ridotte come le vedi. E anche se sono
passati tanti anni mi tormentano ancora oggi. Ogni volta che
cambia il tempo sono costretto a prendere degli antidolorifici.
Quando c' la bora sto bene, ma con la bassa pressione  un
inferno. Sono un invalido di guerra, condizione che non serve
a niente tranne a farti avere un impiego, ecco perch lavoro al
mercato coperto. Mi basta per tirare avanti, bench da giovane
avessi ben altri progetti e volessi fare l'artista.
Bella storia. Perch non scrivi un romanzo?.
Non mi credi, Jago?.
 Il ragazzo trasal quando Raffaele gli pos la mano sulla
spalla in un gesto conciliante. Chi sei veramente?.
Te l'ho appena spiegato.
Qual  il tuo vero nome?.
 Raffaele Maran. Sono nato nel 1963 a Mar del Plata. I miei
genitori, Giuseppe Maran e Maria Torsa, venivano da una
famiglia di emigranti originari del Friuli. Come certo saprai, gli
italiani sono gli stranieri pi numerosi in Argentina.
 Non dovrei, ma alziamo la posta. Da quanto conosci mia
madre?.
 Da quando sono arrivato qui. Teresa era molto giovane e
non era ancora sposata con mio cugino. Io e Diego Colombo
siamo cresciuti nello stesso quartiere a Mar del Plata. I suoi
genitori avevano un albergo in plaza del Milenio, i miei una
lavanderia e una pizzeria in avenida Coln, due strade pi
avanti. Diego fugg dall'Argentina allo scoppio della guerra,
ma sicuramente conosci la sua storia. Sembra che i britannici
gli abbiano salvato la vita, sbarc mezzo morto di fame sull'isola
di Ascensine, nell'Atlantico, dove avevano una base
aerea. Lo interrogarono, lo torturarono e lo tennero prigioniero
per alcuni mesi, perch all'inizio credevano fosse una
spia o un sabotatore. Quando lo rilasciarono la guerra delle
Falkland era finita. Lo rifornirono di cibo e acqua sufficienti
per proseguire la traversata. Senza il loro aiuto sarebbe morto
di fame o di sete prima di arrivare. Non era lo stratega dotato
di sangue freddo che hanno dipinto i media e la gente, in realt
aveva pi culo che giudizio. Ma lo devo a lui se qui a Trieste ho
ricevuto le cure necessarie, subito dopo il suo arrivo infatti fu
ingaggiato come skipper dal primario che in sguito mi
oper.
E ha pagato anche l'intervento?.
Solo le visite specialistiche, il resto era coperto dall'assistenza
sanitaria. Con il tempo ho contraccambiato a modo
mio.
 Ah, s? Non pensavo che i direttori del mercato diventassero
ricchi.
 Quando ho riacquistato l'uso delle mani la dittatura era
crollata e sono tornato in Argentina. Nei momenti di bisogno
l'ho aiutato a distanza. Vivo in pianta stabile a Trieste solo da
vent'anni.
 Lo hai aiutato con le rapine?. A un tratto Jago moriva di
curiosit, una luce gli balen negli occhi.
 Mi occupavo dell'aspetto logistico, mettiamola cos. Glielo
dovevo. Nel 1991, quando  morto in quell'esplosione, mi ero
gi sdebitato del tutto. Aveva grossi problemi con un maresciallo
della guardia di finanza che lo ricattava.
Lino La Rosa. Ne ho sentito parlare.
 La carogna minacciava di denunciarlo se si rifiutava di eseguire
gli incarichi che gli affidava. Diego non aveva scelta, La
Rosa sapeva troppe cose. Anche lui per conosceva qualche
particolare. I tre dipinti che port con s erano suoi, non del
maresciallo, ma lui nella sua avidit voleva anche quelli. Non ci
giurerei che non sia stato La Rosa a piazzare la bomba sullo
yacht in Sacchetta per sbarazzarsi di Diego.
Sei stato tu a procurare l'esplosivo a Diego?.
 Gli ho dato una mano. Ho fatto anche un'altra cosa, Jago,
e voglio che tu lo sappia. Dopo la sua morte tua madre si 
ritrovata in gravi difficolt economiche. I genitori la aiutavano
malvolentieri perch aveva sposato Diego contro la loro
volont. Era incinta di Jacopo, ma ha lavorato fino all'ultimo e
subito dopo il parto  tornata in edicola con il bambino. Diego
mi aveva affidato parecchi soldi da depositare per lui a Santo
Domingo, perch all'epoca non c'erano accordi di estradizione
con l'Italia. Li ho portati qui poco alla volta, facendo molti
viaggi. Le hanno permesso di tirare il fiato, ma ha dovuto continuare
a lavorare, tanto pi che a quel punto aspettava te. E
due anni dopo  arrivata tua sorella. Teresa  una combattente,
Jago. Non si lascia abbattere. Devi saperlo e rispettarlo, vi ha
cresciuti da sola. Non darle colpe, non se lo merita.
 Allora Diego non  morto nell'esplosione dello yacht. Lo
sguardo di Jago era carico di speranza, ma la paura di ricevere
una delusione gli incrinava la voce.
Credi ai fantasmi, Jago.
E da quanto hai una relazione con mia madre?.
Da qualche anno, Jago.
Teresa Fonda arriv dalla cucina con un piatto di alici marinate.
 Mangiate qualcosa, a stomaco vuoto vi ubriacate
esclam in tono quasi allegro.
 Da qualche anno? mormor il ragazzo. E cosa c' di cos
brutto da doverlo tenere nascosto perfino ai figli?.
 Volevo evitare proprio quello che  successo adesso,
Jago. Teresa aveva le guance rigate di lacrime, ma si impose di
essere risoluta. Smettila di sognare.
 E pensate che sia cos facile? sbott lui e si alz di scatto
rovesciando la sedia. Sempre che quello che raccontate sia
vero.
 Entr in casa infuriato. Teresa gli corse dietro. Poco dopo
Raffaele sent lo scooter allontanarsi a gran velocit.
 Ha detto che va da Jacqueline, al ristorante singhiozz
Teresa, ma non si lasci abbracciare. Non sono riuscita a fermarlo.
Vuole parlarne con lei. Speriamo che non combini
qualche guaio. Scrisse un messaggio alla figlia, chiedendole di
chiamarla appena vedeva Jago. Ho paura disse infine.

 Tenne in mano la vecchia Beretta del padre per tutta la
notte. Ne accarezzava la canna quasi con dolcezza, mentre
Gulasch tremava accucciato sul suo grembo senza smettere di
leccarle la mano libera. Aveva tirato fuori la pistola dallo scomparto
segreto dello scrittoio Biedermeier che era sfuggito ai
poliziotti durante la perquisizione dell'appartamento, risparmiandole
almeno una denuncia per detenzione abusiva di armi
- erano troppo giovani per interessarsi ai mobili antichi, che
nella maggior parte dei casi erano dotati per l'appunto di uno
scomparto segreto.
 Si alz dalla poltrona solo una volta per mettere lo stretto
necessario nella falsa Birkin rossa, che non avrebbe attirato
l'attenzione quanto una valigia. Poi and in cucina a bere un
bicchiere d'acqua, spense la luce della sala e torn a sedersi
accanto alla finestra. I lampioni di fronte al teatro Rossetti
proiettavano sul soffitto il loro debole riflesso. L'auto con i due
agenti era immobile al suo posto. Sulle labbra di Daria spunt
l'accenno di un sorriso quando le scorsero davanti agli occhi le
immagini della sedia a rotelle che finiva davanti al camion. Il
cappello di feltro verde che volava sull'altra corsia mentre il
paraurti colpiva il vecchio travolgendolo e le pesanti ruote gli
passavano sopra. Aveva gridato? Daria non se lo ricordava. In
ogni caso non doveva aver sofferto molto, era successo tutto
troppo in fretta. Appoggiata con il cagnolino al guinzaglio a un
lampione distante solo pochi passi, era rimasta a guardare l'autista
che saltava gi dalla cabina e si prendeva la testa tra le
mani per l'orrore. Soltanto quando erano arrivate l'ambulanza
e la volante della polizia l'Angelo della morte si era staccata dal
lampione ed aveva raggiunto il primo agente.
 Si  gettato in mezzo alla strada aveva detto con voce
piatta. Era mio padre.
 Il poliziotto l'aveva accompagnata alla volante e fatta sedere
sul sedile posteriore. Lei aveva consegnato i documenti senza
bisogno che nessuno glieli chiedesse ed aveva comunicato il
nome del defunto, la sua data di nascita e l'indirizzo. Alla radio
gracchiava la voce dell'agente in centrale che inviava altre auto
di servizio.
 Lino La Rosa non le avrebbe pi rovinato l'esistenza. Qualunque
cosa fosse successa da allora in poi sarebbe stata niente
in confronto al fardello della sua vita passata. Presto Daria
Bono avrebbe compiuto quarantun anni, ventisette dei quali li
aveva trascorsi con quel cinico bastardo. Quasi tre decenni
senza sogni, senza speranze e senza amore. La fine per se l'era
sempre immaginata in maniera diversa. Fantasticava di continuo
sul momento in cui gli avrebbe puntato contro la pistola,
ma ogni volta lo rimandava perch non era quello giusto.
Voleva vederlo soffrire nel giorno del suo compleanno, a
maggio. Guardarlo mentre implorava piet fissando la canna
della sua Beretta. Lo avrebbe attirato sul Carso, in un posto
lontano dalle strade, sul ciglio di una delle tante voragini che si
aprono nell'altopiano. Prima di sparare si sarebbe presa il
tempo necessario, ascoltandolo piagnucolare terrorizzato. E
dopo lo avrebbe buttato nella foiba. Sarebbe salita in macchina
senza voltarsi indietro neanche una volta e avrebbe fatto
ritorno in citt. La sera avrebbe iniziato a cercare il vecchio
girando per i bar e le sale da gioco del centro e infine si sarebbe
presentata in preda all'ansia dalla polizia per denunciarne la
scomparsa. Il cadavere sarebbe stato ritrovato per puro caso
solo anni pi tardi, una volta che lei fosse sparita dalla circolazione
da un pezzo.
 L'indomani sarebbe uscita di casa senza fretta alla solita ora,
avrebbe lasciato che Gulasch facesse i suoi bisogni sui vecchi
platani di viale XX settembre, avrebbe bevuto il caff e letto il
giornale in piazza San Giovanni, poi sarebbe andata al Residence
Golden Age.

 Dare la caccia a un malvivente sparito dalla faccia della terra
un quarto di secolo prima non rientrava nei progetti per le ferie
di Proteo Laurenti. In realt, dopo la prima settimana a Trieste,
lui e Laura avrebbero voluto passare dieci giorni con la famiglia
del commissario a Salerno, la citt in cui era nato, e poi poltrire
ad Acciaroli, nel Cilento, dove il fratello maggiore di Proteo
aveva una casa. Al sud l'estate durava pi a lungo, e a fine stagione
avrebbero avuto le spiagge e le baie tutte per loro.
Per lo meno cos aveva raccontato la sera precedente al
compagno di Livia, dopo averli raggiunti affamato nel piccolo
ristorante sul mare. L'avvocato di Francoforte non corrispondeva
del tutto al clich del tedesco sapientone, era stato
costretto ad ammettere Laurenti suo malgrado. Ora che finalmente
non aveva troppa gente intorno Dirk faceva pi
domande che commenti, incoraggiando il commissario a illustrargli
poco alla volta le caratteristiche della criminalit sul
confine nord-orientale, una zona solo in apparenza tranquilla
come volevano far credere le statistiche. Da l passavano le attivit
del crimine organizzato di tutta Europa, per decenni gli
istituti finanziari erano stati specializzati negli affari con l'est e
il porto aveva fatto la sua parte. Molto lentamente la citt di
Trieste aveva iniziato a trovare il suo nuovo ruolo in Europa e
forse anche a sfruttare tutte le sue potenzialit, nonostante il
rischio che, come in passato, dietro le quinte venissero gettate
le basi per impedire qualunque rinnovamento. Erano sempre
invisibili rapporti di potere a stabilire se andare avanti o tornare
indietro. A causa del prolungato letargo nessuno decideva
mai niente, ma in compenso erano tutti bravi a scaricare la
colpa anche di questo su fantomatici registi occulti. Laurenti
non aveva parlato del caso a cui stava lavorando, per aveva
scoperto che Dirk si occupava di acquisizioni ostili, bancarotta
fraudolenta, manipolazioni dei tassi Euribor, truffe finanziarie
ed insider trading. Attivit avvincenti e oltremodo complesse,
aveva dichiarato il compagno di Livia, dal momento che non ci
si poteva fidare nemmeno dei propri clienti. Direttori di banca,
consiglieri di amministrazione, membri dei comitati di vigilanza
- tutti aspettavano solo che lui trovasse i punti deboli
nell'atto di accusa. Reati che riguardavano il destino di milioni
di persone. Proteo Laurenti era stato soddisfatto che Dirk
ordinasse un'altra bottiglia di vino e alla fine pagasse il conto.
A casa si era seduto in terrazza con la moglie per godersi la
pace della notte mentre il cielo diventava sempre pi scuro.
L'eclissi totale di luna iniziava alle due, aveva detto Laura, in
pochi l'avrebbero vista.

 Quando il telefono lo strapp dal sonno alle 4.10 Laurenti
aveva dormito appena un'ora e mezza. Evidentemente quella
settimana erano tutti in combutta per fare di lui una persona
mattiniera. Dal respiro regolare di Laura al suo fianco concluse
che la moglie non aveva nemmeno sentito gli squilli. Proteo
usc in punta di piedi dalla camera e rispose dopo essersi
chiuso la porta alle spalle. Era esploso uno yacht in Sacchetta,
fu la secca comunicazione. Il proprietario era l'avvocato
Domenico Carf.
 La chiamata non era del procuratore Scoglio che gli aveva
mandato a monte le ferie. Almeno poteva rifarsi su qualcuno
dopo aver esaminato il luogo del reato, si consol Laurenti
salendo in macchina senza neppure aver bevuto il caff.
 A quell'ora la Costiera era deserta e anche sulle Rive ed in
piazza Unit non c'era anima viva, solo le autopompe dei vigili
del fuoco con i lampeggianti visibili gi da lontano. Le fiamme
non erano ancora state domate e le scintille schizzavano nel
buio, un paio di curiosi osservavano la scena dal molo.
Nottambuli, probabilmente, che non andavano a letto finch non
aprivano le prime panetterie che vendevano cornetti caldi.
L'operatore della locale rete televisiva invece aveva gi piazzato la
telecamera sul cavalletto. Laurenti not con sollievo che era
arrivata solo un'ambulanza, i paramedici erano appoggiati alla
fiancata e guardavano i vigili del fuoco al lavoro.
 Un'eclissi totale di luna era l'ideale per commettere un crimine,
riflett il commissario mentre un agente gli faceva il
saluto e spostava la transenna per lasciarlo passare. Quando
scese dalla macchina la telecamera ruot verso di lui che si
volt dall'altra parte. Pina Cardareto lo stava aspettando. A
giudicare dai capelli arruffati che andavano in ogni direzione
anche lei era stata buttata gi dal letto senza troppi riguardi.
Jeans e maglietta nera, il calcio della Beretta che spuntava dalla
cintura, gli rifer a grandi linee l'ora e la dinamica dell'esplosione.
L'ispettrice capo manifestava un preoccupante eccesso
di adrenalina che coloriva anche il suo resoconto.
Per il momento non risultano feriti.
 come quella volta con Diego Colombo.
 Questi yacht hanno a bordo due serbatoi con migliaia di
litri di carburante, ma non esplodono da soli. Quando vanno a
fuoco c' sempre la mano di qualcuno. Come sa, appartiene
all'avvocato Carf, per questo l'ho informata, commissario.
 Dei tre ponti sopra coperta erano rimasti solo alcuni montanti
in metallo, le pareti si erano fuse, lo scafo somigliava ad un
mozzicone di candela. Poco alla volta l'incendio fu spento e le
sostanze estinguenti vennero aspirate via dall'acqua insieme ai
residui di carburante. Due monitor erano ancora puntati in
direzione della poppa, su cui a intervalli regolari spruzzavano
montagne di schiuma.
 Ha fatto bene, Pina. Basta superare il trauma iniziale del
risveglio, poi si prende il via. Carf  stato avvisato?.
 Pina scosse la testa con un sorrisetto perfido. No, se nel
frattempo non ci ha pensato qualcun altro. Non volevo
toglierle questa soddisfazione.
 E se non lo chiamassimo? Potremmo aspettare che lo
venga a sapere dal telegiornale.
 Andr su tutte le furie, poco ma sicuro, per ci sto. Ogni
volta che gli saltano i nervi peggiora la sua situazione.
Cosa dicono i vigili del fuoco?.
 Il comandante conferma solo il sospetto che sia opera di
terzi.
 Lasciamoli lavorare, Pina. Ho urgentemente bisogno di un
caff.
 A quest'ora, commissario, o lo prendiamo al porto o ce lo
facciamo in ufficio.
 Andiamo disse Laurenti consegnandole le chiavi della
macchina. Dopo vorrei che mi mostrasse le registrazioni della
telecamera di sicurezza posizionata davanti al Residence
Golden Age n. 2 in via Carducci e di quella all'ospedale Maggiore.
E in cambio io le racconter di Daria Bono.
 Oggi sar una giornata molto lunga comment l'ispettrice
capo spostando in avanti il sedile e mettendo in moto.
 O molto breve, mia cara Pina. Il commissario si aggrapp
alla maniglia quando la collega schiacci l'acceleratore.
Tecnicamente sono ancora in ferie.

 Anche se gli sportelli aprivano alle otto e mancavano tre
ore, i primi profughi erano gi radunati davanti alla questura,
sempre che non avessero passato la notte sui gradini all'ingresso.
Tutte le edicole della citt erano ancora chiuse, e
mentre la macchina per l'espresso si scaldava Laurenti and sul
sito del Piccolo e scaric il giornale, che al secondo caff si apr
a schermo intero sul suo computer. Naturalmente in prima
pagina campeggiava la notizia dell'orribile morte di Lino La
Rosa corredata da una foto del camion e del luogo dell'incidente,
e accanto un velenoso articolo di spalla che esigeva maggiore
sicurezza per i disabili. All'interno i lettori trovavano
informazioni sul Residence Golden Age e sulle abitudini dell'ex
maresciallo della guardia di finanza. Non solo veniva ripercorsa
la sua vita e ricordata l'accusa di corruzione e ricatto nei
confronti di vari evasori fiscali, ma era riportato anche l'elenco,
con tanto di mappa, dei bar e delle sale da gioco che La Rosa
frequentava ogni mattina sette giorni su sette. Il giornalista
della cronaca locale non aveva lesinato sulle ricerche, tuttavia,
con sollievo del commissario, non aveva ancora subodorato
nulla sulla figlia, le perquisizioni, i collegamenti con il magazzino
della GelFish in Porto Vecchio e con l'avvocato Carf.
Finito di leggere Laurenti chiam Pina, che nel frattempo
aveva caricato i filmati delle telecamere di sicurezza.
 Il primo  quello della telecamera all'ingresso del Golden
Age disse. Le riprese duravano trenta secondi, poi l'individuo
carico di bagagli svolt in una laterale uscendo dall'inquadratura.
Lo zaino  abbastanza grosso da contenere la cassaforte,
e si capisce chiaramente che pesa parecchio.
 Pina ingrand alcuni particolari con lo zoom e Laurenti si
morse il labbro aspettando in silenzio che sul monitor comparisse
la sequenza del parcheggio davanti all'ospedale.
 A essere sincero speravo di essermi sbagliato per via della
cattiva qualit delle stampe.
 La poliziotta lo guard incuriosita. Mi sta dicendo che lo
conosce, commissario?.
Non ho dubbi. Laurenti annu e si strinse nelle spalle.
Allora avremmo potuto arrestarlo gi ieri sera. Chi ?.
 Ha ragione, Pina, ma non c'era fretta. Si chiama Jago
Fonda,  il figlio della giornalaia.
E adesso, commissario?.
 Procediamo al fermo, prima per parli con gli agenti che
sorvegliavano la madre. Voglio sapere se lei era al corrente. Io
do la sveglia al procuratore.
Far salti di gioia, capo.
 Laurenti and nel suo ufficio e compose il numero. Diversamente
da come erano rimasti d'accordo, il cellulare di Scoglio
era spento. Prov al fisso, anche se non nutriva molte
speranze che la gentile consorte se lo fosse ripreso tanto in
fretta. E invece, contro ogni previsione, lui rispose al terzo
squillo.
 E c'era bisogno di telefonarmi a quest'ora? brontol
dopo aver saputo dello yacht incendiato in Sacchetta.
In sottofondo la moglie strepitava in tono alquanto indispettito.
 Laurenti sent tutto parola per parola e sogghign
soddisfatto. Nella loro lunga vita matrimoniale Laura gli aveva
fatto scenate per un sacco di motivi, ma mai per qualcosa che
riguardasse il suo lavoro. Mentre il commissario gli riferiva
delle telecamere di sicurezza Scoglio doveva essere uscito dalla
camera, la petulante voce femminile arrivava sempre pi attutita.
Al termine del resoconto il procuratore inve perch la
polizia avrebbe potuto arrestare il figlio della giornalaia anche
senza mandato, ma promise lo stesso di farlo trovare pronto
nel suo ufficio nel giro di un'ora.
 Quando Laurenti riattacc Pina era gi seduta di fronte a
lui con espressione trionfante. In teoria abbiamo tempo fino
a stasera, capo. Ieri Jago Fonda ha prenotato con la carta di
credito della madre un volo Alitalia per Buenos Aires con scalo
a Roma.
 Cosa?. Laurenti interruppe con un gesto della mano Pina
che stava per ripetere l'intera frase dall'inizio, si alz e and in
anticamera per il terzo caff.
Ne vuole un altro, Pina? domand alzando la voce.
Se lo prepara lei volentieri. Io sono negata.
Zucchero?.
Tre, grazie. E parecchio latte.
 Glielo port nero. Non si rovina cos un caff, Pina.
Anche se capisco che con la brodaglia che fa lei siano provvedimenti
necessari.
 Al primo sorso Pina storse la bocca e butt gi il resto tutto
in una volta.
Ha il numero del cellulare di Jago?.
Lei annu.
 Bene, lo faccia localizzare dai colleghi. Devono comunicarci
ogni cambiamento di posizione. Non andr lontano. Un'altra
cosa, se tenta di fuggire vi proibisco di usare le armi. Chiaro?.
 Pina annu di nuovo, sfil la pistola dalla cintura, tolse il
colpo in canna e lo rimise nel caricatore. Mentre uscivano dall'ufficio
arriv Battinelli.
 Ho saputo dell'attentato disse come per giustificarsi di
essere gi in piedi a quell'ora.
Bene, vieni con noi.
 Ho anche scoperto chi ha consegnato la bara piena di
quadri e gioielli. All'undicesimo tentativo ho beccato la persona
giusta. Un certo Corrado Giuliani, proprietario dell'agenzia
di onoranze funebri Pace Eterna a campo San Giacomo.
La cassa  stata ordinata per telefono da Daria Bono.
 Una cosa alla volta replic Laurenti. Lui lo lascio alle
amorevoli cure di Marietta, ma se la butto gi dal letto adesso
lo fa fuori direttamente. Aspettiamo.
 Alle sei meno un quarto l'Alfa Romeo si ferm in via Giulia
accanto alla FIAT dei colleghi del turno di notte che sorvegliavano
Teresa Fonda dalle due. Laurenti li incaric di piantonare
i vicoli intorno alla casa nell'eventualit che Jago tentasse di
fuggire dal giardino. Forn una descrizione del ragazzo con
poche frasi mirate e, prima ancora che si attaccassero al campanello,
la porta si spalanc. Teresa si era messa un paio di
dcollet chiare con plateau e tacco stiletto, rossetto bordeaux
e un tubino color sabbia che la faceva somigliare a una clessidra.
In mano aveva la borsa e le chiavi, evidentemente era
diretta all'edicola in piazza San Giovanni, come ogni mattina
alla stessa ora da venticinque anni. Aveva il viso segnato e
profonde occhiaie. And incontro a Laurenti.
Dov'? Lo avete trovato, Proteo?.
Di chi parli, Tessie?.
 Ieri sera Jago mi aveva promesso di tornare a casa, invece
non  rientrato. Voleva passare da Jacqueline al ristorante,
verso mezzanotte, per lei non lo ha visto. Non ho smesso un
attimo di chiamarlo al cellulare, ma non risponde. Cosa gli 
successo?.
 Sono io che lo chiedo a te. Mi hai raccontato che a volte resta
fuori tutta la notte, come del resto mio figlio Marco. Sono maggiorenni.
Come mai sei cos sconvolta? Cosa ha combinato?.
 Teresa lo osserv con diffidenza prima di rispondere. Solo
una divergenza di opinioni tra madre e figlio. Nulla di grave
disse infine. Ma voi cosa ci fate qui? E in cos tanti, poi.
 Solo una divergenza di opinioni tra giustizia e criminalit,
Tessie. Nulla di grave. Dici che non  in casa, ma noi dobbiamo
verificare lo stesso. Immagino ci lascerai entrare.
 Senza aspettare risposta il commissario fece un cenno a
Pina e Gilo che superarono la giornalaia e imboccarono la
porta. L'ispettrice capo sal al piano di sopra, Battinelli perlustr
le altre stanze ed il giardino sul retro, poi scese in cantina.
 Cosa  successo, Proteo? Sono sua madre, devi dirmelo
lo scongiur Teresa.
 Non capisco mai se mi prendi in giro, Tessie. Tuo figlio 
in un bel guaio, e di sicuro tu lo sapevi prima di noi. A quanto
pare ha deciso di fare carriera come scassinatore. E purtroppo
ha rubato un oggetto che interessa anche il mio dipartimento.
 I due poliziotti tornarono, Pina scosse la testa. Il letto non
 stato toccato.
 La signora Fonda ha detto la verit aggiunse Gilo. Ma
anche se il ragazzo non ha dormito qui, in cucina ci sono tre
bicchieri da vino. Vuole che li porti via?.
 Laurenti fece cenno di no. Non ci servono. Bere vino non
 ancora un reato. Dov' tuo figlio, Tessie? Magari sta andando
all'aeroporto? Eppure il suo volo parte stasera.
Lei arross. Devo rispondere, commissario?.
 Non devi, per mi fa piacere vedere che tutta la tua preoccupazione
 svanita di colpo. Ti accompagniamo per un
pezzo?.
Preferisco prendere l'autobus.
 Dimenticavo, Tessie. Chiamami se trovi un'altra fotocopia
all'edicola.
 Lei gli afferr il polso e lo fiss negli occhi quasi volesse trafiggerlo
con lo sguardo. Prometti di tenermi informata su
tutto ci che riguarda Jago. Trattatelo come si deve, per
favore.
 Teresa Fonda chiuse a chiave la porta di casa e si diresse
verso la fermata. Quando i poliziotti arrivarono in via Giulia
l'autobus era gi ripartito.
 La sorveglianza di Teresa Fonda  sospesa disse il commissario
ai due agenti che correvano verso la macchina per
seguirla. Continueremo a tenere sotto controllo il suo cellulare
e l'accesso a internet. Ora andate a casa e fatevi una bella
dormita, ve la siete meritata.
 Gran pezzo di donna, la sua amica Tessie mormor l'ispettrice
capo accendendo il motore.
 Finch lo dice lei, Pina, forse non  un commento politicamente
scorretto.
 Abbiamo il segnale annunci Battinelli mentre tornavano
verso il centro. Jago  sul Carso, il suo telefono ha agganciato
una cella di Aurisina.

 Contrariamente alle proprie abitudini quella mattina Daria
Bono non aspett l'apertura del Malabar davanti alla porta, ma
accanto ai giardinetti intorno alla statua di Verdi. La saracinesca
del locale si sollev, per la giornalaia non usc. La
Necrofila fece il giro di piazza San Giovanni sbirciando senza
dare nell'occhio l'edicola sull'altro lato della strada, dove
Teresa Fonda - per i suoi gusti vestita come una bomboniera
piena di caramelle - serviva i primi clienti senza guardare verso
di lei. Nonostante il riflesso della porta a vetri, le sembr che
non ridesse n civettasse come al solito. L'Angelo della morte
torn indietro, entr nel bar e per prima cosa sfogli il giornale.
Come immaginava, trov un articolo a tutta pagina dedicato
alla dipartita di suo padre. Il camion e i resti della sedia a
rotelle risaltavano nella grande foto a colori, e una pi piccola
mostrava perfino la placca del Residence Golden Age sul portone
in via Carducci. Un box a parte ripercorreva la vita del
maresciallo e le colpe che non aveva scontato. I redattori avevano
riesumato dall'archivio perfino un'immagine in bianco e
nero del 1991. Un'ambulanza e un'auto della polizia municipale
sul luogo dell'incidente davanti alla torrefazione La
Colombiana, dove suo padre era stato investito la prima volta.
Da Teresa Fonda. Purtroppo era sopravvissuto, pens Daria
continuando a sfogliare il giornale. Un'intera pagina era occupata
dai necrologi di un influente avvocato massone, di cui
chiunque a Trieste sapeva che per decenni aveva dettato legge
insieme a una ristretta cerchia di baroni. Tutti i pezzi grossi si
univano con grande opportunismo al cordoglio dei familiari. A
quanto pareva nessuno osava brillare per la propria assenza. Al
funerale avrebbero partecipato al gran completo i nomi pi in
vista della citt, compresi i presunti nemici del defunto. Quel
giorno sarebbe stato facile fare man bassa ma sfortunatamente,
con l'arresto di Dardan e Toni, Daria Bono aveva perso i suoi
aiutanti pi affidabili. Lasci sul bancone i soldi del caff e
come sempre usc dal bar senza salutare. Constat senza battere
ciglio che i due agenti la aspettavano fuori e quando si
diresse alla casa di riposo la seguirono a distanza.
 Un'ora prima rispetto alle altre mattine sal in ascensore al
quarto piano, and con passo deciso nel suo studio tirandosi
dietro Gulasch al guinzaglio e, diversamente dal solito, chiuse
a chiave la porta. Spost lo scaffale che nascondeva l'accesso
all'ala adiacente e dopo essere passata lo rimise al suo posto.
Infil il cagnolino bianco nella Birkin rossa insieme agli effetti
personali ridotti al minimo e alla Beretta del padre, ma affinch
Gulasch scomparisse del tutto dovette togliere il pullover leggero
e appoggiarlo sull'apertura. Ora spuntava solo il muso.
L'Angelo della morte attravers in fretta il corridoio del Residence
Golden Age n. 2 e scese le scale senza chiamare l'ascensore.
Aspett nell'atrio che alcune persone uscissero dal
palazzo e raggiunse il parcheggio coperto in largo Barriera
Vecchia. Solo quando fu in macchina liber il cagnolino dalla
sua prigione e lo mise sul sedile di dietro, lui si alz sulle zampe
e guard fuori dal finestrino. Settantacinque chilometri la
separavano dalla stazione di Udine, dove avrebbe preso l'Intercitybus,
il confortevole pullman a due piani delle ferrovie
austriache, fino a Villaco per poi proseguire in treno verso l'aeroporto
di Vienna-Schwechat. L avrebbe comprato un
biglietto per il primo volo su cui avessero fatto salire il cane. La
destinazione non le interessava. Non si sarebbe fatta arrestare
per Lino La Rosa.
 Mentre percorreva di nuovo via Carducci passando davanti
al Golden Age tenne gli occhi fissi sulla strada. La trad solo la
testa del piccolo cane bianco al finestrino della macchina rossa,
che non sfugg a uno degli agenti di guardia sul marciapiede. I
due poliziotti iniziarono a correre, l'auto di servizio era ancora
parcheggiata in piazza San Giovanni, distante qualche centinaio
di metri. In viale Miramare Daria Bono li vide nello specchietto,
ma erano lontani, a quell'ora il traffico era intenso e la
loro macchina pi lenta della sua, non l'avrebbero raggiunta.
Dopo il bivio per il castello pot finalmente accelerare e staccarsi
dalla coda. Lanci al massimo il suo bolide rosso, effettuando
azzardati sorpassi in curva e correndo a tutta velocit
sulla Costiera verso la stazione. L'Angelo della morte era sicura
di seminare gli inseguitori.

 Una prima striatura argentata sorse a oriente sull'oscurit
del Carso e si allung sotto il cielo buio. Jago Fonda non aveva
chiuso occhio per tutta la notte. Era tormentato dai sensi di
colpa per non aver risposto alle telefonate della madre. Seduto
nella roulotte, studiava il suo vecchio piano. Aveva tenuto
qualche migliaio di euro della somma trovata nella cassaforte
di Lino La Rosa prima di lanciare il resto contro la finestra
della vedova dell'autista. Sarebbero bastati per un po'. Soprattutto
dopo essersene andato dall'Europa. Da altre parti, aveva
sentito dire, i soldi valevano di pi.
 Quando verso le sette si era avvicinato ai cespugli per svuotarsi
la vescica aveva sentito il rumore di una macchina che
procedeva sulla strada principale a un'andatura insolitamente
lenta. Nemmeno i pensionati ubriachi guidavano in quel modo
quando in pieno giorno uscivano barcollando da una delle
tante osmize disseminate sull'altopiano. Jago avanz di qualche
metro nel bosco e riconobbe l'auto di Laurenti con tre persone
a bordo. L'imbocco del sentiero era mezzo nascosto dai fitti
arbusti, ma se ci passavano davanti ancora un paio di volte lo
avrebbero trovato presto. Corse alla roulotte pi veloce che
poteva, afferr portafoglio e passaporto e mise in moto la vecchia
BMW Touring gialla di Diego. Era pratico della zona.
Guid sicuro tra gli alberi passando sulle grosse radici scoperte
e si ferm a dieci metri dalla provinciale, spense il motore,
scese, torn indietro per un breve tratto e rest in ascolto nel
silenzio del mattino. In basso vedeva la sua roulotte.
 Era qui fino a poco fa grid una voce di donna. Il caff
 ancora tiepido. Non pu essere lontano. Faccio partire le
ricerche?.
 S, ma non  una caccia all'uomo, Pina. Dia solo le disposizioni
di routine e niente armi. Si assicuri di essere chiara. Non
andr lontano, l'aeroporto e il confine sono sorvegliati. Mandi
qui una squadra che resti di pattuglia. Do un'occhiata alla roulotte,
poi ce ne andiamo. Gilo, ho bisogno dei guanti di lattice
e delle buste per reperti.
 Jago aveva sentito abbastanza, questione di pochi minuti e
il commissario avrebbe trovato i tre dipinti. Ormai non si trattava
pi solo del furto con scasso nell'appartamento di La
Rosa. Risal in macchina e dopo essersi allontanato diede gas.
Attravers Aurisina e raggiunse Sistiana, svolt sulla Costiera
in direzione Trieste e prosegu spingendo sull'acceleratore. Se
quello che aveva detto il commissario era vero, poteva nascondersi
solo in citt. Oppure lo sbirro aveva parlato apposta a
voce alta per farlo cadere in trappola?
 Ora non aveva pi tempo per scoprirlo. Di l a poco la
polizia avrebbe controllato tutte le strade in entrata e in uscita.
Il traffico dei pendolari che tornavano a casa era iniziato, e
Jago superava come poteva un'auto dopo l'altra ignorando i
clacson e i fari che lampeggiavano arrabbiati nello specchietto.
Un cantiere stradale lo costrinse a immettersi di nuovo nella
colonna, la macchina dietro di lui strombazz. Poco prima
della galleria naturale ricavata nella falesia Jago inizi una
nuova manovra di sorpasso, ma quello che lo precedeva scart
bruscamente verso il centro della carreggiata. Non aveva abbastanza
spazio, doveva aspettare la fine della galleria, ma all'improvviso
dalla direzione opposta due abbaglianti si
avvicinarono a tutta velocit sulla sua corsia. L'auto rossa tampon
il parafango del veicolo davanti, sband e si schiant
contro il muso della BMW di Jago. Le due macchine iniziarono
a ruotare su se stesse ed andarono a sbattere contro le rocce. Il
colpo dell'impatto e lo stridere della lamiera che strusciava
contro le pareti furono amplificati dall'eco nella galleria. Poi
cal il silenzio. Fu interrotto soltanto dalle grida delle persone
che accorrevano.

 Quando poco dopo le nove la giornalaia vide l'espressione
preoccupata del commissario fermo sulla soglia dell'edicola le
si riempirono gli occhi di lacrime. Appese in fretta il cartello
con la scritta "Torno subito" alla porta a vetri e chiuse a
chiave.
 Se la caver, Tessie. Laurenti non cerc di stringerla tra
le braccia per consolarla. Jago  stato incredibilmente fortunato.
Vengo dal luogo dell'incidente, i medici del pronto soccorso
di Cattinara sono abbastanza ottimisti. Si  fratturato
tutte le ossa possibili, ma nessuno degli organi interni ha subto
lesioni e non  in pericolo di vita immediato. Per ci vorr
molto prima che lo rimettano in sesto.
 Fuggiva da voi. Teresa Fonda lo guardava come una pantera
pronta a balzargli addosso.
 No, non gli stavamo dando la caccia.  fuggito da solo. I
miei uomini andavano nella direzione opposta, seguivano la
donna coinvolta nell'incidente, che  morta sul colpo. Secondo
le prime testimonianze Jago correva come un pazzo mettendo
in pericolo gli altri con la sua guida da incosciente, ma quando
la donna ha perso il controllo dell'auto e ha invaso la sua corsia
non ha potuto fare nulla per schivarla.  stata una disgrazia.
Gli agenti erano un paio di macchine dietro di lei. Se vuoi, ti
accompagno in ospedale.
 Chi era la donna? singhiozz Teresa scuotendo con decisione
la testa.
Oggi hai ricevuto fotocopie?.
 No. Ma adesso cosa c'entra? Ti ho gi detto che ti avrei
avvisato.
 Quella con il cagnolino bianco che vedevi tutte le mattine
al Malabar. Triplice frattura delle vertebre cervicali. Era la
figlia dell'uomo in prima pagina. Laurenti tamburell con il
dito sulla pila di giornali. Non la vedrai pi.
 Non seppe decifrare il leggero tremito della bocca di
Teresa. Era un sorriso o stava piangendo?
 Comunque per tuo figlio non sar una passeggiata, Tessie.
Nella sua roulotte sono stati ritrovati tre dipinti di grande
valore. La Madonna della Vittoria di Mantegna, il Salvator
Mundi di Crespi e la Maddalena penitente del Tintoretto.
Dovresti conoscerli, sono quelli delle fotocopie che per mancano
nell'inventario del magazzino in Porto Vecchio.
 Ora finalmente ci credi che Diego non c' pi da venticinque
anni?. Le parole tra riso e pianto erano taglienti.
 Forse non c' mai stato, Tessie. Non devi pi nasconderti
per incontrare Raffaele Maran. Non c' niente contro di lui, le
supposizioni non contano. Jago per  nella merda fino al
collo. Nella roulotte nascondeva anche dell'esplosivo, il
Nonex.  stato usato per far saltare in aria la facciata del MIB
durante il furto al magazzino della GelFish e, se non ho preso
una cantonata, anche uno yacht in Sacchetta stanotte. Verr
analizzato dalla Scientifica. Probabilmente lo ha rubato alla
cava. Lo sapremo presto. Trovagli un buon avvocato, Tessie.
Ha sulla coscienza anche l'autista del camion che ha usato in
Porto Vecchio. Forse una perizia psichiatrica potrebbe salvarlo.
Davvero non vuoi andare in ospedale?.
 Pi tardi, Proteo. Mentre lo operano non me lo lasciano
certo vedere.
 La giornalaia tolse il cartello dalla porta per far entrare i
clienti che aspettavano fuori. Quando Laurenti si accorse che
malgrado gli occhi rossi riusciva a sorridere e scherzare come
sempre se ne and in silenzio. Nemmeno il trucco rovinato
sembrava importarle.

 A mezzogiorno il commissario radun i colleghi al tavolo
riunioni nel suo ufficio per tirare le fila. Marietta rifer con un
compiacimento quasi sadico il confronto con l'avvocato
Domenico Carf, quando lo aveva informato che avrebbe avuto
bisogno di uno yacht nuovo si era messo a strepitare. Battinelli
invece aveva convocato per il pomeriggio Corrado Giuliani,
l'impresario funebre. Le impronte rilevate sulla bara appartenevano
inequivocabilmente a Daria Bono. Pina aveva davanti
il prelievo effettuato sulle suole delle scarpe indossate da Jago
Fonda al momento dell'incidente, che aveva sequestrato in
ospedale. Le orme erano identiche a quelle trovate nel corridoio
del Residence Golden Age n. 2 dopo il furto nell'abitazione
di Lino La Rosa.
 Non avete ancora finito concluse Laurenti. Attenzione a
non tralasciare niente quando stendete rapporti e verbali. Per
sicurezza fate un controllo incrociato.
E tu? domand Marietta indignata.
 Io sono in ferie, tesoro. Ora telefono al procuratore, poi
mi faccio una bella nuotata e finalmente una dormita come si
deve. E dopo....
Va' al diavolo, capo.
...
.
...
FINE.